martedì 8 dicembre 2009

Mafia, leggi ad personam e piedi in più staffe

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Saviano la settimana scorsa ha ribadito un concetto molto semplice: per la Camorra non esiste Destra o Sinistra, perché la Camorra non guarda a quale partito appartieni, guarda a chi può essere un buon interlocutore, e ti dà il suo appoggio, ovviamente non gratuito, in cambio di favori. La Mafia con ogni probabilità ragiona allo stesso modo: cerca interlocutori nuovi quando i vecchi non servono più a niente, guardando da tutte le parti. Bisogna cercare allora di rimanere in buoni rapporti con essa, non si sa mai che si vendichi lasciando trapelare informazioni scomode.

Tenere il piede in più staffe è un atteggiamento anche della Politica: Mastella ne è uno degli ultimi esempi più fulgidi, come tutti sappiamo benissimo; ma ultimamente c'è qualcun altro che si sta dando un mucchio da fare per rimanere sempre attaccato alle tette del potere e non scontentare certi grandi elettori, e il suo nome è Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

L'Unità oggi pubblica queste poche righe, che meritano di essere lette:


Miccichè e il caso Spatuzza: "Forse pagato dai magistrati"

«Non penso a un complotto, nè credo che la mafia voglia far cadere il governo. Però non mi sento di escludere che Spatuzza voglia rifarsi un'immagine, non più killer, bensì salvatore della patria. E non escludo che sia pagato, magari da magistrati, o da terzi».
È quanto afferma Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Intervistato dal Riformista,
Miccichè ribadisce l'intesa con i democratici in Sicilia. «Io ci sto andando con il Pd. Insieme nel governo no, ma su un appoggio esterno sono d'accordissimo. E anche pezzi da novanta del Pd». «Ho rotto in due il Pdl, ne ho fondato un altro. Ormai non so più come dire che sono autonomo rispetto a Berlusconi», prosegue Miccichè. Con il Pd «ho contatti già da qualche tempo, ma non posso essere il solo ad avere il coraggio di fare le cose. Se si vuole far qualcosa per la Sicilia, non può farla solo Miccichè».

E' opinione di molti che la Mafia abbia deciso di scaricare i suoi due principali interlocutori nella Politica: Dell'Utri e Berlusconi. Se ciò fosse vero, e se fossero vere le affermazioni dei collaboratori di Giustizia, le affermazioni di Miccichè suonano in un senso ben chiaro: passo da destra a sinistra, perchè sta cambiando il vento, le prossime elezioni le vincerà chi è ora all'opposizione, e io ci vado allora subito a braccetto. Ma il peso delle parole del sottosegretario è tremendo soprattutto nella parte in cui accusa i Magistrati di pagare Spatuzza! Ciò da solo legittimerebbe l'apertura di un'indagine e poi un processo: ma come cavolo si può dire una cosa del genere? E chi sarebbero allora quegli "altri"? I clan mafiosi che starebbero scaricando il Pdl? Miccichè sta infatti allontanandosi da esso, o almeno così dice...

Queste ovviamente sono solo illazioni, però l'odore del fumo si sente chiaro... Voi che dite?

Stiamo parlando di Mafia, e guarda caso ora che Spatuzza ha sollevato il coperchio e i Graviano a quanto pare ne racconteranno di cotte e di crude, nuove disposizoni ad personam si rendono assolutamente necessarie per il popolo italiano (cioé per Berlusconi), e hanno la priorità su tutto, anche sulla rovina economica dell'Italia. Allo stato dei fatti quindi, i due processi a carico di Berlusconi che si stanno riaprendo dopo la corretta cancellazione del vergognoso Lodo Alfano (e che da questa nuova normativa sul "processo breve" saranno castrati completamente), non saranno più i soli: se infatti i Graviano confermeranno quanto detto da Spatuzza su Dell'Utri e Berlusconi come probabili co-mandanti delle stragi di Mafia dei primi anni '90, si apriranno nuovi scenari processuali per il premier.

E allora? E allora Ghedini e Longo, i due avvocati più fedeli protettori delle delinquenze del Capo sono già avanti, come testimonia, fra gli altri, Repubblica in questo articolo che vi invito a leggere, e che mostra come il Governo stia lavorando alacremente con un unico obiettivo: salvare dal carcere il Presidente del Consiglio, e tutto ciò senza curarsi minimamente dello sfascio in cui è precipitata l'Italia. Qual'è la grossa novità? Che anche i reati di Terrorismo e Mafia saranno soggetti alla disciplina del processo breve, come se fosse facile per un Tribunale accertare im breve tempo la commissione di reati così complessi e importanti. Così facendo si fa anche un favore a mafiosi, com'è facile intuire, e chissà che la smettano di parlare di Berlusconi... due piccioni con una fava, o no?

Oggi quindi fare terrorismo o appartenere alla criminalità organizzata conviene: con un buon avvocato che lavora a colpi di rinvii, in galera non si va mai. Ecco il Governo, ecco Berlusconi!

