lunedì 1 febbraio 2010

I canoni (estetici) dei candidati del PDL secondo Berlusconi

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Quali sono le caratteristiche da prendere in considerazione per decidere chi votare? Col voto noi cittadini scegliamo chi deve lavorare per noi, perché la politica è un servizio. La persona che vogliamo eleggere pertanto deve essere una persona capace, di cultura la più alta possibile, di buonsenso, una persona onesta, che non pensa al proprio tornaconto personale, ma pensa al bene della cittadinanza e lavora per essa.

Che modo anti-italiano di pensare! Sì perché come devono pensare e votare gli italiani deve essere scelto da Berlusconi, lo dice lui, lo decide lui. E' lui che deve scegliere per noi, è lui a dettare il nostro modo di pensare. Bell'antitesi vero?

L'Italia è educata giorno dopo giorno all'ignoranza, è inebetita dai massmedia del Regime, viene spinta a non preoccuparsi, a non pensare, e viene colpita dalle immagini, non dai contenuti: la disinformazione e il vuoto assoluto della maggior parte delle trasmissioni televisive sono la causa dell'amore che tanta gente prova per Berlusconi, e del conseguente odio verso i bersagli che lui sceglie, siano Di Pietro o chi altro. In questo mondo dove a contare è l'immagine, nella visione sessista di Berlusconi il politico ideale è quello di bell'aspetto, e non conta se sappia amministrare bene un comune, una provincia, una regione, figuriamoci il Paese: a Berlusconi non interessa che si governi per la gente, lui pensa solo a sé.

E allora via alla sfilata di veline, modelle, escort, che accompagnano i mafiosi o i camorristi di turno (quelli servono per tenersi buoni i voti della criminalità organizzata), e fuori dai piedi chi non è di bell'aspetto, in questa rupe tarpea della negazione del buonsenso.

Un paio di vittime? Leggete QUI: in Umbria Berlusconi e i suoi opinionisti dell'immagine hanno scelto di depennare Claudio Ricci, perché avrebbe dei "difetti fisici".

È noto infatti che il premier non abbia in simpatia chi sia maleeodorante o non abbia un aspetto più che gradevole. È di due anni fa, all’inizio dell’attuale legislatura, la battaglia di Berlusconi contro i “maleodorati”: fece recapitare a tutti i deputati della maggioranza uno spray per l’alito con la preghiera di usarlo spesso, soprattutto prima di rivolgergli la parola.

E sembra che un’altra vittima “celebre” di questa ossessione estetica sia Rocco Palese, il candidato Pdl in Puglia su cui Berlusconi non ha mai nascosto di avere più di un dubbio.

Ora mi chiedo: facciamo il semplice esempio di Brunetta... e forse verremo smentiti. Ma in realtà non è vero: quello è stato messo in un ministero, mica è stato eletto, se non ricordo male. Idem per la Gelmini (per carità quanto rigetto).

Vi stupite di tutto ciò? Berlusconi coi suoi capelli finti, perché di veri quasi non ne ha; Berlusconi coi suoi lifting, perché gli cadono le guance; Berlusconi coi suoi tacchi, perché è un nano; Berlusconi che si fa le lampade... Berlusconi che cura l'immagine, sorride sempre, parla di "amore" (ma poi soffia nell'odio e getta benzina sul fuoco).

E' tutta una pagliacciata! Sveglia! L'immagine, l'aspetto fisico in politica non devono contare niente, deve invece contare il merito, o no? E allora vadano a quel paese (il Marocco di Hammamet va benissimo, dati gli illustri precedenti) i cultori dell'immagine: Berlusconi e i suoi consiglieri, e finiamola con queste cretinate, ma via!!!

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