mercoledì 28 ottobre 2009

La telefonata a Ballarò di Sua Indecenza

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Berlusconi avrà la scusa, quando riceverà ulteriroi e nuove piogge di critiche per questa delirante telefonata a Ballarò: era malato, aveva la scarlattina!

Sono incazzato nero, schifato, divertito, e ancora più determinato a continuare l'opera di diffusione delle malefatte di questo "politico" (le virgolette sono obbligatorie: non vorrei essere denunciato dalla categoria dei politici, per averli accostati a lui).

Anzitutto i video: una telefonata durata più di 20 minuti.





Ne ha avuto per tutti, ma maggiormente hanno pesato le accuse di "comunismo" ai Magistrati (inquirenti e giudicanti) che si sono occupati dei suoi REATI, l'atteggiamento da padrone cattivo del servizio pubblico, con le urla ripetute a Floris, e le consuete accuse di aver "ereditato" le cattive condizioni dell'economia italiana... quando proprio lui con la Legge Biagi e la Riforma Gelmini ha creato e sta continuando a creare disoccupazione, e quando deve incidere sul serio sull'economia nazionale, dà la precedenza agli interessi delle sue imprese, sfasciando tutto.

Alfano era lì. Mi ha fatto un po' (ma solo un po', perchè se lo merita) pena: ieri è stato ridicolizzato, lui alla continua ricerca di scuse, arrampicandosi sugli specchi per giustificare le sparate del Capo e tutti gli stupri al nostro ordinamento giuridico che anche per mano sua il Kaiser sta operando sui codici, sulle leggi e sulla Costituzione.

Applaudo le parole degli altri ospiti, a partire da Rosy Bindi, che anche nello stile (cioè per come si esprime) oltre che per i contenuti di quello che dice, è davvero una signora.

Berlusconi è fuori controllo: ne abbiamo avuto l'ennesima conferma, e abbiamo perso il conto. Si lamenta che interviene per telefono anche quando sta male perchè non gli viene mai garantito il contradditorio... quando lui si ritaglia con Vespa o nelle sue reti trasmissioni ad hoc dove il contradditorio non esiste; sputa le sue falsità, le sue menzogne e le sue accuse oltre che un mare di insulti.

Ma la replica non ha tardato: l'ANM ha detto a chiare lettere "I magistrati non devono essere intimiditi", e "Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino", e di tutti gli altri che "hanno perso la vita in nome della difesa della legalità", infine "Rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione, i magistrati non devono essere intimiditi", ed è ridicolo "descrivere i tribunali come sezioni di partiti politici".

BASTA CON BERLUSCONI!


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