martedì 26 maggio 2009

Marco Travaglio sui Delinquenti - Aggiornamenti



Testo:

Parlamento Pulito: il 19° condannato

"Buongiorno a tutti, oggi puntata di aggiornamenti, intanto sul numero dei parlamentari pregiudicati, quando era iniziata la legislatura, meno di un anno fa erano 17, poi diventò definitiva la condanna all’On. Camber e diventarono 18, adesso se Dio vuole siamo già a quota 19, è diventata definitiva nei giorni scorsi la condanna al deputato dell’Udc di Ragusa Giuseppe Drago, quest’ultimo ha una storia strepitosa, è stato per quasi un anno Presidente della Regione Sicilia, Governatore della Sicilia, il giorno in cui cadde la sua Giunta oltre a prendere il cappotto, il cappello, l’ombrello e i suoi effetti personali, aprì anche la cassaforte che ospitava i fondi riservati a disposizione del Presidente della Regione, svuotò la cassaforte e mise tutto in un sacchetto e scappò con la cassa, la stessa cosa aveva fatto il suo predecessore, un certo Provenzano che non è parente del più noto Bernardo, Giuseppe Provenzano, i due sono stati poi indagati perché? Perché il nuovo Presidente, il diessino Capo di Casa, quando ha aperto la cassaforte per cercare i fondi a disposizione del Presidente, prima ho detto fondi riservati, non sono fondi riservati, sono fondi a disposizione del Presidente, per esempio Capo di Casa aveva bisogno di sostituire i cuscini nell’appartamento riservato al Presidente e trovò la cassa vuota, chiese spiegazioni e gli impiegati gli dissero che si era portato via tutto il suo predecessore, allora fece la denuncia, i magistrati interrogarono Drago, il quale disse di averli usati per beneficenza, lui faceva la beneficenza con i soldi degli altri, con i soldi nostri, il problema è che poi le pezze di appoggio per questi versamenti per la beneficenza si sono rivelate un’altra aggravante a suo carico perché pare che le avesse costruite ex post per giustificare quell’appropriazione, è stato rinviato a giudizio per peculato, pure la Corte dei Conti gli ha chiesto i soldi indietro, il processo è andato avanti con la lentezza che hanno i processi in Italia e quindi dopo qualche anno è stata confermata la sua condanna in appello a 3 anni, sempre per peculato e l’altro giorno è passata in giudicato in Cassazione sia a carico di Drago, sia a carico di Provenzano.
Naturalmente i due non faranno galera, perché? Perché c’è il condono, c’è l’indulto, Mastella, Forza Italia, Democratici di Sinistra, Margherita, Verdi, Rifondazione Comunista, Udc e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno, forse facevo meglio a ricordare chi non votò per l’indulto nel 2006 e cioè l’Italia dei Valori, la Lega, una parte di Alleanza Nazionale e si astennero i Comunisti italiani, gli altri erano tutti favorevoli.
Grazie a quell’indulto vergognoso i due che erano scappati con la Cassa della regione non faranno neanche un giorno di galera, per fortuna i giudici hanno inflitto l’interdizione dai pubblici uffici, quindi Drago è parlamentare, adesso dovrà sloggiare dal Parlamento, naturalmente dopo la condanna in appello da semplice Consigliere regionale, Casini lo aveva portato in Parlamento proprio perché gli sembrava ingiusto che un condannato in appello per avere rubato i soldi della Regione, restasse fuori dal Parlamento e quindi l’aveva accompagnato a Montecitorio da dove adesso dovranno riaccompagnarlo fuori, non è automatico, sapete che quando un giudice emette una sentenza definitiva la Cassazione e questa sentenza prevede l'interdizione dai pubblici uffici, succede quello che è successo con Previti, la palla passa alla Giunta per le eleggibilità e le ineleggibilità, la quale deve stabilire se sia il caso o meno di ottemperare una sentenza definitiva della Magistratura, una dei tanti abusi a cui si presta questo Parlamento indecente, quindi se lor signori nella Giunta si decideranno a sancire quello che ha già sancito la Cassazione, il Signor Drago verrà accompagnato all’uscita senza potervi più rientrare e quindi nell’attesa che lo caccino abbiano 19 pregiudicati, manca ancora un po’ di materiale per arrivare a quota 25 che era la quota standard delle ultime legislature, però la legislatura è ancora lunga, devo dire che anche le pratiche della politica promettono bene, quindi penso che presto arriveremo a quota 25 che è il numero perfetto dei pregiudicati in Parlamento.

L'impero illegale di Berlusconi

Bisogna aggiornare anche ciò che abbiamo detto sulle liste elettorali per le europee perché ci sono delle novità, delle new entry oppure ci sono delle old entry che però hanno avuto nuovi sviluppi, la giustizia è lenta ma questi sono talmente veloci nel combinarne di tutti i colori che poi ogni tanto anche nei processi succede qualcosa, per esempio sappiamo da qualche giorno, grazie alla sentenza del Tribunale di Milano sul caso Mills che il nostro Presidente del Consiglio è un corruttore impunito, non che fosse una novità naturalmente, bastava leggere la sentenza a proposito del Caso All Iberian per esempio, per sapere che Craxi era stato pagato in nero da Berlusconi tramite il sistema delle società offshore, tra l’altro che era stato costruito dall’Avvocato Mills con ben 23 miliardi occulti, proprio guarda caso negli anni in cui in Parlamento passava la legge Mammì che santificava il monopolio della televisione commerciale da parte del Cavaliere, sono soldi con i passaggi documentali, lo dico perché in questi giorni dicono: ah ma non hanno trovato i passaggi di denaro tra Berlusconi e Mills e quando li hanno trovati tra Berlusconi e Craxi è cambiato qualcosa? Niente, Berlusconi aveva detto: se si scoprirà che ho dato anche soltanto una lira a Bettino Craxi, lascerò la politica, in realtà era entrato in politica proprio per nascondere il fatto che aveva dato i soldi a politici etc., quindi non c’è stata una condanna per corruzione soltanto perché i giudici non hanno stabilito il do ut des tra quei soldi e la legge Mammì anche perché era difficile stabilire un solo do ut des, visto che Craxi di leggi per Berlusconi ne aveva fatte parecchie e aveva fatto anche parecchie non leggi, consentendogli di espandersi all’infinito in un paese che era un far west dove la televisione non era minimamente normata per tutti gli anni 80, quindi ci fu una condanna per finanziamento illecito a entrambi che poi fu confermata, per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti, anche se cadde in prescrizione, in Cassazione definitivamente provato che Berlusconi comprava Craxi alla vigilia e durante l’approvazione della Legge Mammì.
Sapevamo che la Fininvest era un’azienda dedita alla corruzione della Guardia di Finanza perché ovviamente ogni volta che arrivano i finanzieri e mettevano il naso nei libri contabili, se non fossero stati corrotti avrebbero scoperto che i libri contabili erano taroccati, all’epoca non era stato ancora depenalizzato di fatto il falso in bilancio, quindi era un problema taroccare i libri contabili, bisognava corrompere i finanzieri, dopodiché si è depenalizzato il falso in bilancio, così i finanzieri anche se trovano i libri contabili taroccati non ci possono più fare niente.
Nelle sentenze abbiamo addirittura la prova che la Fininvest pagava la mafia, chi di voi legge la sentenza Dell’Utri 2004, la sentenza più sconvolgente, forse ancora più sconvolgente della sentenza Andreotti, quindi la sentenza più sconosciuta della nostra storia, si renderà conto che nell’archivio segreto della Cosca di San Lorenzo, uno dei quartieri di Palermo, uno dei mandamenti mafiosi di Palermo, fu trovato un libro mastro dove il capo cosca, credo che si chiami di cognome Biondino, segnava le entrate e le uscite della cosca, c’erano tutti quelli che pagavano il pizzo e poi in una voce separata c’era scritto Canale 5 e di fianco la cifra.
Era un regalino che ogni tanto la Fininvest mandava alla mafia, quindi che Berlusconi abbia sempre pagato e corrotto tutti, persino la mafia lui e le sue aziende lo sapevamo.
Adesso sappiamo una cosa in più, sappiamo che oltre a comprare, mi sono dimenticato, abbiamo la sentenza Mondadori nella quale è scritto che l’Avvocato Previti, Pacifico e Acampora che erano i legali della Fininvest nella battaglia per il controllo della Mondadori, comprarono con 420 milioni di lire in contanti il Giudice Vittorio Metta per scippare la Mondadori al proprietario legittimo De Benedetti e consegnarla nelle mani di Berlusconi, questo 20 anni fa, sono 20 anni che Berlusconi controlla qualcosa che non è suo.
Come si chiama uno che tiene una cosa che non è sua ma è di un altro? Si chiama ladro a casa mia, poi usate la parola che più vi aggrada, secondo me quella rende abbastanza bene l’idea!
Nella sentenza Mondadori che punisce i 3 Avvocati per avere corrotto il giudice e punisce il giudice per essere stato corrotto dagli Avvocati, c’è scritto che i soldi venivano dalla Fininvest di Berlusconi e che la corruzione del giudice era finalizzata ovviamente a far ottenere a Berlusconi quella Mondadori che il famoso lodo arbitrale aveva invece assegnato indubitabilmente a De Benedetti, quindi sappiamo già prima della sentenza Mills che Berlusconi e il suo gruppo sono il gruppo Berlusconi ha corretto la Guardia di Finanza, ha corrotto giudici, ha pagato politici, ci mancava una categoria, i testimoni, il falso testimone, a cosa serve? Serve a coprire reati commessi precedentemente, quando uno commette un reato, deve stare attento a non lasciare testimoni, se lascia testimoni deve pagarli perché dicano il falso in modo da garantirsi l’impunità e è esattamente per questo che Mills fu pagato, Mills sapeva tutto degli affari occulti di Berlusconi, aveva messo in piedi lui le società offshore nelle isole del canale, le Virgin Island e in altri paradisi fiscali, quelli che oggi Berlusconi dice di voler combattere, 64 società nei paradisi fiscali costruiti da Mills, negli anni 80, Mills sapeva anche perché erano state costruite queste società all’estero, per fare cosa Berlusconi usava queste società occulte che sfuggivano al bilancio consolidato del suo gruppo.
Quelle società servivano a schermare delle operazioni che erano illecite e che quindi non dovevano essere ricondotte alla persona di Berlusconi, 23 miliardi a Craxi, decine di miliardi a Previti, dai quali poi Previti attingeva le tangenti per girarle ai giudici, pagavano estero su estero Giulio Malgara perché non lo potevano pagare trasparentemente e ufficialmente? Perché Giulio Malgara era il Presidente dell’associazione degli inserzionisti pubblicitari e era anche uno dei padri padroni dell’Auditel, capite che se colui che deve stabilire gli ascolti di RAI e Mediaset prende soldi all’estero dal proprietario di Mediaset o di Fininvest, qualcuno potrebbe dubitare che l’Auditel non sia attendibile, perché? Perché per essere una rilevazione indipendente, chi fa la rilevazione non deve prendere i soldi né dall’uno né dall’altro, pagavano naturalmente Malgara con dei prestiti che però per anni e anni risultavano non restituiti, non so se li abbia restituiti ultimamente.
C’era il problema di Telepiù, la Legge Mammì aveva consentito a Berlusconi di avere 3 reti televisive, ma avrebbe dovuto girare, vendere a altri il suo giornale, Il giornale e vendere a altri le quote di maggioranza di Telepiù, la televisione privata che Berlusconi aveva creato, Berlusconi cosa fece? Né l’uno e né l’altro caso, girò Il giornale e i Telepiù a dei prestanomi, prestanome per il giornale era suo fratello Paolo, i prestanomi per le quote eccedenti di Telepiù, Berlusconi poteva avere soltanto il 10% in base alla Legge Mammì, il resto lo doveva alienare, a chi li ha girati? Li ha girati a dei suoi amici e prestanomi, tra cui l’immobiliarista Della Valle, nulla a che vedere con quello delle Tod’s, Moratti, Chirc, l’imprenditore televisivo tedesco etc., ai quali pare avesse dato i soldi per comprare le quote che erano sue, praticamente le quote erano rimaste sue, ma erano state intestate a teste di turco, a teste di legno, prestanomi e queste operazioni furono fatte sempre tramite le società offshore, perché? Perché erano una violazione palese della Legge Mammì e se si fosse scoperto come il pool di Milano ipotizzava ma non riuscì a provare, proprio perché queste prove non c’erano e Mills stava zitto, che Berlusconi possedeva più del 10% tramite i prestanomi, la Legge Mammì sanzionava questo comportamento con la revoca delle concessioni e se si fosse scoperto che era ancora il vero proprietario del Giornale e di Telepiù, Berlusconi avrebbe perso le concessioni per Rete 4, Canale 5 e Italia 1, sarebbe stato morto, rovinato, prima della discesa in campo sarebbe stato finito!
Quindi immaginate quanto era importante farle lontano dall’Italia queste operazioni e quanto era importante che Mills, che ne era a conoscenza, stesse zitto! In più ci sono scalate all’insaputa dalla Consob, irregolari alla Standa, Mondadori e alla Rinascente con soldi che provenivano da quelle risorse, riserve. La costruzione dell’impero di Berlusconi grazie al quale Berlusconi è Berlusconi, è avvenuta tutta all’estero e tutta di nascosto con traffici di ogni genere che a un certo punto rischiavano di venire fuori quando Mills fu convocata dalla Procura di Milano e poi dal Tribunale di Milano a testimoniare nel processo sulla corruzione della Guardia di Finanza e sul caso All Iberian fu lì che Mills, come scrive lui stesso al suo commercialista, è una storia che abbiamo già raccontando, credendo che la sua lettera restasse tra lui e il commercialista Drennan disse: io in quei due processi avrei potuto cacciare Berlusconi in un mare di guai se avessi detto la verità, se avessi ricondotto a lui personalmente quelle società, invece mi limitai a dire che erano società che avevo costruito per conto del gruppo, ma non dissi per conto di lui, non dissi che lui operava direttamente su quelle società, perché dato che la responsabilità penale è personale, se lui avesse detto che era Berlusconi in persona che operava su quelle società, si sarebbe aperto uno squarcio su tutte le attività che avevano creato l’impero di Berlusconi e Berlusconi sarebbe stato rovinato, ormai alla fine degli anni 90, quando era già in politica e stava all’opposizione e nessuno pensava che sarebbe tornato al governo, anche perché nessuno poteva immaginare che quei deficienti del centro-sinistra avrebbero rovesciato il Governo Prodi, mandando al governo D'Alema e Amato che hanno completamento distrutto per sempre la sinistra.
Questo era il momento drammatico, quando Mills viene chiamato al Tribunale di Milano a testimoniare, è lì che fa le false testimonianze o le testimonianze reticenti e è per gratitudine e per ricompensarlo di queste testimonianze false o reticenti che Berlusconi gli fa avere quei famosi 600 mila dollari che sono costati la condanna a Mills e che sarebbero costati la condanna anche a Berlusconi, se Berlusconi non si fosse scansato dal processo con una legge ad hoc che si chiama Legge Alfano e che tutti noi speriamo che presto la Corte Costituzionale a settembre – ottobre, quando la valuterà dichiari incostituzionale oppure che comunque il referendum che ha avviato Di Pietro porti a cancellarla e a restituire Berlusconi al suo habitat naturale, il Tribunale di Milano che è l’unico posto dove sta bene!
Quindi voi capite che questa sentenza Mills è una sentenza decisiva, onnicomprensiva per capire come Berlusconi ha fatto carriera prima come imprenditore e poi come si è salvato nella sua carriera di politico, grazie al silenzio di una persona, silenzio che naturalmente loro devono continuare a alimentare, quindi devono continuare a difendere Mills, anche se potrebbero benissimo infischiarsene visto che Berlusconi nel processo non c’è, in questi giorni avete sentito parlare Berlusconi e i suoi Avvocati, ma lui non era imputato, lui è fuori dal processo grazie al lodo Alfano, tutti hanno pensato che Berlusconi fosse stato colpito in qualche modo da quella sentenza, in realtà è stato colpito soltanto Mills, ma Berlusconi non può abbandonare Mills perché se parla Mills lui è rovinato “se parlassi io lo caccerei in un mare di guai” scrive Mills al suo commercialista nei primi anni 2000.
Questa sentenza quindi terrorizza il Cavaliere per quello che c’è scritto e per le implicazioni che può avere, indipendentemente dalla sorte processuale, è chiaro che nessuno andrà in galera per questa legge, visto che comunque è tutto indultato e anche se non fosse indultato comunque cadrà presto tutto in prescrizione, ma è perché è un altro tassello per ricostruire la verità e per smontare quella leggenda che vuole Berlusconi grande imprenditore, Berlusconi se non avesse violato tutte queste leggi nel modo che abbiamo descritto, non sarebbe mai diventato quello che è diventato, è un impero fondato sull’illecito, illegalità, corruzione, frode fiscale, falso in bilancio, sull’offshore , tutto occulto perché? Perché non si può fare niente di palese con quelle pratiche lì!
Quindi di Berlusconi sappiamo un po’ di più grazie a questa sentenza che è di primo grado, può darsi che in appello venga cambiata, ma i fatti purtroppo sono gli stessi, i fatti li conoscevamo anche prima che venisse emessa la sentenza, la sentenza era chiamata soltanto a sanzionare il comportamento per vedere se era anche penalmente rilevante, ma il fatto che ci fossero queste società, che fossero di Berlusconi, che fossero servite a quegli scopi, bastava leggere tutte le altre, questa è una specie di sunto di un’intera carriera criminale.

