martedì 19 gennaio 2010

Da Craxi a Berlusconi: stessi concetti, stesse strategie...

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Bell'articolo, da leggere con grande attenzione. Lo so: fa rabbrividire.


Da Bettino a Silvio: il manuale dell’illegittima difesa
di Alessandro Bampa

Era il 29 aprile del 1993 quando la Camera si trovò a dover decidere se dare l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi (poi ovviamente non concessa). Il Cinghialone quel giorno prese la parola e tenne un discorso destinato ad entrare nella storia, ma anche nella memoria di Silvio Berlusconi e quindi dei berlusconiani. Il lessico e le frasi utilizzate quel giorno dall’allora leader del Psi infatti sono spesso presenti nei discorsi degli attuali esponenti della maggioranza. Eccone una breve campionatura, utilizzabile come vademecum da qualsiasi imputato eccellente.

1- I processi sono inventati e comunque politici

- Bettino Craxi: «Chi non ha visto le forzature macroscopiche e strumentali nell’interpretazione delle leggi per giungere ad usare impropriamente i poteri giudiziari?».

- Silvio Berlusconi: «I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa [la legge blocca-processi, ritirata dopo l’approvazione del lodo Alfano, nda] sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica [il processo Mills, nda]. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria» (lettera al presidente del Senato Renato Schifani, 16/07/08).

2- Il segreto istruttorio è ancora in vigore, anche se non esiste più dal 1989

- Bettino Craxi: «Sono all’ordine del giorno, del resto, le sistematiche violazioni del segreto istruttorio, ormai praticamente vanificato ed inesistente, o esistente solo in ragione di criteri discriminatori o criteri arbitrari, dettati da interessi ed opportunità di varia natura, ivi comprese quelle politiche».

- Fabrizio Cicchitto: «[Interrogazione a risposta scritta ad Alfano, nda] per sapere [...] se, in questo quadro, non risulti al ministro che Repubblica ed Espresso diffondano elementi coperti dal segreto istruttorio; ritenga lecito l’utilizzo e la comunicazione alla collettività di notizie comunque coperte da segreto istruttorio e che vengono poste all’attenzione dell’opinione pubblica in maniera distorta ed unilaterale; se sia in condizione di accertare con quali autorizzazioni o consensi ancorché taciti e/o espliciti si continui a violare il segreto istruttorio anche e solo con riferimento alla notitia criminis» (28/07/09).

3- La giustizia è sempre ad orologeria

- Bettino Craxi: « C’è forse qualcuno che non ha visto la esemplare tempistica politica di determinate operazioni? Ebbene, quando la giustizia funziona ad orologeria politica, essa contiene già in sé qualcosa di aberrante».

- Sandro Bondi: «Ancora una volta teoremi giudiziari tanto infondati quanto perseguiti con ostinazione intervengono, specialmente alla vigilia di appuntamenti elettorali, a condizionare e turbare pesantemente la vita politica italiana» (19/05/09).

4- Le toghe che indagano sono rosse

- Bettino Craxi: «Penso [...] all’accanimento con il quale ci si è mossi soprattutto in certe direzioni, ma non allo stesso modo in altre».

- Silvio Berlusconi: «Nessuno ha pagato per il finanziamento illecito ai partiti. Magistratura democratica ha salvato la sinistra da tutte le indagini sul finanziamento illecito ai partiti» (17/01/01); «Le opposizioni si nascondono sotto le toghe dei pubblici ministeri» (21/07/94).

5- È in atto una demonizzazione

- Bettino Craxi: «Contro un demone di questa natura allora tutto era possibile, lecito, tutto era giustificato. [...] Così contro di me, sono state deliberatamente alimentate, nei mesi scorsi, violente campagne denigratorie, di tale brutalità e di tale natura da non avere precedenti, almeno fino a quel momento, in tutta la storia della nazione».

- Fabrizio Cicchitto: «O cessa questa demonizzazione di Berlusconi e ritorniamo a un confronto politico normale o, se non si disinnesca questo aspetto, non ne veniamo a capo» (14/12/09).

6- C’è un clima d’odio

- Bettino Craxi: «C’è stata violenza nell’uso del potere giudiziario, nell’uso dei sempre più potenti mezzi di comunicazione. C’è stato un eccesso di violenza nella polemica politica, nella critica, nel linguaggio e nei comportamenti. E la violenza non può far altro che generare violenza nei giudizi, nei sentimenti, nelle passioni, negli animi».

