venerdì 18 dicembre 2009

I veri motivi del giro di vite su Internet: strozzare il dissenso. Le leggi ci sono già

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Credo che non ci sia bisogno di una Laurea in Leggi (come la ho io) per sapere che le dichiarazioni del ministro Maroni e il suo "giro di vite" anti-web siano solo un tentativo di eliminare la Libera Manifestazione del Pensiero garantita dalla Costituzione (art. 21). Ora che quel deficente di Tartaglia ha compiuto l'atto più stupido e sbagliato possibile, all'interno di un clima che vede nella politica e nel giornalismo una contrapposizione senza pari nella storia della Repubblica, il Governo ha trovato la chiave di volta per scardinare questa garanzia costituzionale.

Invece di fermarsi a riflettere sul perchè siamo arrivati a questo clima di odio, su chi davvero lo ha pompato, farsi un esame di coscienza e magari chiedere scusa e abbassare i toni, il Governo parte all'attacco.

Da dove nasce l'odio? Ieri abbiamo postato diverse dichiarazioni d'AMORE proveninenti dai politici che stanno alla Maggioranza oggi, LEGGI QUI e anche QUI. Oggi pubblichiamo la carrellata di Marco Travaglio fatta ieri sera ad Annozero:



Tutto chiaro? Da che parte viene l'AMORE? E' questa la LORO Democrazia?

Torniamo allora all'idea di Maroni, che da buon leghista è sempre coerente, la Lega Nord è sempre coerente: nel 1998 davano del Mafioso e Piduista a Berlusconi, oggi ancora una volta ci fanno un governo.

Maroni dice che serve "una norma che consenta alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui la magistratura stessa, e non il governo, ravvisi un reato ad esempio di apologia o di istigazione". Poi vuole far mettere dei filtri alla navigazione su certi siti, primo fra tutti facebook, che ha la "colpa" di aver organizzato il No B-Day. Resta il fatto che, dove i "filtri" già esistono (come in Cina, in Iran negli Emirati Arabi Uniti) la navigazione verso quei siti diventa impossibile. Nel caso di Facebook, ad esempio, per rendere irraggiungibile una singola pagina, si finirebbe per mettere off limits l'intero network. Chi ha sperimentato la navigazione su una rete dotata di filtri sa bene quanto questi meccanismi incidano sull'intera porzione di web interessata.

Nella discussione in aula la posizione di Maroni è stata contestata da Casini. "Guai a promuovere provvedimenti illiberali", ha affermato il leader dell'Udc: "Le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue su Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete". "Le norme attuali e l'azione della Polizia postale sono sufficienti per colpire i comportamenti criminali in rete. Non vorrei che in nome di questo obiettivo, il governo pensasse invece a norme che limitino la libertà di internet", afferma Paolo Gentiloni, presidente del forum Comunicazioni del Pd. "Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non limitata la libertà", aggiunge Dario Franceschini in un messaggio su Twitter. Secondo l'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris, "per fermare la violenza che corre su Internet, non c'è bisogno di nuove leggi, basterebbe applicare con rigore quelle già esistenti". Sulla stessa lunghezza d'onda Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo che invita il governo a non cedere "alla 'sindrome cinese', la tentazione della censura preventiva".

E in effetti la tutela è già assicurata non solo dalla Legge, ma anche dagli stessi Social Network!

Secondo la Legge ci sono, ricordiamoli per non cadere in manipolazioni propagandistiche o pro-censura, i reati di "Istigazione a delinquere" (art. 414 C.P.), di "Ingiuria"(art. 594 C.P.), di "Apologia di delitti (o reato)" (art. 414 II co. C.P.), di "Diffamazione" (art. 596 C.P.) e tanti altri... il Codice Penale e tante Leggi speciali (come p.es. la Legge n. 47 del 8/2/1948 sui reati a mezzo stampa, riferibile alle figure di reati anche online se i testi sono contenuti nei blog giornalistici) prevedono tante fattispecie astratte perfettamente riferibili ai reati che si possono compiere in Rete!

Gli stessi Social Network hanno un rigido sistema di auto-controllo che si basa su un meccanismo semplice ed effiace: un utente quando si iscrive deve cliccare su "accetto", ciò significa che ha letto le Regole sull'utilizzo del servizio, le quali si basano sulle stesse disposizioni di Legge sopra citate, e le traducono nella realtà della rete; pertanto ogni elemento pubblicato da qualsiasi utente (video, fotografie, testi scritti) ha vicino a sè il comando "segnala", che ogni altro utente può azionare qualora ravvisi una violezione delle condizioni d'uso o della Legge; a quel punto scatta un controllo accurato del contenuto di quanto pubblicato e la "sorveglianza" prende i provvedimenti del caso, che vanno dalla semplice eliminazione dell'elemento offensivo fino alla cancellazione dell'utente, salva la possibilità per la persona offesa dall'elemento pubblicato di adire il Giudice Penale per una punizione dell'attore, ove vi sia il fumus boni iuris, e cioé ove costui abbia pubblicato un elemento (video, foto o testo, si diceva) che rappresenti una violazione di Legge penale.

Chi inorridisce di fronte a queste regole non ha l'elasticità mentale per comprendere che la libertà di fare le cose (ogni cosa) non è assoluta, ma trova un giusto limite nel non incidere negativamente sulle altre persone, perchè allora chiunque può riempire, che ne so, di insulti verso una persona una pagina, e poi non può invocare la libertà di fare quello che vuole a discolpa (se no vado in Banca, faccio una rapina, e poi quando mi arrestano dico: "come, non sono libero di rapinare?"). E' bene chiarirlo: vivere in una società civile significa dover rispettare delle regole, se no si vive nell'anarchia e là prevale la (sbagliata) legge del più forte. Tutto ciò riguarda anche le azioni compiute in buona fede (e cioé senza la volontà di arrecare un danno): la Legge e l'autoregolamentazione dei Social Network infatti non puniscono le intenzioni, ma i fatti che producono conseguenze che incidono negativamente sugli altri; altrimenti chiunque avrebbe la giustificazione per ogni tipo di azione delittuosa, dalle più semplici alle più gravi.

Chiarito questo punto, le affermazioni di Maroni (ma anche di La Russa e di tutto il Governo) risultano ancora più gravi!

Ora, io non credo che Maroni sia un ignorante e non conosca queste cose (le sanno anche i bambini), perciò ritengo che tutto questo suo sbattersi per questa crociata abbia un unico scopo: tappare la bocca al dissenso, eliminando di aftto un diritto garantito dalla Costituzione. Tutti abbiamo diritto di parlare, solo che se violiamo la Legge veniamo puniti, e se violiamo le regole (per rimanere all'esempio della Rete che su vuole castrare da parte del Governo) dei Social Network andiamo incontro a una GIUSTA repressione. Sta quindi all'itelligenza degli utenti fare in modo di tenere un atteggiamento che non violi queste regole, che sono regole di convivenza anche della vita di tutti i giorni.

Perciò caro Maroni stai zitti e non fare il pagliaccio: NOI ANDIAMO AVANTI!

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