Carlo Bulletti (IdV) risponde

Concludo rapidamente sugli altri due o tre aggiornamenti, il primo riguarda Carlo Bulletti, è un candidato dell’Italia dei Valori, mi ha scritto dopo che l’ho definito uno un po’ lesto a cambiare casacca, candidato alle europee, mi ha scritto una lettera, devo dire che mi ha fatto piacere, perché non capita di frequente, di solito ti querelano, di solito ti minacciano, molto cortese dicendo che sono stato male informato, che lui è figlio di un democristiano della corrente di Zaccagnini, che si riconosce della cultura Liberal, che è per la laicità dello stato e smentisce una cosa che avevo detto in base a informazioni che avevo avuto dall’Emilia Romagna, cioè che lui fosse stato candidato nel 2004 in una lista del centro-destra con dentro Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega.
Lui stesso però dice che la sua, come candidato Sindaco a Cattolica, era una lista civica che si chiamava “per chi ama Cattolica” lista di centro-sinistra, però alternativa ai Democratici di Sinistra e che per questa ragione era stata appoggiata da tutto il centro-destra, quindi non era una lista ufficialmente del centro-destra, ma era una lista che era appoggiata da tutto il centro-destra e se è stata appoggiata dal centro-destra, vuole dire che lui ha accettato l’appoggio del centro-destra, quindi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e della Lega, riconosco che non era formalmente la lista del centro-destra, ma era una lista civica sulla quale era confluito il centro-destra.
Non ho niente contro Bulletti, quest’ultimo è un medico, ho visto il suo programma, dice: sono per la laicità dello stato, la ricerca scientifica, il testamento biologico, i diritti delle coppie, mi sono schierato, dopo essermi iscritto al PD e candidato con Di Pietro proprio perché su questi temi della laicità e del testamento biologico, della ricerca scientifica e dei diritti delle coppie di fatto, l’ho trovato molto limpido e molto chiaro mentre invece il PD è ambiguo perché ha 3 o 4 linee diverse.
Non ho niente contro il Dott. Bulletti, do atto di questa sua lettera, chi di voi vuole saperne di più trova informazioni sul suo sito Bulletti.com, ho segnalato semplicemente che per i miei gusti personali, preferirei che quando si mantiene uno schieramento, anche se qui era un’alleanza capitatagli addosso, saltare un giro non farebbe male, dopodiché nessuno può essere inchiodato a vita a una posizione, però quello che segnalavo era che si poteva anche tentare di prendersi un anno, due anni sabbatici e poi riprovare la politica da un’altra parte, certamente come avevo già detto nella puntata sulle candidature, Bulletti come del resto Sergio Staino che si è candidato in una delle liste ex comunista, sinistra e libertà pur essendo iscritto al PD, non erano certamente personaggi che ritenevo impresentabili per ragioni etiche o per ragioni penali, mi sembravano due casi di non grande coerenza, ma al di là di questo nulla contro le persone.

Antinoro (Udc) e la compravendita dei voti

Invece per venire alle conclusioni, 3 candidati che hanno avuto degli sviluppi, uno è una new entry si chiama Antinoro, è dell’Udc naturalmente, è l’Assessore ai beni culturali della Giunta Giunta Regionale della Sicilia, Udc e ha ricevuto un avviso di garanzia per voto di scambio, i magistrati della Dda di Palermo hanno scoperto intercettazioni e altre cose che aveva dato 3 mila Euro a due mafiosi per assicurarsi un pacchetto di voti, pare 60 preferenze, di qui l’accusa di voto di scambio, l’operazione è molto più ampia, naturalmente i magistrati hanno scoperto che ogni voto veniva pagato fino a 50 Euro, quindi 50 Euro alla persona che ti dà la preferenza, molti politici pare che lo facessero, sono stati fermati 19 presunti mafiosi, sono stati arrestati 2 capimafia e tra i vari politici indagati c’è questo Antinoro che è assessore dell’Udc regionale, lo rimane anche da indagato per questo reato infamante, ha già detto: continuo a svolgere il mio lavoro e poi si difende dicendo che lui ha vinto prendendo 28 mila voti, bisogna vedere come li ha presi, non è un bel modo di difendersi perché se li ha pagati uno per uno, credo gli siano anche costati un occhio della testa, però non è un bel modo di difendersi dire: prendo tanti voti, non ho bisogno di comprarli, bisogna vedere come li prendi i voti, se li prendi spontaneamente o li prendi comprandoli!
Vedremo come andrà il processo, in ogni caso non si dimette e è candidato alle elezioni europee, Casini ha pensato di portare anche lui al Parlamento europeo, un indagato per voto di scambio con la mafia.

L'ufficio stampa di Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo è il Governatore, il capo della Giunta dove c’è pure questo Antinoro, bene, Lombardo avevamo detto che era sotto osservazione della Corte dei Conti per avere riempito lui e come il suo predecessore Cuffaro l’ufficio stampa della Regione Sicilia di giornalisti, tutti con contratti da caporedattori, ha un ufficio stampa che è più grosso di quello di Palazzo Chigi credo, circa 20 giornalisti per suonare la trombetta e decantare le lodi della sua meravigliosa Giunta, si è ritenuto che ci sia un enorme spreco di denaro pubblico, la Corte dei Conti ha chiesto il danno erariale a lui e a Cuffaro per 4 milioni di Euro e adesso si è mossa anche la Procura di Palermo che contesta sia a Cuffaro, sia a Lombardo, sia a altre persone, il reato di abuso d’ufficio per avere fatto queste assunzioni facili clientelari.

Mastella rinviato a giudizio

Infine Mastella, avevamo detto che Mastella era indagato per vari casi di concussione nel inchiesta che era nata a Santa Maria Capua Vetere che aveva portato all’arresto di sua moglie, di suo consuocero e che poi aveva portato a indagare lui e che poi aveva dato il pretesto a lui per far cadere il Governo Prodi, non è più indagato, nel senso che è già imputato, è arrivato proprio l’altro giorno, il 15 maggio, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Napoli che ha ereditato quella di Santa Maria Capua Vetere, richiesta di rinvio a giudizio firmata dal Procuratore Lepore e dal PM Curcio e trasmessa al G.I.P. che nei prossimi giorni fisserà l’udienza preliminare.
Mastella ha commentato: non ci voleva la zingara per indovinare che sarebbe andata così, in realtà lui aveva detto che l’inchiesta era basata sul nulla e quelli di Santa Maria Capua Vetere erano dei cialtroni e che appena l’inchiesta fosse passata a Napoli, sarebbe immediatamente crollato l’impianto accusatorio, invece l’impianto accusatorio è tutto in piedi, c’è una rimodulazione dei reati, si parla di vari casi di concussione, reato comunque gravissimo invece dell’associazione a delinquere inizialmente contestata e c’è la richiesta di processo per Mastella, per sua moglie Sandra e per una ventina di imputati, quasi tutti dell’Udc , si parla di 3 casi di concussioni e altri di abuso d’ufficio.
Questo lo dico perché naturalmente sui giornali questa notizia, devo dire a parte Repubblica che l’ha messa in grande, è passata praticamente inosservata, Il Corriere della Sera ce l’aveva a pag. 20 in un trafiletto minuscolo in quelli dove di solito si dà notizia dello smarrimento di un barboncino da parte di una contessa che promette lauti ricompensi a chi glielo riporta sano e salvo, lì c’era la notizia che il Ministro della Giustizia del Governo di centro-sinistra, è imputato per plurime concussioni aggravate e è naturalmente candidato del centro-destra del Popolo della Libertà provvisoria al Parlamento europeo, passate parola!"

mercoledì 20 maggio 2009

Delinquente Capo / Motivazioni della Sentenza Berlusconi/Mills

Dal blog di Marco Travaglio oggi:

"“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.

lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili. Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.

