giovedì 11 febbraio 2010

Ancora la stampa francese sull'Italia e Berlusconi

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Berlusconi non potrà dire che la Francia è comunista, altrimenti il suo "amico" Sarkozy (quello che gli ha sbolognato a caro prezzo il know-how per le centrali nucleari) si adira...


Bin Lusconi, grande capo della jihad islamiana
Bienvenuti in Italebania

Ieri mattina, l’IRAN era lì, al confine italiano. Tutta la stampa stra-titolava in prima pagina sull’aggressione iraniana all’ambasciata italiana. E tutto il web giornalistico pure. Da nessun’altra parte, però. Intanto Frattini, grand Visir degli Esteri, chiamava a sanzioni (categoria: esemplari), al consenso internazionale seno europeo intorno al futuro candidato al Nobel della Pace 2010: Silvio Bin Lusconi (in tutta discrezione siamo passati dal delirio senile ad una candidatura concreta, dicono).

Insomma, eravamo sull’orlo di una crisi internazionale. Nella stampa italiana. Un pochino più avanti nella giornata, questi titoli hanno ripreso il loro posto naturale: in fondo a destra, affiancato allo sport. Un pò come si è fatto con gli eventi di Rosarno, di cui Il Giornale ha parlato solo per inserire la parola « NEGRI » in prima pagina.

E’ sicuramente in gran parte per colpa di questi metodi che gli Italiani pensano, o piuttosto credono, che gli immigrati siano il 23% della popolazione, allorché la cifra reale è niente meno la divisione per quattro: il 6%. Sarà anche per questo che l’81% degli Italiani si dicono (più) preoccupati dall’immigrazione illegale (« che di quella legale »… ottima domanda, aggiungo en passant…), che la metà di loro pensa che questa immigrazione sia « più un problema che una risorsa », e che il 77% da colpa agli « stranieri illegali » di un supposto incremento della criminalità. Già… Ma a questa favola urbana, ottimo argomento elettorale, non credo che ci sia qualsiasi riscontro disponibile in termine di cifre ufficiali.

Questi dati illustrano bene la completa schizofrenia del Paese. Ed è ovviamente ad aggiungere alla cartella intitolata « ma porca miseria, come fanno per eleggere e rieleggere questo tycoon? », l’imperatore dei Media, già al suo « Berlusconi.IV ».

Dopo l’Iran, c’era il Papa nei sotto-titoli, sotto-sviluppo sembra, del caso « Boffo », l’ex-direttore dell’Avvenire, il « giornale dei Vescovi italiani ». Quest’uomo che sotto pressione di uno scandalo organizzato dal Giornale aveva dovuto dare le dimissioni a settembre scorso. Il suo problema? Dare contro al Cavaliere e al suo governo, troppo spesso, nei suoi editoriali. Le scuse di Feltri, specialista e recidivo della calunnia, furono molto discrete. Il Giornale appartiene al fratello di B., Paolo, perché B. possiede (molto) più di un canale televisivo. Allora Legge Mammì permettendo, non può essere proprietario di un quotidiano.

Più tardi in giornata sono arrivati i veri scoop, almeno per quelli che seguono sulla rete. Nuovi problemi, frasi. Roba di prima scelta. Ben altro che « L’Iran alle nostre porte ».

L’aperitivo è offerto da Marcello. Quel senatore della Repubblica, fondatore di Forza Italia, braccio destro di B., condannato a 9 anni in primo grado. Il processo d’appello in corso fa tremare i palazzi. Ciancimino jr lo accusa di essere « il legame », tra mafia e politica, e di essere l’uomo scelto : « il garante di una mafia non stragista ». Insomma, un altro candidato al Nobel della Pace.

