mercoledì 31 marzo 2010

Le epurazioni al TG1 del podestà Minzolini

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Il TG1 è diventato un Lager. Sì, avete letto bene. Chi non è "allineato" ai desideri del Kaiser e del suo podestà a capo della Redazione viene punito. La forma di punizione scelta da Minzolini è l'allontanamento dal video. Per non so quanto tempo, forse per sempre, non vederemo più a leggere il telegiornale Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso: una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore. La settimana scorsa stessa sorte era toccata al caporedattore Massimo De Strobel, anche lui non aveva appoggiato la pagliacciata di Minzolini.

I consiglieri di minoranza RAI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), il sindacato dei giornalisti RAI (Usigrai) condannano schifati questo abuso di potere consentito dall'acquiescenza del direttore generale Mauro Masi. Il comitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come "un precedente molto grave", un provvedimento che "sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills".


Minzolini non si è fatto crescere l'erba sotto i piedi: chi non è allineato salta la porta. Il podestà del Kaiser ha avuto il coraggio di propinare una scusa stupida: "Sono stati assunti diciotto precari, e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo". Quindi con ogni probabilità c'è stata una premeditazione, per coprirsi le spalle nel momento in cui una punizione doveva essere applicata. Il segnale di cambiamento l'avevamo già avuto: il TG1 è diventato, sotto la guida di Minzolini, peggio del TG4, come anche in questo blog abbiamo avuto occasione di dimostrare fatti alla mano.

I consiglieri di minoranza hanno anche detto che "Quanto sta avvenendo al Tg1 è il segno di un'arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell'intero servizio pubblico". E sono parole sacrosante, concetti ben chiari a tutti in quanto limpidi e attinenti alla realtà del Lager Tg1.

La gravità dell'atto è anche in questo: il Cdr Rai lamenta anche il fatto che il provvedimento non sia stato concordato con i tre conduttori. "E' la prima volta che al Tg1 si tolgono incarichi di rilievo senza che sia concordato con gli interessati", si legge nella nota. "In passato, ai conduttori di edizioni principali del Tg1 cui è stato chiesto di lasciare la conduzione sono stati proposti incarichi equivalenti. Questa volta invece i colleghi non hanno dato il loro consenso di fronte a ipotesi indeterminate nei tempi e nell'inquadramento professionale. Un precedente che riteniamo molto grave".

Minzolini quindi punisce tre professionisti liberi, tre giornalisti che non si sono piegati alle logiche propagandistiche del podestà. Il danno per loro sotto il profilo umano (oltre che professionale) è enorme, ma ancora più grande e grave è il danno alla natura stessa del servizio pubblico che il TG1 dovrebbe svolgere.

Credevo che con quanto ha fatto, Minzolini avesse toccato il fondo. Avevo ragione, infatti ora sta scavando...

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Un'analisi sul voto dello scorso weekend

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Bell'articolo di Repubblica, che riporto qui in forma integrale. Questo si basa sugli studi dell'Istituo Cattaneo (visitate il sito per i documenti ufficiali, è interessantissimo).

ANALISI. L'Istituto Cattaneo fotografa i flussi 2005-2010. Raddoppiati i voti di Bossi
Il peso specifico del Carroccio nel centrodestra è arrivato al 31 per cento

Due milioni in fuga dal Pd, un milione dal Pdl
E l'astensionismo ha "salvato" la maggioranza

di ALBERTO D'ARGENIO


ROMA - La Lega che raddoppia i consensi, il Pdl che ne perde un milione. E il Pd lascia per strada 2 milioni di voti, mentre l'Italia dei valori moltiplica i suoi per quattro. Con un forte mutamento nei rapporti di forza all'interno delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Sono questi i dati shock usciti dalle urne delle regionali di domenica e lunedì rielaborati dall'Istituto Cattaneo di Bologna.

Partendo dalla maggioranza di governo, rispetto alle regionali del 2005 la Lega è passata da 1 milione 380 mila voti a 2 milioni e 750 mila. Dati da brivido: in Veneto i consensi leghisti sono schizzati del 134%, in Piemonte dell'83% e in Lombardia del 61%. E se si considera che il Pdl di voti ne ha persi un milione e 69 mila, si capisce la portata delle regionali all'interno del centrodestra: nel 2005 i consensi di Forza Italia e An erano 5,1 volte superiori rispetto a quelli dei leghisti. Oggi il rapporto con il Pdl è sceso a 2,2, con il partito di Umberto Bossi che porta il 31% dei voti della maggioranza di governo. L'unica attenuante per il partito del predellino arriva dal Lazio, dove ha perso 600 mila preferenze. Nel 2005 An e Fi solo a Roma e provincia ne avevano incassate 610 mila, risultato in questa tornata impossibile vista l'esclusione della lista pidiellina.

Un simile cambiamento di pesi si è verificato nel centrosinistra, dove il Pd ha perso 2 milioni di voti rispetto a quanto raccolto nel 2005 da Ds e Margherita, mentre l'Idv ha quadruplicato i consensi (+1 milione e 227 mila voti). E così il rapporto Pd-Idv muta radicalmente. Se cinque anni fa i voti di Di Pietro erano 23 volte inferiori a quelli del Pd, oggi lo sono solo 3,7 volte.

Sale, anzi decolla, il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo: ha raccolto 390 mila consensi nelle 5 regioni in cui si è presentato e se in Emilia Romagna è arrivato al 6%, in Piemonte il suo 3,7% è stato determinante per la sconfitta di Mercedes Bresso, battuta dal leghista Cota di 0,42 punti. Altro grande vincitore è l'astensionismo: con un italiano su tre assente dalle urne, ha fatto segnare il record nella storia della Repubblica. Tuttavia l'effetto punizione per il governo dato dall'astensionismo di massa, in questi giorni ribattezzato "effetto Sarkozy", non ha colpito. Tre i fattori dello scampato pericolo individuati nello studio dell'Istituto Cattaneo: l'assenza talk show ha evitato il dibattito sulla crisi; le amministrative sono arrivate nella prima metà della legislatura; la Lega è riuscita a mobilitare il suo popolo.

