giovedì 8 ottobre 2009

Napolitano: doveri istituzionali e Responsabilità Morale

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Si fa un gran parlare dei compiti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in riferimento alla promulgazione delle leggi, e ho visto un po' di confusione.
Mettiamo le cose a posto.
Anzitutto leggiamo i due articoli della Costituzione:

Art. 73.

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

Art. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.


Fatto questo, c'è da commentare, eccome!

Ricordate il cittadino che chiese a Napolitano di non firmare il vergognoso Scudo Fiscale e poi la replica del Presidente??



Come sarebbe: "Se mi dite non firmare, non significa niente"?

Significa TANTISSIMO.
Troppo comodo, Giorgio.

Il Presidente è il garante della Costituzione, e controlla le leggi e i decreti prima che entrino in vigore, lui stesso li promulga.
Però può mandarli indietro, con una nota sua, quando ritiene che ci sia qualcosa che non va (i due esempi più chiari: l'effetto criminogeno dello Scudo Fiscale, l'incostituzionalità del Lodo Alfano).
Se poi le Camere glieli rimandano uguali, è obbligato a promulgarli.

Ma Napolitano ha fatto un grave errore: confondere e mescolare i suoi Doveri Istituzionali con la Responsabilità Morale del firmare SUBITO quelle leggi.

Lo Scudo Fiscale e il Lodo Alfano li ha firmati subito, accettandone quindi il contenuto crimonegno e incostituzionale, quindi è corresponsabile degli stessi.
Se li avesse rimandati indietro, anche con la ripresentazione pari pari degli stessi e la sua firma (ora sì) obbligata, avrebbe invece mostrato di non accettarli, non condividerli, e quindi di non essere corresponsabile degli stessi.

E' chiara la differenza?
Lo chiedo a Voi ma soprattutto voglio sottolinearlo, perchè tutta la dottrina costituzionalistica che ho studiato e che viene insegnata nelle Università di Giurisprudenza, ed è contenuta nei libri di testo, al riguardo è chiarissima.

Napolitano poteva dare un forte messaggio agli italiani, al Parlamento e al Governo, non firmando di primo acchito quelle leggi, ma non l'ha dato: nè è quindi corresponsabile, perchè le ha accettate e condivise.

Lo sa la sua coscienza cosa ha fatto.
E non dica oggi che lui sta dalla parte della Costituzione, perchè sembra un cerchiobottista che non vuole scontentare nessuno.
Lui ha l'obbligo morale di schierarsi a tutela dei valori della nostra società civile, ben espressi dalla Costituzione e ribaditi dalla Corte Costituzionale, valori che sono attaccati giorno dopo giorno dall'atteggiamento di questa maggioranza che ci governa!

L'avevo già detto e lo ripeto: Scalfaro (che più di una volta rimandò indietro a muso duro degli abomini legislativi a Berlusconi) era molto meglio.

Giorgio, mi hai deluso.

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