Ora il Tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due. Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.

Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia. La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva: il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment. Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene."

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Il testo della Sentenza lo trovate qui: http://milano.repubblica.it/dettaglio/mils/1636200

Il passo migliore è questo:

(pagina 77 / 78 documento sentenza)
LA FALSITA’ DELLE TESTIMONIANZE

In relazione alla deposizione resa il 20 novembre 1997 nel procedimento n. 1612/96 (c.d. Guardia di Finanza), si contesta a Mills:

1) di avere omesso di dichiarare, pur specificatamente interrogato, che la proprietà delle società offshore del Fininvest B Group faceva capo direttamente e personalmente a Silvio Berlusconi;

2) di avere omesso di riferire la circostanza del colloquio telefonico con Silvio Berlusconi nella notte di giovedì 23 novembre 1995, avente quale argomento la società All Iberian e il finanziamento illegale di 10 miliardi di lire erogato da Berlusconi tramite All Iberian a Bettino Craxi;

3) di avere dichiarato circostanze false in ordine al compenso di circa un milione e mezzo di sterline ricevuto una tantum nel 1996 a seguito di accordi con Silvio Berlusconi – compenso qualificato come “dividend” e tenuto bloccato fino al 2000 in un deposito bancario denominato MM/AIL (Mackenzie Mills/All Iberian Limited) – affermando che si trattava di una plusvalenza di spettanza della società offshore Horizon Ltd., che i clienti avevano ritenuto al momento di non ritirare.

In relazione alle deposizioni rese il 12 e 19 gennaio 1998 nel procedimento n. 3510/96 + 3511/96 (c.d. All Iberian) si contesta a Mills:

1) di aver evitato di rispondere alle domande sulla proprietà delle società offshore (cfr. p. 121 verbale d’udienza 12 gennaio 1998: “non spetta a me dire chi è il proprietario, chi no” e pag. 129: “per rispondere alla sua prima domanda sulla proprietà, cioè vorrei chiarire un po’ la questione. La proprietà è rimasta un po’ vaga, come dicevo prima, perché nessuno ha detto: io sono il proprietario di queste società ... il cliente era il Gruppo Fininvest”);

2) per quanto riguarda Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Silvio Berlusconi, che avevano ricevuto dal Gruppo Fininvest - a fronte di fittizie vendite di diritti televisivi - ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso BSI Lugano, somme successivamente prelevate in contanti (per circa 50 milioni di euro) da Paolo Del Bue e altre persone della fiduciaria Arner:

a) di aver omesso di riferire che beneficial owners di dette società, in forza di accordi di trust stipulati dallo stesso Mills, erano Marina e Piersilvio Berlusconi;

b) di aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Paolo Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi.

Poiché le contestazioni in parte si sovrappongono o comunque si intrecciano le une con le altre, si ritiene di evidenziare unitariamente gli argomenti oggetto dell’imputazione.

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Dal blog di Antonio Di Pietro infine, lo sputtanamento delle menzogne dette da Studio Aperto, col video che ALTERA la realtà dei fatti per DISINFORMARE Noi Italiani:



"Ieri è stato reso pubblico l’intero testo della sentenza del processo all’avvocato inglese David Mills. Il fatto oramai è noto, l’avvocato inglese testimoniò il falso per favorire l’attuale Presidente del Consiglio in reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti ed evasione fiscale. Quello che non è noto ai cittadini è su cosa Mills mentì, perché senza sapere su cosa mentì, i cittadini si soffermano a guardare il dito e non la luna, mentre io voglio invitarli a guardare la luna e destare le loro coscienze.

Sopra riporto un filmato di propaganda di Studio Aperto in cui è palese l’uso strumentale della menzogna come modus operandi del sistema che ha consegnato e mantiene il potere di questa persona: Berlusconi non fu assolto, al contrario di quanto invece viene riferito dal servizio sopra riportato. Berlusconi si è semplicemente sottratto al processo e alla sua condanna."

martedì 19 maggio 2009

Malaffare Italiano - Marco Travaglio racconta



Il commissario e l'anarchico

Buongiorno a tutti, oggi è il primo compleanno di Passaparola, da un anno siamo insieme a farci compagnia con questo appuntamento del lunedì e vorrei parlarvi di una questione che mi è capitata, ma non è un fatto personale, naturalmente riguarda un tema molto importante che è la nostra storia repubblicana, anzi il doppiofondo della nostra storia repubblicana.
Tutto è cominciato qualche giorno fa quando il Capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale due vedove simbolo dei ministeri della nostra storia repubblicana, la vedova del Commissario Luigi Calabresi e la vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, quest’ultimo precipitò dalla finestra della Questura di Milano poco dopo la strage di Piazza Fontana, per la quale era stato sospettato, ingiustamente sospettato in base a quella pista anarchica che la Questura di Milano aveva imboccato a causa di una velina falsa, depistante, trasmessa agli organi di Polizia dall’allora Ministro dell’Interno, in particolare dall’Ufficio Affari Riservati del Viminale, quello che per anni, anni e anni è stato presidiato e guidato da un personaggio molto particolare, il Prefetto Federico Umberto d’Amato.
La velina sulla pista anarchica portò le forze dell’ordine milanesi a imboccare la strada del sospetto nei confronti di Pietro Valpreda che peraltro era stato riconosciuto dal tassista Rolandi e poi si è scoperto che in realtà quel riconoscimento era anche plausibile nel senso che Valpreda somigliava molto a una persona che a buon titolo poteva essere coinvolta in quella strage, poi alla fine dopo una lunga custodia cautelare - all’epoca si chiamava carcerazione preventiva - e dopo molti processi dalle alterne sentenze, venne riconosciuto innocente. Nel frattempo, grazie alle indagini prima condotte da giudici milanesi come Gerardo d’Ambrosio, Emilio Alessandrini, al Giudice Stiz di Trento, si era poi arrivati alla pista autentica, quella vera, quella che poi è stata certificata anche da una sentenza della Cassazione, la pista nera, la pista dei neofascisti, neonazisti di ordine nuovo, in particolare delle cellule venete: Freda, Ventura, Zorzi, questi erano i capi delle cellule venete e della cellula milanese di ordine nuovo.
Il Commissario Calabresi fu indicato come il colpevole dell’assassinio di Pino Pinelli, fu indicato da molti intellettuali in un famoso appello, alcuni dei quali poi hanno chiesto scusa per avere ingiustamente criminalizzato il commissario Calabresi definendolo l’assassinio di Pinelli, il defenestratore di Pinelli e fu proprio lo stesso Gerardo d’Ambrosio a trattare quella vicenda e alla fine a scagionare Calabresi che era stato criminalizzato da una campagna lanciata da Lotta Continua e ripresa da molti intellettuali molto famosi anche di sinistra, che in buona o in cattiva fede, avevano individuato in lui il mostro, colui che aveva individuato la pista anarchica e colui che aveva defenestrato l’anarchico Pinelli. In realtà si è scoperto non solo che Calabresi e Pinelli erano amici, anche perché Pinelli veniva spesso sentito, gli anarchici in quel periodo qualche bomba dimostrativa l’avevano piazzata anche se Pinelli non c’entrava direttamente, quindi si regalavano addirittura dei libri a Natale il Commissario e l’anarchico, ma soprattutto si accertò e lo accertò Gerardo d’Ambrosio, grazie a testimonianze assortite, persino di giornalisti che erano presenti quella sera e quella notte in Questura, sapevano benissimo che nel momento in cui cadde Pinelli dall’ufficio dal Commissario Calabresi, quest’ultimo non era presente nell’ufficio, anzi era in un’altra area del Palazzo, dall’altra parte, molto lontano, quindi non poteva essere minimamente responsabile di quella caduta, caduta che poi fu attribuiti dal Giudice d’Ambrosio a un malore che aveva colto Pinelli che poi era precipitato da una specie di piccolo ballatoio nel quale era andato a fumare, a prendere un po’ d’aria aprendo la porta – finestra dello studio di Calabresi.

Pacificazione di una stagione di stragi

Comunque siano andate quelle vicende, sono vicende molto lontane, quindi è stato molto giusto, positivo che le due vedove di quella stagione si siano ritrovate insieme al Capo dello Stato, nel 40° anniversario della strage di Piazza Fontana, perché a dicembre ci sarà il 40° compleanno di una strage che poi ha cambiato la storia d’Italia e sia Pinelli, sia Calabresi furono le vittime a scoppio ritardato di quella strage dopo le vittime, che invece erano cadute a causa di quella bomba neofascista, perché Calabresi fu lasciato solo dallo Stato durante quella campagna di criminalizzazione che poi armò la testa e la mano dei killer di Lotta Continua. Sapete che per il delitto Calabresi sappiamo chi è stato, sappiamo chi ha guidato la macchina e sappiamo chi ha ordinato quel delitto: quel delitto fu ordinato dal capo del servizio d’ordine di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, fu avallato dal leader di Lotta Continua Adriano Sofri che disse a Leonardo Marino, l’operaio FIAT che era stato un po’ da autista a Sofri e era stato incaricato di condurre l’automobile per accompagnare il killer che era Ovidio Bompressi e Marino prima di accettare di partecipare a un omicidio, visto che mai prima di allora l’organizzazione si era macchiata di attività di questo genere, si era limitata a rapine, a esercitazioni militari ma non a omicidi, Marino prima di andare a Milano a partecipare all’attentato mortale a Calabresi, volle sapere dal leader di Lotta Continua di Sofri, del quale si fidava ciecamente, se anche Sofri era a conoscenza di questo progetto e Sofri gli disse di fare esattamente quello che gli aveva ordinato Pietrostefani e nel caso in cui fosse stato arrestato di nominare un certo Avvocato di Bologna che era un amico dell’organizzazione e allora poi Marino rubò la macchina utilizzata per l’attentato e accompagnò Bompressi che sparò e uccise il Commissario Calabresi in Via Cherubini.
Anche Calabresi fu vittima dunque a scoppio ritardato della stagione che si era creata con la strage di Piazza Fontana e del depistaggio, perché se non ci fosse stato il depistaggio del Viminale dell’Ufficio Affari Riservati che additava la pista sbagliata, quella anarchica per allontanare i sospetti dei neofascisti che erano molto legati a spezzoni dei servizi segreti italiani e soprattutto americani, Calabresi non sarebbe stato indotto a interrogare gli anarchici, non ci sarebbe stato l’interrogatorio a Pinelli, non ci sarebbe stata la tragica morte di Pinelli e quindi non ci sarebbe stata la campagna contro Calabresi e quindi non ci sarebbe stato l’omicidio di Calabresi.
Quindi quella stagione, il nostro Capo dello Stato, molto giustamente ha cercato non di chiuderla, ma di accompagnarla a una fase di pacificazione, purtroppo non tra i protagonisti che sono morti, ma tra le vedove dei protagonisti.

