lunedì 14 dicembre 2009

La chiave di volta per uccidere i blog e il web

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Lo dicevamo stamane: davvero un bell'assist al Governo, questa folle aggressione di Tartaglia. La bomba è stata sganciata.

Berlusconi ha scelto la via della finta umiltà. Al suo capezzale in pellegrinaggio tutti i lecchini del partito (e non solo), mancano solo i Re Magi. Ma subito già parte la corsa alla censura, vedrete: faranno di tutta l'erba un fascio e neanche in rete ci sarà più la libertà di parola. Mi chiedo cosa capiterà a tutti quei gruppi, siti e blog (in gran parte leghisti e fascisti) che inneggiano all'odio razziale, chiuderanno anche quelli? No: perchè per quelli mica c'era lo sdegno del Governo!


Di seguito riporto un po' di notizie sparse prese dalla Rete:

"E' chiaro che questo clima di odio ha dei padri, dei mandanti molto chiari". Ne e' convinto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che poco prima aveva detto: "Di Pietro vomitevole e indegno".

'Al di là del dolore fisico, lo fa soffrire l'odio politico che si è trasformato in aggressione''. Il presidente del Senato, Renato Schifani, descrive così il premier Berlusconi dopo una nottata di ricovero all'ospedale San Raffaele in seguito all'aggressione subita ieri in Piazza del Duomo. ''Quello che traspare - ha aggiunt Schifani - è il dolore interno di un uomo che non comprende il perché di questo odio''.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato che già nel consiglio dei ministri di giovedì potrebbe illustrare alcune misure che consentano di intervenire contro i siti che inneggiano alla violenza.

Mentre le dimensioni del gruppo su Facebook dedicato a Massimo Tartaglia continuano a crescere, il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, ha chiesto al Viminale di «oscurare i siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio». Una richiesta raccolta immediatamente da Gabriella Carlucci, secondo cui «Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l'anonimato in rete».

A loro fa eco il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, che ha assicurato che la polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l'aggressione di Massimo Tartaglia. Il tentativo è cercare di risalire agli eventuali responsabili della «campagna d'odio» che corre lungo la Rete. «Ci sarà un monitoraggio di questi siti», ha affermato Mantovano. «La nostra polizia postale e le altre forze di polizia, con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa, cercheranno di capire e di individuare chi ha lanciato messaggi di minaccia o di odio. Ci proviamo - ha aggiunto - già altre volte si sono avuti risultati. Lo sforzo sicuramente ci sara».

Francesco Pasquali, coordinatore nazionale del movimento giovanile del PdL, critica le dichiarazioni di Di Pietro e suggerisce di oscurare il sito di Di Pietro: "Sul blog di Antonio Di Pietro si respira la stessa aria di odio e violenza promossa dai gruppi facebook e da Indymedia. In home page appare infatti una foto sanguinante del premier Berlusconi con sopra la scritta 'chi semina vento, raccoglie tempesta'.
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Non si può più dire niente! Solo perchè quel folle ha compiuto quel gesto allucinato, chi non piange al capezzale di uno che verrà dimesso domani viene subito azzannato alla carotide!!!! Tartaglia: visto che casino hai combinato?

Intanto su Facebook sono state clonate le adesioni a gruppi vari, tutte per creare finti gruppi di sostegno a Berlusconi. Sono ovviamente partite centinaia di migliaia di segnalazioni alla sicurezza interna del social network e anche tante denunce alla Polizia Postale, staremo a vedere.

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