mercoledì 13 gennaio 2010

Le priorità di Berlusconi e le scelte della politica e della Chiesa

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Dai ragazzi, ormai è chiaro: la Politica non è più un servizio. E' inutile arrampicarsi sugli specchi per argomentare il contrario. La Politica è lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini, e solo in pochi enti locali si lavora per il bene comune.


Nella realtà, la Politica è uno strumento. Ai politici in generale serve per avere un bello stipendio e sistemare amici e parenti, oltre che ringraziare materialmente i propri grandi elettori. Oggi chi fa Politica lo fa per soldi e ambizione. Berlusconi ha un'esigenza in più: evitare il carcere.

Mai nessun politico nella storia d'Italia ha fatto un così largo uso dei Decreti Legge e della Fiducia in Parlamento per imporre la propria volontà, e in materie che lo riguardano direttamente: civilisticamente con le disposizioni di sostegno ai settori dell'economia in cui operano le sue imprese, guarda caso con sgravi fiscali e aiuti economici; penalisticamente con la depenalizzazione di alcuni reati e il cambiamento delle "regole del gioco", cioé delle disposizioni del Processo Penale, guarda caso i cambiamenti sono tutti a suo favore.

Ognuno di questi stupri al nostro Diritto è stato presentato a noi cittadini come necessario, utile per tutti noi, e i mass media hanno gonfiato ad arte queste falsità facendo entrare in testa a molti ciò che non era vero. L'italiano, inebetito dalle TV, diseducato dall'imbastardimento conseguente della vita sociale, non è quasi più interessato a fermarsi e riflettere per cercare di capire il significato delle cose, preferendo che qualcun altro pensi per lui. Berlusconi ci ha rubato la coscienza e il senso civico. In aggiunta la "riforma" Gelmini sta uccidendo la Cultura, e sta pure creando disoccupazione, in linea coi desideri del Delinquente.

Il centro sinistra ha le sue responsabilità. Non è mai riuscito ad opporsi davvero a queste continue spallate, e si è accontentato di vivere nell'ombra. Le poche volte che ha avuto la possibilità di migliorare l'Italia (i due governi Prodi) si è azzoppato da solo. D'Alema non è Berlinguer, ma la sua negazione. I vari Rutelli, Fassino, Franceschini, Bersani non hanno saputo creare un'alternativa credibile allo strapotere crescente del Deliquente di Stato, anzi hanno isolato i pochi che mostravano capacità e intelligenza: prima Prodi, ora Di Pietro e l'IDV. Così facendo tanta gente si è disamorata della Politica e non va più a votare, alcuni addirittura fanno il grossolano e zotico errore di dire che i politici sono tutti uguali.

La Chiesa Cattolica pure ha le sue responsabilità. E sono responsabilità molto simili a quelle che ha avuto nel ventennio fascista. Gli alti prelati della Chiesa sono sempre più lontani dai desideri e dalla vita della gente perbene, e fanno affari con un gruppo politico, il centro destra, che è tutto fuorché vicino agli ideali su cui si basa una società civile: l'onestà, la legalità, il rispetto per gli altri, l'amore. Come può la Chiesa, nata dalle idee di Gesù, scendere a patti con un gruppo politico che si nutre del razzismo, che fa affari con la criminalità organizzata (mafia, camorra, 'ndrangheta), che sta realizzando il progetto della Loggia P2, e che attraverso i propri organi di stampa appicca continui incendi nella società odiando ed educando all'odio? Come può accettare la Chiesa che il paese cada nello sfascio totale, morale ed economico, che questa maggioranza sta realizzando? E' solo il laicismo di una parte del centro sinistra che la spaventa? O è anche una questione di affari? Io credo di sì. Il silenzio degli alti prelati su tante, troppe questioni soprattutto morali di molti politici del centro destra pesa come un macigno. Ma l'accordo è chiaro: il PDL asseconda il medioevo della Chiesa su temi fondamentali (come per es. la ricerca scientifica, o il controllo dei soldi nella scuola) dove la Chiesa però è in torto marcio e non fa gli interessi dei cittadini (credenti o non credenti poco importa), in cambio la Chiesa gli garantisce i voti alle elezioni. La Chiesa fa la morale a tutti, ma accetta che Berlusconi e altri politici vadano a puttane, divorzino (la comunione gliela danno lo stesso, in violazione delle loro stesse regole), rilascino dichiarazioni razziste (ma la Chiesa stessa mostra tanto razzismo, nonostante sterili affermazioni di principio), delinquano. Hanno bisogno gli uni degli altri.

Berlusconi odia e fa odiare, poi mette il prosciutto sugli occhi degli stolti parlando di Amore... lui!

Gennaio è iniziato dov'era esattamente finito il 2009: con le "riforme". Le due vie principali sono quella fiscale e quella giudiziaria. Con la riforma fiscale verranno create due fasce per il pagamento delle tasse: i poveri al 23%, i ricchi al 33%. Berlusconi userà lo scudo fiscale, quindi pagherà il 5%, perché lui gli introiti VERI li mette all'estero (e ci siamo capiti). I poveri saranno sempre più poveri, i ricchi diventeranno sempre più ricchi. Con la riforma giudiziaria, invece di intervenire dove occorre: potenziando i mezzi a disposizione della magistratura e della polizia giudiziaria, saranno invece messi ceppi incostituzionali, saranno mandati a quel paese centinaia di migliaia di processi su reati gravissimi, sarà assoggettato all'esecutivo l'esercizio dell'azione penale... uno sfascio totale, una deriva che è peggio del Fascismo (quello almeno era giustizialista)... l'unica cosa che conta è evitare che Berlusconi venga processato: perché se viene processato la condanna, anzi le condanne saranno sicure! Se si sbattono tanto per sturare la Legge il motivo è chiaro: Berlusconi è COLPEVOLE in tutti i processi che lo riguardano.

Un mese fa, l’11 dicembre, Berlusconi di fronte ai parlamentari europei del Partito popolare ha consegnato la dichiarazione di guerra contro la Costituzione italiana. Tale è stata la gravità eversiva del gesto che il presidente della Repubblica – che troppo spesso confonde l’irrinunciabile imparzialità con una corriva equidistanza – è stato costretto a bollarlo come "violento attacco alle istituzioni di garanzia", seguito a ruota da Fini. Cosa faranno adesso? Napolitano firmerà le ennesime disposizione incostituzionali? Fini e gli ex AN appoggeranno le pretese di Berlusconi?

Le priorità dell'Italia oggi sono la crisi economica e il lavoro, per Berlusconi la priorità è se stesso. Bersani e il PD che faranno? L'hanno capito che la Democrazia oggi è nelle piazze (e in rete) e non nella Politica?

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