lunedì 12 ottobre 2009

Mentre L'Eurispes mostra il crollo dei consensi per il Premier, Il Giornale diffama Sonia Alfano, che reagisce con una querela

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L'Eurispes ha diffuso oggi i dati sul crollo del consenso dell'Italia sull'operato di Berlusconi (leggi l'articolo QUI), e dimostra come il 70% degli italiani sia stufo dell'attuale Premier.

In contemporanea annotiamo sempre oggi ancora un vile tentativo operato stavolta da Paola Setti, una viscida accolita di uno dei più pericolosi "squadristi della penna" al servizio del Regime: Littorio Feltri, per screditare e diffamare Sonia Alfano dell'Italia dei Valori.

Abbiamo quindi un nuovo, fulgido esempio di come questi "giornalisti" abbiano manipolato la realtà dei fatti per perseguire il consueto disegno di distruzione di chi non è allineato al Regime di cui Feltri e i suoi scagnozzi sono il braccio armato nel giornalismo.

Peccato però che la cosa sia andata male, ed era inevitabile: Sonia Alfano (Italia dei Valori), oggetto del vergognoso articolo qui sotto riportato, ha prima replicato nel punto sputtanando i palesi errori commessi volutamente dal "giornale" dello squadrista, poi ha affidato a una querela la giusta punizione.

Sicuramente Littorio dorme sogni tranquilli: il fine era quello di screditare, perchè ai suoi lettori non interessa la replica della Alfano, nè interessa che vinca (come accadrà) la causa; l'importante è gettare fango (falso) sugli altri, creando pagliuzze inesitenti, mentre gli occhi di Littorio stesso e del suo padrone che lo stipendia sono pieni di travi arrugginite.

Ecco l'articolo diffamante del suo "giornale":

La signora Idv vuole i colpevoli ma era lei la manager dei disastri
di Paola Setti

Dice bene, Sonia Alfano. «È venuto il momento che qualcuno paghi per i morti perché questa è una strage annunciata, un omicidio doloso che ha dei responsabili che devono essere individuati e puniti in modo esemplare». Dice bene perché poi si sa che alla fine, dopo i soccorsi e dopo i lutti, la colpa non è mai di nessuno. A Messina è stato così da subito, il fango s’era appena portato via case e persone e già il Comune accusava la Provincia, la Provincia la Regione, la Regione il governo e su su finanche all’Unione europea, ché tutto vale qui, nello sport nazionale dello scaricabarile. E allora taccia chi poteva vedere e invece s’è girato di là, e un mea culpa non guasterebbe da parte di chi era lì, e poteva almeno scegliere fra agire e denunciare chi non agiva.
Una «tragedia che dovrebbe pesare sulla coscienza dei numerosi esponenti del partito del cemento» tuonava in quelle ore lei, l’eurodeputata dell’Italia dei Valori. Dal pulpito della messinese, tanto per cominciare, «nata a Messina il 15 ottobre del 1971» dice la sua biografia, una che le case costruite sul niente le vedeva passandoci accanto. E dal pulpito di una che, parole sue, «avendo lavorato per più di dieci anni nella Protezione civile» certe cose le conosce. E il punto è proprio questo. Il punto è che Sonia Alfano può dire «io c’ero». In quella regione finita nel mirino dopo la strage del 2 ottobre ha lavorato per 14 anni, dal 15 gennaio 1995 fino all’elezione a Strasburgo nel giugno scorso. Fu assunta in virtù della normativa a tutela dei familiari delle vittime innocenti di mafia, era l’8 gennaio 1993 quando suo padre Beppe, giornalista giudiziario, venne ucciso per le sue inchieste scomode. E mica stava in un ufficio qualunque, Sonia Alfano. Dipartimento di Protezione civile dice ancora la sua biografia. Funzionario direttivo, si legge nell’organigramma sul sito Internet, che fra i ruoli dell’ufficio indica anche la «previsione e prevenzione dei rischi». Lei non ne fa mistero, anzi. Nella biografia consegnata all’Idv per la candidatura europea vanta un titolo specifico: «Mi chiamo Sonia Alfano. Sono mamma di tre figlie e lavoro nel Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana in qualità di Disaster Manager».
Ebbene sì, beata ignoranza, tocca scoprire che esistono pure loro, i «disaster manager». Trattasi di figura professionale nata nel 1995, quando alcuni dipendenti seguirono corsi di specializzazione ad hoc. C’è pure un’associazione nazionale che li raccoglie. Gli enti locali li hanno formati in tutta Italia ma l’esperimento è fallito, avvertono gli addetti ai lavori, infatti oggi per iscriversi all’associazione non serve più alcun titolo, basta compilare un modulo e versare 10 euro. La Alfano però sottolinea quel titolo, del resto è soprattutto in Sicilia, potenza di un territorio più disastrato di altri, che i «disaster manager» operano, di concerto con gli «emergency manager», ovvio, non a caso l’unica sede operativa indicata sul sito dell’associazione è quella siciliana.
Dicono in Regione che i funzionari direttivi hanno per lo più un ruolo di assistenza ai dirigenti, cioè «non hanno l’obbligo di proporre programmi o assumere iniziative». Epperò fa strano lo stesso sentire la Alfano indignarsi ora che è eurodeputata per «le passerelle dei politici sui luoghi dei disastri» all’urlo di: «È disgustoso dover assistere allo spettacolo degli sciacalli della politica, che sull’abusivismo edilizio hanno fondato parte delle loro fortune politiche facendo condoni a raffica e non intervenendo in alcun modo sulle situazioni di illegalità, prendere ancora una volta in giro cinicamente i cittadini con promesse che preludono solo ad altre speculazioni edilizie». Fa strano perché Sonia Alfano, trait d’union fra i dipietristi e i grillini con cui si candidò alla presidenza della Regione nel 2008, è una da crociate, una pasionaria che non le manda a dire. Da presidente dell’Associazione nazionale familiari vittime di mafia tuonò persino contro il fotografo delle provocazioni Oliviero Toscani, reo di aver registrato sotto l’acronimo M.a.f.i.a la Mediterranean association for international affair, col dichiarato intento di «tenere alta l’attenzione sull’organizzazione criminale». E fece il diavolo a quattro con il Viminale per garantire la possibilità di votare agli operatori della Protezione civile e delle forze dell’ordine impegnati in Abruzzo dopo il terremoto. Solo per citarne un paio.
E fa strano sentirla tuonare ora perché alla voce «Giampilieri», prima del 2 ottobre scorso non si registrano crociate firmate Sonia Alfano.

