lunedì 25 gennaio 2010

L'accordo Fini-Berlusconi e la minaccia alla Corte di Cassazione

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La strategia è sempre più definita. Abbiamo incensato anche fin troppo Fini ultimamente, e abbiamo sbagliato. C'è un accordo riportato dal Corriere della Sera e dal Fatto Quotidiano di una gravità inaudita, che sta passando sottobanco.


Fini (nella foto) ha promesso di congelare alla Camera la discussione e la votazione della Legge-Truffa sul Processo Breve fino a quando la Corte di Cassazione non si pronuncerà sul ricorso alla Sentenza di Appello con cui era stata confermata la Condanna di Mills per la corruzione operata nei suoi confronti da Berlusconi (gli atti processuali, le prove documentali e le intercettazioni parlarono chiaro, anzi chiarissimo).

Fini quindi, che non voleva macchiare il suo "ruolino di marcia" verso cariche più alte (cui aspira per il futuro) con la firma di quella Legge scandalosa, scarica la responsabilità delle conseguenze di quella legge sulla Corte di Cassazione: se la Corte confermerà la condanna a Mills allora alla Camera si discuterà (ma dove? ma cosa? discussione?) e si voterà la Legge scandalo, mandando allo sfascio centinaia di migliaia di processi per salvare Berlusconi; se invece la Corte annullerà la sentenza di Appello e quindi la rimanderà al giudice di secondo grado, allora Berlusconi sarà al sicuro, e quella Legge truffa non avrà più bisogno (per il momento, non si sa mai) di essere riproposta, dato che sono ai lavori i testi per le leggi sull’immunità per le alte cariche (lodo Alfano "costituzionale") o per tutto il Parlamento (lodo Chiaromonte-Violante, dal nome degli astuti del PD che vogliono inciuciare col PDL).

Questo quindi è un grosso favore che Fini fa a Berlusconi, giusto per recuperare un po' di crediti con lui e col PDL, oltre che con la stampa del Regime che lo sta massacrando giorno dopo giorno. Ma è anche una grossa e grave minaccia alla Corte, sulla quale si scarica la responsabilità della morte di centinaia di migliaia di processi.

Fini vuole fare il garante super partes, vuole apparire imparziale, ma con questo gesto ha tracciato una linea precisa, mettendosi al di là dell'onestà politica.

La Corte di Cassazione, si spera, non si dovrebbe far intimorire da questa minaccia, quindi giudicherà secondo legge sulla Condanna dell'avvocato Mills. Con ogni probabilità non cadrà nel giochino della responsabilità della morte dei processi, perché questa, sia chiaro, è di chi ha creato quella legge-truffa: Ghedini e gli avvocati di Sua Emittenza, Alfano in testa.

La puntata è sul tavolo: il potere Esecutivo ha trovato il modo di portare Fini dalla sua parte, e sferra l'attacco al Giudiziario con un ricatto morale bieco e cinico, perché non tiene conto delle gravissime conseguenze in un caso e nell'altro dell'esito di questa incresciosa vicenda.

Lo dico e lo ripeto ancora una volta: "cavaliere" Berlusconi, ma non era più facile evitare di delinquere, così non si sarebbe arrivati a questo sfascio totale del nostro Ordinamento Giuridico, non le pare? Dove sta la coscienza di Fini? E' nascosta. Vicino a quella di Napolitano? Forse.

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