venerdì 27 novembre 2009

Sputtanate le principali bugie governative nei dibattiti sulla (anzi, contro la) giustizia

.
Come sappiamo uno stuolo di politici e giornalisti dell'area PDL (per fare qualche esempio fra i più attivi: Feltri, Belpietro, Minzolini da una parte, Bocchino, Bonaiuti, Alfano e Ghedini dall'altra) sta operando una missione, la Missione Menzogna, in ogni contesto che dà loro spazio, dalle tv ai quotidiani, per rimbecillire gli italiani su tutto quello che riguarda la Magistratura, il suo rapporto con Berlusconi, e le riforme della stessa ad opera del Regime Delinquenziale che ci governa perchè tanti imbecilli lo hanno votato.

Marco Travaglio ha curato un piccolo manualetto di auto-difesa che è assolutamente necessario leggere bene e far girare per evitare di cascare nelle trappole menzognere che questi luridi servi ci piazzano ovunque ci giriamo.

Leggete con attenzione:


Travaglio: Bugiardi al talk show
Manualetto di autodifesa per il telespettatore contro le principali bugie governative nei dibattiti sulla (anzi, contro la) giustizia

di Marco Travaglio

1. "I processi sono lenti perché i magistrati italiani lavorano 4 ore al giorno".
I magistrati italiani vantano la più alta produttività d'Europa. Ogni anno ciascuno definisce in media 1.400 procedimenti: 4 al giorno (lavorativo). Secondo il rapporto 2008 della Commissione europea per l'efficienza della giustizia (Cepej), il giudice civile italiano di primo grado smaltisce 411,33 procedimenti civili all'anno e quello penale 181,09: il doppio dei francesi, spagnoli e portoghesi, il quintuplo dei tedeschi.

2. "I magistrati non pagano mai i loro errori".
In realtà, non godono di alcun tipo di immunità: se commettono un reato, finiscono sotto processo come ogni altro cittadino. Quando un giudice scopre un collega che ruba, lo arresta; quando si scopre un politico che ruba, i colleghi lo coprono (in 60 anni le Camere hanno sempre negato l'autorizzazione all'arresto di propri membri per mafia e corruzione). Per le infrazioni disciplinari, il Csm infligge molte più sanzioni di qualunque ordine professionale (quello degli Avvocati non ha ancora espulso Previti, a tre anni dalle condanne definitive per due corruzioni giudiziarie). Sempre secondo il Cepej, il nostro Csm nel 2006 ha aperto 92 procedimenti disciplinari e sanzionato 66 toghe, 7,5 ogni mille. In Francia solo 14 sanzioni disciplinari (0,5 su mille), in Germania 29 (1 su mille), in Spagna 24 (3,5 su mille).

3. "I processi a Berlusconi sono politici: gliene hanno aperti oltre cento, tutti dopo la sua discesa in campo".
Berlusconi ha subìto 16 processi e la magistratura si era occupata di lui anche prima del '94. Nel 1983 fu indagato dalla Guardia di Finanza per traffico di droga, indagine poi archiviata. Nel 1984 tre pretori sequestrarono gli impianti che consentivano alle reti Fininvest di trasmettere su scala nazionale in 'interconnessione', con l'effetto-diretta consentito solo alla Rai. Craxi sanò l'illegalità con due decreti ad personam. Nello stesso anno il giudice Renato Squillante interrogò Berlusconi, assistito da Previti, in un processo per antenne abusive, poi lo archiviò. Squillante aveva un conto in Svizzera comunicante con quelli di Previti e della Fininvest. Nel 1989 il Cavaliere giurò il falso al pretore di Verona a proposito della P2 e fu processato per falsa testimonianza, ma lo salvò l'amnistia del 1990. Quanto a Tangentopoli - come scrive il gip bresciano Carlo Bianchetti, archiviando una denuncia di Berlusconi contro il pool di Milano - "risulta dagli atti che le iniziative giudiziarie del pool Mani pulite verso il dottor Berlusconi e le sue aziende avevano preceduto, non seguito la sua discesa in campo.

Nel gennaio '94 la Procura di Milano aveva già avviato svariati procedimenti su di lui e/o le sue aziende". Berlusconi non è stato indagato perché era sceso in campo. È sceso in campo perché lo stavano indagando.

.

Nessun commento:

Posta un commento