venerdì 20 novembre 2009

Dall'Antimafia: nuove pesanti prove contro Dell'Utri e Berlusconi

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Mentre Massimo Ciancimino finalmente consegna tutto alla Magistratura (e non all'esecuivo o chi lavora per loro, per fortuna), facendo tremare più di un politico o ex politico, la notizia di oggi è che un'altro dei collaboratori di Giustizia, Spatuzza, lascia nuove informazioni precise e dettagliate sui rapporti stretti fra la Mafia e Dell'Utri e Berlusconi.

Perchè tutto ciò? Semplice: la Mafia li sta scaricando, o no? O forse questi collaboratori hanno finalmente capito cosa significa avere senso civico? Probabile. Comunque ecco il testo, dal sito dell'ANTIMAFIA ovviamente: fatevi voi un'idea della cosa, ovviamente senza dare retta al silenzio e/o alla spazzatura del Regime, cioè TG1, TG2, Studio Aperto, Tg5, TG4, Libero, Il Giornale, Il Foglio, cioè tutti gli schiavi del Kaiser delinquente che tanti coglioni di italiani hanno adorato e votato.


ANSA: Processo Dell'Utri: da Spatuzza nuove accuse a senatore e premier

Nuove accuse contro Marcello Dell'Utri e anche contro il premier Silvio Berlusconi sono state depositate agli atti del processo contro il senatore del Pdl, imputato di concorso in associazione mafiosa. Sono atti realizzati dai pm di Firenze e si tratta principalmente di verbali del dichiarante Gaspare Spatuzza, che sostiene che tra i boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano, Berlusconi e Dell'Utri, ci furono "contatti diretti" per avere una sorta di copertura politica dei piani stragisti. Le dichiarazioni sono state raccolte dai pm di Firenze, che indagano sui mandanti esterni degli eccidi del '93 a Roma, Firenze e Milano. Secondo la tesi del dichiarante, le stragi sarebbero state realizzate per poi fare apparire i politici, indicati come amici dei boss, come coloro che le avrebbero fatte cessare: ''Prima ti faccio fare le stragi e poi vado a cercare l'interlocutore per dirti, 'vedi che io ho la possibilita' di fare finire tuttò".
Spatuzza riconosce in questo caso di parlare per deduzioni, ma in base alla propria esperienza si dice certo che i Graviano abbiano trattato direttamente con i politici. Rilassati i toni del confronto tra Spatuzza e Filippo Graviano, che ribadisce più volte di non avere nulla contro il dichiarante, conferma alcuni fatti storici e i colloqui con lui avuti ("Dovevamo fare una scelta di legalità, per noi e per i nostri figli"), ma lo smentisce circa i propri intenti di parlare con i pm se la politica non avesse rispettato i presunti patti. Per far vedere cosa sono stati i mafiosi, Spatuzza mostra a Filippo Graviano la foto del bimbo ebreo durante il rastrellamento del '43 nel ghetto di Varsavia. L'altro Graviano, Giuseppe, nel processo contro l'ex senatore dc Enzo Inzerillo (imputato di mafia a Palermo e indagato per le stragi a Firenze, ma poi archiviato da questa seconda accusa), aveva a sua volta detto di "rispettare" Spatuzza. Anche Giuseppe Graviano è stato messo a confronto con il dichiarante, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Spatuzza gli ha allora dato una lettera a lui indirizzata: "Si deve avere la capacità di rompere questo schema terroristico mafioso che è profondamente radicato nella nostra cultura", c'era scritto.

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