sabato 30 gennaio 2010

Dalle "minzogne" ai silenzi: Minzolini e il TG1 ancora una volta ridotto a pagliacciata

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Quando una classe politica ha sotto di sé un popolo inebetito dalla televisione, è facile che riesca a controllarlo. Se poi quella classe politica ha al proprio servizio una sequela di redazioni di telegiornali, il gioco è fatto: le notizie scomode non le si passa, oppure, se proprio si è obbligati, basta mentire spudoratamente.


Il direttore del TG1, il prode Minzolini, che anni fa volò ad Hammamet per intervistare il suo eroe Bettino Craxi genuflettendosi al suo cospetto, oggi è una delle armi principali della disinformazione di Regime. Scandalosi sono stati i suoi editoriali sulla scuola e sullo stesso Craxi; e questo individuo, richiamato dal CDA e dalla vigilanza della RAI, ha avuto la faccia tosta di sbeffeggiare quanti nell'azienda pubblica non la pensavano come lui, o meglio come il suo capo Berlusconi (chi serve un Regime non deve pensare, bensì obbedire - il massimo consentito nell'uso dell'intelligenza sta nell'alterare le cose scomode al capo).

L'altro ieri di fronte a due sentenze della Corte di Cassazione, il TG1 ha dato vetrina a quella meno interessante (la questione di un litigio fra vicini sfociato in male parole), tacendo del tutto quella più importante, quella che riguarda Cosentino, e cioé un personaggio pubblico, uno che si mette in tasca i nostri soldi!

Come riporta Dazebao (un sito di informazione), la Corte di Cassazione ha dichiarato la legittimità della richiesta di arresto per il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino accusato di concorso esterno in associazione camorristica per rapporti con il clan dei Casalesi. La Camera, con i voti della maggioranza e qualche aggiunta dall’opposizione, aveva negato la custodia cautelare, e Cosentino potente ras napoletano a capo del locale Pdl naturalmente si era ben guardato dal dimettersi, del resto Berlusconi mica glielo aveva chiesto, anzi aveva espresso la propria solidarietà!

E' chiaro anche a chi ha un'intelligenza estremamente ridotta (potrei fare qualche nome al proposito, ma basta guardare alla politica italiana) che l'importanza di queste due sentenze, per l'interesse pubblico, e quindi per l'informazione, è completamente diversa: la prima è una notizia di costume o poco più, da passare solo se non si ha altro da dire, la seconda invece è importantissima perché getta ancora una volta una luce particolare sullo stuolo degli individui che fanno politica nelle liste del PDL.

Minzolini lo sa bene, e allora sbeffeggia il nostro buonsenso, nutre l'imbecillità dell'utente-tipo televisivo, e dà piena luce alla prima notizia, guardandosi bene dal citare la seconda. E' vero: quanto può far conoscere ai telespettatori la schifezza del PDL dev'essere taciuto, e Augusto Minzolini lo sa bene. Quella del TG1 non è informazione, bensì controllo delle menti: proprio quello che vuole il Kaiser.

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