mercoledì 20 gennaio 2010

La distruzione dello Stato di Diritto: i Delinquenti possono festeggiare

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E alla fine il Regime ha distrutto la Giustizia. In Italia da oggi conviene commettere reati, perchè con un avvocato senza scrupoli al proprio soldo in galera non si va. I delinquenti possono festeggiare, e lo stanno sicuramente facendo in tanti. Uno di questi è il primo beneficiario di questo STUPRO del Diritto, la persona per la quale queste disposizioni indecenti sono state create e ritagliate come un abito su misura: Silvio Berlusconi. Al Senato passa la Vergogna, bagarre alla Camera. Fra i tanti articoli, cito questi due, ma non finisce qui. Analizzerò con più calma la cosa. Da oggi il Colpo di Stato è ufficiale, perchè Napolitano non ha le palle.


Palazzo Madama approva il ddl ((163 sì, 130 no, 2 astenuti). Ora tocca alla Camera
Bagarre in Aula. Bersani: "E' la cosa peggiore che il governo poteva fare". No dell'Ugl

Senato, via libera al processo-breve
Berlusconi: "Ma è sempre troppo lungo"

Il presidente del Consiglio: "Non vado ai miei processi, troverei un plotone d'esecuzione"
Il comitato intermagistrature: "Conseguenze devastanti per l'intero sistema italiano"

da REPUBBLICA

ROMA - Nessuna sorpresa a palazzo Madama. Finisce con il Senato che approva il ddl sul processo breve. Tra le proteste delle opposizioni e l'esultanza della maggioranza. Il ddl, fortemente voluto dal premier, passa (163 sì, 130 no, 2 astenuti) e va alla Camera. I cinque articoli sono stati modificati con il maxiemendamento del relatore Giuseppe Valentino del Pdl che ha allungato la durata massima di alcuni gradi di giudizio, superati i quali scatta l'estinzione. E alle proteste dell'opposizione replica Silvio Berlusconi: "Siete intellettualmente disonesti, non c'è nulla di incostituzionale". E aggiunge: "I miei processi? I legali mi sconsigliano di presentarmi, troverei un plotone d'esecuzione". Nonostante il via libera il Cavaliere non è contento: "'Il mio parere è negativo perchè i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. Dieci o più anni... vorrei fossero più brevi". E a poche ore dalle celebrazioni dedicate a Bettino Craxi nel decennale della sua scomparsa, dice: "Era un mio amico. Tutti hanno detto quello che lui ha portato nella politica italiana e credo che sia da annoverare tra i protagonisti della nostra storia repubblicana".

Di tutt'altro tenore l'affondo del Comitato Intermagistrature (che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l'Avvocatura dello Stato) che dice no "a riforme che distruggono la giustizia" e ribadisce le "fortissime preoccupazioni già espresse nelle più varie sedi istituzionali per il ddl sul processo breve che rischia di produrre conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana". E anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani definisce la scelta della maggioranza "la cosa peggiore che si potesse fare, distruggere migliaia di processi, lasciare senza giustizia migliaia di vittime per salvare uno solo". In dissenso anche l'Ugl (il sindacato di Renato Polverini che il Pdl candida nel Lazio): "I problemi della giustizia non si risolvono così" dice il segretario nazionale Ugl ministeri Paola Saraceni.

Polemiche in Aula. Seduta movimentata quella mattutina. Come quella di ieri pomeriggio. Con i senatori dell'IdV che alzano cartelli nei quali si invita Berlusconi a farsi processare, certificando 'la morte della giustizia'. E proprio verso di loro il senatore del Pdl Domenico Gramazio lancia un fascicolo che prende in pieno il senatore Elio Lannutti. Per Schifani è troppo: "Adesso basta - urla il presidente del Senato - ritirate quei cartelli". Poco prima era stata la democratica Anna Finocchiaro a tuonare contro la maggioranza: "Con il processo breve decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini. Si vuole salvare Berlusconi dai suoi processi. Approvate così una norma che non esiste in nessuna parte del mondo". Per salvare Berlusconi "si da' il colpo di grazia alla giustizia italiana" attacca il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

Gongola, invece, la maggioranza. Per il capogruppo del PdL Maurizio Gasparri: "La legge non cancellerà i processi. Riguarderà solo l'1% dei processi. Per i reati di mafia e terrorismo arriviamo ad oltre 15 anni di durata. E' questo un processo breve?". Poi tocca alla Lega: "Fino a pochi mesi fa eravate d'accordo con questa riforma. Quando vi siete accorti che questa riforma avrebbe riguardato anche il Presidente Berlusconi, avete cambiato idea e vi siete contraddetti. Siete voi che vi dovreste vergognare" dice il capogruppo Federico Bricolo.