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Informazione e querele: il caso Lombardo/Repubblica, con un ripassino

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Fare giornalismo significa stare zitti? Abbiamo noi cittadini il diritto di essere informati su processi o indagini a carico dei politici cui diamo i voti? Belle domane, vero?

Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo (DC, poi UDC, poi PDL), secondo le indiscrezioni pubblicate in primis da Repubblica, poi da altri giornali, sarebbe sotto indagine per voto di scambio, appalti e posti di lavoro pilotati. I magistrati del pool di Catania sono due anni al lavoro per ricostruire e smascherare questo castello di porcherie. Nel palazzo di giustizia di Catania c'è fibrillazione dopo le anticipazioni pubblicate appunto da Repubblica sull'inchiesta che vede indagati anche per concorso esterno in associazione mafiosa (Previti di questo reato ne sa qualcosa, viste le condanne) proprio lui, il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia e suo fratello Angelo, deputato nazionale.

Agli atti ci sono ore e ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, nonostante la rete di sicurezza che Raffaele Lombardo riteneva di aver eretto a protezione delle sue comunicazioni, e dichiarazioni di pentiti delle cosche mafiose catanesi, in particolare del clan che faceva capo al vecchio padrino Nitto Santapaola. Il sito dell'Antimafia aggiunge: ci sono anche "fotografie, filmati e documenti relativi a decine e decine di appalti, nomine e forniture pubbliche regionali, disposti in favore delle famiglie mafiose catanesi. Materiale frutto di due anni di investigazione, tenuta nascosta fino a ieri, e che potrebbe anche non essersi conclusa". La montagna di prove da vagliare è quindi pronta per il giudizio, la partita si sta aprendo.

Cosa succede allora? Semplice: il governatore parte con le querele nei confronti di Repubblica, a favore della quale, notizia di oggi, arrivano la manifestazioni di solidarietà dall´Ordine dei giornalisti, dall´Unione cronisti e dall´Assostampa.

Cosa possiamo dire del passato di Raffaele Lombardo con la Giustizia? Anzitutto che il 22 aprile 1992, nell'ambito di un'inchiesta riguardante irregolarità in un concorso pubblico all'Asl 35 di Catania, venne arrestato con l'accusa di interesse privato in atti d'ufficio e abuso d'ufficio e condannato in primo grado. Dimessosi da assessore in dipendenza da tale condanna, Lombardo venne poi assolto in appello, come riporta questo articolo del Corriere.
Il 23 luglio 1994 è nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l'accusa, un comitato d'affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire (ancora notizia del Corriere). Un giorno prima dell'arresto viene sospeso (ai sensi della legge 55/1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno.
Il 17 marzo 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la tangente ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finiscono per considerare quel denaro solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto. I giudici, in sostanza, non riconoscono nelle attività relative all'ospedale Vittorio Emanuele l'esistenza di un vero e proprio comitato d'affari: per questa ragione, gli imputati sono assolti dall'accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione (leggi su Wikipedia).

Ma non dimentichiamo assolutamente questa famosa fotografia dello scorso anno (fece il giro del mondo):

Ricordate? I due tizi sorridenti nella foto sono Lombardo e il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, fotografati in un luogo dove poche settimane prima si era consumata una tragedia. Lombardo e Buzzanca avevano fatto un “sopraluogo” a Giampilieri, il luogo dove l’alluvione ha provocato morte e distruzione, per fare una “sfilata” tra un sorriso e l’altro. Evidentemente per loro, l’alluvione era qualcosa su cui ridere... Lui rispose urlando al fotomontaggio...!

Beh, Lombardo faccia pure le sue querele, magari la spunterà... ma noi cittadini abbiamo il diritto di essere informati, se no che Democrazia è?

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martedì 30 marzo 2010

Il revisionismo storico della Gelmini sulla Resistenza

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Sono cresciuto con una educazione, con dei valori, con delle idee per le/i quali centinaia di migliaia di italiani (e non solo) sono morti. La fine del Fascismo e del Nazismo suo alleato sono passate per il sacrificio di quanti non chinarono il capo davanti alla distruzione della Libertà che Mussolini e Hitler attuarono in Europa con l'Asse Roma/Berlino. La Seconda Guerra Mondiale ha rappresentato quindi uno spartiacque nella Storia Moderna, forse ne è l'evento più importante, perchè ha bloccato la più grande vergogna nella storia dell'Umanità: l'Olocausto.

Aspetto fondamentale in questo contesto fu quello della Resistenza: come, ancora prima e meglio dei libri di storia, i nostri genitori e i nonni a lungo ci hanno ben raccontato.


Per il Ministro della Distruzione della Scuola Pubblica a della Cultura, la "signora" Gelmini, la Resistenza non conta, così come non hanno importanza l'Antifascismo e la Liberazione. Oggi, nel gran macello mediatico delle elezioni, la notizia è passata in secondo piano. Potete leggere QUI un paio di cose che vi faranno sbiancare.

Eppure Resistenza, Antifascismo e Liberazione sono state le basi sulle quali è stata costruita la Repubblica e la nostra amata Costituzione, quella che non piace al Kaiser e, fra i suoi fidi servitori, ai fascisti.

Per la "signora" Gelmini quindi nessun riferimento esplicito alla Resistenza, ma solo dei richiami nell'analisi ad ampio raggio della Seconda Guerra Mondiale. Questo è il primo passo verso quel revisionismo storico che già dai primi anni '90 tanti fra i componenti dei nuovi partiti di Destra volevano, e l'avevano ben annunciato con la scusante che "la storia la scrivono i vincitori".

Il sangue dei partigiani quindi non conta più, del resto la Repubblica sta stretta a questa accolita di delinquenti che vuole cambiare tutto, anche i fatti storici.

Posso dire che sono incazzato nero?

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Un urlo dal cuore...

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Dove sono la testa e il cuore? Perché queste si sono vendute al burattinaio che finge di sorridere e guasta l'animo altrui? SVEGLIAAAAAAAAA!!!!

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lunedì 29 marzo 2010

Marco Travaglio oggi sugli abusi delle Forze dell'Ordine (e non solo)

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A voi (col dolore nel cuore per i risultati elettorali):



Testo:
Buongiorno a tutti. Non parliamo delle elezioni ovviamente perché non sappiamo ancora come sono andate, anche se forse più o meno lo si può prevedere come andranno a parte un paio di regioni in bilico.