- Fabrizio Cicchitto: «In questa campagna di odio non è vero che siamo tutti on-cicchitto-sotto-500uguali, perché essa è da sempre concentrata contro una sola persona, contro Silvio Berlusconi. Essa si è avvalsa nel corso degli anni dei materiali più diversi; ultimamente essa è ripartita dai gossip, ma poi si è concentrata su due accuse infamanti e terribili: la mafiosità e la responsabilità delle stragi del 1992-1994. A condurre questa campagna è il network composto dal gruppo editoriale Repubblica-Espresso, da quel mattinale delle procure che è Il Fatto Quotidiano, da una trasmissione televisiva condotta da Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, da alcuni pubblici ministeri che hanno nelle mani alcuni processi tra i più delicati sul terreno del rapporto tra mafia e politica e che nel contempo vanno nei più vari talk show televisivi a demonizzare Berlusconi… e da un partito, l’Italia dei Valori, il cui leader Di Pietro sta in questi giorni evocando la violenza, quasi voglia tramutare lo scontro politico durissimo in atto in guerra civile fredda, e poi questa in qualcosa di più drammatico. È condotta anche, onorevole Bersani, da qualche settore giustizialista del suo partito» (15/12/09).

- Silvio Berlusconi: «Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice – come è successo nel giro dell’ultimo anno – che è un corruttore di minorenni, che è un corruttore di testimoni, che è uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, che è un tiranno, è chiaro che in qualche mente labile – e ce ne sono purtroppo in giro parecchie – possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventare tirannicidi vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisirsi un merito e una gloria importante» (20/12/09).

7- C’è una persecuzione in atto

- Bettino Craxi: «La verità è che sin dall’inizio si è mossa contro di me un’azione ispirata da un intento persecutorio evidente».

- Silvio Berlusconi: «Sono un perseguitato politico» (07/05/03).

8- I testimoni vanno scelti dall’imputato e non dal giudice

- Bettino Craxi: «I “lei conosce Craxi”, “quali rapporti ha avuto con Craxi”, “dica che ha versato a Craxi”; e ancora, “quale ruolo aveva Craxi”, “chi incontrava”, rappresentano una litania lunga, che si snoda insistentemente attraverso gli interrogatori di indagati ed anche di testi che, come avrete visto, sono stati scelti a bella posta fra persone dichiaratamente e notoriamente ostili».

- Niccolò Ghedini: «Sono stati negati tutti i testimoni della difesa, solo 2 su 50» (19/05/09).

9- Le intercettazioni telefoniche vanno abolite

- Bettino Craxi: «Non saprei dire, almeno allo stato delle cose, che uso sia stato fatto delle intercettazioni telefoniche e di altri metodi di ascolto».

- Fabrizio Cicchitto: «Ci stanno dei casi eclatanti che stanno esplodendo proprio in questi giorni e ci auguriamo che su questo anche l’opposizione sia sensibile, perché una vita politica dominata dal gioco delle intercettazioni telefoniche, tutti quanti si rendono conto di come sarebbe inquinata» (22/01/10).

- Silvio Berlusconi: «Introdurremo il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, con esclusione delle indagini che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la ‘ndrangheta la camorra o il terrorismo. Per tutti gli altri reati 5 anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, 5 anni di carcere a chi le eseguirà, 5 anni di carcere a chi le propagherà e una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno» (07/08/08).

10- La sacra famiglia dell’imputato è intoccabile

- Bettino Craxi: «Sta di fatto, comunque, che una mano invisibile, in questi correva-craximesi trascorsi, simulando furti, ha provveduto a perquisire il mio ufficio, gli uffici di mia moglie e di mio figlio, i locali della famiglia della mia segretaria e, nella stessa notte, la casa dove abitava mia figlia, a Milano, ed il suo ufficio di Roma».

- Silvio Berlusconi: «La storia di mio fratello mi amareggia, perché è il governo che vogliono prendere di mira» (28/07/94).

11- Bisogna porre rimedio alla piaga della fuga di notizie

- Bettino Craxi: «Il fumus persecutionis ritorna ancora ben visibile quando l’indagine viene sistematicamente sottratta alla riservatezza e al segreto istruttorio e consegnata, attività per attività, e sempre con grande e singolarissima (come del resto avete constatato) tempestività oraria e con dovizia di particolari e di indiscrezioni di varia natura, all’informazione e alla stampa, dalla quale poi sono derivate, molto spesso – non sempre, per fortuna – ed in molteplici casi, deformazioni e distorsioni di portata e di genere vario e variopinto».

- Silvio Berlusconi: «Fui raggiunto a Napoli dall’invito a comparire, pubblicato dal Corriere della Sera in violazione del segreto istruttorio» (31/01/98).

12- Mentire sapendo di mentire

- Bettino Craxi: «Ho respinto e torno a respingere accuse che considero assolutamente infondate, pretestuose e strumentali, ed una campagna di aggressione personale e politica che tutti hanno potuto vedere e valutare».

- Silvio Berlusconi: «Non ho mai corrotto nessuno» (12/01/02).

13- Sono tutti teoremi delle toghe

- Bettino Craxi: «Rispetto alla mia posizione, i pubblici ministeri non hanno ricostruito fatti, ma solo presupposto un teorema che hanno tentato di supportare con atti di indagine adempiuti nell’ambito complessivo dell’intera inchiesta».

- Silvio Berlusconi: «Conoscete l’attuale situazione dell’accusa in Italia… Molto spesso i teoremi accusatori sono quelli che alla fine non vengono confermati» (14/07/08).
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Voglio chiudere infine con una vecchia intervista di Indro Montanelli:



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