giovedì 19 novembre 2009

Un baratto fra Cosentino e lo Stato

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Pronto lo scambio: Cosentino rinuncia alla Campania e la Giunta lo salva
di Claudia Fusani

La quadratura del cerchio arriva probabilmente poco dopo le cinque del pomeriggio, dopo una settimana, ma soprattutto un giorno, ieri, passato davanti ai membri della Giunta per le autorizzazioni a difendersi dall’accusa di essere il politico di riferimento dei casalesi. Arriva quando il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino incontra per pochi minuti il premier Berlusconi nella saletta del governo di fianco all’aula di Montecitorio. «L’ho solo salutato» taglia corto Cosentino. «Non voglio intervenire su questo caso» aveva detto il premier arrivando alla Camera per il voto di fiducia. L’esito del caso Cosentino, che è un caso giudiziario maanche il braccio di ferro nel Pdl sul candidato governatore per la Campania nonché cartina di tornasole di altre questioni e tensioni, prevede che il sottosegretario resti al suo posto ma che rinunci al progetto di diventare governatore. In cambio la Giunta respingerà la richiesta di arresto in nome non solo del fumus persecutionis, la persecuzione giudiziaria, ma anche dicendo che l’inchiesta «sono solo chiacchiere dei pentiti, una porcata». Nulla di ufficialemaquesto scambio in tre tempi è la soluzione più completa:Anavrà la sua Regione, la Campania; Cosentino conserverà l’immunità parlamentare, garanzia sempre utile; si aggiusta anche questa lesione all’interno del Pdl che assomiglia sempre più a un bricco rotto.

Il caso Cosentino, infatti, èunelemento in più di tensione nella già sofferente maggioranza tirata tra i cofondatori Fini e Berlusconi. Il vicecapogruppo del Pdl Italo Bocchino ieri ha dovuto un po’ correggere il suo possibilismo circa il suo voto positivo ad una mozione dell’Idv-Pd che chiede le dimissioni del sottosegretario. Per tutto il giorno è stato un botta e riposta continuo all’interno della maggioranza con Bocchino che si è trovato solo (ad eccezione di Granata) e a rischio di espulsione (Valducci e Cicchitto). Cosentinoèstato sentito per due ore ieri mattina dalla Giunta per le Autorizzazioni. Ha parlato molto e ha consegnato una memoria di 26 pagine: «Contro di me c’è un fumone persecutionis»; «indagano su di me dal 1994 senza essere stato mai néascoltato né raggiuntodaun avviso di garanzia»; «a ridosso del voto è scattata la tagliola giudiziaria»; «con me sono stati sovvertiti i canoni della civiltà giuridica». Il presidente Pierluigi Castagnetti (Pd) ha aggiornato la seduta a mercoledì prossimo quando ci sarà anche il voto finale. Gli schieramenti sono già chiari. Il relatore Antonino Lo Presti (Pdl) invocherà ilfumus della persecuzione giudiziaria. «Un’inchiesta cominciata nel ’94, senza neppure un avviso di garanzia, quali garanzie si danno a un indagato?» osserva l’ex aennina Annamaria Bovicelli. No secco dell’Idv e del Pd. «L’inchiesta è ben circostanziata e il tempo trascorso è la prova della serietà dei giudici che hanno cercato riscontri oggettivi e individualizzanti» commenta Marilena Samperi (Pd). Voterà contro l’arresto il radicale Maurizio Turco: «L’ordinanza spiega, purtroppo, un sistema politico perverso ma non è il sistema dei casalesi e non c’entra il 41 bis».

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