lunedì 11 gennaio 2010

Il ministro dell'Interno e i morsi: Maroni e la . . coerenza (?)

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Davvero particolare la notizia secondo cui un senatore leghista, tale Giovanni Torri, avrebbe definito "selvaggio" un ragazzo nigeriano che, imbarcato con la forza a Modena in un aereo per il rimpatrio, avrebbe morsicato un orecchio a un agente di Polizia. "Ora la gente ne ha le scatole piene di questi mangiapane a tradimento - ha detto Torri - gente che con i nostri soldi se ne sta tranquilla nei centri di accoglienza e che per campare viola sistematicamente la legge. La Nigeria cominci a riprendersi questi pericolosi soggetti e faccia piu' vigilanza per non far arrivare questa gentaglia da noi. Con i soldi del suo petrolio puo' anche spendere qualche dollaro perche' troppi, anche da quel paese, stanno facendo il bello e cattivo tempo nelle nostre strade, come e' successo a Rosarno". (le affermazioni del senatore sono state riportate subito da un'agenzia ANSA, poi l'ANSA le ha fatte sparire, ma sono riapparse in centinaia di blog in rete, fra i quali COISP e VIAEMILIANET). L'accostamento con Rosarno ovviamente per il senatore leghista è stato automatico: quando c'è da soffiare nell'odio razziale i partiti del PDL sono maestri nel prendere ogni palla al balzo urlando all'invasore.



A Torri ha fatto eco Enrico Aimi, vicecoordinatore del Pdl di Modena: "Abbiamo bisogno di cannibali nella nostra società? No. Di certo no". Precisiamo che il fatto è avvenuto nello scalo nigeriano di Lagos: l'agente è subito ripartito per Fiumicino, dove ha subito un intervento chirurgico che ha consentito di riinnestare la parte lesionata. Ora l'agente, cui sono stati assegnati 20 giorni di prognosi, è in buone condizioni. "Per gente senza scrupoli di cui possiamo benissimo fare a meno - ha detto Aimi - non c'é posto in una comunità come la nostra, che desidera vivere in tranquillità, pace e libertà, anche per evitare un domani di doverci amaramente pentire". Gente che si comporta "come i cannibali", ha rincarato Aimi. Poi, siccome l'occasione era ghiotta e bisogna sempre mettersi in luce coi capi di partito, Aimi ha puntato il dito contro "le parole e le politiche buoniste di una certa sinistra, che ha raccontato favole a lieto fine sulla positività delle generalizzate politiche di accoglienza", e ha invitato il Pdl e il governo a proseguire con i respingimenti nel Mediterraneo e a intensificare le espulsioni.

Il bello di tutta questa storia però è un avvenimento di qualche anno fa che riguarda l'attuale ministro dell'Interno Roberto Maroni (Lega Nord, il partito più razzista della storia d'Italia Repubblicana). In pochi ricordano, ma ci pensiamo noi a tenere viva la memoria dell'accaduto, in questa Italia che dimentica in fretta e non si ferma a pensare, che il 18 settembre 1996 il Procuratore della Repubblica di Verona Guido Papalia dispose, nel corso delle indagini su Corinto Marchini, indagato per attentato all'unità dello Stato (reato previsto dal Codice Penale), una perquisizione di un locale della sede federale di Milano della Lega Nord, ritenuto nella disponibilità dell'indagato. A tale perquisizione, operata dalla Polizia di Stato, si opposero alcuni militanti e politici leghisti fra cui Maroni, che chiamò sul posto una pattuglia di Carabinieri. Si scatenò una zuffa furibonda durante la quale, a parte le parole non tanto carine pronunciate da Maroni (e non solo) nei confronti degli agenti di Polizia che stavano facendo il loro lavoro, Maroni da terra morsicò alla caviglia un poliziotto, ferendolo. Per quei fatti Roberto Maroni è stato condannato in primo grado nel 1998 a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. In appello nel 2001 la pena è stata ridotta a 4 mesi e 20 giorni perché nel frattempo il reato di oltraggio era stato abrogato. La Cassazione nel 2004 ha poi commutato tutto in una pena pecuniaria di cinquemila euro. Ma la fedina penale rimane SPORCA.

Quindi quei deputati leghisti nel 1996 tentarono con la forza di impedire l'accesso degli agenti della polizia nella sede della Lega per l'esecuzione di una perquisizione decisa dal tribunale dopo gli episodi di "rivolta" (per esempio, l'occupazione del campanile di S.Marco con il finto carro armato) compiuti nel nord italia ad opera di simpatizzanti ed iscritti leghisti, e dopo le ripetute incitazioni alla secessione e alla rivolta che gli esponenti della Lega esternavano ad ogni comizio. All'istigazione a delinquere quindi seguì un atto violento che vide Maroni condannato. Non dimentichiamolo.

Maroni è stato il PRIMO ministro dell'Interno CONDANNATO nella storia d'Italia: mettere alla guida delle forze dell'ordine un uomo che è stato condannato per dei reati è stato un oltraggio che Berlusconi ha fatto all'Italia tutta, ben due volte, nel 1994 e adesso a partire dal 2008.

Facciamo allora i conti: Torri e Aimi parlano di "selvaggi", "cannibali"... quindi Maroni stesso è un selvaggio cannibale, giusto? L'equazione è risolta...

Ma che Maroni fosse così, essendo egli un leghista, eravamo già certi da tempo. Ora che ce le dicono loro, noi oltre a ridere ne abbiamo una autorevole conferma.

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