Nel gruppo del Pdl, però, è da registrare un dissenso. E' quello di Enrico Musso, docente universitario di economia applicata, che prende la parola per dichiarare il dissenso dal suo gruppo. "Stiamo commettendo un errore grave, quello di non ammettere pubblicamente che c'erano due obiettivi, quello della ragionevole durata dei processi e quello che è diventato una sorta di agenda nascosta, la tutela del presidente del Consiglio".
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Senato, processo breve Ok tra le polemiche
Berlusconi: miei processi? Plotoni d'esecuzione

da: ANSA

ROMA - Il Senato approva il ddl sul processo breve. Il provvedimento passa ora all' esame della Camera.
Il Senato approva il ddl sul processo breve con 163 sì, 130 no, e due astenuti. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contro Pd, Idv e Udc. Non ha votato in dissenso dal proprio gruppo il senatore Enrico Musso del Pdl e il senatore Alberto Maritati del Pd che ha voluto "marcare anche fisicamente la distanza da questo ddl". Il provvedimento, approvato in prima lettura tra le proteste dell' opposizione che ha contestato i tempi stretti della discussione e gli applausi della maggioranza, era approdato in Aula martedì della scorsa settimana ed è stato licenziato in una settimana e va alla Camera.

Il testo sul processo breve viene approvato dall'aula del Senato e i senatori del Pdl che prima avevano scherzato con l'opposizione sollecitandoli a chiedere il voto segreto, si alzano dai loro posti per un lungo applauso. Dopo la votazione, la seduta è stata sospesa dal presidente del Senato, Renato Schifani.

BERLUSCONI, NON CREDO SIA INCOSTITUZIONALE
Gli attacchi dell'opposizione controil processo breve ''sono tutti intellettualmente disonestiperche' si tratta di aggressioni giudiziarie a Berlusconi equesta e' una cosa certa e sicura''. Cosi' il premier SilvioBerlusconi, al termine di un incontro con il cardinale CamilloRuini, e' tornato sul provvedimento votato oggi dal Senato. E a chi gli chiedeva se ritenga possibile che vi siano nel testoprofili di incostituzionalita', Berlusconi ha dapprima detto di non potersi pronunciare in proposito, ma poi ha aggiunto: ''Noncredo: e' l'Europa che ci chiede tempi certi nei processi ed e' la Costituzione che ci dice che i processi devono avere tempiragionevoli''.

IL PREMIER, MIEI PROCESSI? PLOTONI DI ESECUZIONE
Berlusconi non ha ancora deciso se presentarsi in aula per i processi che lo vedono coinvolto, ma denuncia la mancanza di parzialità: "I miei avvocati - ha detto il presidente del Consiglio fermandosi a parlare con i giornalisti al termine dell'incontro con il cardinale Ruini - insistono" nel dirmi di non andare perché "se andassi mi troverei di fronte non delle Corti giudicanti ma dei plotoni di esecuzione".

BENE TEMPI CERTI, MA RESTA UN PROCESSO LUNGO
"Il mio parere" sul cosiddetto provvedimento per un processo breve, ha proseguito Berlusconi, "é negativo perché i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. Dieci o più anni... vorrei fossero più brevi". "Io dico - ha detto ancora il presidente del Consiglio - che i tempi introdotti da questa legge, pur con il vantaggio di essere tempi certi, sono ancora eccessivi. Chi è chiamato dentro il girone infernale del processo in Italia è una persona persa e il disastro per lui e per la sua famiglia è sempre enorme e quindi credo che i tempi dovrebbero essere molto ma molto più contenuti di quelli votati in questa legge dai tempi certi ma eccessivi" e che per questo deve chiamarsi ancora "processo lungo".

MAGISTRATURE: COSI' SI DISTRUGGE LA GIUSTIZIA - No a riforme ''che distruggono la giustizia''. Il Comitato Intermagistrature - che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l'Avvocatura dello Stato - in una nota ribadisce le ''fortissime preoccupazioni gia' espresse nelle piu' varie sedi istituzionali per il ddl sul processo breve ''che rischia di produrre conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana''. Con il ddl sul processo breve "verranno posti nel nulla centinaia di migliaia di processi, con un costo sociale e un danno erariale altissimi", continua il Comitato intermagistrature. Tra gli altri,spiegano i magistrati "saranno destinati all'immediata estinzione i reati contestati nei processi per i crack Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per la corruzione nella vi-cenda Eni-Power, per le "morti bianche" alla Thyssen, per le morti da amianto".

