lunedì 18 gennaio 2010

Cicchitto, il Corriere e il Giornale: beatificare Craxi e distruggere Di Pietro per esaltare Berlusconi

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Fantastico post nella rubrica Piovono Rane di Alessandro Gilioli, illumina i più distratti su questo doppio binario di azione dei fidi sgherri di Sua Emittenza, che stanno attuando un disegno pianificato a tavolino. Da una parte operano per la beatificazione di un pregiudicato e latitante, Craxi, e dall'altra distruggono la reputazione di chi aveva agito per conto della Giustizia ed era riuscito a trovare una montagna di prove per farlo condannare: Antonio Di Pietro, che oggi fa pure politica e quindi è doppiamente scomodo per il "cavaliere", con la rinascita della coscienza civile che sta alimentando.

I due articoli cui si riferisce Gilioli sono questi: uno del Corriere della Sera, l'altro de Il Giornale. A voi il giudizio.
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Brandire il cadavere

Se avevate ancora qualche dubbio sul significato politico attuale della riabilitazione di Craxi, date una letta a quel che dice oggi Fabrizio Cicchitto al Corriere. No, davvero: è un bell’outing senza reticenze sulla continuità tra Bettino e il Cavaliere. E in pratica Cicchitto ammette che se oggi il Pdl vuole riabilitare Craxi non è tanto per riscrivere la storia- chissenefrega, in fondo – ma è per legittimare il diritto dell’attuale premier a sottrarsi alla magistratura, ai suoi processi, al suo giudice naturale.

Gira e rigira e tra gli scherani del Cavaliere si finisce sempre lì, l’unica cosa che gli interessa e da cui sono ossessionati. Insomma si santifica un morto per salvare la ghirba a un vivo: così Craxi diventa il grande riformatore ucciso dai giustizialisti, un martire delle toghe politicizzate, e quindi Berlusconi fa benissimo a non voler fare la stessa fine.

La manovra poi procede, secondo i consueti schemi di marketing del Cavaliere, parallela a quella della criminalizzazione di chi nel ‘93 imbastì i processi su Craxi: cioè Antonio Di Pietro, a cui il Giornale oggi dedica il titolone di prima e due pagine interne. Come dire: chi ha portato a processo Bettino era un mascalzone, quindi lo è anche chi oggi vuole processare Silvio. Il che è anche un po’ ridicolo, perché anche se Di Pietro fosse uno stupratore seriale di minori e un satanista tagliagole, questo non modificherebbe di una virgola le condanne inflitte a Craxi dai diversi tribunali giudicanti, in primo grado e in appello, fino alla Cassazione.

Ma, Di Pietro a parte, qui, stanno brandendo selvaggiamente un cadavere per fini indicibili, cioè stabilire l’intoccabilità del premier. Una cosa che, tra l’altro, è un pugno nello stomaco per decine migliaia di ex militanti socialisti, gente di sinistra che credeva nell’autonomia del Psi, o almeno ci ha creduto fino a che non ha visto i Larini e i Manzi che avevano lucrato sulla loro buona fede per accumulare miliardi.

Leggo che il 19 gennaio, martedì prossimo, in contemporanea con la manifestazione ufficiale di beatificazione di Craxi, al Senato, ci sarà un contro sit-in. Penso che ci sarò: non per prendermela con un condannato morto- riposi in pace – ma per dire no a chi lo sta usando per dare dei vergognosi privilegi un imputato vivo.

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