lunedì 12 ottobre 2009

Benevento: Berlusconi dichiara "guerra" alla Democrazia e all'Italia

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Non si sa se sono soltanto deliri, forse no, ma il disegno ormai è chiaro: Berlusconi vuole distruggere le regole della nostra società civile, cambiando la Costituzione per creare una Dittatura.

A Benevento, ovviamente in camicia nera (nella foto), il Premier ne ha avuto per tutti, rincarando la dose di insulti e minacce contro la Magistratura (che lui stesso ha corrotto, come accertato p.es. per il Lodo Mondadori, e ha invitato a cena per salvarsi dalla galera, come successo con due membri della Corte Costituzionale prima della sentenza sul Lodo dell'Impunità), contro il PD ("i soliti comunisti di sempre"), e la stampa nemica (Repubblica ed Espresso su tutti, ma anche la stampa estera, "antitaliana").

Due articoli illuminanti al riguardo sono: quello di Ninni Andriolo su l'Unità, e un editoriale su Repubblica.

Riaprono i processi a Roma e Milano e Berlusconi rischia grosso. Allora ecco pronta una Legge ad Personam che vuole inficiare gli accertamenti effettuati in un Processo per altre Cause (regola cardine del nostro diritto, tesa a garantire la celerità dei Processi stessi) e la separazione delle carriere fra Giudici e Pubblici Ministeri (che lui vuole assogettare all'Esecutivo, cioè a Lui, per bloccarli ove ci siano indagini che lo riguardano).

Queste idee sono al banco già da tempo, e rappresentano gli strumenti di riserva preparati e conservati nel cassetto dai suoi avvocati in caso di bocciatura del Lodo Alfano.

Il team di avvocati di Berlusconi lavora sempre, e lavora sporco: l'importante è evitare processi al loro Capo (e cliente, visto che sono i suoi avvocati: li paga lui).

Io rimango sempre dell'idea che è più facile non commettere reati, ma tanta gente in Italia non l'ha capito, ed è pronta ad immolarsi per il proprio leader.

"Il suo potere è nuda e pura violenza", ha scritto Giuseppe D'Avanzo, "Ne ricava soltanto il discredito internazionale", e "non se ne cura. Il suo Io ipertrofico non ammette interlocutori, consigli, regole, critiche, misura istituzionale, saggezza politica. Ubriaco dei sondaggi che gli servono (ma sono sinceri?), è incapace di guardare in faccia la realtà che si è cucinato da solo e che ogni giorno irresponsabilmente riscalda".

Ma Berlusconi è lucido quando prepara il colpo di Stato attraverso il cambiamento delle regole del gioco, con Leggi ordinarie (o magari anche Costituzionali?) che sono all'antitesi coi principi cardine della Democrazia e si pongono come negazione della nostra Carta Costituzionale.

E cerca forza appellandosi al "potere del popolo" che lo ha eletto, quasi che gli importasse di noi italiani. E' una vergogna cercare, creare il consenso della gente, e ottenutolo in una tornata elettorale usarlo come scusa per smantellare il Diritto e saccheggiare la Democrazia... ma sappiamo che Berlusconi non ha il senso dello Stato, men che mai è uno statista, mentre è invece un Dittatore capriccioso e cattivo nel più profondo dell'animo, e quindi pericoloso.

Il Re triste e cattivo sta per affondare, e reagisce attaccando. Mai come oggi occorre che la società civile (non l'accolita di dementi lobotomizzati che dà retta a lui) si compatti e si opponga con tutti i mezzi a disposizione.

Speriamo che l'Unione Europea si sbrighi ad adottare qualche misura contro questa Dittatura (come è nell'aria, e nonostante i tentativi di boicottaggio del PDL alle assemblee della Unione Europea), e magari anche l'ONU, così chissà che qualcuno qui allora non si svegli e decida di abbandonare l'indifferenza che mostra di fronte alla situazione della nostra Patria.

Sono proprio gli indifferenti, soprattutto quelli che dicono "i politici sono tutti uguali", ad aver rafforzato la base sulla quale il Delinquente ha costruito le sue vittorie, al resto hanno pensato gli "squadristi della penna" con la loro opera di demolizione dei nemici e della realtà, ma anche (e duole farlo rimarcare ancora) i vertici del Partito Democratico (nella foto: D'Alema), che hanno opposto il loro niente alle spallate del Dittatore, e che quando potevano risolvere alla base il problema con la Legge sul Conflitto di Interessi si sono fermati con le braccia in conserta.

Le responsabilità del PD sono pesantissime, e il calo dei consensi ne è l'evidente conseguenza. Per fortuna però la società civile si è risvegliata, con gran forza in questo 2009: speriamo che i leader del PD capiscano cosa vuole davvero la gente, e invece di bisticciare sappiano lavorare con coscienza e spirito di abnegazione, perchè Di Pietro (che forse urla un po' troppo ma almeno non le manda a dire) con l'Italia dei Valori da solo non ce la può fare.

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