Parole giuste e parole infelici

In quell’occasione il Capo dello Stato ha detto una cosa molto giusta e una cosa molto infelice secondo me. Cito da “Il Corriere della Sera”: "Napolitano e le stragi, manca ancora la verità", dice il Capo dello Stato Giorgio Napolitano “Per attentati come quello di Piazza Fontana - e per quelli che lo seguirono, anche quelli rossi ovviamente perché dopo Piazza Fontana nasce il terrorismo rosso – manca un’esauriente verità giudiziaria anche se nel caso di Milano, Piazza Fontana, procedimenti e inchieste parlamentari hanno identificato l’ispirazione politica". Non è proprio esatto che manchi una verità giudiziaria, è mancata la punizione dei colpevoli, ma la sentenza ultima della Cassazione su Piazza Fontana ha stabilito che gli attentatori facevano parte di Ordine Nuovo, della colonna veneta di Ordine Nuovo e che i probabili complici o responsabili di quell’attentato tra i quali Freda e Ventura non possono più essere processati e eventualmente condannati perché erano già stati assolti nei processi che si sono celebrati negli anni in cui le indagini furono ferocemente depistate, quest’ultimo processo, come quello in corso parallelo per l’attentato di Brescia a Piazza della Loggia, sono invece nati da nuove indagini, da nuovi collaboratori, come Martino Siciliano e come un altro, credo si chiami Carlo Digilio che hanno collaborato con la giustizia che hanno consentito di rifare i processi, purtroppo non più a carico di quelli tipo Freda e Ventura che erano già stati giudicati una volta e già assolti - sapete che in Italia non si può essere processati due volte per lo stesso reato, si chiama "ne bis in idem" questo principio giuridico - ma la Cassazione, questo è importante, pur non potendo mandare in galera nessuno, ci dice che quella era la matrice, quello era l’ambiente e era un ambiente neofascista, neonazista, Ordine Nuovo pesantemente infiltrato da uomini dei servizi segreti americani e italiani, se fossero deviati o meno non mi avventuro perché per esistere una deviazione, deve esistere una direzione corretta, non so se i nostri servizi segreti abbiano mai avuto nella loro maggioranza una direzione corretta, per cui si può parlare di deviazioni, molto spesso le deviazioni sono proprio quelle dei fedeli servitori dello Stato che deragliano rispetto al binario, che è quello principale, che invece in realtà spesso si occupa di coprire queste stragi, questi omicidi politici, perché molto spesso queste stragi e questi omicidi politici sono stati o disposti o avallati o lasciati fare da uomini delle istituzioni, quindi chi è deviato rispetto a cosa non si è mai capito, servizi di sicurezza americani e italiani.
Dice Napolitano: “da allora in Italia si incrociarono diverse trame eversive da un lato di destra neofascista con connivenze anche in seno a apparati dello Stato - parole sante - dall’altro di sinistra estremista e rivoluzionaria, fino al dilagare delle Brigate Rosse, poi prima linea etc. etc.” il Presidente – dice Il Corriere – rammenta i tentativi di creare con le bombe un clima di convulso allarme o disorientamento e quindi una destabilizzazione del sistema, una svolta autoritaria con depistagli, dice il Presidente della Repubblica, di una parte degli apparati dello Stato e poi si augura che almeno nel processo per la strage di Brescia, affiorino verità, come nel caso di Piazza Fontana e giustizia, cioè che qualche colpevole si riesca a condannarlo e a mandarlo finalmente in galera!”
Poi aggiunge, e questa è la parte secondo me discutibile, “per quante riserve si possano nutrire sulle conclusioni raggiunte, non si possono gettare indiscriminati e ingiusti sospetti su chi indagò e sulla Magistratura - e su questo siamo d’accordo, la Magistratura fu a sua volta depistata, - coloro che si occupavano delle stragi sono magistrati valorosi come D’Ambrosio, come Emilio Alessandrini che poi è stato addirittura assassinato dai terroristi rossi, avendo indagato su Piazza Fontana.
La parte discutibile è quella che viene adesso: "il nostro Stato Democratico proprio perché è rimasto democratico e in esso abbiamo vissuto, non in un fantomatico doppio Stato, porta su di sé il peso della verità incompiuta". Napolitano dice: un conto è parlare di questi depistaggi, deviazioni, strategie della tensione etc., etc., un conto è dire che l’Italia è vissuta in un doppio Stato, la teoria del doppio Stato è stata illustrata, sostenuta da molti storici, molti giornalisti, politici, politologi, storici italiani e stranieri che sulla base delle carte hanno notato come in Italia, nella Prima Repubblica e purtroppo anche nella Seconda, ci siano due livelli istituzionali: il livello pubblico, quello che va in scena a beneficio di noi cittadini o forse spettatori e sudditi, è uno stato che professa democrazia, trasparenza, legalità, rispetto della vita, correttezza, dietro le quinte, invece, spesso le stesse persone, spesso altre persone che però appartengono sempre allo stesso Stato, hanno commissionato omicidi, hanno tollerato stragi, hanno depistato indagini su omicidi e stragi, insomma hanno fatto della violenza e dell’omicidio e della strage uno strumento di lotta politica alternativo, rispetto a quello che veniva professato e testimoniano sul palco, sulla scena.

La teoria del doppio Stato

Il doppio Stato è questo, uno Stato di vizi privati e pubbliche virtù, uno Stato che per giunta era a sovranità limitata perché in base a accordi internazionali che qualcuno ha fatto risalire a Yalta in Italia, non poteva darsi l’eventualità che il partito Comunista andasse al governo, naturalmente il Partito Comunista non è mai andato al governo innanzitutto perché non è mai riuscito a vincere le elezioni, il sorpasso ci fu soltanto, se non erro, nella seconda metà degli anni 70, in occasione di un’elezione europea, nelle elezioni politiche il Partito Comunista prese sempre un po’ meno rispetto alla Democrazia Cristiana e comunque non aveva alleati a sufficienza per arrivare al 51%, ma erano già pronti dei piani e questo è stato dimostrato, per impedire al Partito Comunista di diventare partito di governo anche nel caso in cui fosse riuscito a raggiungere democraticamente la maggioranza.
E’ vero che il Partito Comunista per molti anni è stato un partito non democratico, un partito legato all’Unione Sovietica, ma è anche vero che le regole democratiche, purtroppo, devono valere per tutti e quindi è strano che ci fossero accordi internazionali per impedire che anche per via democratica il Partito Comunista potesse entrare nel novero dei partiti di governo.
Colui che stava lavorando per portare il Partito Comunista nell’area di Governo e cioè Aldo Moro, fu rapito dalle Brigate Rosse e ciascuno può pensarla come vuole sul caso Moro, sicuramente ci sono dei libri che segnalano, come quelli di un grande investigatore storico – politico e giornalista come Sergio Flamigni che ha dedicato quasi tutta la sua vita ai misteri del caso Moro e a quei legami, molto probabili tra i pezzi delle Brigate Rosse e pezzi dei nostri servizi segreti o almeno legami inconsapevoli, infiltrazioni da parte dei servizi italiani, dentro le Brigate Rosse, se non per pilotarle, almeno per governare certi loro comportamenti o almeno per sorvegliarli in tempo reale o addirittura per anticiparli e per studiarne le mosse.
Il discorso di Napolitano dunque arriva da un lato alla richiesta di fare verità e giustizia e questo è ineccepibile, dall’altro a negare il fatto che l’Italia abbia vissuto in un doppio Stato, quello pubblico e quello privato, quello che si esibiva e quello che trescava, depistava, uccideva, faceva stragi!
Di questo doppio Stato credo che non ci si possa neanche mettere a discutere, perché è un fatto notorio, nel senso che basta leggere pazientemente sentenze come quella a carico di Giulio Andreotti definitiva, come quella di primo grado a carico di Dell’Utri sulla parte delle trattative tra lo Stato e la mafia e tra esponenti della politica e la mafia negli anni della nascita della seconda Repubblica, ma basta leggere con attenzione la storia della strage di Portella della Ginestra che inaugurò di fatto la Prima Repubblica nei giorni caldi delle elezioni che decisero se l’Italia avrebbe avuto un futuro nell’occidente con la vittoria della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati il 18 aprile 1948 o invece se avrebbe avuto un governo del fronte popolare delle sinistre con alla guida Togliatti.
La Portella della Ginestra quindi è una delle pietre fondanti della prima Repubblica, esattamente come la strage di Capaci, quella di Via D’Amelio, quella di Milano, di Firenze e di Roma sono le stragi, purtroppo fondanti della seconda Repubblica, la prima Repubblica è nata dalla Resistenza, della Costituente e lo sappiamo, ma immediatamente all’esordio c’è una bomba, uno sterminio di sindacalisti a Portella della Ginestra, in Sicilia, in Provincia di Palermo, dove a sparare ci sono gli uomini della banda Giuliano, gli uomini della mafia e uomini dei servizi di sicurezza.
Il bandito Giuliano viene usato dallo Stato, ricatta uomini dello Stato che lo hanno usato, un suo parente stretto Gaspare Pisciotta sa tutto e quando Giuliano viene ucciso per il tradimento di Gaspare Pisciotta con i Carabinieri che poi fanno una pantomima e fingono che Giuliano sia morto in un conflitto a fuoco con loro, Gaspare Pisciotta diventa il ricattatore perché anche lui è a conoscenza di tutti i misteri di Portella della Ginestra e dell’assassinio di Salvatore Giuliano e dal carcere dove viene arrestato per l’omicidio di Giuliano, lancia messaggi continui ai politici, a Scelba Ministro dell’Interno dell’epoca e a altri esponenti della politica e delle istituzioni, dicendo so, voglio parlare, finché viene messo a tacere con il famoso caffè corretto al veleno.
Di storie come queste abbiamo.. Sindona che era un altro che poteva parlare e che è stato silenziato con un caffè corretto al veleno, abbiamo le sentenze sulle stragi fondative sulla seconda Repubblica che ci dicono come siano stati condannati soltanto i mandanti diretti e gli esecutori materiali, mentre i mandanti dell’intera strategia stragista politico – terroristica che la mafia mette in atto per conto terzi, uccidendo intanto Falcone che probabilmente è l’unica strage interamente mafiosa, anche se di significato politico di quella strategia, ma dal delitto Borsellino, dalla strage di Capaci alla strage di Via Palestro a Milano, alla strage di Firenze in Via dei Georgofili, alla strage di Roma, alle bombe di Roma alle basiliche di San Giorgio a Cremano, San Giovanni Laterano e poi l’ultima strage, quella che viene all’ultimo momento annullata nel novembre 1993, proprio alla vigilia delle elezioni fondative della seconda Repubblica, quelle che verranno finte 3, 4 mesi dopo da Forza Italia, noi abbiamo la certezza, perché è la certezza giudiziaria, che quei mandanti occulti esterni alla mafia e occulti perché non sono stati trovati esistono e visto che non sono stati trovati sono a piede libero, forse siedono in qualche istituzione importante e forse qualcuno che sa qualcosa siede in qualche istituzione importante e non è un caso forse, se in questi 15 anni ci siamo preoccupati molto più delle stragi altrui, quelle di Alcaida che a noi, per fortuna, finora non ha fatto danni, invece di occuparsi delle stragi nostre, dei morti nostri, dico i morti che gridano ancora giustizia da sottoterra a Firenze, Milano, Roma e Palermo.
Quindi che esista questo doppio Stato con buona pace del nostro Capo dello Stato è un dato di fatto e è addirittura un fatto notorio, lo sanno tutti, per leggere la continua doppiezza di Stato e doppio Stato, andatevi a vedere uno splendido libro che vi ho già segnalato più volte, “Il ritorno del principe” di Roberto Scarpinato, intervista a Saverio Lodato pubblicato da Chiare Lettere.
Napolitano legittimamente ritiene che il doppio Stato non c’è, e è fantomatico, naturalmente in un paese democratico ci si domanderebbe: A) com’è possibile che il Capo dello Stato, non un giornalista, possa dire che pezzi delle istituzioni hanno depistato stragi, hanno lavorato in un’oscura strategia della tensione per creare un clima di allarme, per destabilizzare il sistema, per una svolta autoritaria, per nascondere i veri colpevoli, quale Presidente della Repubblica di quale paese democratico potrebbe dire del suo paese quello che ha detto giustamente il nostro Capo dello Stato, quindi il fatto che l’Italia sia un unicum per la sua storia e per l’uso del delitto del crimine come strumento di lotta politica, è un fatto, nella sentenza Andreotti si scrive che Andreotti andava a discutere dell’omicidio di Mattarella prima che venisse perpetrato e dopo che era stato perpetrato e con chi ne discuteva? Con il mandante dell’omicidio Mattarella, Stefano Bontate allora capo della mafia, senza ricordarsi di avvertire Mattarella.
Questo è doppio Stato, non c’è niente altro da dire, si chiama doppio Stato, il Capo dello Stato ritiene che sia fantomatico e dicevo: affari suoi! Nel senso che non spetta al Capo dello Stato raccontare la storia d’Italia, la storia d’Italia la raccontano gli storici, la cercano gli storici, facendo funzionare il loro libero diritto di ricerca, di pensiero, di critica, la cercano di giornalisti, i cittadini, gli archivisti, i politici, i politologi, chi fa la storia non la può scrivere nelle democrazie, è nelle dittature che c’è la storia ufficiale l’ipse dixit, l’ha detto il Capo dello Stato, la storia è questa e noi storici di regime ci mettiamo a 90 gradi, obbediamo e ci facciamo mettere il timbro dello Stato sulla nostra storia di Stato, ma la storia di Stato è qualcosa di terribile, di sovietico, di autoritario! Era Mussolini in Italia che voleva fare la storia e anche scriverla contemporaneamente!

