mercoledì 21 ottobre 2009

Clemente Mastella e signora: ancora Indagini!

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E ci siamo ancora: ancora indagato, ancora indagata la moglie... urleranno anche loro alla persecuzione?

Ricordiamo anzitutto una cosa importante: nel 2000 fu, insieme a Salvatore Cuffaro, testimone di nozze del braccio destro di Bernardo Provenzano, Francesco Campanella, l'uomo che fornì a Provenzano i documenti falsi per andare in Francia a operarsi alla prostata. Campanella era il segretario dei giovani dell'UDEUR.
E poi ricordiamo ancora che Clemente Mastella è l'uomo che fece cadere il secondo governo Prodi, e ottenne il compenso quando venne riaccettato dal PDL nelle successive elezioni europee. Ora cade ancora nella mira della Giustizia. Ma facciamo un passo indietro, e vediamo in quali altre occasioni in passato Mastella e signora hanno avuto guai con la Giustizia. Ne cito alcune, le più singificative.

All'inizio del febbraio 2007 egli viene raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Napoli. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio.

Il 14 ottobre 2007 Clemente Mastella viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Why not" del sostituto procuratore Luigi De Magistris: l'ipotesi di reato è abuso di ufficio. Il ministro è sospettato di essere coinvolto in una "rete" costituita da politici, imprenditori, giudici e massoni finalizzata ad ottenere finanziamenti dallo Stato e dall'Unione Europea.
Il coinvolgimento del ministro nell'inchiesta è motivato dai suoi rapporti con l'imprenditore Antonio Saladino. L'indagine coinvolge l'attività imprenditoriale di Saladino, titolare in passato di una società di lavoro interinale denominata "Why not". Agli atti figurano, tra l'altro, intercettazioni di colloqui telefonici proprio tra Mastella e Saladino.

Il 16 gennaio 2008, dopo il provvedimento di arresti domiciliari nei confronti della moglie Sandra Lonardo, da parte della procura di Santa Maria Capua Vetere, Mastella presenta le sue dimissioni da ministro, sostenendo di essere vittima, insieme alla sua famiglia, di un attacco della Magistratura. Le dimissioni vengono respinte dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e nel tardo pomeriggio della stessa giornata le agenzie di stampa scrivono che anche lo stesso Mastella sarebbe indagato nell'ambito dell'inchiesta riguardante la moglie.
Il giorno seguente Mastella conferma le proprie dimissioni ed annuncia che il suo partito, l'UDEUR, darà "appoggio esterno" al governo. Il 21 gennaio Mastella modifica la propria posizione dichiarando di uscire dalla maggioranza e di voler votare no alla questione di fiducia. Il governo Prodi cade il 24 gennaio in seguito al voto di sfiducia.

L'8 marzo dello stesso anno la Procura Generale di Catanzaro, che aveva avocato a sé le indagini dopo la dichiarazione d'incompatibilità del sostituto procuratore De Magistris, chiede l'archiviazione delle accuse ipotizzate a carico di Mastella, che esce dall'inchiesta. Nelle motivazioni, depositate il 1° aprile, il Gip ha affermato che "non vi erano neanche gli estremi per poter iscrivere Mastella nel registro degli indagati". L'ex Guardasigilli ha annunciato che intende "valutare tutte le possibili azioni giudiziarie e amministrative a tutela della mia persona" e dichiara di voler "chiedere il risarcimento dei danni a chi ha lavorato, sul piano giudiziario, quello mediatico e quello politico, per la mia eliminazione politica".

Il 26 febbraio 2009 appare sull'Espresso la notizia che il giudice GianDomenico Lepore ha inviato gli avvisi di chiusura delle indagini per l'inchiesta riguardante l'ex ministro della giustizia.
Nei mesi seguenti, la vicenda si è capovolta, giudicando illegittima l'avocazione dell'inchiesta Why Not, legittime le intercettazioni, e l'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere è passata alla procura di Napoli che, in maggio 2009 ha ritenuto fondate molte delle accuse, rinviando a giudizio Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo.

Arriviamo dunque alla notizia di oggi, citata fra i vari giornali da L'Unità e Repubblica: nell'inchiesta su appalti e assunzioni a Napoli e in Campania, con 63 indagati, che ha portato oggi all'emissione di 25 misure cautelari personali, risulta indagato anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo (appunto la moglie di Mastella) destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in Campania e in sei provincie (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) . Quattro carabinieri e un ufficiale dell'Arma sono entrati nella abitazione della famiglia Mastella a Ceppaloni (Benevento).

Gli attuali sviluppi dell'inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall'unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell'Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all'epoca ministro della Giustizia. Le accuse contestate vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'abuso di ufficio, alla turbativa d'asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperchiato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici. Non a caso durante una perquisizione, sono saltati fuori dei file con i nomi delle persone assunte su segnalazione di uomini politici. Da segnalare come un filone dell'inchiesta riguardi presunti appoggi elettorali di un clan di Marcianise. Di questo, però, se ne occuperà la Dda.
Ancora La REpubblica riporta che ieri, inoltre, il gup Sergio Marotta ha fatto slittare al 26 ottobre la decisione sull'inchiesta che vede 23 indagati, tra cui i Mastella, per una presunta lobby che avrebbe favorito le nomine in quota Udeur.

Ecco come stanno le cose: da buon vecchio ex DC, Mastella è passato da una bandiera all'altra, a seconda di dove più gli conveniva, e quando sono state scoperchiate le sue storie... è venuta in suo soccorso Simona Ventura (ma non solo lei), che lo ha ospitato ("gratis", è stato precisato) a Quelli Che Il Calcio, dove si è mostrato sempre sorridente e disposto allo scherzo per riabilitarsi agli occhi dell'opinione pubblica.

Solo che l'opinione pubblica in Italia sta cambiando, e non ci casca più nessuno.

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