lunedì 9 febbraio 2009

Soprusi da parte di un pubblico ufficiale: abrogata la legge che proteggeva il cittadino dagli abusi di un pubblico ufficiale

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Il Governo lo scorso 22 dicembre con il decreto legge nr. 200 ha volutamente cancellato una norma che garantiva al cittadino di tutelarsi nei casi di sopruso perpetrato da autorità pubbliche. E’ stato abrogato infatti il decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che all’art. 4 prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».

L’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288 dispone, infatti, che non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 337 e all’articolo 339, comma 2, codice penale quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al reato preveduto nell’articolo 337 c.p. eccedendo con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni.

Quindi se un cittadino si troverà a protestare perché lotta per il proprio posto di lavoro o per rivendicare diritti cancellati e le forze di polizia caricheranno a colpi di manganellate, l’eventuale reazione di un cittadino inerme che vorrà soltanto difendersi da un eventuale aggressione immotivata da parte delle forze dell’ordine, darà luogo inevitabilmente all’arresto e non potrà denunciare di essere stato vittima di un sopruso.

Nel codice penale, infatti, alcuni articoli puniscono la resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale con pene che possono arrivare fino a 5 anni di carcere. Però, grazie all’articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 il cittadino poteva denunciare l’eventuale sopruso che aveva subito.

Una norma tutt’altro che desueta, e anzi applicata spessissimo come ad esempio dalla Corte di Cassazione nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l’ammanettamento di una persona infondatamente sospettata d’essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l’ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l’ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Corte Costituzionale l’ha esaminata ancora nel 2007 nell’ordinanza numero 36.

Questo decreto legge sbandierato ai quattro venti come risolutivo per abrogare 29 mila leggi ormai obsolete, dovrà entro il 20 febbraio tornare alla Camera per essere convertito definitivamente in legge. Se il Governo porrà l’ennesima fiducia, sarà chiaro il disegno che si vuole percorrere.

Un’altra notizia sparita.


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Anche qui un chiaro indirizzo da seguire per il nostro Governo: l'arruffianamento della forza pubblica.

Io dico che chi veste una divisa ha più di un obbligo morale, oltre a quelli dettati dalla legge.

Gli operatori della forza pubblica ogni giorno mettono a repentaglio la loro incolumità per garantire la nostra, ma anch'essi non devono trascendere, a maggior ragione non lo devono fare, visto che indossano una divisa e sono stipendiati da noi.


O no!


Passateparola

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