Arriva un processo breve anche per mafia e terrorismo
Il retroscena. Il progetto degli avvocati del Cavaliere.
Vanno avanti i progetti su legittimo impedimento e lodo Alfano bis
Nel cambio di marcia del Pdl c'entra la deposizione di Spatuzza

di LIANA MILELLA

ROMA - Il processo breve anche per la mafia e per il terrorismo. Esteso a tutti i reati, da quelli minori ai più gravi. Una grande e unica tagliola. Con la scusa di rendere costituzionale e rispettosa del principio di uguaglianza e del diritto a un identico trattamento una legge che, così com'è oggi, ha incassato più zeri in pagella di qualsiasi altra delle 19 leggi ad personam prodotte per il capo del governo e i suoi amici. Al punto che se ne sono resi conto perfino gli autori, gli avvocati del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo, che giusto in queste ore, ufficialmente per correre ai ripari, stanno ideando un meccanismo che costringerà i giudici a far di conto per ogni tipo di reato.

I due studiano e riscrivono il ddl da capo a piedi prima della discussione al Senato. E dal restyling salta fuori la novità più clamorosa: anche per i processi sulla mafia e sul terrorismo i giudici dovranno rispettare una scadenza per ogni fase dibattimentale. Quanti anni per primo grado, appello, Cassazione? Cinque o sei come ipotizza qualcuno nel Pdl, oppure un tempo più ristretto, tra i tre e i quattro anni? È la scelta più difficile che al momento è ancora in bilico perché è legata alla scansione temporale da fissare per tutti i reati.

Ma il dato certo è che il meccanismo del processo breve cambia faccia perché cambiano gli obiettivi di Berlusconi. Il Cavaliere aveva commissionato una legge, due anni per ogni periodo del dibattimento, mirata esclusivamente a chiudere i suoi casi milanesi Mills e Mediaset. Gliel'hanno scritta e servita. Ovviamente da applicare subito, retroattiva. Per i reati con una pena fino a dieci anni il processo non può durare più di sei anni complessivamente. Depositata al Senato, firmata dai capigruppo del Pdl (Gasparri e Quagliariello) e della Lega (Bricolo), si è rivelata subito piena di "bachi". Hanno dovuto ammetterlo perfino quelli che l'hanno scritta. Dal Colle sono arrivati i primi segnali. L'impatto sui processi si è rivelato pesantissimo (dal 10 al 40% per il Csm, il 50% per l'Anm), nonostante i tentativi del Guardasigilli Alfano di minimizzarli ("Solo tra l'1 e il 9%"). A questo punto Berlusconi ha cambiato strategia e ha ordinato pure di cambiare la legge, perché tanto così com'era sarebbe stata prima fermata da Napolitano e poi comunque bocciata dalla Corte. Il premier ha virato sul legittimo impedimento, il lodo Costa-Brigandì, processi sospesi fino a sei mesi per presidente del Consiglio, ministri, sottosegretari, parlamentari, come misura temporanea per togliergli di dosso lo stillicidio delle udienze. Poi subito un lodo Alfano bis, quello che, sempre in queste ore, i tecnici del Pdl stanno mettendo a punto con l'ordine di rispettare fedelmente la sentenza della Consulta che ha bocciato il vecchio lodo.

Nel cambio di marcia c'entra Spatuzza. D'ora in avanti Berlusconi non deve più guardarsi dai soli processi di corruzione, ma anche da quelli (al momento eventuali) per mafia. E dunque si cominciano a pensare norme per agire anche in quel settore criminale: ecco l'idea di mettere le mani, per "palettarlo", sul concorso esterno in associazione mafiosa, sui pentiti (ma qui siamo più a desiderata politici che a effettive intenzioni di cambiamento, soprattutto dopo il niet del ministro dell'Interno Maroni), sulla stessa scansione dei processi di mafia. Il processo breve diventa lo strumento giusto. Lo criticano perché riguarda "solo" alcuni processi e alcuni reati? La soluzione del Pdl, che domani sera sarà discussa nella consulta per la giustizia presieduta da Ghedini (padre del processo breve) e il cui segretario è Enrico Costa (autore del ddl sul legittimo impedimento), è allargare il meccanismo a tutti i delitti ma con termini di fase differenti: due anni per i reati meno gravi, due anni e sei mesi per quelli un po' più gravi, e via salendo in su fino a includere anche mafia e terrorismo.

Finché le fasi non saranno fissate non si potrà neppure capire quali potranno essere le conseguenze sull'impatto. Certo è che le stime fatte fino a oggi sono destinate a salire in modo esponenziale. Ma qui il Pdl è pronto a tenere a freno le critiche con un'altra abile mossa: la norma transitoria, che finora parlava di legge da applicarsi per tutti i processi in primo grado, conterrà sì l'estensione ai tre gradi di giustizio, pena una manifesta incostituzionalità, ma prevederà anche uno spartiacque temporale tassativo: il processo breve, per la prima e immediata applicazione, riguarderà i reati compiuti fino al maggio 2006, cioè quelli che destra e sinistra hanno inserito nell'indulto. Tra questi ci sono anche i processi di Berlusconi che quindi, a pieno titolo, sono destinati a cadere sotto la mannaia del processo breve anche nella versione riveduta e corretta.
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Pazzesco: qui si sta cercando di consolidare un Regime che è la totale negazione della Legge, della Costituzione, della Legalità, della Giustizia, dell'Onestà. Tanto vale che il Governo approvi un DL in base al quale Berlusconi ha diritto di vita o di morte su chi vuole, così potrà continuare a delinquere liberamente, e far eliminare chi lo critica, il tutto da un trono di sangue e corruzione. Manca solo questo.

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