Irruzione a Sky
Parliamo invece di un tema che credo stia diventando importante, il ruolo delle forze dell’ordine nella nostra democrazia, sapete che ci sono continuamente, vengono fuori continuamente casi di persone che vengono malmenate dopo un fermo, un arresto, di alcune conosciamo i nomi il caso di Uva, di Aldrovandi, tanti altri casi che sono stati raccontati in questi anni, in questi ultimi mesi che indicano un pericoloso aumento delle violenze da parte di coloro che invece la violenza la dovrebbero reprimere, contenere o ne dovrebbero fare un uso istituzionale.

Abbiamo avuto recentemente il ribaltamento in appello delle sentenze in parte assolutorie che c’erano state in primo grado sulle torture e le violenze di Bolzaneto al G8 del 2001 con la condanna o a pene detentive oppure a risarcimenti di danni nel caso in cui i reati fossero ormai prescritti di alcune decine di agenti di Polizia e Polizia penitenziaria e abbiamo anche negli ultimi tempi delle segnalazioni di persone che vengono prelevate durante manifestazioni, soltanto perché esprimono il loro pensiero parlando, urlando, sventolando striscioni, cartelli e non si sa per quale motivo debbano essere identificate o addirittura portate via, ci sono persone che vengono addirittura convocate dalle forze dell’ordine in corrispondenza con manifestazioni del centro-destra in modo da essere sicuri che sono in Questura o sono in caserma e non vanno alle manifestazioni del centro-destra, non sono cose che si possono fare, anche se purtroppo vengono fatte ugualmente.
Da questo punto di vista non è tanto preoccupante il fatto che avvengano, poi in ogni categoria ci sono le mele marce, personalmente parto sempre dal presupposto che la Polizia abbia ragione, i Carabinieri hanno ragione, i magistrati hanno ragione, tra le guardie e i ladri sto dalla parte delle guardie, fino a prova contraria, purtroppo negli ultimi tempi di prove contrarie ne arrivano e non soltanto in casi eclatanti come quello di Cucchi, ma anche in altri meno noti e meno raccontati.
Per esempio mi è capitato ieri di raccontare una storia che mi è stata raccontata da alcuni testimoni oculari, che è avvenuta nel Palazzo di Sky sulla Via Salaria a Roma nella giornata di venerdì, quando Berlusconi è arrivato con il solito corteo armato fino ai denti e questo è giusto, la scorta al Presidente del Consiglio è un atto dovuto, si è recato nel Palazzo di Sky per un’intervista in diretta che poi i giornali hanno raccontato, pochi l’hanno vista in diretta anche se era stata molto reclamizzata, credo abbia avuto 50 mila telespettatori di share in media, una cosa miserrima, lo 0,3% dello share di Raiperuna notte, la trasmissione evento di giovedì sera al Paladozza messa in piedi da Michele Santoro ha fatto soltanto su Sky il 2,5%, Berlusconi lo 0,3%.
Berlusconi è entrato con il suo corteo, con la sua scorta e con tutto l’apparato e intanto succedeva nel Palazzo una cosa, che per dirla con il Direttore generale della RAI Masi, neanche nello Zimbabwe!

Due uomini della sicurezza interna dell’edificio, scoprivano che nel dipartimento dei grafici, su una grande vetrata di circa 4 metri per 4, era stato affisso un foglietto formato A4 bianco, con stampata una frase, la frase è la seguente “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” questa è una frase di Marco Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C. a Calagurris in Spagna e poi trasferitosi a Roma, è diventato il famosissimo Quintiliano, ha scritto questa frase, perché è stata stampata su quel foglio e appiccicata alla vetrata del reparto grafici di Sky, perché proprio giovedì sera, la sera prima, Daniele Luttazzi dal Paladozza nel suo monologo aveva ricordato, demolendo con una sola frase di Quintiliano mesi e mesi di cazzate sul partito dell’odio, dell’amore, quelli che incitano all’odio etc., etc., ha detto quello che personalmente penso e avevo detto anche io a suo tempo dopo il lancio del souvenir sul volto del Presidente del Consiglio, che intanto quello è un matto e non c’entra niente con l’odio, ma in ogni caso se anche uno vuole odiare da casa sua è liberissimo di odiare chi gli pare, l’importante è che l’odio non si trasformi in atti di violenza.

Quindi due ragazzi del reparto grafici dell’edificio di Sky avevano trovato condivisibile quella frase e l’hanno appiccicata. Gli uomini della sicurezza dell’edificio, la sicurezza interna, hanno notato quella scritta e hanno segnalato la cosa alla guardia presidenziale, alla scorta del Presidente del Consiglio e a quel punto è successo qualcosa che per una democrazia è ai limiti dell’incredibile, anzi è oltre. Due agenti ben tarchiati della Digos, due montagne umane sono piombate nel piano dove c’è questa vetrata, hanno constatato che era effettivamente stato affisso quel foglietto con quella scritta, hanno chiuso tutte le finestre per evitare che si vedesse da fuori quello che stavano facendo, evidentemente rendendosi conto che stavano facendo qualcosa di grosso, dopodiché uno dei due dopo aver sequestrato il corpo del reato, il foglietto, ha fatto irruzione dentro l’ufficio dei grafici, si è diretto verso il computer principale, si è messo ad armeggiare alla tastiera, ha cercato di aprire gli ultimi file aperti per cercare di incastrare, di individuare colui che aveva scritto e stampato quella scritta, ma purtroppo per lui i grafici non usano il mouse, usano la tavoletta grafica e questo agente non la sapeva usare, per cui ha chiesto a una persona lì presente, a una ragazza di aiutarlo a aprire gli ultimi file, nel tentativo di smascherare gli autori dell’orrendo misfatto, senza sapere che peraltro i due ragazzi erano già stati portati sotto, all’ingresso, interrogati da un’altra coppia di agenti della Digos e avevano immediatamente dichiarato, dato che non avevano niente da nascondere, di avere stampato e affisso loro quella scritta.
A quel punto sono stati identificati e da quello che risulta stavano per essere portati in Questura, non so se sia un provvedimento di fermo, cosa volessero fare a questi due ragazzi, soprattutto quale reato avessero commesso, affissione di messaggi di Quintiliano, citazioni latine proibite, porto abusivo di cultura latina, non si sa quale sia il reato che avevano individuato questi somari che avevano ritenuto delittuoso un comportamento assolutamente legittimo e secondo me anche doveroso, sta di fatto che poi interviene un componente dell’ufficio legale della società che riesce a scongiurare almeno che questi vengano portati via dalla Polizia.
Quintiliano invece non l’hanno ancora trovato, ma lo stanno cercando con unità cinofile, con posti di blocco e quindi non si dispera di bloccare anche il capocellula di questo covo di terroristi che si annida nell’ufficio grafici del Palazzo di Sky.

