domenica 12 aprile 2009

Diffamatori e Denigratori non vanno in ferie

Per sostenere un Regime, si sa, occorre sempre creare e mantenere consenso.

Occorre anzitutto rassicurare il popolo che tutto va bene, anche e soprattutto quando non è vero.
Bisogna fare promesse rassicuranti anche quando si sa che non verranno mantenute.
Bisogna sorridere e cercare di apparire angeli demonizzando la controparte politica: facendosi amare, e facendo odiare gli altri, il popolo viene così educato a pensare come vuole il Dittatore di turno.

Quando si ha il controllo dei mass-media il gioco è facile:
i mass-media che si controlla direttamente (e cioè il delinquente di turno è proprietario di quella tv, o di quel giornale) allora ricevono ordini precisi, quelli che si controlla indirettamente (e cioè si è a capo di un esecutivo e c'è una tv di stato, con larga parte della stampa accondiscendente) cercano di non creare dispiaceri al delinquente dittatore.
Poi ci sono gli organi di comunicazione di cui non si ha il controllo: COME INTERNET E I BLOG, e allora bisogna cercare di bloccarli in qualche modo, con finte motivazioni sbandierate con scuse di facciata, il tutto per uccidere il dissenso, soprattutto quando proviene da chi non commette crimini (cosa che i dittatori invece compiono quotidianamente).

Se si sono commessi dei reati bisogna poi bloccare in tutti i modi chi è deputato ad accertarne il compimento e sanzionarli, staccando la magistratura inquirente (i Pubblici Ministeri) dall'ordine cui appartiene, e inviando ispezioni ministeriali che sottraggono atti di indagine agli operatori della Giustizia, infine occorre parlar sempre male della magistratura giudicante: appunto i Giudici, tutti cattivi persecutori del capo e della sua accolita di servi.

Il consenso va creato e mantenuto, quindi, la concorrenza va infangata e diffamata a ripetizione: così che chi legge i giornali o guarda la tv, a furia di sentire le menzogne prima o poi inizia a credere che siano vere.

Se si esautora un Parlamento poi è ancora più facile: un confronto in aula fa perdere tempo, e può creare problemi... un Dittatore e i suoi capricci non amano disenso o perdite di tempo.
I Dittatori odiano la Democrazia.
A colpi di fiducia, decreti legge e tentativi di distruggere i poteri di un Parlamento prima o poi il Regime si consolida e il gioco è fatto.

Se poi il capo, il Dittatore, è un delinquente, è un pluri inquisito, condannato anche con sentenze passate in giudicato, ha contatti e fa affari con le criminalità organizzate, e stringe legami con la più potente confessione religiosa che gli può garantre molti voti se ogni tanto le dà retta... il gioco è davvero fatto.

I vili e viscidi servitori di un Regime del genere allora non possono permettersi di andare mai in ferie, e quindi capita che anche a Pasqua si legga in un pezzo di carta igienica come il Giornale (anzi, peggio della carta igienica: quella almeno serve a pulire, mentre questo sporca se te lo passi lì) di punto in bianco metta in atto l'ennesimo (e pianificato a tavolino) passo verso la diffamazione di chi ancora è scomodo e malvisto dal Regime.

I servi del nostro regime hanno già ucciso la coscienza del paese, hanno azzerato il senso critico di tantissima gente, e dicono alla gente come pensare, cosa dire, chi votare, chi temere e odiare.
Essi parlano allo stomaco della gente, ed essa sorride e gli dà retta, contenta.

Vittima prima quel leviatano che era il Comunismo, oggi ridotto a una frammentazione di partitelli che portano tutti una piccola falce e un piccolo martello, e che, attaccati dai servi del dittatore, bisticciano e si frammentano.
Il centro sinistra, tutto il PD attuale, diventa uno sparring partner che accetta di essere deriso, offeso, diffamato e che quindi avendo paura di non deludere il popolo (ben guidato dai servi del Dittatore) china il capo e si conforma ai piaceri sozzi del Dittatore stesso.
Uguale fine hanno fatto i sindacati: marionette accondiscendenti di quanto il Dittatore vuole, sono diventati come i partiti politici, di cui ormai sono il serbatoio.

Rimane qualcuno da eliminare?

Sì: rimane uno dei pochissimi che ancora usa la testa, il cuore, e si idigna per e combatte contro le porcherie che il Regime fa passare ogni giorno sotto gli occhi della gente vestendole con la minigonna e il sorriso.

Anche oggi Antonio Di Pietro nelle pagine del Giornale è oggetto di calunnie studiate a tavolino, tese a minarne la credibilità come politico e come persona.

Di Pietro non è stato MAI condannato; raramente è stato rimandato a giudizio, ma quando lo è stato ha SEMPRE vinto le cause in cui veniva calunniato dai servi di turno del Regime che poi gli hanno pagato profumatamente i danni (ma questo i mass-media non lo dicono: al capo non fa piacere).

Leggete la prima pagina del Giornale di oggi, Pasqua.


ODIO questa FECCIA, ODIO questo REGIME.

IO uso la testa, il cuore, e combatto per tutti i Valori in cui credo: l'onestà, la legalità, la gente... diciamo in un solo concetto tutte quelle cose cose positive che sono l'antitesi di quanto il Dittatore e il Regime che lo serve fanno passare dappertutto.

Sono sempre più stufo di vedere infangati i pochi uomini validi che vivono in Italia, e stufo di vedermi riprendere quando anche io dico la mia: aprite gli occhi, Italiani!

Siamo in stato di emergenza democratica, teniamo duro: prima o poi tirerà le cuoia, quel BASTARDO.

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