domenica 11 ottobre 2009

Minzolini: missione propaganda

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La Verità è un nemico dichiarato dei Regimi autoritari.
Da essi viene generalmente messa a tacere con pesanti bavagli al giornalismo, oppure manipolata ad uso e consumo del dittatore di turno attraverso l'operato delle testate giornalistiche controllate, per mantenere il popolo ignaro di cosa succede, oppure per fornirgli (della realtà) una visione falsa e tendenziosa, tesa a creare e poi mantenere il consenso.

Il caso Italia è uno dei più paradigmatici al riguardo.
L'attuale Presidente del Consiglio, Berlusconi, controlla la più grande società editoriale del paese, la Mondadori, che aveva rubato comprando e corrompendo un giudice (vedi la Sentenza sul lodo Mondadori e la condanna al risarcimento).
Essendo quindi proprietario di quotidiani, settimanali e di televisioni, il Capo mette al loro comando fidati bracci destri; e avendo rapporti di mero interesse con direttori di altre testate, trova in essi dei veri alleati in questa crociata tesa al controllo dell'opinione pubblica e della informazione.
Particolarmente pericolosi sono gli "squadristi della penna": i vari Feltri, Belpietro, Ferrara, Fede (ma altri ancora), tutti pronti a inebetire i propri lettori con una campagna diffamatoria e calunninante degli avversari (o meglio: nemici), siano essi politici, giornalisti di altre testate, o altro.
Il quadro poi si completa quando il suo partito/azienda vince le elezioni: nei Consigli di Amministrazione del servizio pubblico televisivo, attraverso la lottizzazione delle poltrone, nuove marionette si muovono guidate da un filo comune: creare e mantenere il consenso, anche azzoppando trasmissioni di successo come Report, Annozero, Ballarò.
Dove non estende la sua ragnatela questo genere di controllo, arrivano invece le bastonate: un giornale che dissente dai diktat del Regime, ed esprime pareri diversi da quelli graditi al capo, viene denunciato e portato davanti alla Magistratura in costosissime cause (la stessa Magistratura vituperata e azzannata quando non serve gli interessi dello stesso Capo, come accade ai leader politici degli altri partiti, appartengano o no all'area politica del Capo): è il caso dell'Unità o di Repubblica (chissà quando verrà trascinato in questo fango anche il Fatto Quotidiano di Padellaro e Travaglio).
Altro strumento di guerra è infine il pilotare la Legislazione verso una serie di ceppi (al giornalismo e a Internet) incostituzionali in quanto ledenti la norma dell'art. 21 della Costituzione, e i lavori in Parlamento sono ben avviati al riguardo.

Augusto Minzolini (editorialista per La Stampa, che corse ad Hammamet nel 1988 per impostare un'intervista che santificava Bettino Craxi) rientra alla perfezione nel gioco di controllo e di propaganda attuato da Berlusconi, con l'aggravante di far parte di un servizio pubblico (pagato dai cittadini con quello che non è più un canone, ma una Tassa a tutti gli effetti), quello della RAI.

Sappiamo che la RAI, e soprattutto le direzioni dei TG, non sono mai state "libere" al 100%, ma hanno in misura maggiore o minore servito bene le maggioranze politiche che se le spartivano ad ogni nuova legislatura.
Ma il caso di Minzolini, l'attuale Direttore del TG1, rappresenta il punto più basso di questo servilismo mediatico/politico mai riscontrato nel nostro paese.
I due quotidiani la Repubblica (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/rai-5/omissioni-ritardi/omissioni-ritardi.html) e il Fatto Quotidiano (nel numero dell'8 ottobre a pagina 10 e 11 - non messo online) hanno fornito un elenco accurato e preciso delle omissioni e delle alterazioni riguardanti le notizie scomode al Premier.
La lista è davvero lunga, ma meritano di essere segnalate alcune cose relative a questi ultimi mesi:
GIUGNO - nessuna notizia sulle contestazioni al Ministro Gelmini; un servizio che fà di Obama il "migliore amico" di Berlusconi; tre giorni di silenzio sul caso D'Addario e le prostitute ai festini del Premier, mentre tutto il mondo ne sente l'esplosione; rilievo minimo ai dati dell'OCSE e dell'ISTAT sulla crisi.
LUGLIO - esaltazioni sul G8 all'Aquila: dirette mai così lunghe e manifestazioni di giubilo sull'importanza di quello che avrebbe fatto Berlusconi per la Pace e l'economia nel mondo; ancora sminuito il caso D'Addario e silenzio assoluto sulle registrazioni che la escort consegna alla Magistratura.
AGOSTO - edulcoramento sulle tensioni fra maggioranza e Chiesa per la vicenda escort; silenzio sulle famose 10 Domande di Repubblica con le reazioni politiche dietro.
SETTEMBRE-OTTOBRE - minimizzazione sulle pesanti parole dei verbali di Tarantini; taglio integrale delle parole di Brunetta che dice alla sinistra di "andare a morire ammazzata" scatenando il putiferio; Berlusconi alla festa del PDL attacca l'opposizione sul "-6" che secondo lui sarebbe stato urlato dall'opposizione per i morti in guerra (quando invece era una scritta apparsa su un muro scritta da un imbecille, ma mai pronunciata da un politico); aumentano le domande per i sussidi di disoccupazione e il TG1 rinvia la notizia ad altra sede; Unomattina dice a Berlusconi "questa è casa sua": putiferio, minimizzato dal TG1; Minzolini appare in video per dire che la manifestazione di Roma è stata "incomprensibile e assurda, perchè in Italia la libertà di stampa non corre alcun pericolo", e scatena la durissima reazione di tutti i TG RAI, che leggono in diretta una nota di protesta (i video sono QUI).

Ora che siccede?
Per l'ennesima volta Paolo Garimberti, presidente della Rai, è dovuto intervenire per mettere a freno il Direttore del TG1 Minzolini, e il caso a giorni sarà discusso presso la Commissione di Vigilanza RAI e il CDA stesso.

Minzolini è quindi con le spalle al muro, ma se ne infischia: non si è dimesso nè ha intenzione di farlo, a meno che le alte sfere della RAI non tuonino davvero contro di lui... il problema però è CHI controlla le alte sfere della RAI e SE queste si ricorderanno cosa significa "servizio pubblico" oppure no.

La missione di Minzolini è chiara: sostenere la propoganda al Regime, alla faccia del servizio pubblico. Peccato che un dato lo affossi... gli ascolti del TG1 non sono MAI stati così in basso, e questo non dispiace al Premier.
E' la stessa cosa successa quando Berlusconi andò a Porta a Porta, i classici due piccioni con una fava: o la trasmissione andava bene in termini di auditel, e gli spettatori che sentivano i deliri di Berlusconi erano tanti, oppure la trasmissione andava male, affossando l'auditel (come è stato), per garantire più spettatori alle reti Mediaset.

VERGOGNA!

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