Capite che se si arriva a questi estremi, a punire le idee, a punire la cultura, soltanto perché qualcuno con un eccesso di zelo degno di migliore causa, appena legge “odiare i mascalzoni è cosa nobile” pensa immediatamente a Berlusconi, perché non c’era scritto “odiare Berlusconi” c’era scritto “odiare i mascalzoni” bisognerebbe interrogare i poliziotti privati e della Digos e dire loro: com’è che vi è subito venuto in mente Berlusconi appena avete letto il messaggio, visto che Quintiliano difficilmente nel primo secolo dopo Cristo si riferiva a Berlusconi quando scriveva “odiare i mascalzoni è cosa nobile”? Se si passa sopra queste cose, se non ci sarà qualcuno che si prenderà la responsabilità di quello che è successo, se questa notizia resterà confinata su Il Fatto quotidiano o sui nostri blog, se non si comincerà a chiedere molto civilmente conto alla Questura di Roma del comportamento di questi agenti e se la Magistratura romana non prenderà dei provvedimenti nei confronti di questi signori e se i loro stessi colleghi non cominceranno a dire: noi non c’entriamo con certi comportamenti, vorrà dire che abbiamo fatto un altro passo in avanti verso il regime, venerdì pomeriggio alle 14,30 quando si è verificato questo fatto incredibile e un poliziotto che entra nel personal computer di un lavoratore per cercare di capire chi ha appeso a un muro un messaggio di un autore latino. A furia di lasciar passare queste cose ci abituiamo e l’assuefazione fa entrare un altro pezzo di regime dentro le nostre teste e quindi ci rende sempre più tolleranti verso nuovi abusi di potere, perché questo è chiaramente un abuso di potere, grosso come una casa ai danni di due cittadini che non avevano fatto assolutamente niente di male, avevano esercitato un diritto costituzionale previsto dall’Art. 21 della Costituzione.

Tra l’altro esponendo un pensiero che non era neanche loro, ma era di Quintiliano, che quando saranno finite le ricerche, forse quegli agenti della Digos, scopriranno essere anche ampiamente morto. Altro fatto che segnala un preoccupante scivolamento verso il regime del nostro paese in controtendenza tra l’altro rispetto invece a momenti in cui le forze dell’ordine anche ai massimi livelli sanno tenere la schiena dritta, non più tardi di due sabati fa la Questura di Roma ha tenuto botta davanti agli insulti, minacce e addirittura alle calunnie, infamie che alcuni cialtroni del centro-destra hanno lanciato contro la Polizia romana soltanto perché i responsabili della polizia hanno calcolato, secondo me anche esagerando, in 150 mila i partecipanti alla misera manifestazione di Piazza San Giovanni con Berlusconi con lo scolapasta in testa, erano probabilmente 60/70 mila i partecipanti a quella manifestazione, in Questura generosamente glieli hanno portati a 150 mila, ma loro avevano detto che erano un milione e quindi anche i 150 mila generosamente concessi dalla Questura, sono sembrati un attentato all’immagine del Presidente del Consiglio.
Quello è stato un segnale che ci ha fatto piacere perché ci ha fatto vedere che esiste ancora un’autonomia da parte delle forze dell’ ordine rispetto non al governo, perché poi li ha difesi anche Maroni i poliziotti, ma rispetto agli esaltati, ai fanatici dell’entourage berlusconiano.