Se lo dice il Quirinale, allora è vero

Da noi la cronaca dell’ippica non la può scrivere il cavallo ovviamente, quest’ultimo corre e ci sarà qualcuno che racconta come ha corso. Invece un giornalista, fino a qualche settimana fa vicedirettore del Correre della Sera Pierluigi Battista, prende quella frasetta di Napolitano, trascurando le altre, per fargli dire che gli storici devono smetterla di cercare le prove del doppio Stato perché? Perché l’ha detto Napolitano, il Quirinale affondò l’ideologia del doppio Stato e qui fa una lunga lista di storici che dovrebbero intanto vergognarsi per quello che hanno sostenuto in questi anni e poi dovrebbero smetterla con queste dietrologie, fa i nomi di Sergio Flamini peraltro chiamandolo Flamini mentre si chiama Flamigni, non sa neanche come si chiama la persona con cui sta polemizzando, Giuseppe Lupis che ha fatto dei bellissimi libri di storia sui servizi segreti italiani, Aldo Giannuli, i fratelli Cipriani, Giovanni, Fasanella, Sandro Provvisionato, Dimitri Buffa, Nicola Arano, Carlo Lucarelli se la prende anche con Lucarelli e dice “basta” il Capo dello Stato ha suonato il silenzio, quindi statevi zitti!
Ipse dixit è una cultura un po’ autoritaria, ricorda il Ministero della verità del 1984 Orwell il Ministero della Verità, decide lui quali sono le verità vere, quali sono quelle false, decide il governo quali parole dobbiamo usare, infatti la pace diventa guerra, decide lo Stato, la storia e addirittura il vocabolario!
Vado alla fiera del libro, dico che questa cosa mi sconcerta, vedere un giornalista o un iscritto all’ordine dei giornalisti, che invita gli storici e i giornalisti a smetterla di fare ricerche e a mettersi a 90 gradi sulla storia ufficiale che è stata sancita, secondo lui, dal Capo dello Stato, esplode il finimondo! Ricordo anche alla fiera del libro che Giorgio Napolitano era stato protagonista da un’altra infelice dichiarazione, quando era diventato il primo Ministro dell’Interno comunista e non democristiano della storia d’Italia, nel 1996 nel primo Governo Prodi, appena insediato al Viminale il 23 aprile, proprio nell’anniversario della strage di Capaci, aveva detto a Lucia Annunziata “mi impegno alla massima trasparenza… ma non vado lì per aprire armadi… farò tutto quello che sarà necessario per risolvere la trasparenza, ma non intendo rifare la storia di 50 anni, non vado a fare indagini retrospettive” valeva la pena di portarci un ex comunista al Viminale per sentir dire delle cose che avrebbero potuto dire anche Cossiga e Andreotti, tanto valeva lasciarci Cossiga e Andreotti che gli armadi li avevano tenuti chiusi per 50 anni! Si sperava che un ex comunista li aprisse, invece lui tende subito a rassicurare che lui gli armadi non li apriva!
Su “Il Corriere della Sera” esce un articolo delirante e dice “Doppio Stato, attacco show di Travaglio, un attacco violento a Giorgio Napolitano” per avere io citato una frase che ha detto Napolitano “vilipendio” semmai è “autovilipendio” dopodiché c’è scritto che nell’incontro che era organizzato da Micromega, non c’è stato il contraddittorio, non mi ero portato qualcuno a parlarmi sopra a interrompermi e a insultarmi come di solito vorrebbero fare questi signori!
Dopodiché sotto si scrive che la mia teoria ricorda il Ministero della verità di Orwell con un ribaltamento totale della realtà, perché nel Ministero della Verità di Orwell non c’è nessuno che fa ricerche libere, io invece ho chiesto che si continui a fare ricerche libere sul doppio Stato anche se il Capo dello Stato non gradisce! Quindi ho detto esattamente il contrario, è chi interpreta le frasi del Capo dello Stato come la fine delle ricerche storiche che dovrebbe essere accusato di avere nostalgia per il Ministero della Verità di Orwell ma comunque questo per dirvi come viene fatta l’informazione su quello che passa per essere il primo quotidiano italiano!

Quando Napolitano non voleva aprire gli armadi

Ieri sera mi chiama Aldo Giannuli, quest’ultimo è uno storico, un’analista, è stato consulente della Commissione stragi, è uno dei massimi esperti dei misteri d’Italia e mi ricorda una cosa che mi ero dimenticato, intanto mi dice che aveva scritto una lettera al Corriere della Sera per rispondere a Battista, ma dato che sul Corriere della Sera vige il contraddittorio, non gliel’hanno pubblicata, e allora l’ha pubblicata sul suo sito che chiunque voglia consultare è aldogiannuli.it, ma soprattutto Giannuli mi ha ricordato in quale contesto il Presidente della Repubblica attuale nel 1996 Ministro Dell’Interno aveva detto “non aprirò gli armadi, non vado lì a aprire gli armadi” il contesto era che Federico Umberto d’Amato, il vecchio capo dell’ufficio affari riservati, quello della velina depistante di Piazza Fontana sulla pista anarchica, ancora vivo nel 1996, nei giorni della nascita del Governo Prodi aveva detto: ah Napolitano Ministro dell’interno, l’abbiamo tenuto sott’osservazione per 30 anni, è una brava persona! E’ una dichiarazione che poteva sembrare anche un messaggio un po’ così, sta di fatto che dopo quella dichiarazione un po’ così, Napolitano si sente in dovere di dire: ah vado lì ma non apro gli armadi! Cosa succede? Che pochi mesi dopo, il primo agosto 1996 Federico Umberto d’Amato muore e guarda un po’ la combinazione, esattamente una settimana dopo, lui muore il primo agosto, l’8 agosto viene trovato sulla circonvallazione dell’Appia a Roma un pezzo dell’archivio segreto del Viminale, un po’ di quegli armadi che Napolitano aveva giurato di non essere arrivato lì per aprirli e lì c’era di tutto e di più!
Napolitano fa una brutta figura perché trovano degli armadi non appena lui ha detto: non vado a aprire gli armadi perché non ce ne sono! Allora lì è un po’ a disagio e dice: non farò sconti a nessuno, farò piena luce… nomina una Commissione di inchiesta interna, dicendo che poi tutto ciò che è stato trovato, tutti i risultati di questa Commissione di inchiesta saranno pubblici.
Purtroppo però dopo qualche mese, quando la Commissione interna consegna la sua relazione alla Commissione stragi sull’archivio dell’Appia, si scopre che è tutto segretato, addirittura per i consulenti della Commissione stragi, i quali di solito possono andare a consultare anche i documenti top secret con l’autorizzazione e prendere appunti.
Per quelle carte dell’Appia e la relazione su quelle carte dell’archivio riservato dell’Appia, invece il Ministro dell’Interno, presieduto da Napolitano aveva stabilito che non potessero portarsi neanche un foglio per prendere appunti i consulenti che consultavano quelle carte, potevano soltanto guardarle, dovevano scrivere a che ora avevano iniziato a guardarle e a che ora avevano smesso di guardarle e dovevano dire carta per carta quelle che guardavano, il tutto sotto la sorveglianza di un Carabiniere.
Dopodiché data un’occhiata veloce a questa montagna di centinaia di carte, tutto è rimasto segreto e segretato per sempre, ci furono poi degli altri ritrovamenti di altri pezzi di quegli archivi riservati in altri sottoscala etc., etc., insomma si ebbe l’impressione che non solo Napolitano non fosse andato lì per aprire gli armadi, ma a giudicare dalla segretezza con cui aveva protetto quelli che si erano scoperti, fosse arrivato lì addirittura per dare un altro giro di chiave a quegli armadi!
Naturalmente appena ho parlato, ho toccato evidentemente un nervo sensibile perché tramite ambienti del Quirinale, sapete come fa il Quirinale a rispondere, non dice mai “Napolitano dice” da ambienti vicini al Quirinale fanno osservare che è stata garantita massima pubblicità e trasparenza, per nulla al mondo! Massima segretezza come ha appena dimostrato Giannuli, leggerete il suo testo sul suo blog.
Ieri è uscito l’ultimo furbo della nidiata che è Fassino che ha fatto una dichiarazione “ancora una volta Marco Travaglio ricorre a ricostruzioni fantasiose, giudizi sommari e espressioni offensive nei confronti del Capo dello Stato per accreditare presunte verità prive di qualsiasi reale fondamento, fortunatamente – aggiunge Fassino esprimendo solidarietà a Napolitano – la stragrande maggioranza degli italiani sa quanto Giorgio Napolitano in tutti gli incarichi politici e istituzionali, si sia sempre ispirato al rigore” è una frase che Fassino avrebbe potuto pronunciare a proposito di qualunque altra cosa, perché non ho detto nulla di tutto ciò che lui mi attribuisce, mentre Fassino naturalmente non sa quello che avevo detto, non sa a cosa mi riferivo, nessuno ha sentito il bisogno di andare a verificare che cosa avevo detto e magari un giorno, non dico a Fassino perché sarebbe troppo, ma a qualcuno che sia veramente interessato alla nostra democrazia, verrà la curiosità di domandarsi a eventuali superstiti o loro eredi, che fine hanno fatto quelle carte secretate nel 1996 con il Carabiniere di piantone e la chiave chiusa a doppia mandata, passate parola!

venerdì 15 maggio 2009

Lecchinaggio al Capo: VERGOGNA!

Andate qui:

http://www.silvioperilnobel.it/

e leggete del delirio di questa accozzaglia di "persone" che vogliono proporre come Nobel per la Pace il loro "unto" capo.

berlusconi Nobel per la Pace è un ossimoro!

Provo vergogna e disgusto che qualcuno possa anche solo pensare di proporre quest'uomo come Nobel per la Pace: lui che spinge all'odio verso tutti coloro che non la pensano come lui (i "comunisti", quasi fosse un'offesa), lui che ha la fedina penale più ricca di un catalogo della Postal Market, lui che ha avvelenato i pozzi ai quali beve la società italiana, spaccandola in due.

Nel sito potete lasciare un messaggio: io l'ho fatto . . . !

Il comitato è guidato dall’avvocato Emanuele Verghini, da Giammario Battaglia, che del Comitato è il portavoce, e da Valerio Cianciulli, tutti e tre provenienti dal Movimento dei Popolari-liberali di Carlo Giovanardi.

Su facebook trovate i primi due: Verghini e Battaglia.

Altre notizie da:

Panorama e Facebook.

Cosa non si fa per fare carriera...!

Ungete, proni servitori, ungete!


.

Governo fascista, xenofobo, razzista e piduista

Dal blog di Antonio Di Pietro:



Testo dell'intervento:

Sig Presidente del Consiglio che non c'è,

l'Italia dei Valori voterà contro questo provvedimento perché non è un "Pacchetto sicurezza" ma un "pacchetto insicurezza e mistificazione della realtà".

Ancora una volta la Sua propaganda di regime cerca di confondere le acque con provvedimenti di chiaro stampo propagandistico, come si usava negli anni del fascismo a cui Lei è cosi affezionato che ora vuole rifilarcelo di nuovo.

Lei non è nuovo a tali comportamenti: lo ha fatto con il caso Alitalia, facendo credere che aveva salvato l'azienda mentre quella è fallita, lo ha fatto con i rifiuti di Napoli, semplicemente spostandoli nelle periferie, lo sta facendo con la tragedia del terremoto in Abruzzo, facendo credere agli abruzzesi che è possibile ricostruire oggi con fondi che arriveranno nel 2032.
Lo sta facendo con la miriade di volte che sposta gli stessi soldi da un capitolo all’altro per far credere che sta provvedendo a tutti e a tutto, proprio come faceva il suo predecessore che spostava 4 cannoni arrugginiti da un posto all’altro per magnificare l’inesistente potenza militare del fascismo.

Lo sta facendo anche oggi, facendo credere che con l'odierno provvedimento sarà possibile garantire più sicurezza al nostro Paese, mentre in realtà trattasi solo di provvedimenti che all'atto pratico non incideranno in alcun modo sullo stato delle cose.

