giovedì 29 ottobre 2009

Anche la Forza Pubblica volta le spalle a Berlusconi: sempre più solo

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Incredibile: i governi di Destra hanno sempre fatto attenzione a tenere dalla loro parte le Forze dell'Ordine, forti di quell'ideale militarista e dell'uomo forte che ha caratterizzato il loro pensiero e operato. Così faceva pure Berlusconi, che usava spesso parole dolci ("i nostri ragazzi" e simili). Ma al Dire non è seguito il Fare: tagli tremendi ai fondi e le solite cafonaggini del Ministro Brunetta hanno fatto saltare la Santabarbara. I sindacati della Polizia sono scesi in piazza e hanno replicato punto su punto alla presa in giro del governo Berlusconi, sempre più avviato verso una perdita radicale di ogni tipo di consenso, sempre più diretto a tagliare qua e là (l'esempio della Scuola con la "riforma" Gelmini è il più caratteristico, anche se lì ci sono questioni anche e soprattutto ideologiche, leggasi l'uccisione della fucina della Cultura e del Libero Pensiero e Arbitrio) senza criterio alcuno.

Le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia di Stato, Coisp della Polizia Penitenziaria; Sappe, Osapp, Sinappe, Fns, Uil P.A., Fp Cgil, Uspp Ugl del Corpo Forestale dello Stato; Sapaf, Ugl, Fe.Si.Fo, F.N.S., Uil P.A. Forestali, F.P.Cgil hanno, organizzato una manifestazione con corteo partita da Piazza Bocca della Verità alle 9.30 e arrivata in Piazza Navona, per il comizio finale. Nel lungo corteo striscioni e slogan contro la politica economica del governo e riferimenti alle ultime vicende di escort e trans che hanno coinvolto i politici. La Polizia insomma parla chiaro: basta col malcostume, basta con questa gestione nociva delle risorse dello Stato.

Tra loro è spuntato un busto in cartapesta dedicato a Silvio Berlusconi: “Papi, come ci hai cucinato bene”. E i 40mila in piazza hanno criticato il ministro della Funzione Pubblica e le ronde: “Brunetta buffone”, “Le ronde sono vergognose”.

I sindacati delle forze di polizia quindi denunciano “le irresponsabili scelte del governo”, come la riduzione di oltre 40mila unità del numero degli operatori in servizio e la “sottrazione del 44% delle risorse alle attività operative e organizzative”. Inoltre le forze dell’ordine criticano la decisione “di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all’impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità”. E ancora: “Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni assunti in campagna elettorale, ed esprimono una sostanziale indifferenza verso il diritto alla sicurezza dei cittadini”. Parle che pesano come macigni.

I sindacati sostengono che “i tagli incidono pesantemente anche sulla spesa corrente e sulle voci di bilancio ministeriale relative all’acquisto delle autovetture, della benzina, alla gestione degli uffici e delle strutture”. Tutto questo incide e inciderà ancor di più dal 2010 sul “reale controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine” e quindi “sulla sicurezza dei cittadini”.

Le denunce sono nette: “Ad oggi, purtroppo, la politica del governo è un’altra”. Il taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al Comparto Sicurezza e Difesa, unito agli effetti dell’ex decreto Brunetta ora convertito in legge, “sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell’età media dei poliziotti italiani, che ormai sfiora i cinquant’anni”.

Alla protesta partecipano membri della Polizia e della Guardia di Finanza, agenti della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello stato. C’è anche il Cocer dei Carabinieri. “Per una volta siamo tutti uniti”. “Da questo governo, che ha avuto anche i nostri voti, abbiamo avuto solo promesse e ora ci troviamo con macchine che fanno schifo, senza soldi per la benzina e caserme in cui non si pagano gli affitti”.
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Il governo Berlusconi è alla deriva, e il pesante condizionamento psicologico e anticulturale operato dagli organi di stampa del Regime non riesce più a mettere le pezze giuste: l'Italia sta voltando le spalle a questo Malaffare.

Berlusconi è solo, solo con i suoi avvocati, che nei Ministeri e in Parlamento operano solo per cambiare le Leggi onde evitargli il carcere, e solo con pochi alleati che per pura convenienza e logica di potere gli stanno a fianco: leggasi soprattutto la Lega, coi suoi deliri distruttivi dell'unità d'Italia, e qualche manciata di leccaculo adoranti all'interno degli altri partiti confluiti nel PDL.

Era scappato Casini, sta scappando Fini con tutta Alleanza Nazionale, perfino Alfano si sta stufando (legi il post precedente): i cocci cadono a terra rumorosamente.

In mezzo a tutto questo squasso, figlio dell'operato del governo teso solo a occuparsi degli interessi del Capo, c'è un'Italia senza identità, senza una guida valida, che crolla nel baratro di una economia alla canna del gas.

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