CARTELLI IN AULA IDV, PROCESSO A BERLUSCONI
"Berlusconi fatti processare", "muoiono processi Cirio-Parmalat". Sono queste le scritte apparse su alcuni cartelli esposti dai senatori dell'Idv al termine degli interventi in Aula sul processo breve. I commessi hanno prontamente tolto i manifestini dalle mani dei parlamentari, ma loro continuano a tenerli sui banchi. C'é ne è anche uno listato a lutto con scritto "La giustizia è morta". Il senatore del Pdl, Domenico Gramazio, dal centro dell'emiciclo ha tirato il fascicolo degli emendamenti contro i banchi dell'Idv. Ma anche lui è stato allontanato dai commessi.

SIT-IN VIOLA DAVANTI A SENATO, SIAMO INDIGNATI
Una 'violazione' improvvisata per protestare contro il processo breve. Questa l'iniziativa che una ventina di giovani aderenti al Popolo Viola capitolino (tra gli organizzatori del No B-Day) hanno inscenato davanti al Senato. I manifestanti esponevano cartelli con le scritte: 'L'impunità diventa maggiorenné, 'Processo breve: 18 leggi ad personam', 'Processo breve per un Governo breve: Berlusconi dimettiti'. "Il popolo viola è indignato per l'approvazione in Senato di questa legge - ha spiegato Gianluca Palma - che consentirà a Berlusconi di evitare il tribunale e per questo stiamo manifestando pacificamente le nostre idee". Accanto agli striscioni anche un cartello per ricordare l'iniziativa in programma il 30 gennaio, quando il popolo del No B-Day organizzerà "sit in in tutta Italia per difendere la Costituzione".

FINOCCHIARO (PD): DICIANNOVESIMA LEGGE AD PERSONAM
"Voi state approvando il 19esimo provvedimento dell'era berlusconiana destinato a incidere su di un procedimento penale a carico del premier". Lo ha detto in dichiarazione di voto la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro nel motivare la netta contrarietà a questo ddl. "Questo - ha osservato Anna Finocchiaro - significa più cose: che per 19 volte avete usato il Parlamento, occupandone tempo e risorse pubbliche destinate a leggi generali nell'interesse del Paese, per fini particolari; che, nonostante i vostri sforzi, e gli sforzi degli avvocati del premier, non siete stati capaci di trovare soluzione; che la vostra priorità é stata, di governo in governo, innanzitutto l'interesse privato; che non avete avuto timore, a questo fine, di devastare l'ordinamento creando pubblico danno; che non avete mai avuto senso di vergogna". "Non siete stati capaci - ha sostenuto - di dimostrare che questo provvedimento non avrà effetti negativi, decretando la fine di migliaia di procedimenti penali e quindi denegata giustizia per migliaia di cittadini italiani. Quando avete, nel precedente Governo Berlusconi, con la cosiddetta legge Cirielli praticamente dimezzato i tempi di prescrizione della pena, al punto che lo stesso proponente Cirielli di An si dimise dall'incarico di relatore perché non tollerava che quella legge portasse il suo nome". "Le prescrizioni - ha ricordato Anna Finocchiaro - schizzarono da 200.000 a 850.000. Ora queste cifre, già impressionanti, sono destinate ad aumentare".

GASPARRI: NOI ORGOGLIOSI, PD INCOERENTE
"E' un voto per la verità, un voto per la giustizià. E noi siamo orgogliosi di questa legge, mentre siete voi che siete incoerenti e la vostra ipocrisia è palese", afferma il presidente del Pdl a Palazzo Madama Maurizio Gasparri riferendosi in particolare al Pd. "Sono le vostre proposte - dice Gasparri - che ora avete riposto nel cassetto, che avrebbero fatto strage dei processi". Una tesi che per Gasparri è sostenuta dai dati: "Questa legge serve a salvare la giustizia", perché "oggi si cancellano 500 processi al giorni per la prescrizione" e ciò va evitato. La "legge che noi proponiamo invece non cancellerà i processi. Riguarderà - conclude infatti - solo l'1% dei processi". Dunque, si tratta di una "legge a garanzia degli onesti - dice ancora l'esponente del Pdl -e che è anche un monito per i colpevoli". Il Pdl è "per la certezza della pena e la trasparenza della giustizia e questa legge è un tassello di una politica importante".

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