Un esempio?
Prendiamo il caso del reato di clandestinità. Così come è stato congegnato non serve a nulla all'atto pratico, fermo restando che è di per sé odioso in quanto si sanziona penalmente una realtà soggettiva della Persona e non una sua condotta. Già ora la sanzione per il clandestino è l'espulsione. Prevedere che per ogni clandestino vi deve essere l'espulsione penale – e non solo quella amministrativa - vuol dire ingolfare i Tribunali e le Procure di centinaia di migliaia di fascicoli e processi che terranno occupati i magistrati, i loro ausiliari e le forze di Polizie in estenuanti processi che di fatto non serviranno a nulla giacchè nessun clandestino pagherà mai i 10.000 euro di ammenda previsti e certamente non puoi metterli tutti in carcere se non la pagano o se rientrano dopo l’espulsione. Già ora ci sono oltre 60.000 detenuti a fronte di meno di 40.000 posti letto nelle carceri italiane. Dove li mettiamo le centinaia di migliaia di persone che da domani dovremmo sbattere in galera per il solo fatto che sono clandestini?
La verità è che trattasi di una mera “norma manifesto” o meglio solo di un “manifesto elettorale” buono per turlupinare i cittadini ma senza in alcun modo risolvere il problema.
Altro lavoro a vuoto per i magistrati e le forze dell’ordine, quindi, che si aggiunge al tanto lavoro a vuoto che essi già oggi stanno facendo, ad esempio a seguito dei nuovi termini ridotti per la prescrizione dei reati che lei sig. Presidente del Consiglio ha fortissimamente voluto per assicurarsi la sua personale impunità. Lo sa che per quella sua scellerata scelta personale ogni anno vanno in prescrizione oltre 200.000 procedimenti penali, con la conseguenza che ci sono in giro 200.000 potenziali delinquenti ed altrettante vittime che non possono avere giustizia per colpa sua?
E si rende conto di quanto lavoro a vuoto Lei sta facendo fare alle forze di Polizia ed ai magistrati solo per i suoi personali interessi?

E’ lei e la sua maggioranza che le viene appresso che ingenera insicurezza , sig. Presidente del Consiglio, altro che “addosso al negro” con cui vuole rigirare la frittata.

Insomma: anche la previsione del reato di clandestinità altro non è che una "mascariata" per nascondere i reali problemi che rendono impossibile garantire la sicurezza nel nostro paese. Che, per quanto ci riguarda, sono soprattutto più risorse finanziarie, più mezzi e più personale.
Ancora una volta l'esatto contrario di quello che Lei ed il suo Governo avete fatto con l'ultima legge finanziaria in cui avete ridotto di oltre 3 miliardi lo stanziamento a favore del comparto sicurezza e del comparto difesa.
Invece di rafforzare le Forze di Polizia le togliete risorse, le avete ridotto i fondi per gli straordinari e per le missioni, per la benzina e pesino per l' armamentario.

Anche la previsione delle ronde non è altro che una trovata propagandistica che nulla ha a che vedere con la sicurezza. Basta riflettere a quello che formalmente dovrebbe essere il loro esclusivo compito: segnalare agli organi di polizia eventi che possano arrecare danni alla sicurezza. E che c'era bisogno di una nuova norma di legge per una cosa del genere?
Già ora qualsiasi cittadino - solo o in compagnia che si trovi - può denunciare (ed in alcuni casi deve denunciare) situazione di illegalità di cui viene a conoscenza o è testimone.
La verità è un'altra ed è che si vogliono fare "ronde di squadristi" per andare in giro a fare i gradassi, le spacconate, il Far West un po’ come ai tempi dell’Apartheid, della caccia al negro da parte di bianchi americani. Insomma un ritorno al passato che mortifica lo Stato di diritto.

Da qui, il concreto pericolo che le forze di polizia dovranno passare più tempo a correre appresso a loro che appresso ai delinquenti veri; più tempo a dirimere le tensioni che si creeranno nel territorio fra “inseguiti” e “inseguitori” che si scontreranno per strada in uno scontro all'OK Korral!
L’occasione sarà sfruttata anche e subito per fondare le "ronde di partito", nuovi tutori della Razza ariana ed anche le "ronde mafiose", quelle cioè che avranno più facilità di mascherarsi dietro una parvenza di legalità per controllare meglio e con più spudoratezza determinati territori in mano alla malavita (già me lo immagino io chi saranno i veri e reali reclutatori delle ronde a Casal di Principe, in mano al Clan dei casalesi!).

E veniamo alla questione dei cosiddetti “Respingimenti”!
L'Italia dei Valori ritiene in sé la politica dei respingimenti una risposta legittima nei confronti di chi attraversa le nostre frontiere clandestinamente ma per così come essa è stata formulata e prevista è non solo una "Sparata propagandistica" ma anche un atto disumano che non onora il nostro Paese.
Certamente va stigmatìzzata l’insufficienza dell’azione, e per certi versi anche l'ipocrisia, delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.
Chiedono a noi di farci carico di tutte le tragedie del terzo mondo che arrivano nelle nostre coste invece di costruire essi stessi e per primi ponti di solidarietà internazionale.
Ma questo non può essere una buona ragione per permettere all'Italia di violare i trattati internazionali in materia di diritti umani.
Certo, in Libia i diritti umani sono un optional ma questo non legittima noi di comportarci nello stesso modo.
Ecco perché noi di IDV deploriamo che i respingimenti avvengono cosi, brutalmente e senza alcuna preventiva verifica dello status soggettivo delle persone che si trovano sui barconi alla deriva nel nostro mediterraneo: donne incinte, minori soli, perseguitati politici a cui viene negato il diritto di asilo.

E poi diciamola tutta: la maggior parte dei migranti (clandestini e non) provengono dai paesi dell'Est e quindi anche questa caccia al "barcone africano" altro non è che l'ennesima espressione dell'intolleranza razzista e xenofoba di questo governo per il quale tutti i neri sono brutti e straccioni, di razza inferiore, da poter usare e buttare a proprio piacimento: proprio come si faceva una volta.

Noi di IDV contestiamo questa concezione dell'immigrato visto sempre e solo come un "pericolo" per il nostro Paese.
Ci sono 700 mila badanti straniere che appunto badano ai nostri anziani, che faremmo senza di loro?
Ci sono migliaia e migliaia di stranieri che operano nel nostro paese nel mondo imprenditoriale, artigianale e come lavoratori autonomi, producendo reddito e dando lavoro a molte altre persone, anche italiane: perché criminalizzare tutti, come se fossero tutti delinquenti?.
Ci sono intelligenze e professionalità straniere di cui l'Italia ha bisogno estremo per migliorare la propria imprenditorialità e lo sviluppo scientifico: perché rinunciarci?

Come si fa allora ad alimentare questo insistente e persistente odio razziale nei confronti di tutti gli immigrati, indistintamente?

La verità è una e una sola: che va punito il criminale in quanto tale, italiano o straniero che sia, e non in base alla sua provenienza o al suo colore o, peggio ancora, alla sua religione. Ma questo è tutto ciò che vogliamo far capire a questo Governo: un Governo che non vuole avere più sicurezza nel nostro Paese, ma vuole trasformare il nostro Paese in un Paese dell'intolleranza, in cui si vuole negare la possibilità che persone di un diverso colore e di una diversa provenienza siano diverse da noi, un Paese fascista, xenofobo, razzista e piduista: questo vuole lei, signor Presidente del Consiglio!
Per questo noi, prima o poi, riusciremo a mandarla a casa!

martedì 12 maggio 2009

Marco Travaglio e lo Zoo Italia



Testo:
"Buongiorno a tutti, le liste per le elezioni europee sono complete, me le sono studiate, anche perché ho dovuto fare un lungo pezzo sugli Impresentabili per Micromega e quindi, come ci eravamo detti quando le liste erano ancora provvisorie, dedichiamo questo Passaparola a una specie di guida al voto, ai consigli per il non voto, ossia ai consigli per scansare quelli che, secondo il mio parere - poi ciascuno potrà decidere, ma almeno lo farà in base a elementi concreti - sono persone che bisognerebbe tenere lontane dalle istituzioni, soprattutto dalle istituzioni europee.

Zoo PDL

Cominciamo con il Popolo delle Libertà in ordine alfabetico: Lucio Barani, che è un ex socialista che è stato Sindaco di Aulla, famoso per avere fatto di Aulla un Comune de/dipietrizzato e per aver inaugurato addirittura Piazza Martiri di Tangentopoli, dove i martiri di Tangentopoli non siamo noi derubati, ma sono quelli che rubavano e infatti la piazza, che si chiamava Piazza Matteotti, è diventata Piazza Martiri di Tangentopoli con un bel monumento a Craxi, forse un monumento equestre. Questo direi che è meglio lasciarlo perdere.
Berlusconi, è inutile che vi spieghi per quale motivo sarebbe meglio non votarlo; oltre a tutti i motivi etici, politici, conflitti di interesse, giudiziari etc. etc., c’è un fatto: che Berlusconi, essendo Presidente del Consiglio, non solo, come tanti altri leaders che si candidano, dovrà poi optare tra il Parlamento italiano e quello europeo, lui proprio al Parlamento europeo non ci può andare perché è Presidente del Consiglio, a meno che non decida di dimettersi da Presidente del Consiglio, nel qual caso potremmo anche votarlo, ma non credo che lo farà.
Bonsignore Vito: Bonsignore Vito stava nell’Udc, è un pregiudicato per tentata corruzione per gli appalti dell’ospedale di Asti, la Tangentopoli torinese, stava con Casini e, appena Berlusconi ha scoperto che c’era un pregiudicato che non stava con lui, ha immediatamente fatto campagna acquisti e l’ha portato nel Popolo delle Libertà. Tentata corruzione, perché Bonsignore non aveva fatto in tempo a intascare le tangenti, in quanto l’avevano preso prima: era un andreottiano, poi era un casiniano, adesso è diventato berlusconiano. E' anche indagato per le scalate bancarie, per concorso in aggiotaggio: è quello di cui D’Alema diceva “ l’ho incontrato per vedere la destinazione di quel pacchetto di azioni della BNL”, Bonsignore possedeva il 2% della BNL, che interessava molto a Consorte: anche questo forse sarebbe meglio tenerlo lontano dalle istituzioni europee.
Poi c’è Clemente Mastella: di lui sappiamo molte cose naturalmente, ci siamo forse dimenticati un fatto importante, ossia che Mastella è tutt’ora indagato, anzi c’è alle viste una richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua Vetere; c’è una vulgata completamente falsa, in base alla quale De Magistris, con l’inchiesta “ why not?”, indagando Mastella avrebbe fatto cadere il governo: in realtà Mastella fu indagato nell’ottobre del 2007, mentre il governo cadde nel gennaio del 2008, quando Mastella fu indagato per l’altra vicenda, quella di Santa Maria Capua Vetere che, con De Magistris, non c’entra niente, la stessa nella quale furono arrestati la moglie di mastella, messa agli arresti domiciliari e il consuocero di Mastella, l’ingegner Camilleri.
Mastella è rimasto indagato anche quando l’indagine è passata, per competenza, a Napoli e adesso la Procura di Napoli, confermando la bontà delle indagini di Santa Maria Capua Vetere, ha depositato gli atti a beneficio dei difensori che, di solito, è una mossa che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini sono finite e Mastella dovrà essere, con ogni probabilità, processato per tre episodi di concussione tra riuscita e tentata e alcuni altri reati e, naturalmente, è passato all’incasso, avendo fatto cadere il governo Prodi, Berlusconi non subito l’anno scorso, perché la gente ancora si ricordava che aveva la moglie dentro, ma con un anno di distanza, confidando nella smemoratezza degli italiani la l’ha messo in lista, perché molti italiani pensano che le indagini siano finite nel nulla, mentre invece come abbiamo visto non è vero e quindi facciamo memoria, almeno noi, di questa vicenda che riguarda l’ottimo ex Ministro della Giustizia che ci ha regalato l’indulto e tante altre belle leggi!
Patriciello Aldo: ecco, Aldo Patriciello è un altro che stava nell’Udc, anche lui è un condannato imputato in altri processi, appena Berlusconi ha visto un pregiudicato nell’Udc si è ingelosito e si è portato Patricello in casa. Quindi Patriciello, che era Europarlamentare dell’Udc, adesso è ricandidato come Europarlamentare nel Popolo delle Libertà. Ne avevamo parlato a proposito del dopo /terremoto, perché Patriciello, che ha una condanna definitiva a quattro mesi per un finanziamento illecito degli anni 90, è sotto processo in udienza preliminare a Isernia per truffa all’Anas, nel senso che insieme al fratello Gaetano, che è costruttore, avrebbe messo in piedi un appalto per la variante stradale di Venafro, costruita con materiali scadenti che mettevano a rischio la solidità di quest’opera, per cui l’Anas ha dovuto spendere un sacco di soldi per consolidare l’opera, una volta finita. Quindi c’è questo processo che è in corso in udienza preliminare, dove si ipotizzano truffa e frode nelle forniture di questi materiali scadenti.
Sempre nel gennaio di quest’anno, Patriciello è stato nuovamente rinviato a giudizio per tentata truffa, abuso e malversazione stavolta, addirittura, per un altro scandalo: quello di un centro di riabilitazione nel Comune di Salcito, dove anche lì c’entra il gruppo imprenditoriale della famiglia Patriciello che, secondo l’accusa, avrebbe fregato enti pubblici facendo perdere soldi di denaro pubblico, cioè di denaro nostro. C’è stata una votazione al Parlamento Europeo per coprire di immunità Patriciello in questo processo e il Parlamento Europeo, che pure per le opinioni espresse e i voti dati, ossia quando uno è accusato per le cose che ha detto, concede sempre l’immunità e invece per le cose che si sono fatte l’ha negata e infatti il Parlamento Europeo ha votato a amplissima maggioranza che le accuse di truffa e malversazione non fanno riferimento a opinioni e a voti espressi, per il semplice motivo che la malversazione di fondi pubblici e i reati urbanistici non possono essere equiparati a un’opinione e a un voto, conseguentemente Patriciello verrà processato naturalmente da Europarlamentare, se i cittadini avranno la bontà di rieleggerlo per un’altra volta non più nell’Udc, stavolta nel Popolo della Libertà provvisoria, direi.
Nino Strano tutti lo ricordano, stava in Alleanza Nazionale, era in Parlamento quando cadde il governo Prodi, festeggiò tirando fuori una bottiglia di Champagne e infilandosi anche delle fette di mortadella in bocca: una scena memorabile che ha fatto il giro del mondo, dissero che mai più questo signore avrebbe calcato le scene parlamentari, infatti lo mandano in Europa, non essendo riusciti a rimandarlo in Parlamento! Tra una mortadella e un brindisi con lo Champagne in pieno Senato l’ottimo Nino Strano trovò anche il modo di insultare un Senatore dell’Udeur, Nuccio Cusumano, che era l’unico che non aveva tradito il mandato elettorale e che, quindi, aveva votato a favore del governo Prodi mentre tutto il suo partito era passato con Mastella, armi e bagagli, all’opposizione. Quindi il fatto di non aver tradito ne fece un traditore e infatti Strano gridò a Cusumano “ pezzo di merda, checca squallida, venduto e mafioso” addirittura. Poi disse che era stata una goliardata.
Per non farsi mancare niente, Strano ha anche una condanna recente in primo grado a Catania per lo scandalo della cenere lavica: che cosa era successo? Che nel 2005, tre giorni prima delle elezioni comunali a Catania, Strano, che era Assessore della Giunta Scapagnini, il medico di Berlusconi, insieme agli altri Assessori e a Scapagnini aveva deciso di regalare tra i 300 e i mille Euro a ciascuno dei 4.000 dipendenti del comune per risarcirli dei danni causati dall’eruzione dell’Etna, che anni prima aveva ricoperto di cenere nera la città. Naturalmente era un chiaro regalo ai dipendenti pubblici affinché votassero per i partiti di centrodestra, che sostenevano la Giunta: la stessa Giunta Comunale che ha svuotato le casse comunali e ha mandato completamente in fallimento Catania.
E’ quindi condannato insieme a Scapagnini, Strano, a due anni e due mesi in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Inoltre, dato che avevano anche svuotato le casse del comune, Strano ha anche una richiesta di rinvio a giudizio e conseguentemente è imputato in un altro processo sempre a Catania per abuso aggravato e falso in atto pubblico, proprio per il buco nelle casse comunali.

