giovedì 3 dicembre 2009

La polpetta avvelenata del Pdl al PD e all'UDC: via il Processo Breve se votate la Legge Costituzionale che replica il Lodo Alfano!

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Il team di "avvocati" (scusate, le virgolette sono d'obbligo, visto lo scempio del Diritto che operano quotidianamente questi zelanti addetti ai lavori) di Berlusconi fa il botto, e il Partito Democratico e l'UDC sono lì pronti ad abboccare. Era chiaro il disegno: prima li spaventiamo con la legge sul "processo breve" e le sue agghiaccianti conseguenze sull'accertamento dei reati in Italia, poi gli presentiamo il cambio, anzi: lo scambio, e gli facciamo votare il nuovo Lodo Alfano, ora Legge Costituzionale che, in quanto tale, ha delle forme di approvazione ben più complicate che richiedono maggioranze più ampie per l'approvazione.

Io credo che il PD (oltre che l'UDC, che conta meno) sia veramente stupido, sempre pronto ad abboccare com'è alle astute esche della maggioranza. O forse non è stupido, e fa affari con Berlusconi per avere poi qualcosa in cambio. Ma di sicuro una cosa la perde: la CREDIBILITA', oltre che il rispetto da parte nostra.

Leggete questo articolo, noterete una strategia delinquenziale ad ampio raggio, che prevede plurime alternative, e che mostra come il Pdl non si curi dell'Italia e dello sfascio economico che la sta affossando, ma abba a cuore solo i capricci e i timori del Kaiser:


Berlusconi punta al nuovo lodo Alfano e tratta su impedimento e processo breve
di LIANA MILELLA

ROMA - La prossima settimana il Pdl, in entrambi i rami del Parlamento, depositerà il testo del nuovo lodo congela-processi per le alte cariche dello Stato. Non prenderà più il nome del Guardasigilli Alfano, come quello bocciato dalla Consulta, ma a battezzarlo potrebbero essere i capigruppo e i loro vice di Camera e Senato. I giuristi del centrodestra, giusto in queste ore, stanno studiando la sentenza della Corte che ha fermato il vecchio lodo per evitare altri errori in quello futuro. Sarà un testo strategico su cui si aprirà una serrata trattativa con le opposizioni, Udc e Pd, che però in cambio chiedono di fermare il processo breve. Sul piatto c'è anche una possibile "legge ponte" sul legittimo impedimento. Ma il dato certo è che Berlusconi vuole disporre di uno scudo che fermi i processi Mills e Mediaset al massimo per la fine di febbraio, in modo da affrontare le elezioni regionali libero da fardelli giudiziari, e soprattutto perché dopo gli altolà di Fini, ma anche le pretesi di Bossi, diventerebbero ingestibili.

In ballo c'è il processo bene, le varie ipotesi più o meno ampie di legittimo impedimento, il lodo Alfano costituzionalizzato. La via più tranchant per fulminare i due dibattimenti è il processo breve, che dovrà subire varie modifiche e rischia, soprattutto per problemi d'impatto, di essere bloccato da Napolitano. Il Cavaliere ha già messo in conto la prova di forza, una nuova approvazione che farebbe entrare in vigore la legge. Ma lo scontro istituzionale sarebbe assai pesante. Il nuovo scudo congela processi ha tempi troppo lunghi (almeno sei-sette mesi). Non resta che il legittimo impedimento, sul quale il premier vuole garanzie assolute. A chi, nel Pdl, caldeggia la trattativa con le opposizioni, a partire dal centrista Casini, per ottenere i due terzi ed evitare il referendum, lui risponde: "Sono anche disposto a rinunciare al processo breve, ma devo avere la certezza che Napolitano firmi la norma". Svuotato delle più manifeste incostituzionalità, il processo breve a quel punto potrebbe proseguire la sua strada, ma senza la norma transitoria che ne rende obbligatoria l'applicazione ai processi in corso. Tutto dipende, a questo punto, dai margini di apertura di Udc e Pd.
La settimana prossima sarà decisiva. Mercoledì, in commissione Giustizia alla Camera, partirà l'esame delle proposte sul legittimo impedimento. Lo ha chiesto il capogruppo Enrico Costa, autore assieme al leghista Matteo Brigandì, di un testo che sospende i processi di premier, ministri, sottosegretari, parlamentari fino a sei mesi. Un'ipotesi che non piace a Casini ("Così continuiamo ad andare fuori strada"), il primo a ipotizzare la "legge ponte" per coprire il vuoto fino al nuovo lodo costituzionale. La mente giuridica dell'Udc, Michele Vietti, ha sfornato la sua leggina. Striminzita per conseguenze rispetto a quella di Costa, perché prefigura un legittimo impedimento temporanea. Prevede che costituiscano motivo di rinvio delle udienze gli impegni istituzionali del capo del governo, ma sarà valido solo "per 12 mesi" in attesa della nuova legge. Una norma per tutti "i processi penali in corso in ogni fase, stato o grado". Con la prescrizione bloccata.

Tutto questo accade alla Camera, mentre al Senato, calendario alla mano, ci si rende conto che il processo breve non potrà essere approvato in aula prima di Natale. Oggi la commissione chiude la discussione generale. Termine per gli emendamenti a lunedì 14 dicembre alle 20. Il presidente Filippo Berselli vuole chiudere due giorni dopo, Pd, Idv, Udc preannunciano ostruzionismo, ma sarà la Finanziaria, in arrivo a metà mese, a stoppare obbligatoriamente i lavori. La partita tra legittimo impedimento, processo breve e nuovo lodo ripartirà nel 2010.

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Quindi la questione è chiara: si minaccia lo sfascio dell'esercizio dell'azione penale, lo sfascio della tutela dei cittadini, e in cambio si baratta l'impunità di un unico cittadino, mascherandolo dietro l'impunità di altre (poche) cariche dello Stato. Mi viene da immaginare un Provenzano presidente del Consiglio, con Riina presidente della Repubblica, e alla Camera e al Senato un camorrista ergastolano e un esponente della 'ndrangheta ex latitante.... perchè secondo questa nuova legge potremmo avere anche loro a scaldare quelle sedie... anche se chi ne scalda una... mafioso in un certo senso lo è, secondo quanto raccontano i collaboratori di Giustizia, ovviamente!

E' uno schifo, una vergogna, che il Partito Democratico non volti le spalle a questo ennesimo inciucio teso solo a rendere intoccabile il peggiore delinquente che abbia mai fatto politica in Italia. E ancora una volta e di più mando al diavolo tutti quegli imbecilli che non si sono mai fermati a riflettere sul significato del loro voto quando hanno decretato la vittoria del Pdl e di Berlusconi alle scorse elezioni: hanno di fatto permesso l'instaurazione di un Regime che è una completa negazione dei valori cui si ispira il nostro Ordinamento Giuridico e cui si ispirava la nostra Società, oggi marcia, inebetita e indifferente.

Siamo nella merda, per colpa del 51% di coglioni che hanno votato Berlusconi.

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