Le punizioni a Gioacchino Genchi
Purtroppo in controtendenza con questo evento, negli stessi giorni succedeva una cosa, Gioacchino Genchi, è un vicequestore di Polizia, è in servizio da 23 anni, ha lavorato con Giovanni Falcone e poi ha lavorato per cercare di scoprire, in mezzo a depistaggi di ogni genere, chi aveva ucciso Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino.
E' uno delle memorie storiche delle indagini tecnologiche, telefoniche e telematiche per trovare non solo gli esecutori e i mandanti diretti del primo cerchio, ma anche i mandanti occulti delle stragi e di tutto quello che c’è intorno la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda, per queste ragioni è diventato un pericolo pubblico, per i cattivi, per i malfattori, per queste ragioni dovrebbe essere protetto dalla polizia.
Per anni ha lavorato in aspettativa sindacale privatamente, adesso l’anno scorso è rientrato nei ranghi della Polizia, ma subito dopo è bastato un avviso di garanzia e una perquisizione realizzata dagli uomini del Ros e disposta dal Procuratore Achille Toro di Roma, Procuratore aggiunto, ora dimissionario perché beccato a combinarne di cotte e di crude nello scandalo della protezione civile, per quell’inchiesta, nel mentre di quell’inchiesta, Genchi è stato sospeso dal servizio, gli hanno ritirato il tesserino, la pistola, il distintivo, ha subìto poi un’altra sospensione e le sospensioni dal servizio finivano il 23 marzo, meno di una settimana fa, a quel punto avrebbe dovuto rientrare in servizio, invece proprio il 22 marzo, alla vigilia del suo rientro in servizio, gli è arrivato un altro provvedimento di sospensione, firmato il Capo della Polizia, Antonio Manganelli. “Visto il Dpr, la legge, il Decreto Legislativo, i decreti… con cui sono stati aggiunti al vicequestore aggiunto della Polizia di Stato Genchi due sanzioni disciplinari della sospensione del servizio ognuna per la durata di 6 mesi, che cumulano i loro effetti fino al 23 marzo 2010, considerato che gli accennati provvedimenti disciplinari sono stati adottati a carico del funzionario per avere lo stesso rilasciato dichiarazioni gravemente lesive del prestigio di istituzioni dello Stato, poi riportate su organi di stampa nazionali e nonostante specifiche e puntuali iniziative poste in essere dall’amministrazione volte a richiamare il Dott. Genchi a attenersi alle disposizioni dipartimentali sui rapporti con gli organi di formazione, viste le dichiarazioni rese dal Dott. Genchi nel corso di un convegno svoltosi a Cervignano nel Friuli il 6 dicembre 2009, e nel corso del congresso dell’Italia dei valori del 6 febbraio 2010 a Roma, alle quali è stata data ampia diffusione sui mass media a livello nazionale. Considerato che il contenuto delle dichiarazioni rese dal funzionario anche in questa circostanza pericolosamente lesivo per il prestigio delle istituzioni dello Stato, sembrerebbe potenzialmente idoneo a concretizzare un comportamento fortemente scorretto sotto il profilo deontologico da parte di un funzionario della Polizia di Stato, proprio in relazione ai doveri connessi alle funzioni rivestite e alle responsabilità sottese alla qualifica coperta e quindi valutabili disciplinarmente, considerato, infatti, che è ancorché sospeso dal servizio e non tenuto quindi a attenersi agli obblighi strettamente connessi allo svolgimento della prestazione lavorativa, il Dott. Genchi come ogni appartenente all’amministrazione della pubblica sicurezza deve comunque rispettare tutti quei doveri generali che siano compatibili con il suo attuale status giuridico, tra cui il dovere di fedeltà e correttezza nella condotta.
Considerato che in relazione al comportamento in questione in quanto apparentemente suscettibile di integrare fattispecie di inflazioni disciplinari, punibili con una sanzione più grave della deplorazione, in data odierna è stata disposta nei confronti del funzionario un’inchiesta disciplinare ai sensi dell’Art. 19 etc., ritenuto inoltre che dalla lettura delle dichiarazioni concesse appare che il funzionario nonostante i provvedimenti adottati nei suoi confronti stia perseverando in una gravissima condotta assolutamente in contrasto con i propri doveri, oltre che pregiudizievole per l’immagine e il decoro delle istituzioni di appartenenza e gli altri organismi dello Stato, ritenuto che per quanto sopraesposto sussistano gravi motivi previsti dall’Art. 92 per l’adozione nei confronti del Dott. Genchi della sospensione cautelare dal servizio per motivi disciplinari, visto il secondo comma etc., così come modificato, decreta per i motivi indicati in premessa il Vicequestore aggiunto della Polizia di Stato Dott. Gioacchino Genchi è sospeso cautelarmente dal servizio ai sensi del combinato disposto etc.,"
A decorrere dal giorno successivo della data di notifica", quindi del 23 marzo, esattamente dal giorno in cui dopo un anno di sospensione in seguito a due provvedimenti successivi di 6 mesi, lui avrebbe dovuto rientrare in servizio.
"Al predetto funzionario compete un assegno alimentare nella misura stabilita dalle vigenti disposizioni di legge"..Non lo lasciano senza mangiare. Il Direttore centrale per le risorse umane incaricato dell’esecuzione del presente decreto attraverso il quale ha ammesso presentare ricorso giurisdizionale al Tar etc., Direttore generale della pubblica sicurezza Manganelli.”

Genchi fuori, macellai dentro
Come vi ho detto c’è un’inchiesta disciplinare aperta, perché? Questo è il provvedimento cautelare di sospensione per altri 6 mesi, terzo, dopo il quale c’è la radiazione. Perché hanno fatto il provvedimento di indagine? L’inchiesta interna disciplinare?

Perché Genchi, come avete sentito, ha fatto un convegno a Cervignano del Friuli dicendo delle cose e poi ha accettato di intervenire non al congresso dei ladri, dei mafiosi, degli stupratori, ma al congresso di un partito che si chiama Italia dei valori che a alcuni può piacere a qualcun altro può non piacere, ma ha esercitato il suo diritto di poliziotto, tra l’altro sospeso, quindi non è neanche in questo momento in servizio e perché ha parlato, ha parlato perché ha voluto rispondere a alcune contestazioni, ha detto alcune cose condivisibili, altre non condivisibili, come è legittimo che ogni cittadino faccia.
Ha leso gravemente le istituzioni? Beh più di quanto non le ledano coloro che le rappresentano, credo sia difficile. Perché era stato sospeso l’altra volta? Era stato sospeso perché aveva dato un’intervista a un settimanale in cui spiegava il suo ruolo di consulente tecnico, visto che nessuno capiva quale era il suo ruolo e i giornali continuavano a scrivere che lui intercettava milioni di persone, mentre lui non ha mai fatto intercettazioni, poi aveva risposto su Facebook a Gianluigi Nuzzi che lo aveva accusato di cose molto gravi e lui gli aveva risposto su Facebook, non ho idea se un poliziotto possa rispondere su Facebook, può darsi che non possa, può darsi che non possa neanche dare un’intervista, vedo continuamente interviste di uomini delle forze dell’ordine, vedo dichiarazioni, può essere che Genchi non possa e gli altri possono, mi interessa fino a un certo punto.
Quello che mi domando è: dato che siamo praticamente alla sicura radiazione di Genchi dopo la terza sospensione dal servizio, a meno che il Tar non annulli questi provvedimenti, la domanda è: è proporzionato quello che ha fatto Genchi o è accusato di avere fatto, parlato, espresso opinioni pubblicamente con la sanzione che gli si vuole comminare rispetto anche a un signore che per 25 anni ha servito fedelmente lo Stato aiutando tribunali, pubblici Ministeri, corti di assise, d’appello etc., a far condannare centinaia e centinaia di assassini, stragisti, sequestratori, trafficanti di droga? Soprattutto la Polizia di Stato è così inflessibile con i suoi membri? Con i suoi uomini in organico quando violano altre norme? Ammesso e non concesso che Genchi abbia volato delle norme? Se ha violato delle norme ha violato delle norme interne, non certo degli articoli del Codice Penale perché rispondere a un giornalista su Facebook non è reato, dare un’intervista non è reato, se ci fossero dei reati sarebbe stato condannato per diffamazione, calunnie etc., cosa che non è, è indagato dalla Procura di Roma per iniziativa di quel famoso Achille Toro di cui abbiamo visto recentemente le gesta.
Al di là di quello, poi uno è indagato, poi si vedrà se viene condannato oppure no, per il momento non c’è neanche, da quello che so, la richiesta di rinvio a giudizio, allora? Allora può essere che ci siano dei regolamenti interni, delle cose, noi siamo di fronte veramente a un comportamento curioso da parte dei vertici della Polizia, per esempio per le violenze e le torture alla Scuola Diaz e alla Caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova sono state condannate decine e decine di persone, molte delle quali agenti o funzionari o dirigenti di polizia, vogliamo fare qualche esempio? Vincenzo Canterini è stato condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz e è stato promosso Questore e ufficiale di collegamento dell'Interpol all’Ambasciata di Bucarest italiana.
Michelangelo Fournier, quello che parlò di una macelleria messicana, vergognandosi di quello che era successo, condannato a 2 anni in primo grado è ai vertici della direzione centrale antidroga della Polizia di Stato, Alessandro Perugini, famoso per avere preso a calci in faccia un ragazzo di 15 anni è stato condannato in primo grado a due anni e 4 mesi per le sevizie di Bolzaneto e a due anni e 3 mesi per altri arresti illegali, è diventato capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente della Questura di Alessandria.
Sapete chi è l’unico che è stato sospeso dal servizio dopo la condanna in primo grado per i fatti di Genova? E’ un dirigente di Polizia Municipale che aveva strappato la mano a un manifestante, ma non l’hanno sospeso perché aveva strappato la mano a un manifestante, per quello sarebbe ancora in servizio, l’hanno sospeso perché hanno scoperto che aveva stuprato anche delle prostitute che erano in stato di fermo in un ufficio di Polizia, per lo stupro delle prostitute, non per lo squarciamento della mano, l’hanno cautelarmene sospeso. Quindi è nelle stesse condizioni di Genchi, uno che a scritto una risposta su Facebook e uno che ha squarciato una mano a un manifestante minorenne e ha violentato delle prostitute in stato di fermo, sullo stesso piano, gli altri due anni e mezzo, due anni e 4 mesi e 8 mesi etc., tutti in servizio, oppure promossi!

