giovedì 17 dicembre 2009

La scusa tanto cercata per la spallata tanto desiderata

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Vi prorongo questo articolo molto acuto su come la negazione della Democrazia stia galoppando verso un Regime che prima era solo negli animi, ora sarà trasposto anche nei fatti. Siamo in emergenza. La caccia alle streghe è quindi giunta al culmine della sua violenza?

Il Paese impazzito
di Giovanni Perazzoli

Il Ministro degli interni criminalizza internet, mentre dovrebbe essere proprio lui, caso mai, l’unico a dover essere chiamato a rispondere della mancata protezione di Berlusconi. The Independent osserva che “in un Paese normale, l’attenzione si sarebbe focalizzata sul fatto che decine di guardie del corpo non sono state capaci di proteggere Berlusconi”. Se è bastato uno psicolabile per bucare il servizio di sicurezza, questo vuol dire che non c’è un servizio di sicurezza. Che cosa avrebbe potuto fare un’organizzazione criminale?

Ma questo non interessa a nessuno. Il problema è invece strumentalizzare l’accaduto. Così, da una parte, si accusa l’opposizione di “simpatia” per l’aggressione e, dall’altra, ci si mette a respingere i sospetti, accogliendo la logica di un’accusa che sembra una delirante parodia kafkiana. La strumentalizzazione del gesto di uno psicolabile è un altro tra i tanti fatti gravi di questo Paese impazzito, pieno di esagitati fuori controllo.

La semplice logica basterebbe, infatti, a dire che la condanna unanime della violenza politica è, in questo caso, fuori luogo. È come se uno entrasse in una stanza nella quale ci sono delle persone tranquillamente affaccendate per i fatti loro, e iniziasse, senza una ragione, a tuonare che non bisogna rubare. Per dare un senso razionale a questa reprimenda, le persone presenti nella stanza dovrebbero pensare non solo che è stato rubato qualcosa, ma anche che il ladro è uno di loro.

In questo caso, invece, c’è la violenza, ma non c’è la violenza politica. C’è la violenza di uno squilibrato. I richiami delle istituzioni sono affermazioni di principio giustissime, che però, nel fatto specifico, non hanno un soggetto né grammaticale né logico a cui riferirsi. Che “nella vita politica la violenza è un disvalore” è un giudizio su cui dovrebbe esserci accordo universale. Ma questo episodio specifico non è un episodio della “vita politica”, perché è un episodio dello squilibrio mentale.

Il Paese, e le sue istituzioni, avrebbero dovuto, dunque, respingere fin da subito qualsiasi tentativo grossolano e rozzo di strumentalizzazione. L’intervento di Cicchitto è la conseguenza di un rovesciamento del senso delle cose. La destra berlusconiana avrebbe fatto meglio a dire: “Alt! È il gesto di un folle, non strumentalizziamo, abbiamo problemi seri e veri, andiamo avanti”. Questo ci avrebbe sorpreso e avrebbe incontrato il favore di tutti. Al contrario, alimentare l’idea del complotto, non fa che accrescere un clima “nervoso” ed esagitato.

Il valore politico non lo ha il fatto in sé, ma la sua strumentalizzazione. La domanda sensata non è chi ha “ispirato” il folle, bensì perché anche un gesto accidentale e irrazionale può destabilizzare, fino a questo punto, il nostro Paese. E perché le istituzioni e parte della stampa offrono questa rappresentazione del gesto di uno squilibrato. La stampa estera si chiede se questo gesto possa avere le stesse conseguenze che ha avuto l’attentato a Mussolini di Violet Gibson nel 1926: “Lei fu dichiarata pazza e Mussolini conquistò poteri autoritari" (Times).

E dopo il “No Berlusconi Day”, la colpa adesso è, ovviamente, di internet. Il ministro dell’Interno vuole oscurare i “siti violenti”. Anche quelli razzisti dei simpatizzanti del suo partito che inneggiano alla violenza contro gli immigrati?

E che dire di Bossi e dei “padani” che oliano i fucili? Ma forse Bossi non ha un sito internet.

Così torniamo alla domanda di partenza. Coloro che sono contro la violenza nei fatti, e non solo a parole, dovrebbero chiedere conto al Ministro dell’interno dell’effettiva sicurezza di Berlusconi. Ma, come scrive The Independent, questo avverrebbe in un Paese normale.
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Tartaglia è il miglior alleato di Berlusconi e della Lega...

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