venerdì 16 ottobre 2009

Come distruggere un Magistrato per Intimidire tutti gli altri

.
Un avvocato, tale dott. Giammario Battaglia, ieri sera è apparso ad Annozero per santificare il suo adorato Capo per il quale sta portando avanti una ridicola crociata: dargli il Nobel per la Pace. Non posso non mettere il video qui, perchè è troppo esilarante (in studio c'era gente a crepapelle).



Ovviamente questo signor Battaglia (i cui discorsi offensivi sulla controparte politica infestano youtube, cercate) non si è fatto sfuggire l'occasione per provocare anche Marco Travaglio, il quale, essendo una persona seria e di stile, non si è fatto trascinare nel fango che veniva gettato in Studio.

Abbiamo già commentato in queste pagine su come sia impossibile che il Nobel suddetto possa venire attribuito alla persona che più ha rovinato l'Italia dai tempi di Mussolini, e nella storia del Giudice Mesiano ne troviamo ancora l'ennesima conferma.

Mesiano è il Giudice che, prove alla mano (tante e schiaccianti, pubblicate un po' dappertutto tranne che dai "giornali" del Regime), ha condannato Berlusconi e il suo gruppo a risarcire con una somma a dire il vero irrisoria la CIR di De Benedetti: 750 milioni di Euro. Quindi abbiamo un altro Giudice "di sinistra" perchè non assolve Berlusconi. Questa pagliacciata di discorso ormai è consuetudine del Capo, lo stesso che si rivolge alla Magistratura per cercarne l'aiuto quando ciò gli fa comodo (vedi le denunce a Repubblica e a l'Unità).

E' notizia di questi giorni che il Capo ha dato un nuovo Diktat: distruggere la vita di Mesiano, e i fidi scagnozzi si sono subito messi certosinamente all'opera, per dare una coda alle parole del Premier (che li stipendia per combattere questa e altre guerre in nome della negazione dei Valori della nostra società civile): «se ne sentiranno venir fuori delle belle».

La vita di Mesiano, in ogni caso, sembra offrire pochi spiragli per un attacco mediatico. Milanese, 57 anni, prima di approdare in Corte d’Appello era impegnato nella decima sezione civile, specializzata nel risarcimento danni. Tra le sue sentenze, un risarcimento, circa 7000 euro, concesso ai genitori di un bambino che si ruppe un dente durante una gita scolastica a Milano. A pagare quella volta fu il Ministero dell’Istruzione. Un’altra sentenza, poi, causò la chiusura di una birreria per schiamazzi notturni. Storie normali, insomma, per un uomo che sembra assolutamente normale. Non a caso Mesiano ha rifiutato qualsiasi intervista e di lui si sa solo che è riservato, alto e veste, di norma, in modo informale evitando quando è possibile giacca e cravatta. Trovare un appiglio per screditare Mesiano sembra difficile eppure Berlusconi si è scoperto e quindi qualcosa accadrà.

Ne è convinto Antonio Di Pietro, secondo cui «Costruire dossier per diffamare e calunniare è un vecchio clichè, di cui Berlusconi si è servito spesso nel corso di questi anni. A suo tempo lo fece anche con me, ricorrendo ad intercettazioni illegali». Secondo il leader dell’Italia dei Valori, infatti, «questo modo di fare ricorda e ricalca quello del suo maestro Bettino Craxi, che di professione svolgeva una vera e propria attività di dossieraggio».

Canale 5 ha già mandato in onda (Mattino 5) un servizio in cui il cronista di turno inseguiva il Giudice, anzi: lo pedinava, quasi che fosse sul punto di scoprire qualcosa su di lui.
Anche il Giornale di Littorio Feltri (uno degli "squadristi della penna") ha scatenato la caccia a... un bel niente: siamo difatti davanti a una perosna normale e onesta, e questa è la colpa di Mesiano.
E anche "Chi": il settimanale delle massaie, sta dicendo la sua, perchè ogni fascia sociale dei dementi che danno retta al Capo sia raggiunta in questa opera di Distruzione.

La FNSI ha parlato di "pestaggio mediatico", e l'ANM ha reagito di getto a questa opera di Distruzione con durissimi comunicati "per la gravissima campagna di denigrazione e di aggressione nei confronti del giudice Mesiano, da parte dei giornali e delle televisioni del gruppo Fininvest e della famiglia Berlusconi". L'ANM accusa, infatti, Canale 5 di aver "pedinato il giudice Mesiano, filmandolo abusivamente nei suoi spostamenti privati, peraltro assolutamente normali". Ma non si ferma qui e chiede l'intervento del Garante della Privacy contro Il Giornale stesso, colpevole di aver "pubblicato il racconto di un anonimo avvocato che tre anni fa avrebbe carpito in un ristorante alcune frasi dello stesso giudice, a commento dei risultati delle elezioni politiche 2006", come se un Magistrato non possa dire la sua sulle cose del paese in cui vive, come me, come voi tutti. "Non crediamo - accusa giustamente l'ANM - che esistano precedenti simili in Italia, per denigrare una persona e delegittimare una funzione essenziale e delicata per la civile convivenza in uno Stato di diritto".

Lo scopo è chiaro: distruggere Mesiano, farlo star male, punirlo. Ma ce n'è anche un altro qui, ben chiaro: lanciare un avviso a tutta la Magistratura: chi tocca il Dittatore fa i conti coi suoi Bravi.

Un gravissimo e inaccettabile atto. Io mi indigno e lo urlo, Voi?

.

Nessun commento:

Posta un commento