mercoledì 11 novembre 2009

Cronaca del Litigio fra Fini e Berlusconi, e la Stampa Estera

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Il teatrino PDL riapre i battenti: feroci soldatini corrono e lavorano freneticamente per assicurare l'Impunità al Delinquente di Stato, che per nostra disgrazia è al Governo.

Berlusconi si fida poco dei suoi collaboratori, e stavolta ha deciso di prendere l'iniziativa pure lui, incontrando il Presidente della Camera Gianfranco Fini. L'esito del colloquio è stato raccontato diversamente a seconda di chi ne ha parlato: da una parte Bonaiuti, sempre pronto a mostrare il suo sgradevole sorriso alla stampa, ha uccellato gli italiani dicendo: "L'incontro di ieri tra Berlusconi e Fini è andato bene, il nostro problema è sempre quello: che se non c'è dibattito all'interno del Pdl, viene definito come una sede senza confronto, mentre se c'è un minimo di dibattito tutti dicono che è rissa. Invece, non è così"; scusi Bonaiuti, nel PDL è invece proprio così: per Berlusconi dibattito significa che lui parla e gli altri chinano il capo in pieno assenso di quanto lui ordina, e quindi molto spesso ci sono esponenti (per esempio: ultimamente AN, ma anche la Lega) del PDL che si mostrano in dissenso, con sparate oscene anche sullo stesso Berlusconi.
Dall'altra parte ci sono le notizie che filtrano dai quotidiani (quindi NON Il Giornale, Libero, ecc. quella è carta igienica che fra l'altro sporca), secondo cui lo stesso Fini ha replicato chiaro alle richieste deliranti sull'abbreviamento della prescrizione che salverebbe Berlusconi da processi e condanne sacrosante, dicendo (come farà poi più tardi alla stampa): "Prescrizione breve? Non si farà".


Berlusconi ha urlato, e tanto, accusando Fini in tutti modi e non ha risparmiato neanche Napolitano. Ma andiamo con ordine, partendo dal verbale dell'incontro fra Fini e Berlusconi.

Come riportano i giornali (fra cui Repubblica), Berlusconi ha subito incalzato Fini dicendo: "Negli ultimi mesi il tuo comportamento è stato quantomeno disdicevole. Non hai mancato occasione per prendere le distanze da me. Lo hai fatto pure in tv, dall'Annunziata prima, e ancora l'altra sera da Fazio. Ma che gioco stai facendo?".
Fini ha replicato: "Silvio, calmati, tu sbagli. Io ho solo difeso principi di legalità in cui credo da sempre. Non possiamo far saltare migliaia di processi. E poi ti ho espresso pubblicamente solidarietà, ma non posso assecondare una soluzione che si risolverebbe in un'amnistia mascherata. Io devo tutelare i cittadini".
Berlusconi risponde così: "Solo quella soluzione mi garantisce di chiudere una volta per tutte il caso Mills. Tu non mi puoi chiedere di toglierla dalla legge perché altrimenti tutto diventa inutile. Allora tanto vale buttare a mare l'intero pacchetto", e chiude con una minaccia neanche tanto mascherata: "Se non mi appoggi lo interpreterò come un tradimento, come una mancanza di lealtà nei miei confronti".
Ancora Fini: "le perplessità più forti sono arrivate dal Quirinale. Se tu vai avanti sulla strada della prescrizione breve io so per certo che Napolitano non firmerà la legge e andremo a uno scontro istituzionale di violenza inaudita. Ti dico subito che non sono d'accordo, è meglio che tu rinunci a questa soluzione che manderebbe al macero centinaia di processi e accetti quella del processo breve", e Berlusconi esplode con una bugia bella e buona: "Ma cosa dici? I miei mi assicurano invece che di processi se ne chiuderanno pochissimi".
A questo punto interviene Letta per evitare una clamorosa rottura. Berlusconi capisce che la partita della prescrizione è persa. Sa, perché Ghedini gliel'ha spiegato, che la via del processo breve lo salva per certo dal caso Mediaset, ma è impervia e pericolosa per il dibattimento Mills dove basta una questione di legittimità costituzionale per congelare tutto e tenere aperto il fronte giudiziario. Per questo il suo avvocato continuava a ripetergli: "Quelle norme mi servono tutte e due". Ma stavolta il premier non riesce a scalare il muro frapposto da Fini. Gli chiede almeno certezze sui tempi: "Mi devi garantire che la legge venga approvata entro Natale". E l'altro di rimando: "E come faccio? Ma lo sai che in aula ho la Finanziaria?". Berlusconi: "E tu rinviala" (visto quanto tiene questo Delinquente alle sorti di Noi Italiani?). Fini sorride sull'ipotesi assurda, ma rassicura il suo ospite: "Su questo cercherò di fare il possibile, ma tu devi garantirmi che Tremonti posterà in Finanziaria risorse sufficienti per fare in modo che il processo breve non sia solo un'imposizione dall'alto". Berlusconi: "Ma questo chi ce lo fa fare? La giustizia non è una priorità". Il presidente della Camera lo rimbecca: "Ma lo sai che a Caltanissetta manca perfino la carta per fare le fotocopie? Ti rendi conto che questi sono i problemi veri o pensi che lo siano solo i tuoi processi?". Berlusconi accetta pure questa condizione, chiederà a Tremonti di prevedere fondi per la giustizia.


Quando esce Berlusconi poi spara a zero, ovviamente alle spalle come fa un vero vigliacco, dicendo a Letta: "Fini è proprio un ingrato, se il clima è questo allora è meglio andare al voto", e ai suoi poi dice: "Devo dire grazie, ancora una volta, a Napolitano che si è messo di traverso, e a Fini che si è fatto portavoce delle imposizioni del Colle", indicando quindi in Fini un burattino ai comandi di Napolitano, dopo che Napolitano gli ha firmato il Lodo Alfano e lo Scudo Fiscale!

Ecco il delirio di questo losco figuro, che ogni persona dotata di un minimo di buonsenso non può che condannare.... nel frattempo, dopo il preannuncio del viscido servo Minzolini, Margherita Boniver del Pdl ha presentato oggi alla Camera una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell'immunità parlamentare!

La corsa all'Impunità di Berlusconi non si ferma... ma desideriamo tutti l'immagine di lui in Prigione, dove merita di stare.

Le notizie comunque non finiscono qui, perchè la stampa estera ("tutta comunista") torna ad occuparsi di questa pagliacciata, con dovizia di prese in giro al Capo e ai suoi servetti singorsì: ad iniziare dal Finacial Times, che mostra di temere che fra Berlusconi e Fini un qualche accordo sia comunque intervenuto; poi il Daily Telegraph, che dubita che la riforma della disciplina dei processi possa nuocere a Berlusconi, anzi lo aiuterebbe e molto; ancora El Pais, che lapidariamente dice: "Berlusconi concorda una riforma giudiziaria per liberarsi di due processi" che sarebbe una vera e propria "formula magica per liberarsi dei suoi processi e di condanne che apparivano molto probabili"; sulla stessa identica linea il New York Times, che batte sull'aspetto penale dei capi di imputazione a carico di Berlusconi; anche Le Monde, infine, che dice: "tutto mostra quale è il suo vero limite, la sua incapacità di dire la verità", e chiude dicendo: "Signor Presidente del Consiglio, quale ragione le impedisce di dire la verità ai suoi concittadini?".

Ecco la situazione, PASSATEPAROLA.

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