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Ed ecco la replica di Sonia Alfano, lucidissima e precisa (perché onesta) come al solito:


Le “presunte responsabilità” di Sonia Alfano nella tragedia di Giampilieri
di L.Longo

Riportiamo la Lettera della Parlamentare Europea dell’Italia dei Valori dopo le accuse del Giornale di Vittorio Feltri.

“Avrei voluto affidare la giusta risposta solo alla querela, motivo per cui mi limiterò solo ad esporre i fatti e vi prego di far girare questa nota.
Ho lavorato al Dipartimento Regionale della Protezione Civile dal 1 aprile 1999 con la funzione di assistente amministrativo. L’anno successivo ho acquisito il titolo di DIsaster Manager dopo un corso di addestramento durato 1 anno.

Successivamente le qualifiche sono state rimodulate e la mia corrisponde a quella di funzionario direttivo. Non sono mai stata assegnata alla provincia di Messina, anzi il mio servizio di assegnazione è quella della provincia di Palermo. Dal 14 luglio 2009 sono in aspettativa per incarico istituzionale. Come sicuramente i “signori” de “il Giornale” non sanno, il Dipartimento conta ben 9 sedi provinciali a capo di ognuna delle quali vi è un dirigente preposto; nel caso del servizio di Messina il dirigente responsabile è l’Ing. Bruno Manfrè, il quale credo non abbia nessuna responsabilità pèer ciò che è accaduto. Il capo del Dipartimento è l’Ing. Salvo Cocina e vi invito a contattarli per chiedere direttamente a loro se avevo responsabilità di varia natura. Non ho mai ricevuto né incarichi né consulenze di studi né per la provincia di Messina, né per altre realtà.

Ho formato centinaia di volontari e decine di operatori comunali, ai quali ho sempre fatto ben presente LA TOTALE IRRESPONSABILITA' DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SINDACI SICILIANI. Piangono solo dopo le tragedie. La legge che regola il sistema di Protezione Civile è la l. 225/92 che stabilisce che il sindaco è prima autorità di protezione civile e responsabile della pubblica e privata incolumità. Inoltre, come gli esperti de “il Giornale” non sanno, in Sicilia il sistema di protezione civile è regolato soprattutto dalla legge 14/98 essendo la Sicilia a statuto autonomo. La stessa legge recita: i comuni POSSONO dotarsi del piano di protezione civile…..e il problema è che grazie a quel possono, pochi sindaci vedono ciò come un dovere e se ne fregano visto che nel testo normativo non è prevista l’obbligatorietà della pianificazione. Molti miei colleghi ed alcuni funzionari delle Prefetture siciliane, conoscono bene le lotte che abbiamo fatto come funzionari del Dipartimento per sensibilizzare i sindaci. A volte gli stessi sindaci non rispondono neanche alle richieste fatte per iscritto dal Dipartimento.

A questo si aggiunga che io non ho MAI avuto nessun ruolo dirigenziale e il quadro è abbastanza chiaro. I responsabili sono tutte quelle persone che sapevano e hanno fatto finta di nulla per anni. Impiegati comunali, sindaci e politici locali che sono sempre in visita sia al Dipartimento regionale che a quello Nazionale per chiedere soldi…approfittano di alluvioni o incendi per girare come avvoltoi negli uffici e chiedere soldi grazie alle varie dichiarazioni di emergenza o di stato di calamità. Ovviamente utilizzerò questo articolo per querelare la “testata giornalistica Il Giornale”.

Chiederò un adeguato risarcimento danni e vincerò la causa. Chiamerò a testimoniare tutti i funzionari del Dipartimento e utilizzerò gli atti in mio possesso per dimostrare che le calunnie del giornale sono solo un metodo, fallito clamorosamente, per screditarmi. Sono consapevole del fatto che i miei continui attacchi al sistema di potere cominciano ad essere problematici, ma non credo riusciranno mai a fermarmi. Potranno usare piombo o tritolo, ma ci saranno centinaia di migliaia di italiani onesti che continueranno a denunciare logiche e poteri mafiosi. Siamo un esercito che cresce quotidianamente e la loro caduta è ormai inarrestabile. Ringrazio i miei detrattori per avermi dato la possibilità di spiegare alcune cose sulla Protezione Civile e soprattutto li ringrazio per avermi fatto riscoprire l’affetto di migliaia di persone che in queste ore mi scrivono!”

Sonia Alfano

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