lunedì 6 aprile 2009

Bollettino del Regime: due perle

Eccole qua.

La prima nelle parole di Marco Travaglio:

Le minacce del presidente del Consiglio all’informazione non sono né “battute”, né “sfoghi”, né ”gaffes”, come le hanno subito liquidate gran parte dei giornali e la totalità dei telegiornali. Sono l’ultimo atto della putinizzazione del regime italiota, di cui fa parte la sindrome di Stoccolma con cui le vittime principali - i giornalisti - la subiscono, la metabolizzano, la minimizzano e la digeriscono.

Non dimentichiamo che questo volgare tirannello, in quindici anni, è riuscito senza colpo ferire a far fuori Montanelli, Biagi, Santoro, Luttazzi, Mentana, Freccero e Funari, per citare solo i bersagli più illustri. Ha mimato il gesto del mitragliatore dinanzi a una giornalista russa che aveva osato fare una domanda all’amico Putin. Ha seppellito i pochi giornalisti che lo criticano, italiani e stranieri, sotto una grandinata di cause civili per risarcimenti miliardari. Ha mobilitato le ambasciate italiane per protestare contro i giornali stranieri che lo dipingono per quello che è. Ha imbottito la Rai di suoi dipendenti e altri ne infilerà nei prossimi giorni. Sta tentando di imbavagliare Internet con leggi penose quanto i loro autori (il suo vero dramma è la rete, visto che manda in onda in presa diretta le immagini delle sue cazzate in giro per il mondo, rendendo vane le censure dei suoi maggiordomi televisivi).

Ora addita pubblicamente i giornalisti del suo codazzo, in gran parte già sdraiati ai suoi piedi, come “nemici dell’Italia”. Monologa dinanzi a loro, vietando di fargli domande (come se ne avesse mai ricevute). Minaccia “azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa” e ipotizza addirittura di dire “non guardate più una televisione”, lui che controlla due reti e due tg della Rai, tre reti e tre tg di Mediaset. Di fronte a questa deriva, gli appelli della Federazione della stampa e degli altri organismi di categoria, per quanto generose e doverose, sono del tutto inutili e sproporzionate alla gravità della situazione. L’Ordine dei giornalisti e la Fnsi dovrebbero invitare tutti gli iscritti a prenderlo in parola. Minaccia, “se le tv e le vignette e le cronache dovessero continuare”, di “non parlare più con nessuno”.

Benissimo: i giornalisti italiani disertino le sue finte conferenze stampa senza domande, all’estero e in Italia. Quando il ducetto è all’estero, ci saranno i giornalisti stranieri, che informeranno il mondo intero dell’assenza dei loro colleghi italiani. Quando è in Italia, resterà solo a cantarsele e suonarsele con Bonaiuti e i suoi dipendenti sparsi per gli house organ di famiglia. Solo una protesta corale e clamorosa della stampa libera, o di quel che ne resta, potrà finalmente costringere l’Unione Europea a fare ciò che oggi lo scrittore Antonio Tabucchi, presentando da Lucia Annunziata il nuovo libro di Antonio Padellaro, invocava a gran voce: un pronunciamento chiaro e netto sulla fine della democrazia in Italia.


La seconda invece nel blog di Grillo:

Gli italiani non meritano di farsi rappresentare dallo psiconano. Il peggio di un bauscia (sbruffone) e di un ganassa (sparaballe). Un baganassa. Il danno di immagine che provoca quest'ometto all'Italia è incalcolabile. Atteso dalla Merkel per la cerimonia sul ponte sul Reno, le ha fatto cenno che doveva terminare una telefonata. L'ha trattata come una serva e con lei il popolo tedesco. La telefonata è proseguita anche nel minuto di silenzio dedicato dai capi di Stato ai soldati caduti nelle missioni NATO. Chi muore giace e chi vive si dà pace al cellulare. I ragazzi che ho incontrato al Parlamento europeo di Bruxelles mi hanno spiegato che preferiscono farsi passare per greci, turchi, francesi, ma non italiani, si vergognano. Le nuove generazioni devono emigrare per mancanza di lavoro e nascondere la loro nazionalità. Chi a parte i piduisti, gli ex fascisti, i leghisti rinnegati vuole infatti essere associato ormai a Testa d'Asfalto?
Il Sublime Cafone non si accontenta di esporre l'Italia al ridicolo, ma, come nel suo costume, minaccia. Nei confronti della stampa italiana ha detto: "Mi calunniano, tentato da azioni dure". Non si è ancora espresso verso i media stranieri che lo hanno fatto a pezzi, di certo è solo questione di ore. Bild, Frankfurter Allgemeine, Le Figaro, Le Monde, El Mundo, BBC, Telegraph e molti altri sono in attesa delle sue "azioni dure".
Lo psiconano è più letale, più efficace dei manifestanti di Londra e Strasburgo nel distruggere le istituzioni. Si chiamino G20, NATO, regina di Inghilterra, Obama. Ma anche magistratura, parlamento, governo. Ha il tocco magico. Trasforma in sterco tutto ciò che tocca. Avete in mente Fini e Bossi quindici anni fa? Guardateli ora. Ecco, lui li ha ridotti così. Vi ricordate gli italiani che sostennero Mani Pulite, le monetine a Bottino Craxi che si chinò a raccoglierle? Oggi sono diversi. Culo, tette e calcio. Lui li ha fatti a sua immagine e somiglianza. "Piange il telefono, perchè non hai pietà?"



VERGOGNA!

Intanto a Praga ieri due studenti italiani hanno esposto uno striscione al Presidente Obama, nel corso del suo discorso ufficiale nella capitale Ceca:



Gli unici TG che oggi hanno trasmesso questa sequenza di immagini sono stati il TG3 nell’edizione delle h 14.15 e delle h 19.00 e il TG La7. Il video sta passando nei servizi delle televisioni di tutto il mondo. Anche la Bbc e Cnn hanno inserito queste immagini nei serivizi dei loro corrispondenti da Praga

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