Zoo Lega Nord

Poi abbiamo la Lega Nord: nella Lega Nord si ripresenta per l’ennesima volta Mario Borghezio. Mario Borghezio è quello che strillò contro Ciampi durante il discorso che il Presidente Ciampi fece al Parlamento Europeo, sventolò bandiere, gridò “ abbasso l’Italia” facendosi espellere dall’aula, “ Italia vaffanculo!” questo era l’urlo di Borghezio, parlamentare europeo italiano, mentre parlava il Presidente della Repubblica italiano, è quello che va in giro per treni a disinfestare e a disinfettare le carrozze inquinate, dice lui, dagli extracomunitari; è quello che guidò, insieme a Calderoli, una famosa marcia di protesta a Verona contro il Procuratore Papalia, che aveva osato indagare sui leghisti: alcuni di questi marciatori esibivano una bara che, come si fa nelle terre di mafia, è naturalmente un auspicio di morte immediata per il Procuratore.
Borghezio ha, anche lui, la sua bella condanna definitiva, è un pregiudicato anche lui, due mesi e venti giorni per incendio aggravato con finalità di discriminazione xenofoba ai danni di alcuni rumeni, che rischiarano di finire arrosto a causa delle fiaccole che avevano incendiato i loro giacigli sotto un ponte della Dora, durante un raid delle camice verdi capitanate da Borghezio.
Borghezio ha anche tentato di avere l’immunità parlamentare europea per un altro processo: per avere diffamato Clementina Forleo; non l’aveva diffamata a parole, ma aveva scritto con vernice spray sul marciapiede davanti al Palazzo di Giustizia di Milano “ vergogna Forleo”, come fanno i writers , quelli che vorrebbero arrestare, quelli di questo governo, Borghezio scrisse questa frase sul marciapiede , “ vergogna Forleo” e quindi la Forleo lo denunciò è lui tentò di farsi proteggere dall’immunità parlamentare: purtroppo il Parlamento Europeo ha ritenuto che quell’atto non fosse un reato di opinione, ma di danno e infatti aveva imbrattato un marciapiede stradale.
Abbiamo poi Umberto Bossi, il quale sapete, perché ne abbiamo parlato spesso, che oltre a essere quello che è, è anche stato condannato per finanziamento illecito per i 200 milioni che Carlo Sama, del gruppo Ferruzzi, versò illegalmente alla Lega Nord nel 1992. E poi Bossi è un altro grandioso, luminoso esempio di parlamentare italiano per avere più volte insolentito la bandiera, cioè il simbolo nazionale, dicendo una volta che ci si sarebbe pulito il culo e altre volte usando altre espressioni ancora più irriferibili.
In più, quando era antiberlusconiano e antifiniano, invitò in due comizi a Bergamo i suoi a andare a stanare casa per casa i fascisti, cioè i suoi attuali alleati di Alleanza Nazionale, confluiti nel Popolo della Libertà e questo è Bossi, anche lui naturalmente si candida al Parlamento europeo anche se, essendo Ministro, è un po’ difficile che opterà per il Parlamento europeo.
Poi c’è l’Avvocato Brigandin, che è l’Avvocato di Bossi, messinese e leghista, già Procuratore generale della Padania, sapete che loro si danno queste cariche di pura fantasia, è imputato davanti alla Cassazione per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte, per aver procurato - così dice l’accusa - dei finanziamenti non dovuti a un imprenditore suo amico che sosteneva di essere stato duramente danneggiato dall’alluvione, mentre invece pare che l’alluvione non avesse neanche lambito la sua concessionaria di automobili. In primo grado è stato condannato a due anni, era stato anche arrestato per questo in appello e invece è stato assolto, la Procura Generale ha fatto ricorso in Cassazione e quindi il processo è pendente in Cassazione. Brigandin intanto è parlamentare italiano e vuole diventare anche parlamentare europeo.
Poi c’è Matteo Salvini, che non ha nessuna questione penale, ma qui l’impresentabilità non è soltanto penale: l’impresentabilità deriva anche da elementi di coerenza o di indecenza semplicemente politica, mentre magari può capitare che ci siano delle vicende penali che non turbano minimamente la possibilità di fare carriera. Pensate soltanto a De Magistris, che è stato indagato perché l’avevano denunciato dei suoi colleghi che gliene avevano combinate di tutti i colori, è stato recentemente assolto, ha ancora qualche rimanenza per altre denunce che gli hanno fatto: pensate, la Procura di Roma l’ha indagato per interruzione di pubblico servizio, perché con le sue rivelazioni alla Procura di Salerno avrebbe innescato quella perquisizione fatta dalla Procura di Salerno a Catanzaro che, portando via, sequestrando gli atti di “ why not?”, avrebbe paralizzato addirittura per un paio di giorni l’inchiesta “ why not?”, che invece procedeva così spedita. Stiamo parlando evidentemente di altro, non stiamo parlando di gente che va a bruciare, a imbrattare o a insultare o addirittura a approfittare del denaro pubblico o a mafiare, stiamo parlando di persone che vengono denunciate per essersi comportate correttamente e quindi le indagini fanno il suo corso.
Salvini non ha nessuna indagine di nessun genere: lo cito perché c’è un caso di nepotismo; sapete che la Lega Nord ha sempre combattuto il nepotismo (altrui naturalmente!), Salvini è quello che, diventando parlamentare europeo nel 2004, pensò bene di scegliere di portarsi come portaborse - lì lo chiamato l’assistente accreditato - il fratello di Bossi, Renzo Bossi, che aveva come curriculum europeo il fatto di gestire uno splendido negozio di autoricambi a Fagnano Olona, proprio il curriculum ideale per andare a fare l’assistente parlamentare a Bruxelles e a Strasburgo.
Francesco Speroni invece ha avuto un problema per quanto riguarda il processo di Verona sulle camice verdi, ma poi si è salvato grazie all’immunità parlamentare. Anche lui era con Borghezio a sventolare bandiere verdi e a insultare l’Italia durante il discorso di Ciampi qualche anno fa e, nel 2006, quando gli italiani hanno bocciato al referendum confermativo la controriforma costituzionale della devolution, per fortuna, ha così commentato: “ gli italiani fanno schifo, l’Italia fa schifo perché non vuole essere moderna!”. Uno che dice che gli italiani fanno schifo chiede il voto agli italiani per tornare al Parlamento europeo: anche lui ha sempre tuonato contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona e quindi, come assistente accreditato al Parlamento europeo, si è portato un altro membro della famiglia Bossi, ovvero il primogenito di primo letto Renzo Bossi, che studia da fuoricorso all’università, è noto come un appassionato di automobili e non si è capito bene che cosa ci stia a fare o ci stesse a fare al Parlamento europeo. Stiamo parlando di portaborse, assistenti pagati profumatamente con denaro pubblico: pare che prendano al lordo 12. 000 Euro al mese, pensate.