Allora la domanda è, dato che vi ho letto prima quella giaculatoria: “ha leso gravemente il prestigio e l’onore delle istituzioni, la sua presenza in servizio è nociva per l’immagine della Polizia”, a proposito di Genchi, la domanda è: pestare a sangue e torturare manifestanti che non hanno fatto niente in una scuola o in una caserma, è per caso lesivo per il prestigio delle istituzioni? E la permanenza in servizio di chi ha fatto queste cose è per caso nociva per l’immagine della Polizia? Fino a quando a pagare sarà soltanto Genchi che ha fatto un’intervista e un intervento al congresso dell'IdV e una risposta a Facebook e non gli autori di violenze etc., etc., saremo autorizzati a pensare molto male e io di questo mi dispiaccio perché sono sempre stato un difensore della Polizia e delle forze dell’ordine. Mi piacerebbe che i vertici della Polizia ci aiutassero a avere fiducia in loro e a solidarizzare con loro, passate parola!

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Ancora sulla riforma-(s)fascio della Gelmini: la Scuola Pubblica muore nell'indifferenza

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Un altro articolo alla vostra attenzione, leggete bene. E' anche colpa nostra se ce ne siamo quasi fregati della distruzione della Scuola Pubblica. Io, nel mio, anche se ho partecipato alle manifestazioni e cortei che si sono svolti nella mia città, non mi sento per niente con l'animo in pace... voi?


Scuola pubblica al collasso. Le famiglie pagano “tasse” volontarie per scongiurare la chiusura degli istituti
di Fulvio Lo Cicero
Il grido di allarme è stato lanciato da dirigenti e docenti. Molte scuole costrette a chiedere contributi “volontari” alle famiglie, altrimenti l’alternativa è la chiusura. Il ministero promette dieci, ridicoli, milioni di euro

ROMA – La scuola pubblica sull’orlo del collasso finanziario. È questa la situazione che progressivamente sta maturando negli istituti scolastici italiani per “merito” della coppia Gelmini-Tremonti, i quali non solo hanno tolto all’istruzione pubblica otto miliardi in tre anni ma non rispettano nemmeno gli impegni presi in precedenza. Allo stato attuale, alla scuola manca un miliardo tondo tondo, che il ministero fa finta di aver dimenticato (in realtà, Tremonti non sa proprio dove rimediare i soldi).

Ma il ministro dell’economia non è nuovo a questo genere di inadempimenti. Appena insediatosi nel 2001, decise che non avrebbe pagato i docenti che avevano svolto, come insegnanti, i corsi di abilitazione ai colleghi, con regolare contratto firmato dal precedente Governo. I berlusconidi sono così: per loro gli impegni sono un optional, perfino quando hanno natura di obbligazione giuridica. Fu così che migliaia di docenti presi in giro fecero ricorso e il giudice civile cominciò ad emettere decreti ingiuntivi, con gli ufficiali giudiziari che si recavano nella sede del ministero ad operare i primi pignoramenti. E Tremonti trovò i soldi, salvando suppellettili, quadri, arredi.

Ora è la stessa cosa. Le scuole vantano un credito per un miliardo di euro. Una cifra spaventosa, «che ci serve non per organizzare party ma per comprare la carta igienica, le risme di carta e il toner per le stampanti, in alcuni casi per pagare compensi arretrati» dice un dirigente scolastico dell’area romana.

La situazione è giunta ad un punto tale che, oramai, sono numerose le scuole che chiedono contributi “volontari” alle famiglie. In questo modo, appare ancora più ridicolo il vanto berlusconiano del “noi non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani”, perché quelle mani le stanno affondando, per quanto in maniera indiretta. Questi contributi sono considerati necessari per non chiudere le scuole e proprio per colpa del ministero, che non onora i suoi impegni.

