giovedì 2 aprile 2009

Il Malaffare che protegge la Delinquenza: La legge del più forte

Peter Gomez

Il testo:

Intimidazione: non c'è un'altra parola per definire la decisione del Guardasigilli, Angelino Alfano, di avviare un'ispezione ministeriale contro i magistrati di Bari rei di aver messo sotto inchiesta e aver portato a processo il ministro per le Regioni, Raffaele Fitto.
Con in mano un esposto presentato due settimane fa dallo stesso Fitto e dal suo avvocato-parlamentare, Francesco Paolo Sisto, gli ispettori di Alfano entrano a Palazzo di Giustizia, mentre Fitto, già rinviato a giudizio per turbativa d'asta, attende di sapere dal gup se andrà alla sbarra anche per associazione per delinquere, concorso in corruzione, illecito finanziamento ai partititi, falso e peculato.
Una brutta storia di tangenti di cui Fitto, quando era ancora governatore della regione Puglia è stato protagonista, secondo l'accusa, insieme al re delle cliniche private Giampaolo Angelucci, all'imprenditore campano legato alla Margherita, Alfredo Romeo, e a una serie di esponenti della Compagnia delle Opere.

In passato l'assoluta regolarità e legittimità dell'operato dei pm che avevano condotto le indagini era stata sancita dal Consiglio superiore della magistratura al quale proprio Fitto si era già rivolto. Ovvio, quindi, che se un domani il Csm dovesse tornare a valutare il comportamento dei magistrati baresi ben difficilmente ribalterà quel giudizio.

Restano i dati di fatto: se un ministro rischia di finire sotto processo il Guardasigilli interviene. Il messaggio dunque è chiaro: chi tocca i fili o muore, o si fa molto male. È la legge del più forte. Ed è un antipasto di ciò che accadrà durante la prossima estate se il premier uscirà dalle elezioni europee guadagnando ulteriori consensi. Un Silvio Berlusconi mattatore avrà buon gioco a far approvare dal parlamento non solo le leggi bavaglio sulle intercettazioni e sulla stampa (peraltro già in gran parte auto-imbavagliata). Forte dei risultati elettorali farà anche passare norme in stile cinese o cubano per controllare internet (la volontà c'è ed è più volte stata annunciata), inizierà a modificare la costituzione, schiaccerà sempre più quei magistrati e i giornalisti che ancora fanno il loro dovere.

Non è uno scherzo. La possibilità, anzi la probabilità, che tutto questo accada esiste ed è elevata. I giochi però non sono ancora fatti. L'opposizione parlamentare resta nel suo complesso pessima. Ma almeno questa volta si andrà a votare con il sistema delle preferenze. I cittadini hanno perciò il dovere di fare uno sforzo: nelle varie liste vanno individuati i candidati meritevoli di esser votati. Questa volta le astensioni o le schede annullate per protesta non servono. Serve un segnale forte per dire noi ci siamo ancora e non siamo d'accordo.

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VERGOGNA!

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