sabato 7 novembre 2009

Il Partito della Litigiosità: 15 anni di insulti e contraddizioni nel PDL

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Bellissimo articolo di Luca Telese tratto dal numero di ieri de Il Fatto Quotidiano, mostra alcuni degli insulti e delle contraddizioni che da 15 anni avvelenano il PDL nel suo interno, indicando (mai ce ne fosse bisogno) che quella feccia sta unita per mero interesse. E' tutto un insieme di citazioni, direttamente dalle bocche (di fogna) dei suoi penosi protagonisti.


Umberto Bossi nei primi anni '90, prima di allearsi con Forza Italia e Alleanza Nazionale, urlava ai comizi della Lega per scaldare le "masse": "Mai, mai alleati dei fascisti! Non avremo mai nessun rapporto con la porcilaia fascista!".

Firmato il Decreto Biondi, Bossi disse: "Noi non lo abbiamo mai approvato!".
Biondi replicò dicendo: "Ah sì? Ma se c'è anche la firma di Maroni su quel decreto!".
Bossi replicò: "Ero al telefono con Bobo, mentre si discuteva il testo, e ho sentito chiaramente che non era d'accordo".

La Lega poco dopo abbandonò Berlusconi, determinando la caduta del suo primo "governo", e Berlusconi urlò: "Bossi è una persona totalmente inaffidabile, non sosterrò mai più un governo con lui. Bossi parla come un ubriaco da bar".
Umberto replicò: "C'è qualche differenza tra noi e lui: peccato che lui sia un mafioso. Il problema è che al nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi ancora non lo sa".
Fini allora disse: "Con Bossi non prenderò nemmeno un caffè".

Alle elezioni del 1996 la Lega fece il boom di consensi, grazie ad una campagna elettorale tutta incentrata sull'attacco a Berlusconi. Bossi pubblicò anche un libro contro Silvio: "Mi ha fatto salire su quel suo aereo privato, una specie di tubetto di dentifricio, pensava che fossi sedotto dai suoi soldi, ma la Lega è incorruttibile, gli abbiamo segato il balconcino da sotto i piedi".
La Padania pubblicò un editoriale contro Berlusconi così duro che al confronto le domande di Repubblica sembrano un gioco: "Berlusconi e Cosa Nostra, Cavaliere risponda a 11 domande e potrà scagionarsi".

Ma alle elezioni del 2001 la Lega tornò a fare affari con Forza Italia e AN.

Gianfranco Fini, quando Berlusconi propose (e poi impose) il partito unico (alla fascista, fra l'altro), disse stentoreo: "Berlusconi vuol fare l'asso pigliatutto; si sfida il ridicolo quando Berlusconi dice 'bisogna essere uniti', 'bussate e vi sarà aprto'. Qui non siamo al teatrino della politica, ma alle comiche finali. L'opposizione di AN può arrivare fino all'ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con solidarietà degli altri, di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno", alludendo anche all'ennesimo cambiamento della legge elettorale, frutto di precisi calcoli tesi ad acchiappare più voti possibile fregando gli altri.
Bonaiuti corse fiero in aiuto del suo amato Silvio e replicò: "Siamo veramente dispiaciuti per questa inattesa e grave caduta di stile. Berlusconi non ha mai insultato Fini, lo ha solo invitato ad unirsi a noi nel Popolo delle Libertà".

Fini allora chinò il capo ed entrò nel PDL, se no come poteva restare al governo il suo partito?
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Ecco alcuni esempi quindi di come nel PDL le cose non siano mai andate d'amore e d'accordo: l'egoismo e l'ipocrisia regnano sovrani, tenuti assieme dal lecchinaggio verso Silvio di alcuni, e dalla smania irrefrenabile di potere di altri.

FATE GIRARE!

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