Ora, all’approssimarsi dell’esame di maturità, molte scuole stanno chiedendo, oltre alla tassa ordinaria (di circa dodici euro) anche un altro contributo, che in alcuni casi è di 100 euro. Il bello è che la ministra Gelmini si è scagliata contro questi contributi, asserendo che non ce n’è bisogno. La maggior parte dei dirigenti scolastici non è d’accordo: «Abbiamo pensato di proporre una tassa supplementare per gli esami di Stato, dato che essi incidono sul lavoro della segreteria, basti pensare solamente alle fotocopie. Noi siamo completamente a secco e non certo per colpa nostra» conferma un altro dirigente scolastico romano. Altri rimarcano come, al momento dell’iscrizione, i genitori abbiano firmato un “patto di corresponsabilità” con le scuole, aderendo alla richiesta di fornire eventuali contributi richiesti dai dirigenti.

Giorgio Rembaudo, presidente dell’Associazione nazionale dei Presidi, afferma: «Le scuole sono giunte a un tale livello di indigenza che si fa ricorso a tutto, dal “gratta e vinci” alla lotteria. La situazione non è più concepibile. Vorrei sfidare qualsiasi dirigente d’azienda a gestire la propria impresa a risorse zero».

Di fronte a questa situazione, la ministra non ha trovato altro che 10 milioni di euro, una cifra ridicola. Se si pensa che le scuole italiane sono poco più di diecimila, ad ogni scuola arriveranno mille euro. Una bazzecola.

«Le scuole pubbliche sono al fallimento» dichiara senza mezzi termini Francesca Puglisi, responsabile del settore per il Partito democratico, sottolineando come i «10 milioni di euro promessi dalla Gelmini sono briciole, di fronte agli enormi tagli con cui il governo ha costretto presidi e insegnanti a elemosinare soldi dagli alunni perfino per comprare la carta igienica».

Una scuola senza nemmeno carta igienica. La “riforma Gelmini” spiegata al popolo.

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sabato 27 marzo 2010

Bertolaso: le carte in regola per entrare in politica

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Aveva ragione un anziano signore del mio palazzo, quando, a me che ero un giovane studente di Giurisprudenza e iniziavo ad interessarmi alla politica, mi diceva: "Per arrivare in alto, in politica, occorre scambiare favori e violare la legge". Avere le carte in regola, in questa Italia dove l'affarismo e le strutture clientelari, è fondamentale: gli scheletri nell'armadio sono il migliore vademecum per alloggiare nelle alte sfere. Se la fedina penale è completamente sporca o prossima a diventarlo, le porte del PDL poi sono sempre spalancate, e siamo sicuri che così sono già per Bertolaso, vista la mole di nefandezze che stanno venendo fuori giorno dopo giorno.


Provo davvero schifo, un profondo schifo: questa persona, definita varie volte dalla stampa "trasversale" perché ha sempre tenuto buoni rapporti con tutte le maggioranze che si sono succedute al governo del nostro pese negli ultimi anni (da Prodi a Berlusconi), ha costruito un sistema di favori e scambi violando regole scritte e non scritte, ed è sempre là in alto, pronta (ne sono sicuro) a candidarsi nelle file del PDL non appena sarà cacciato a calci nel sedere dalla Protezione (In)Civile.

Vi lascio quindi alla lettura di tre articoli di Repubblica, un'indagine accurata di cosa ha combinato questo tipetto romano.
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Corsie preferenziali per terremoti, ma anche convegni, gare sportive e visite del Papa
Il giro delle ordinanze facili. Pochi invece i fondi investiti per la prevenzione
Bertolaso&c, l'affare emergenze, ecco la fabbrica degli stipendi d'oro
Boom di gettoni straordinari, spesi 10 miliardi in nove anni
di PAOLO BERIZZI
QUI.
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L'inchiesta. La lista delle società di fiducia della Protezione civile
E il progetto Case dell'Aquila lievita del 40 per cento
Bertolaso, consulenze record: 9 milioni per gettoni e assegni
di PAOLO BERIZZI
QUI.
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L'INCHIESTA/ Il personale della Protezione civile triplicato in tre anni
Imbarcati familiari di generali e giudici di Consulta e Corte dei Conti
Figli di potenti assunti senza concorso. Ecco la Parentopoli di Bertolaso
di PAOLO BERIZZI
QUI.
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Per leggere tutto questo ci vuole stomaco... ma noi italiani ce l'abbiamo: con Berlusconi al governo possiamo sopportare tutto, e questa è la cosa più grave.

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venerdì 26 marzo 2010

Giornalismo: sanzioni applicate e richieste. Gogna mediatica o Informazione?

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In questi giorni davvero non c'è un attimo di tregua. La società civile ieri ha detto sì all'informazione libera, sì al giornalsimo libero da condizionamenti politici: il numero di contatti ai siti internet che hanno diffuso la diretta di Rai Per Una Notte è stato un record per l'Italia, più di centomila contatti contemporanei non erano mai stati registrati nel nostro paese, e anche lo share (13%) delle trasmissioni TV che hanno girato la diretta stessa è stato notevole, soprattutto considerando il fatto che le prime sette emittenti del paese avevano i ceppi alle mani per desiderio del Kaiser, espresso nella legge-truffa della "par condicio".


E' dura per Berlusconi incassare l'ennesima sconfitta, e soprattutto vedere che la gente stia finalmente aprendo gli occhi sulle nefandezze della sua attività come privato cittadino e come presidente del Consiglio. Per la questione di Rai Per Una Notte i fidi sgherri del premier avevano giocato di anticipo: andate a leggere gli editoriali di Belpietro o Feltri (per citare i due più attivi al servizio di Sua Emittenza), e al loro diffamare a titolo gratuito i vari Santoro, Travaglio eccetera ancora prima che andassero in onda (per carità: lo fanno tutti i giorni, non stupisce affatto). La cosa che dà più fastidio è che i due (ma non solo) parlano continamente di asservimento alle "sinistre" (detto al plurale è più minaccioso per i polli) e all'Italia Dei Valori. Ieri Belpietro ha scritto che "stasera Santoro farà il Di Pietro di turno", usando il nome del ledaer dell'IDV come fosse un insulto... ma tutto fa brodo, nel soffiare continuo sugli incendi appicati da Berlusconi nel buonsenso popolare, per molti in vacanza.

