sabato 20 febbraio 2010

Le minzogne del nuovo e patetico editoriale di Minzolini: "Le intercettazioni non sono prove"

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Il Ministro della Propaganda colpisce ancora. Nominato da Sua Maestà Silvio Berlusconi della Loggia (P2), ha il duro compito di tener inebetita la nazione sui temi fondamentali riguardanti l'attualità e la politica, perché un calo di consensi non è gradito al Capo, perché la Verità per lui non è un dato di fatto bensì uno strumento di controllo dell'opinione pubblica.

Già ad Annozero avantieri abbiamo assistito ai patetici tentativi di Belpietro e di Porro di tappare la bocca a Travaglio (più che a Santoro) con voci sconsiderate, insulti, toni minacciosi e canzonatori, e sviamento del discorso dal merito della questione G8-Aquila-Bertolaso. Non che ci fosse molto da fare: quando si riportano i testi esatti delle intercettazioni, e cioé delle registrazioni delle voci dei diretti protagonisti della vicenda, non c'è niente da obiettare... quelli sono dati oggettivi di cui prendere atto e basta. Non sono teorie, per niente, non c'è niente da interpretare o alterare, quelli sono FATTI. Infatti Belpietro e Porro sono stati, come è loro costume, semplicemente ridicoli.


Minzolini invece è un po' più furbo. Lui è stato messo alla guida del TG1 con due scopi: anzitutto nascondere i fatti scomodi al Capo e ai suoi fidi e scaltri collaboratori (se obbligato a trasmettere le notizie, le edulcora e le cambia), e poi far perdere share alla rete, perché tanta gente, provando schifo per lo scempio della Informazione, gira canale altrove.

Sulla questione Bertolaso, Minzolini in un primo momento non ha detto niente, NIENTE! Messuna notizia sullo scandalo degli appalti agli amici, sui favori ai parenti degli stessi, sulle cortesie sessuali nel centro benessere. Solo qualche giorno dopo, quando la notizia è stata già data praticamente da tutti, il prode Minzolini ha mandato in onda un'intervista a Bertolaso, dal niente: cioé nessun resoconto sulla questione, solo Bertolaso che dice la sua. Immaginate tutti quegli italiani che non comprano i giornali, che lavorano fuori tutto il giorno, e che la sera tornano a casa e per abitudine guardano il TG che hanno sempre guardato: per tantissimi è il TG1, e la notizia non c'è! C'è solo Bertolaso con le domande giuste, volute da Minzolini per l'opera di assolvimento dell'amico del Capo.

Ma Minzolini, da vecchia volpe della Propaganda, non si è fermato qui, e ancora una volta ha usato il servizio pubblico del TG di una rete pubblica per uno scopo di parte, e con l'editoriale delle 20:00 (l'edizione più seguita del TG1) ha sparato le sue Minzogne, citando a malapena la questione, e attaccando Magistratura e disciplina delle Intercettazioni. Le sue parole sono allucinanti, e solo un "uomo" senza coscienza può avere il fegato di pronunciarle. Qualche esempio? Su, leggiamole!

"Le intercettazioni non sono prove", eppure sono alla base di una "condanna mediatica" le cui vittime pagano già "la loro pena davanti alla società", prima del verdetto dei giudici. "Basta con la gogna mediatica prima delle elezioni" ha aggiunto. "Le intercettazioni - ha sottolineato Minzolini - sono strumenti di indagine, non sono prove, e lo sanno bene anche i magistrati. Al telefono si usa un linguaggio diverso rispetto a quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale, ma non si può condannare una persona per un aggettivo se non c'è una prova". Questo, tuttavia, "non accade in virtù di una sorta di condanna mediatica - ha aggiunto il direttore del Tg1 - che deriva dalla pubblicazione delle intercettazioni. E il condannato mediatico, se pure dimostra la sua innocenza davanti a un tribunale, la sua pena la sconta già davanti alla società. Cosa che può accadere anche a Bertolaso". Tutto ciò, conclude Minzolini, accade perché "siamo in campagna elettorale e puntualmente le inchieste giudiziarie sostituiscono la campagna elettorale: è successo l'anno scorso con la vicenda delle escort, mentre quest'anno il primo giorno della par condicio siamo stati sommersi dalla pubblicazione di un mare di intercettazioni. Tutto finirà il giorno dopo il voto, ma intanto - ha concluso Minzolini - l'intero Paese subirà un altro colpo".