Zoo UDC

L'Udc ha Magdi Allam, il quale anche lui non ha nessun problema di tipo penale etc.: forse è un po’ tanto invasato, ha una rubrica che si chiama Il Crociato, ha un partito che si chiama Protagonisti per l’Europa Cristiana e si propone di dichiarare non leciti eticamente addirittura il divorzio e le unioni tra omosessuali e ha sostenuto, in nome del dialogo con l’Islam, che l’Islam moderato non esiste e che l’Islam non è una vera religione buona e anzi il Corano è un libro che incita all’odio, alla violenza e alla morte. Forse buttare benzina sul fuoco con un personaggio così stravagante non è il caso, di questi tempi!
Poi c’è Ugo Bergamo: Ugo Bergamo non lo conosce nessuno, è un Avvocato, un ex Sindaco di Venezia della Democrazia Cristiana, un ex parlamentare dell’Udc che dal 2005 siede nel Consiglio Superiore della Magistratura e ha avuto un ruolo fondamentale nello sparare a zero contro i magistrati di Salerno, il giorno stesso in cui perquisirono il palazzaccio di Catanzaro.
Promise di provvedere immediatamente per rimuovere questo bubbone (i magistrati onesti di Salerno), anticipò allegramente il giudizio, come già aveva fatto la signora Letizia Vacca, contro Clementina Forleo e Luigi De Magistris e poi fu di parola, perché infatti Nuzzi, Verasani e Apicella furono tutti cacciati. Questo maestro di morale in casa altrui era anche passato alle cronache perché, nel 2002, mentre in Senato si approvava la Legge Cirami, lui fu beccato come pianista: era una specie di piovra di Laoconte, che votava con molte mani e molte braccia per i vicini assenti e quindi, naturalmente, era proprio la figura morale ideale per insegnare l’etica ai magistrati di Salerno.
Poi c’è Ciriaco De Mita, il quale è uno spettacolo vivente: ha 82 anni, è in Parlamento da 46 anni, si è fatto 12 legislature, insomma è stato protagonista di quella meravigliosa ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Si è salvato per molte prescrizioni e, soprattutto, per l’amnistia dell’89 da Tangentopoli per tutti i finanziamenti illeciti che la DC prendeva prima dell’89 e quindi prima che fosse tutto amnistiato e insomma, è proprio una giovane promessa della politica che si affaccia sul campo, pronta a dare il suo contributo al rinnovamento delle classi dirigenti!
Sempre nell’Udc c’è Giuseppe Naro, che è un messinese che ha una condanna definitiva a sei mesi per abuso d’ufficio, in quanto avrebbe acquistato.. anzi, la sentenza è definitiva, degli ingrandimenti fotografici, 462 ingrandimenti fotografici con denaro pubblico per 800 milioni di lire e poi ha avuto due prescrizioni in altre due inchieste e quindi, naturalmente, è pronto, anche lui, per l’Europa.
Poi c’è Ferdinando Pinto, che è stato processato -e poi con fasi alterne alla fine è stato assolto, perché mancavano le prove - per aver incendiato il Teatro Petruzzelli. Ma nel processo civile che gli hanno intentato i proprietari del Teatro Petruzzelli, di cui lui era il gestore e il Presidente, è stato condannato a pagare 57 miliardi di lire alla famiglia dei proprietari: miliardi che non ha mai pagato, perché pare che il teatro non fosse assicurato.
L’altro giorno, proprio pochi giorni fa, si è aperto il 29 aprile a suo carico un altro processo penale, davanti al Gup di Bari, perché lui è accusato di aver depistato le indagini per procurarsi l’impunità nel processo sul rogo al Petruzzelli e lì la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio per reati che vanno dal falso materiale e ideologico alla contraffazione di pubblici sigilli, alla calunnia, al falso giuramento della parte, alla falsa testimonianza, alla violenza privata e alla violenza semplice, il tutto aggravato dalla finalità di coprire le responsabilità del clan della Sacra Corona Unita e il famoso clan Capriati, quello del boss di Barivecchia.
Completa il quadro di questa meravigliosa squadra messa insieme dall’Udc Saverio Romano, il quale è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa in Sicilia, a Palermo, per i suoi rapporti insieme a Cuffaro presunti con il clan Guttadauro e, in più, è sotto osservazione per certe dichiarazioni che ha fatto il figlio di Ciancimino su certi regali in denaro che sarebbero arrivati, tra gli altri, anche a lui, anche se lui legittimamente nega.
C’è poi Angelo Sanza, sempre nell’Udc , che è lì da undici legislature, un quasi De Mita: un quasi De Mita lucano che ha passato una serie di partiti e che era uscito da Tangentopoli perché si era accertato che aveva ricevuto 200 milioni dal finanziere Florio Fiorini, ma un giudice molto spiritoso aveva stabilito che, essendo soldi arrivati da una società estera, allora non costituivano reato e poi la Procura di Milano fece appello contro questa sentenza stravagante, ma lo fece fuori termine e conseguentemente Sanza se la cavò e anche lui lo riportiamo, se tutto va bene, in Europa, visto che è in Parlamento ininterrottamente soltanto dal 1972, quando molti di voi credo non fossero mai nati, lui era già lì.
Dimenticavo Emanuele Filiberto di Savoia: non mi pare di dover aggiungere niente, insomma Emanuele Filiberto di Savoia, quello di “ Ballando con le Stelle”, quello.. Emanuele Filiberto di Savoia, quello lì, quella testa coronata potremmo definirlo.

Zoo MPA

Per l’Mpa, Movimento Per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, abbiamo Francesco Musotto, che è stato assolto con una formula che echeggia la vecchia insufficienza di prove nel processo per mafia, nel quale il fratello è stato condannato perché si è accertato che, nella loro villa al mare, a Finale di Pollina, venivano ospitati alcuni boss latitanti come Tullio Cannella, Giovanni Brusca, Domenico Farinella e Leoluca Bagarella, ma evidentemente poco fisionomista, Musotto non se ne era accorto e infatti è stato assolto, perché non c’erano prove sufficienti per dimostrare che lui si rendesse conto che quei simpatici ceffi che si aggiravano per casa sua erano boss mafiosi, i cui volti campeggiavano in tutte le Questure come i più ricercati tra i latitanti.
Poi abbiamo Vittorio Sgarbi, sempre nel Movimento per l’Autonomia, che è stato condannato per truffa ai danni dello Stato ai beni culturali, è attualmente Sindaco di Salemi e un sacco di altre cose. Un altro equilibratissimo uomo politico che proprio bisogna assolutamente mandare al Parlamento europeo per farci fare bella figura!
Poi abbiamo Raffaele Lombardo, che è il governatore della Sicilia e che, naturalmente, ha fatto tutta la sua carriera politica a Catania: quella Catania che i suoi amici e anche lui, in quanto leader, hanno amministrato così bene da portarla al fallimento.

Zoo PDmenoelle

E poi c’è il PD: nel PD c’è qualcuno che sembrerebbe un po’ incoerente, tipo Cofferati, che pure è una persona di estremo valore, il quale aveva dichiarato “ non si può fare il Sindaco a Bologna e il padre a Genova” e adesso invece farà l’Europarlamentare tra Strasburgo e Bruxelles e il padre a Genova, forse Bruxelles e Strasburgo sono più vicine a Genova di Bologna, non si sa! Aveva anche detto “ se mi vedrete candidato alle europee, siete autorizzati a chiamarmi ciarlatano”: praticamente se lo vedremo candidato alle europee saremmo autorizzati a chiamarlo ciarlatano e l’abbiamo visto, è candidato alle europee. Traetene voi le conseguenze.
Poi c’è Andrea Cozzolino: questo invece ha dei problemi giudiziari, è l’Assessore alle attività produttive della Regione Campania e ha ricevuto un avviso di garanzia proprio nei giorni della candidatura, con perquisizione in casa sua, perché è sotto inchiesta a proposito della costruzione di una centrale a biomasse in Provincia di Caserta. L’impianto si chiama Biopower. Poi c’è un altro esponente della politica campana: Andrea Losco, che è stato - risparmiamoci le ironie sul cognome, perché non si scherza sui cognomi - governatore della Campania per l’Udeur tra il 99 e il 2000, è stato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, così brillantemente risolta naturalmente, prima di passare la palla a quell’altro genio di Bassolino. Losco era noto per aver raccomandato - così risulta da un elenco che è stato trovato negli uffici dell’alto commissariato - ben 14 persone che lavoravano lì dentro. E’ già parlamentare europeo, non più nell’Udeur ma nella Margherita, rutelliano e adesso si ricandida.
Sempre a Napoli c’è un altro candidato eccellente: l’ex Assessore regionale alla sanità che Bassolino ha fatto fuori in una faida interna, anche lui nei giorni della candidatura è stato indagato dalla Procura di Napoli per corruzione a proposito dell’affidamento dei lavori per l’ospedale Del Mare a Ponticelli. Anche qui stiamo parlando solo e esclusivamente di avvisi di garanzia, quindi diciamo che, salvo forse qualche dibattito sull’opportunità o meno, non stiamo neanche parlando di un rinvio a giudizio, ma è bene che queste cose si sappiamo, di modo che chi deve votare ne sia al corrente.
E poi c’è l’Assessore all’agricoltura della Giunta Loiero, Mario Pirillo, che ha cambiato una dozzina di partiti: dalla DC al Cdu, all’Udr, all’Udeur, alla Margherita, al PDM e al PD, e che è stato appena imputato, con richiesta di rinvio a giudizio, nell’inchiesta “ why not?”, è uno dei 98 per i quali la Procura generale di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio e pare che le accuse vadano dal peculato all’abuso d’ufficio, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Zoo Alleanza di Centro

Nell'Alleanza di Centro di Pionati, l’ex mezzobusto RAI, troverete Tommaso Barbato: è lo sputacchiere, è quello famoso perché sputò in faccia a Cusumano mentre cadeva il governo Prodi e quindi una preclara figura di quel calibro non poteva restare fuori dalle liste, l'Alleanza di Centro di Pionati lo candida e tenta di riportarlo in auge.

Zoo IDV

Mi segnalano da Cattolica che c´è un candidato dell´Italia dei Valori, che non ha nessun problema giudiziario, ma anche qui stiamo parlando di questioni di opportunità politica, che si chiama Bulletti Carlo, che ha fatto un po' il giro dei partiti anche lui: potremmo definirlo un riciclato, che si trova sempre più o meno dalla parte giusta. Fa il medico chirurgo, nel 2004 si è candidato con Lega Nord, Forza Italia, Alleanza Nazionale e altre liste di destra, poi è passato tra i banchi dell´opposizione e, quando è nato il PD, è passato al PD attivandosi per le primarie e adesso, in occasione dell´ultima campagna elettorale, è candidato alle europee per l´Italia dei Valori. Forse bisognerebbe stare attenti a questi candidati che si spostano con questa frequenza e che, evidentemente, sono continuamente folgorati sulla Via di Damasco, sempre in dirittura di elezioni.

Zoo Sinistra e Libertà

Nella Sinistra e Libertà, che è quella della Sinistra Democratica, dei Verdi e dei Vendoliani, c’è la candidatura di Sergio Staino, che è un vignettista molto famoso: anche qui non c’è niente di male nel fatto che Staino sia candidato, se nonché Staino, che è candidato con Vendola, è iscritto al Partito Democratico, il quale ha detto “ ma come? Sei iscritto al Partito Democratico e ti candidi con Vendola? Ma allora ti espelliamo”, il minimo che può fare un partito è espellere un suo iscritto che si candita in un altro partito.
Ebbene, Staino si è pure offeso dicendo che non capisce per quale motivo lo vogliono espellere: io il motivo lo capisco, uno dovrebbe decidere nella vita un partito, più di uno, soprattutto quando sono in concorrenza, è un po’ troppo!

Zoo Sinistra Europea

Per quanto riguarda invece l’altra formazione della sinistra radicale, quella si chiama Sinistra Europea, che ingloba Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani, mi segnalano un certo Bruno De Vita, che è il leader di uno dei tanti movimenti di consumatori, ma che mi dicono essere stato radiato dall’Associazione Stampa Romana per aver licenziato cinque giornalisti che avevano aderito a uno sciopero. E’ un po’ strana questa cosa, spero che abbia modo di rettificare quest’informazione, perché qui a me giungono notizie piuttosto precise, ossia che questo signore, amministratore unico e editore di Teleambiente e della collegata Teleagenzia 1, avrebbe cacciato questi cinque redattori che avevano partecipato allo sciopero del 18 e 19 dicembre 2006. Naturalmente i padroni possono sempre licenziare chi gli pare, purché rispettino le leggi, però essere candidati nella Sinistra Radicale e avere questo concetto del diritto di sciopero è abbastanza strano: guardate che il fatto che la radiazione di De Vita dal sindacato sia stata confermata dalla Federazione della Stampa all’unanimità significa proprio che qualcosa di grosso l’aveva fatto, perché insomma prima di radiare un giornalista in Italia bisogna veramente che ne abbia fatte di tutti i colori.
Questo era quello che mi sentivo di dire tra le cose che ho scoperto io, naturalmente se qualcuno ha qualcosa da obiettare i nostri blog sono pronti a pubblicare eventualmente precisazioni e rettifiche e soprattutto, se qualcuno ha da segnalarci altri candidati che è bene non votare, i nostri blog sono a disposizione. Per intanto passate parola."

Errata corrige
Una piccola rettifica al Passaparola di ieri (registrato nove giorni fa, in quanto lunedì ero in viaggio di ritorno dal festival del giornalismo investigativo di Marsala).
Bruno De Vita, nonostante quel che era stato annunciato nella conferenza stampa ufficiale di metà aprile, è stato escluso dalle liste di Sinistra Europea all'ultimo momento. Dunque, non sarà candidato. La sua imbarazzante vicenda, in ogni caso, non getta una buona luce su Sinistra Europea (che peraltro presenta anche alcuni candidati di valore), perchè il gruppo Consumatori Uniti guidato da De Vita fa parte dell'alleanza con Prc e Pdci e compare nel logo della Lista insieme agli altri partiti. "Mi hanno chiesto di non fare polemiche fino ai risultati elettorali", ha dichiarato De Vita all'Ansa il 28 aprile, "ma c'è stato un problema politico, innanzitutto. L'accordo era fare una lista anticapitalista che strada facendo è diventata di nuovo quasi solo comunista. E poi abbiamo avuto forti dissensi su come rappresentare l'impegno dei difensori dei diritti dei consumatori nelle candidature. Alla fine abbiamo deciso di rinunciare".
m.t.