lunedì 19 ottobre 2009

Lo "squadrista della penna" Feltri assolda un esterno per attaccare Corrado Augias

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La stampa del Regime è sempre all'opera per distruggere quanti non sono graditi al kaiser. Il meccanismo è semplice: scavare nel passato di queste persone per cercare il minimo appiglio con cui montare a regola d'arte un sessantotto diffamante e distruttivo.
L'ultima vittima è Corrado Augias (nella foto), uno dei giornalisti più famosi d'Italia e uno dei più apprezzati e rispettati all'estero.

Qual'è stata la gravissima colpa, il gravissimo atto che macchia il passato di Augias? Quale colpo basso ha tirato all'Italia, al nostro giornalismo, lui che è una delle massime espressioni della stampa italiana e mondiale?
Eccola, questa colpa: aver incontrato, per motivi di lavoro (lavorava ai Programmi per l'Estero della RAI negli anni 60') dei politici cecoslovacchi!

Come dice Luca Telese, de Il Fatto Quotidiano, con azioni come questa si dicono ai giornalisti delle testate non controllate direttamente dal kaiser "due cose: 1) In fondo stiamo solo facendo ai nemici del premier quello che i giornali hanno fatto a lui. E poi 2) State tutti in campana perché non c’è nessuno di voi che non abbia uno scheletro nell’armadio". Questa si chiama uccisione premeditata della Libertà di Stampa, preparata a tavolino per creare paure e blocchi psicologici in quanti non sono al servizo (e quindi al soldo) del Capo.

Ecco il "giornalismo" de Il Giornale di Littorio Feltri! Non avevano veleno da sputare in prima pagina contro i nemici abituali, hanno rispolverato dal cassetto un niente per appiccare l'ennesimo incendio. Probabilmente Feltri ha qualche conto in sospeso con Augias, vediamo.... è un apprezzato giornalista, Feltri no: gelosia? Chissà... Avesse fatto qualcosa a Berlusconi, Augias, forse avremmo capito (ma mai condiviso, sia chiaro) un tale attacco frutto di diffamazioni delle quali Augias chiederà il (salato) conto davanti alla Giustizia. "Per vincere le resistenze dei giornalisti che si vuole far diventare buche delle lettere (minatorie), però, serve un grande sforzo propagandistico e logistico. Se devi fare le scarpe ad Augias, si prende addirittura uno che sul Giornale non ha mai scritto e gli si consegna direttamente la prima pagina: è lo sputtanamento chiavi in mano" (sempre Luca Telese).

Non è importante che quelle notizie siano vere o no: i lettori de Il Giornale si accontentano di leggere il titolo e due o tre righe, e sono contenti così, contenti di sapere che un nemico "antitaliano" è stato colpito e affondato dai protettori dell'Italia, e cioè di Sua Emittenza (che gli paga lo stipendio).

Augias? La replica non ha cattiveria:
"Nell'accusa lanciata dal Giornale di Feltri s'è subito infilato il presidente emerito Cossiga insinuando il dubbio che il racconto possa essere veritiero. D'altronde bastano dubbi e sospetti per seminare la calunnia. E infatti dal quotidiano di Feltri non ho ricevuto neanche una telefonata che avrebbe chiarito".
Ancora: "Ma le telefonate non si fanno perché non me direttamente si è cercato di colpire ma, attraverso me, ancora una volta, il giornale su cui scrivo. Ormai è chiara l'azione di pestaggio mediatico, versione aggiornata del vecchio manganello. Si fruga dove si può, si cercano pezzi di vita che possano sporcare qualcuno e poco importa che siano o no veri".
E infine: "L'importante è sparare un titolo, una foto, la consegna è calunniate calunniate qualcosa resterà. E' toccato ad altri, ieri a me. Basta parlare male del capo, e prima o poi arriva il colpo. Molta voglia di far male, per fortuna sbagliano quasi sempre mira".

Augias ha mostrato di essere un signore, e l'ennesimo attacco a La Repubblica cade e ritorna nel gabbinetto da cui era uscito, in mezzo alla "feccia che risale il pozzo" (parole di Indro Montanelli, ricordate?)

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