venerdì 4 dicembre 2009

Spatuzza, Dell'Utri, Berlusconi: chi mente?

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In tanti attendevano le dichiarazioni di Spatuzza, il collaboratore di Giustizia sentito oggi dal Tribunale di Torino, riguardo ai rapporti fra la Mafia e i fondatori di Forza Italia Dell'Utri e Berlusconi.

Niente di nuovo sotto il sole, ma tante conferme del fatto che la Mafia ha deciso di scaricare il Partito politico cui ha fatto stravincere diverse tornate elettorali dal 1994 ad oggi: la Mafia i voti non li regala, infatti.

Spatuzza oggi ha ripreso il filo conduttore di quanto detto nei mesi scorsi, ribadendo a chiare parole che i referenti politici cui alludevano i fratelli Graviano erano proprio i due sopra citati. Meglio citare le parole testuali di Spatuzza, perchè dopo la volgarità dei vari Ben Ammar, Ghedini e Belpietro ieri ad Annozero, i quali di fronte alle citazioni delle sentenze da parte di Gomez e Travaglio, opponevano una marea di frottole, è sempre bene non dar adito a dubbi di quanto si racconta.

"Nel '94, al bar Doney di Via Veneto a Roma, incontrai il boss Giuseppe Graviano. Mi fece i nomi di Berlusconi... Disse: quello del Canale 5 e anche di Dell'Utri. E aggiunse: 'Grazie alla serietà di queste persone, ci avevano messo il Paese nelle mani'". E poi ancora: "Voglio restituire verità alla storia e non mi fermerò davanti a niente", giura ai magistrati. Aggiunge poi: "Dopo il '92, ci siamo spinti un po' oltre, in un terreno che non ci appartiene: alludo alle stragi di Firenze, dove morì la piccola Nadia e all'attentato a Costanzo. Dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio abbiamo gioito, perché Falcone e Borsellino erano nostri nemici; mentre i morti di Firenze e Milano non ci appartenevano. Ma Giuseppe Graviano mi disse: 'E' bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve muovere si darà una smossa'". Spatuzza prosegue per cinque ore. Il pentito racconta con molti particolari quella volta che un guasto al telecomando evitò una strage all'Olimpico di Roma: "A gennaio del '94 incontrai Giuseppe Graviano a Roma. Mi disse che l'attentato allo stadio si doveva fare a tutti i costi, così gli davamo il colpo di grazia". Era il 23 gennaio e si giocava Roma-Udinese; i mafiosi progettavano di far saltare i pullman dei Carabinieri. Sarebbe stata una strage: "Utilizzammo una tecnica - dice Spatuzza - che nemmeno i talebani hanno mai usato. Mettemmo del tondino di ferro per rendere più devastante l'effetto della deflagrazione". Ma l'attentato fallì perché l'ordigno non funzionò: "Io e Benigno (un picciotto di mafia; ndr) ci spostammo a Monte Mario. Benigno diede l'impulso al telecomando, ma grazie a Dio l'esplosione non avvenne".

Queste le cose più importanti, le parole più precise. Vediamo le reazioni. Ovviamente Berlusconi rimanda al mittente anche queste dichiarazioni, che si sono aggiunte a una montagna di tante altre, e dice: "Sono accuse che si commentano da sole, in Italia non c'è nessuno disposto a credere a queste assurdità. Io capo della mafia? Meglio riderci sopra...".
Peccato che ci credano milioni di persone, e anche all'estero è così praticamente dappertutto.

Dell'Utri è distrutto, dichiara: "Spatuzza è un pentito della mafia, non dell'antimafia, perchè la mafia ha tutto l'interesse a buttare giù un governo che sta lottando contro la criminalità organizzata come mai nel passato". E poi fuori del tribunale sbraita pesantemente in pieno attacco isterico contro una cronista de Il Fatto Quotidiano che gli chiedeva una dichiarazione, con parole non certo principesche. Dell'Utri sa che la conferma della condanna è dietro l'angolo, e non essendo lui Berlusconi nessun lodo lo salverà dal carcere.

Gianfranco Fini tiene il pede in due staffe, con una dichiarazione scontata: "Senza riscontri rigorosi le accuse restano solo parole", facendo la scoperta dell'acqua calda. Tutti aspettano che anche i Graviano finalmente parlino, quindi.

Altri minori (o minorati) del PDL si accodano al coro in difesa di Berlusconi, ma a parte qualche volgarità ormai consueta di Gasparri, il cui vocabolario è piccolo e formato in larga parte da espressioni decisamente sconce, nessuno lascia il segno. Rileva però il fatto che non sono poi tanti quelli che hanno aperto bocca, forse si vergognano...

Oggi Bonaiuti ha girato alle redazioni dei telegiornali un documento, prontamente letto dai tanti signorsì piazzati nelle testate giornalistiche televisive, in cui parla dei mirabili risultati che questo governo avrebbe ottenuto nella lotta alla Mafia, snocciolando i beni sequestrati (che però la Mafia ricomprerà a basso prezzo grazie alle leggine di Berlusconi: la gente lo sappia, come sappia che lo "scudo fiscale" favorirà il reato di riciclaggio di denaro sporco alla Mafia) e il lunghissimo elenco di quanti sono stati arrestati (che non vedranno mai il carcere date le profonde modifiche fatte al Codice di Procedura Penale, fra cui la vicinissma truffa delle regole sul "processo breve"), e facendo agli occhi di chi parte da un millimetro di intelligenza in su una figuraccia pazzesca... ma ogni servo porta acqua al suo padrone...

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