lunedì 7 dicembre 2009

Berlusconi: fuga dalla Legge / Interviene il Financial Times

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La politica è un servizio: ecco quello che senti dire in giro da chi si candida e viene eletto. E sul significato di queste parole siamo tutti d'accordo: noi ti votiamo affinché tu lavori per noi. I politici purtroppo più passa il tempo più si allontanano da questa idea romantica della politica, e tendono a cercare di restare seduti su quelle poltrone ad ogni costo, perchè garantiscono soldi (e tanti) e tanto ma tanto potere, così possono restituire i favori ottenuti dai loro grandi elettori.

Il politico che non ha MAI considerato la politica un servizio, lo sappiamo, è Berlusconi. "Sceso in campo" quando le sue imprese erano in crack prolungato, le ha risanate con leggi specificamente approvate per il loro bene, e ha disposto in aggiunta altrettanto specifiche modifiche al Codice Penale e a quello di Proceduta Penale per evitarsi il carcere con depenalizzazioni, accorciamento delle prescrizioni e quant'altro.

I due Lodi della vergogna, quello Schifani prima e quello Alfano poi, erano troppo oltre ogni ragionevole logica di "servizio al popolo" e in più sono stati giustamente cancellati e rispediti al mittente in quanto Illegittimi sotto il Profilo Costituzionale.

Salvatosi da un bel gruppo di processi, Berlusconi ha la necessità di evitarne altri due in cui avrà sicura condanna (altrimenti non si affannerebbe così tanto, anche se l'affanno pare riversato sui vari Ghedini, Alfano eccetera, che cercano il cavillo per aggirare la Costituzione ma poi perdono sempre), soprattutto quello di Corruzione, per cui il corrotto Mills è stato già condannato, ora abbisogna solo di completarsi con la condanna del corruttore accertato, appunto Berlusconi (la sentenza parla chiaro).

Io rimango sempre dell'idea che è meglio non commettere reati, piuttosto che cercare di far stuprare le Leggi e la Costituzione per evitarsi il carcere, ma ognuno è fatto a modo suo.

Berlusconi ieri è stato ridicolo, quando ha dichiarato alla stampa "Ho bisogno di una legge che mi faccia prendere fiato", e ha lanciato la volata ai suoi fidi servetti su tre diritture d'arrivo, in fondo alle quali non è detto ci sia la bandiera a scacchi, tutt'altro, dato l'operare del nemico Principio di Uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione Repubblicana (maledetta Repubblica, vero Silvio? tu, monarca o meglio dittatore nell'animo e fino al midollo).

"Ho bisogno di una legge che mi faccia prendere fiato", ma stiamo scherzando? Ha poi detto che bisogna "mandare avanti in fretta sia il processo breve che il legittimo impedimento". Da approvare entrambi, nelle rispettive commissioni di Senato e Camera, prima di Natale, e in aula a gennaio, alla ripresa dei lavori dopo la pausa per le feste. Ma in anticipo sulla sospensione, come confermano autorevoli fonti del Pdl, sarà presentato anche il nuovo testo dell'ormai ex lodo Alfano, lo scudo congela processi per le quattro più alte cariche, stavolta in veste costituzionale. Ghedini e il suo agguerrito team di sfascia-regole sono alle prese con gli ultimi dettagli per cucire il testo addosso alla sentenza della Consulta che ha bocciato il vecchio lodo. Poi, con tre carte da giocare sul tavolo, e in base alle convergenze che si determineranno, Berlusconi termina dicendo: "si vedrà quale taglierà il traguardo per prima".

A Berlusconi quindi non importa se l'Italia va allo sfascio, se le condizioni economiche sono in picchiata, se l'iter per l'approvazione della Finanziaria sarà azzoppato: l'Italia non conta, lui pensa a sé stesso, punto.

La democratica Donatella Ferranti ha bocciato il suo lodo definendolo "un'amnistia mascherata". E il centrista Michele Vietti l'ha definito "un anagramma del lodo Alfano che viola il principio di uguaglianza". Costa, che presenterà il testo in settimana con la Lega (quella che accusava Silvio di essere piduista e mafioso), lancia la sua polpetta avvelenata: "Discutiamo, smussiamo gli angoli, comprendiamo la ratio della legge. L'agenda di un premier non può essere dettata da una sola parte, è giusto che il legislatore individui in modo chiaro cosa rientra nel legittimo impedimento, per evitare confini incerti e interpretabili in modo diverso a seconda dei giudici". Ma tra una legge-ponte, come chiede l'Udc, e uno stabile pre-lodo bis, come lo pretende Berlusconi, e un "nulla" come vogliono Pd e Idv, sarà difficile mettersi d'accordo. L'Idv pare solida nell'opporsi alla normativa salva-Kaiser, ma del Pd ci si potrà fidare?


Nel frattempo, dopo l'editoriale dell'Economist visto l'altro giorno, ora è nuovamente il Financial Times a tornare sulla questione legalità/governo di un paese, ribadendo in maniera ancora più netta e precisa che Berlusconi è inadatto a governare l'Italia.

Il più importante quotidiano finanziario d'Europa afferma che il premier italiano è stato a lungo in grado di restare a galla a dispetto delle controversie che lo circondano, "ma le cose adesso, finalmente, stanno diventando serie per il Cavaliere". Il FT ricorda che nei giorni scorsi Berlusconi è stato accusato in tribunale da un mafioso pentito di avere avuto legami con Cosa Nostra nel mezzo della campagna di attentati dei primi anni '90, accuse negate dal primo ministro ma che "ciononostante mettono in rilievo i suoi legami con Marcello Dell'Utri, un suo stretto collaboratore che sta facendo appello contro una condanna a nove anni di prigione per associazione mafiosa". Il quotidiano londinese elenca quindi gli altri processi che gravano sul leader del Pdl: quello per la corruzione dell'avvocato inglese David Mills, uno riguardante Mediaset, a cui si somma la richiesta di ancora un'altra corte di giustizia del pagamento di una garanzia bancaria sui 750 milioni di euro che la Fininvest è stata condannata a pagare come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti per la controversa battaglia sull'acquisizione della Mondadori.

"Berlusconi è sotto assedio", riassume il Financial Times. Ai suoi problemi giudiziari si aggiungono la richiesta di sua moglie di un accordo di divorzio "punitivo", la "grande dimostrazione" di protesta del No Berlusconi Day e il fatto che "perfino il suo alleato, Gianfranco Fini, un possibile successore, è stato sentito dire che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta".
"E' prematuro dare per spacciato questo scaltro uomo politico, ma sta pattinando su un ghiaccio sottile", conclude l'editoriale. "La lamentela da lui spesso citata secondo cui non può governare e al tempo stesso affrontare una serie di casi in tribunale contro di lui è sicuramente giusta. Il suo governo sta cominciando a trascorrere più tempo a fare i conti con i problemi di Berlusconi che con quelli del paese. Le dure decisioni necessarie per riformare l'economia e le istituzioni italiane non verranno prese finché egli rimane primo ministro".

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