Il Fatto ha pubblicato ieri un intervista formidabile.. Ha dato pure maggiori precisazioni sul suo pensiero al riguardo di Vittorio Mangano, «l’eroe »: un mafioso sanguinario che lavorava da B. ad Arcore prima di morire in galera, molto (ma molto) più tardi. Dell’Utri aveva dichiarato varie molte (che la mafia non esiste e) che lo considerava un « eroe » perché non aveva parlato. Contro B. e lui stesso s’intende. Aveva dunque resistito alle torture della giustizia italiana. Un eroe:

BEATRICE BORROMEO (Il Fatto):
« Capisce che alla gente può sembrare strano che lei dia dell’eroe a uno che, anche a suo dire, trafficava eroina? »
MARCELLO DELL’UTRI:
« Certo, come no, capisco tutto. Ma io non ho detto che è un eroe in senso assoluto. È il mio eroe! »

Il SUO eroe. Grazie, passiamo all’antipasto. Qualche dichiarazione del Cav., ieri:

«C’è uno sport nazionale: andare a deprimere chi fa il bene del Paese. E questo è un male italiano che io mi sento di denunciare».

«Che ci sia una categoria, a spese del contribuente, che perseguita il primo contribuente e il principe della Protezione civile con processi che risultano infondati, è un male dell’Italia. Non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici»

Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 10.02.2010

Guido Bertolaso, l’eroe dell’Aquila, il futuro ministro, padrone della Protezione Civile, l’Indiana Jones del Governo numero IV di B., che di recente dava lezioni alla Clinton ad Haiti, è indagato. Qui si parla di uno scandalo (categoria: corruzione) intorno ad appalti e G8 sardo, quello della Maddalena, che non c’è mai stato. Dopo il sisma in Abruzzo, B. aveva imposto all’ultimo momento lo spostamento di tutto. Perché lasciar scappare l’occasione di far visitare il suo Ground Zero con le sue Twin Towers tutte nuove?. Era d’obbligo. Mica scemo.
Esser indagato: la légion d’honneur selon B.

Guido Bertolaso, l’uomo che ha risolto l’emergenza rifiuti (sì, puoi ridere) ha dato le dimissioni. Rifiutate da B. « Come potremmo fare senza Guido? ». Poi, è vero, ha ormai tutto per entrare in politica: è indagato. La Légion d’Honneur berlusconienne. Silvio lo chiama « persecuzione » . Non si può distribuire il bene in questo paese, dice in sostanza Gesù d’Arcore.

Un fatto interessante è che qui ritroviamo pure il magistrati Achile Toro. Già protagonista nell’affare Antonveneta. Se ho capito bene, un uomo che allora parlava troppo con Giancarlo Elia Valori, lui stesso parte del problema. però dall’altra parte della legge. E qui, ritroviamo i legami eccellenti con la massoneria di altissima quota.
Stop ai pollai televisivi

Per il bene della libertà di stampa, la RAI del governo ha deciso di far chiudere i programmi televisivi di « approfondimento » sull’ultimo mese prima delle elezioni. Sopratutto dunque di Annozero. L’informazione è pericolosa, per forza politicizzata, sa com’è. Sono anni che lo denunciano il Cav. e la sua stampa. Infatti, Annozero rimane uno dei rarissimi spazi che da parola all’opposizione. A Vauro. E a Marco Travaglio. Santoro, già vittima del diktat bulgaro (2002), quando B. indicò i 3 terroristi da abbattere (Santoro, Biagi, Lutazzi) per uso « criminoso » dell’informazione pagata dai contribuenti. Benché alla fine si sia fatto un pacchetto (la censura include Porta a Porta, Ballarò e Report), è chiaramente Annozero il bersaglio. Bye bye, inutili pollai.

Nella cronaca (pagina 12 sulla Stampa), si può leggere oggi che « gli introiti delle famiglie si sono ridotti del 4% » tra il 2006 e il 2008. Più giù ancora, che l’industria italiana sta molto peggio: « produzione giù dal 17,5% nel 2009″ . Ancora più chiara la cifra per il settore « metallurgico »: -29,1%

In prima pagina del Giornale, B. sorride: « Io, Veronica e le escort ». Si fa il gioco di parole sopra su Bertolaso « terremoto giudiziario ». Magari tutto ciò è divertente e siamo solo in prede al pessimismo che ammazza ’sto Paese, quello che ha creato la crisi (« ma quale crisi? consumi! »). All’interno B. si esprime su Bertolaso e sul cancro italiano: la giustizia.

Processo breve, legittimo impedimento , distruzione della magistratura, fuga in avanti, impunità, sesso, diffamazione. Potere. Ecco il programma delle elezioni.
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L'artciolo in lingua originale è QUI.

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