Da queste parole si evince che per Minzolini il giornalismo deve avere bavagli: quindi se qualcuno del governo o che lavora per il governo è in fumus di aver commesso un reato, non lo si deve dire alla gente. Gravissimo concetto che nega l'essenza stessa dell'informazione, che deve essere garantita sempre da parte del servizio pubblico. Tutti i cittadini infatti hanno il sacrosanto diritto di sapere sempre cosa fanno i politici da essi eletti, se questi stanno usando il denaro pubblico correttamente oppure commettendo abusi e reati di nascosto, così i cittadini possono decidere se votare ancora oppure no le stesse persone o altre appartenenti alla stessa area politica. Minzolini sta uccidendo l'informazione! E' così chiaro il significato delle sue parole nella sua gravità che ogni commento rischia di essere inutile. Ma non lo è, non lo è perché tanta gente ascolta passivamente le parole che il tubo catodico riversa a fiumi nelle case, e occorre riportare le persone a meditare, riflettere, con la corretta informazione di come va l'Italia: esattamente il contrario di quello che sta facendo Minzolini.

Io ritengo che l'affermazione più grave però stia in queste parole: "Le intercettazioni sono strumenti di indagine, non sono prove".

Sbagliato! Atroce bugia! Le intercettazioni sono lo strumento di indagine più preciso per la raccolta delle prove, perchè sono prove esse stesse! Con le intercettazioni non si raccolgono le parole di terzi in riferimento ai soggetti intercettati, ma si raccolgono le parole degli stessi intercettati, le loro voci, quello che dicono!

Se io dico: "Tizio ha detto uno-due-tre", ciò deve essere verificato da parte dei Magistrati sentendo altre persone, perché io potrei mentire nel dire che Tizio ha detto "uno-due-tre". Ma se Tizio stesso viene registrato attraverso una Intercettazione, e da questa quindi si sente che è lui stesso a dire "uno-due-tre", allora non c'è bisogno di cercare conferme altrove: è la voce stessa di Tizio che ha detto "uno-due-tre", quindi è già una prova!!!!

E' chiara la differenza? Minzolini nega la validità delle Intercettazioni come strumento di raccoglimento delle Prove, e quindi lancia questa balla colossale nella mente degli ascoltatori dei suoi "editoriali", sponsorizzando nelle loro teste la così detta "riforma" delle Intercettazioni, così cara a Berlusconi, a tutto il PDL, ma anche a una parte del Centro Sinistra (anche lì ogni tanto si delinque, lo abbiamo visto). E poi, con queste balle colossali, Minzolini prende spunto per bastonare l'operato della Magistratura, consigliandole come lavorare, e anche qui porta a casa scodinzolando l'osso lanciato da Berlusconi.

Le reazioni allo scandaloso "editoriale" di Menzognini, ooops, Minzolini, le potete leggere un po' dappertutto in rete. Vi indico i due articoli più completi: uno del Messaggero, l'altro di Repubblica.

Il bello, in tutta questa storiaccia vergognosa, è che alle Minzogne (così vengono chiamate in rete dagli utenti) inizia a credere sempre meno gente. Minzolini sta perdendo! Ed è soprattutto il popolo della Rete a far girare le informazioni esattamente come dovrebbero fare le testate giornalistiche allineate al Regime, solo che quelle non lo fanno...

Meditate, gente, meditate... e fate girare
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