lunedì 18 gennaio 2010

Napolitano su Craxi... che delusione!

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Si aspettavano le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla questione Craxi, ed era inevitabile che dopo fiumi di parole anche lui dicesse qualcosa. Il presidente della Repubblica è il garante della Costituzione, è colui che deve mostrare equilibrio e darlo agli altri, ma deve anche dare dei segnali forti, affinché la retta via della Legalità, della Giustizia, dei valori fondanti la stessa Costituzione non venga smarrita.

L'occasione era perfetta quindi, per far capire dove deve stare l'Italia, e dove devono stare le istituzioni di fronte al pietoso e ignobile tentativo di riabilitare quello che era un ladro dei nostri soldi e un corruttore ad ampio raggio, quello che è stato il primo uomo a fare "pulizia" con metodi stalinisti all'interno di un partito politico (il PSI), a creare un debito pubblico incolmabile, e a rovinare l'immagine del nostro paese all'estero, per dirne poche. Se avete letto i precedenti post di questo blog, ho riportato le inchieste de Il Fatto Quotidiano, tutte ricche di notizie ricavate dagli atti dell'epoca, giudiziari e non.

Dicevo: l'occasione era perfetta, ma Napolitano ci ha dato una nuova, ennesima delusione... è giusto lasciar parlare le sue parole, a seguire i miei commenti, dai quali si può dissentire oppure no, ovviamente.

"Voglio esprimere la mia vicinanza personale in un momento che è per voi di particolare tristezza, nel ricordo di vicende che si sono concluse tragicamente".
Craxi era un pregiudicato, latitante, ha rovinato l'Italia e Napolitano esprime vicinanza? Quali sono poi queste vicende chiuse tragicamente? I processi? ERANO DOVUTI, presidente! E poi "tragicamente" cosa? Se è morto all'estero è perchè ha scelto così lui, sia chiaro.

"Ho ritenuto di dover dare al ricordo della figura e dell'opera di suo marito un contributo per l'impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico".
Presidente: l'impronta non è cancellabile, è vero, ma questo perché era un politico delinquente, quindi nessuna luce, ma solo ombre, chiaro?

Aggiunge poi che la figura di Craxi, "non può venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità sanzionate per via giudiziaria. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere".
Ma quale distorsione? Ma come: distorsione? Ma scherziamo? Se un politico delinque, ruba soldi dei cittadini che dovrebbe amministrare per il bene loro e non suo, come ha fatto Craxi, non c'è nessuna distorsione nel fatto che sia stato condannato: c'erano le prove e quindi la condanna era sacrosanta!

Il periodo delle indagini e dei processi (e condanne) Napolitano lo definisce un periodo "tormentato" che impone ricostruzioni "non sommarie e unilaterali". Un periodo in cui si creò un vuoto politico che ha determinato "un brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia".
Ma che cretinata, questa! Se uno delinque e si trovano le prove, i riscontri, e viene condannato, alllora è giusto così. L'equilibrio tra politica e magistratura non è spostato dal magistrato che accerta dei reati e punisce il politico che delinque: se ci sono dei reati ci deve essere una condanna, anche se a commetterli è un politico! Semmai è stato Craxi a iniziare a spostare quegli equilibri quando ha inaugurato questo sport del "bastona il magistrato", solo perché qualche magistrato ha accertato i suoi reati. Diteglielo a Berlusconi, che fa la stessa cosa!

"Non si può dimenticare che la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ritenne, nel 2002, che fosse stato violato il 'diritto ad un processo equo' per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea"
Questa puzza di balla, perché Marco Travaglio ha citato e virgolettato le parole della Corte stessa, e le riporto qui: “non è possibile pensare che i rappresentanti della Procura di Milano abbiano abusato dei loro poteri: anzi, il dibattimento ha seguito i canoni del giusto processo e le lagnanze dell’imputato e dei suoi Avvocati sulla presunta parzialità dei giudici che l’hanno condannato non si fondano su nessun elemento concreto. Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”, il processo quindi è stato equo e i magistrati non hanno abusato dei loro poteri. Napolitano... ma che caspita vai a sparare? Ti stai minzolinizzando? Questa è un'uscita gravissima! Ma ti sei bevuto il cervello?

Poi dice che attorno al sistema dei partiti "avevano finito per diffondersi 'degenerazioni, corruttele, abusi". Auspica poi "una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano". E puntando alle riforme, quelle stesse che Craxi "tentò di fare senza esito".
Ma come: corruzione e abusi, e Craxi che vuole fare riforme per lottarci contro? Ma dove? MA DOVE? Craxi è quello che ha introdotto la corruzione e gli abusi nella politica: ed è per queste cose che è stato condannato! Presidente, ma le sentenze le legge? Ma si è fatto prendere anche lei da questa isteria di massa pompata con premeditate menzogne? Ma si vergogni!

Cos'ha detto Anna Craxi? "Viva emozione per la lettera di Napolitano". "Mio marito lavorò tutta una vita per l'affermazione delle idee in cui egli ha creduto con passione ed entusiasmo per rafforzare i valori di democrazia e di libertà in Italia e nel mondo. Egli riposa in terra di Tunisia, ma non smise mai di pensare al bene dell'Italia e dei suoi concittadini".

Signora Craxi? Ah: era innamorata, e sicuramente, visto tutto quello che le ha lasciato, a lei e ai suoi figli quel delinquente, ha forse perso di vista anche lei tutti i reati commessi da suo marito! Però non la perdono per aver detto che suo marito lavorava per i valori di democrazia e libertà (forse questa dal carcere): suo marito ha iniziato a distruggerli, e visto che Berlusconi sta seguendo la via dettat da suo marito, le responsabilità morali di suo marito pesano come macigni. Non è vero che lui ha pensato al bene dell'Italia e degli italiani: ha pensato a rubare i soldi degli italiani e a corrompere per sostenere il suo potere, facendo quindi non gli interessi degli italiani, ma i suoi, quelli del suo portafoglio.

Basta con questo schifo. Quanti italiani ora si sentiranno legittimati a rubare, a commettere reati, se il messaggio delle istituzioni è quello di dimenticare, mentire, revisionare la realtà? Craxi e Berlusconi hanno rovinato la società in cui vivo, la mia Patria, io non dimentico e non perdono, MALEDETTI.


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