martedì 20 ottobre 2009

Le bestemmie sul Lavoro di uno dei suoi Killer più spietati

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Cosa dice la Costituzione sul Lavoro? Vediamo i due esempi più fulgidi.
All'art.1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
all'art.4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ma anche in altre parti vediamo come il Lavoro sia posto a fondamento della vita dei cittadini italiani, del nostro sistema economico, e quindi dell'operato del Legislatore ordinario.

Questo significa che i politici, che noi eleggiamo e stipendiamo lautamente con i compensi fra i più alti in Europa, abbiamo diritto (cui corrisponde come pendant per i politici un dovere) a che le istituzioni facciano di tutto per creare, garantire e tutelare il nostro posto di lavoro. I politici però sono furbi, hanno le lobbies che gli hanno garantito i voti per essere eletti da assecondare, e quando sono in conflitto di interessi (come l'attuale Kaiser) approvano manovre economiche e interventi sul Diritto del Lavoro che sono la negazione della certezza e stabilità del Lavoro in Italia.

Fra i più pesanti responsabili dello sfacelo economico e degli assassini cambiamenti (la famigerata Legge n. 30) che hanno smantellato lo Statuto dei Lavoratori (la famosa Legge n. 300 del 1970) in nome del politico Biagi che venne trucidato dalle Brigate Rosse, annoveriamo, assieme all'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, il suo Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (nella foto). Grazie alla sua politica economica di sostegno alle imprese del Capo e al disinteresse per i comuni lavoratori dipendenti (ma anche quelli autonomi, i piccoli imprenditori soprattutto), il posto di lavoro fisso è diventato una rarità, la giusta causa di licenziamento praticamente non esiste più, e la precarietà è la nuova regola: contratti a tempo, Co.co.co, contratti a progetto, e tutte quelle figure giuridiche in cui non c'è assistenza sociale, non c'è copertura assicurativa, non c'è niente.
Questi lavoratori (la maggior parte, Noi) non hanno prospettive di futuro, non possono pianificare con calma la propria vita, difficilmente ottengono i mutui dalle Banche (che esigono garanti fra i parenti, da azzannare quando il debitore salta le rate perchè non ha più lavoro, e ipoteche/cappio sulle case acquistate). Il Lavoro in Italia è quindi un bene raro e non protetto.

Ebbene, lo stesso Ministro Tremonti che ha attivamente operato a questo smantellamento oggettivo di quanto disposto dalla Costituzione, in questi giorni proferisce parole come: "la mobilità non sia di per sé un valore" o come "per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia".
Nei quindici anni in cui è stato Ministro tre volte, Tremonti ha varato una ventina di condoni e due scudi fiscali (i due differiscono solo per la percentuale, raddoppiata quest’anno al 5%). E si sa che fine hanno fatto le cartolarizzazioni gestite dalla SCIP
(http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quante-crepe-a-casa-tremonti/2070368/10/0).

Il giornalista Pierpaolo Farina ricorda giustamente:
"Indovinate un po’ chi è l’autore della legge n. 448 del 2001, art. 41 che consentì agli Enti Locali di indebitarsi a vita nel tunnel dei derivati? Sempre Tremonti. E mentre i conti vanno a rotoli e si taglia sempre di più al fulcro vitale della futura ripresa italiana (istruzione e ricerca), indovinate un po’ chi ha accettato i meccanismi di non tassazione delle stock options e delle operazioni in paradisi fiscali, che hanno provocato il crac Parmalat? E indovinate chi, secondo la Kpmg e i giudici di Milano, nascondeva 64 società extrabilancio nei paradisi fiscali? Silvio Berlusconi, il capo di Tremonti. Intanto a New Haven, nel Connecticut, si è chiuso il processo ai manager dei colossi assicurativi Aig e General Re: accusati di frode, falso in bilancio e false comunicazioni all’autorità di Borsa, gli imputati rischiano l’ergastolo. In Italia, grazie alla Controriforma dei Reati Societari varata nel 2002 rischiano al massimo una prescrizione. E chi era ministro dell’Economia nel 2002, ai tempi della Controriforma? Tremonti. Lo stesso che aveva previsto la crisi nel 1995 e che oggi se la prende con i derivati, le banche, l’evasione fiscale e addirittura con la precarietà che il suo governo ha introdotto con la Legge 30 (qualcuno dirà che c’era già la Legge Treu, ma al confronto della Legge 30 era il paradiso per i lavoratori). Chiudiamola con Bersani: “Se Tremonti è a favore del posto fisso, chiamate il 118 perché c’è qualcosa che non va.”"

Credo che sentire allora Tremonti farsi paladino del Lavoro, del posto di lavoro fisso, sia una BESTEMMIA. Le questioni sono due: o è impazzito oppure si è davvero reso conto di cosa è corresponsabile e sta cercando di ottenere il perdono dei cittadini italiani. In un caso e nell'altro le cose non cambiano: la politica economica dei governi cui lui ha partecipato è fallimentare, e le conseguenze le paghiamo noi, non lui coi suoi lauti stipendi di Ministro e trattamenti pensionistici annessi.

Non ha il Mio perdono, e Voi che dite?

Nel frattempo proprio questo pomeriggio Berlusconi ha confermato e sottoscritto le parole di Tremonti, e ha affermato: "posto fisso, un valore". E' davvero disgustante che anche lui, il Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo aver creato con Tremonti e gli altri ministri la realtà disoccupazione e il precariato, pronunci queste bestemmie... ma chi vuole infinocchiare?
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