Fra i "politici" (le virgolette sono obbligatorie per non offendere la categoria) Bondi ha detto a chiare lettere: "fate schifo", e oggi in un comunicato apparso nel sito del PDL, dice: "Santoro oggi starebbe perfettamente a suo agio nel partito dell’ex pubblico ministero di Milano", riprendendo quindi il filo tratteggiato da Belpietro. C'è proprio una regìa comune, ne sono convinto. In ogni caso nel PDL il concetto espresso con maggiore forza è proprio uno dei primi proferiti dal Capo: "gogna mediatica", o meglio: "processi in televisione". Questa è una cosa che mi infastidisce molto, e spiego perchè.

Io, come cittadino che vota, ho il sacrosanto diritto di sapere se le persone elette, che lavorano in Parlamento o al Governo, siano rette e oneste... se noi siamo nelle mani di nostri rappresentanti, è nel nostro interesse sapere che siano irreprensibili, e quindi possano lavorare per noi, onestamente. Vedere quindi un giornalista alla TV, sentirgli raccontare che Tizio o Caio hanno fatto X o Y, e sono sotto indagini o sotto processo, sono stati condannati o assolti, oppure che i loro reati, accertati, sono stati dichiarati estinti (spiegatelo a Minzolini, che fra l'altro lo sa benissimo, fa solo il furbo nei suoi editoriali), è importantissimo. Questa non è gogna mediatica, non è un processo televisivo: è INFORMAZIONE.

Ha poco da lamentarsi Berlusconi! Credo fosse più semplice oltre che onesto non violare la Legge, piuttosto che farlo ripetutamente, entrare poi in politica per salvarsi il posteriore e cercare di controllare l'informazione per influenzare l'opinione pubblica. Non sopporto poi tutti questi attacchi a Marco Travaglio e al Fatto Quotidiano: non è vero che sono schierati politicamente! Se lo fossero stati non avremmo avuto tutti quei dossier approfonditi e gli articoli che hanno ben raccontato le questioni Marrazzo (PD) o De Luca (IDV). Il fatto è che la gente fatica molto ad aprire davvero gli occhi, bombardata com'è dalla continua propaganda degli organi di stampa di Berlusconi, e dalle continue risse cui assistiamo in televisione (il maggior mezzo di comunicazione utitlizzato dagli italiani).

Ieri siamo stati informati con cura sul contenuto delle intercettazioni riguardanti il caso Berlusconi-Agcom: le parole degli stessi attori! Infatti guarda caso Berlusconi (e non solo) è ufficialmente sotto indagine dal Tribunale dei Ministri, che ha ricevuto le carte dalla Procura di Trani. Bel macello per le alte e ben pagate sfere dell'Agcom! Anche perché proprio oggi attraverso i giornali Berlusconi tuona il suo diktat e chiede alla luce del sole una punizione da parte dell'Agcom stessa, che lui controlla perché ci ha messo i suoi uomini, nei confronti di Santoro e dei suoi ospiti di ieri.


A proposito di punizioni... Arriva proprio oggi una bella notizia, che mi piace considerare come una gustosissima ciliegina sulla torta assaggiata ieri con la diretta di Santoro: Littorio (sì, con la L) Feltri, uno degli "squadristi della penna" al soldo del Regime, ha ricevuto una bastonata in testa: sei mesi fuori dall'ordine dei giornalisti, sospeso. La testa di Feltri è dura come il marmo, lo sappiamo, e infatti lui subito ha presentato ricorso avverso la decisione della commissione disciplinare lombarda. I motivi della punizione sono stranoti, ma vale la pena ricordarli: per il caso Boffo, per la pubblicazione di indiscrezioni sul presidente della Camera Gianfranco Fini e per gli articoli firmati da Renato Farina dopo la sua radiazione dall'albo. E Bravo Littorio: tre violazioni per una punizione unica!

Da una rissa all'altra. Il giornalismo vive un momento duro, è vero, ma ieri con Rai Per Una Notte è stata scritta una pagina epocale nella storia dell'Informazione in Italia, e ancora una volta la Rete, al momento unico canale veramente libero per uno scambio di idee e notizie, l'ha fatta da padrona.

Oggi le critiche a posteriori sulla trasmissione di ieri si sprecano, da parte dei Bravi (nel senso manzoniano del termine) di Sua Emittenza. Sono curioso di vedere quanto entreranno nel merito delle questioni trattate ieri (sicuramente in pochi, vista l'evidenza dei contenuti), o quanti (e saranno la maggior parte, sicuro come il sole) si attaccheranno a pretesti puerili (che ne so: la lingua lunga, forse troppo per alcune volgarità che dice, di Luttazzi) per dare addosso a un grande momento di Democrazia, io questo termine posso usarlo: non sono mica Berlusconi!

Chi non avesse potuto seguire la trasmissione lo può fare ancora oggi da QUI.

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Rai Per Una Notte / Il video integrale

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Qualora qualcuno di voi l'avesse perso, in tutto o in parte, ecco qui tutto il video. Faccio notare che nel digitale terrestre che io uso ogni giorno, ieri sera il canale che avevo scelto per guardare il programma (RepubblicaTV) era spostato, dal canale 18 al canale 180, e ci ho messo un bel po' a trovarlo e rimettere tutto a posto... potenza dei decoder di Paolo Berlusconi...

























Dedico questo post a Belpietro, Feltri e tutti gli altri squadristi della penna: il loro livore nei confronti di queste iniziative è Musica per le mie orecchie.

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Una voce fuori dal coro del silenzio sulla Scuola Pubblica

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Segnalatomi da un amico, riporto qui uno scritto di Massimo Donadi, Capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera dei Deputati. Almeno qualcuno dice qualcosa di sensato sullo scempio-Glemini in atto. Ora alle parole seguano i fatti, e si creino le condizioni per salvare la Scuola Pubblica dalla distruzione.


Scuola: un'Italia ignorante da plasmare

Un’Italia ignorante, da plasmare a proprio piacimento: ecco il disegno della maggioranza, che si staglia purtroppo sempre più chiaramente, nel totale buio in cui va precipitando la scuola pubblica. Il grande Pietro Calamandrei, in un convegno sulla scuola pubblica a cui prese parte nel lontano 1950, avendo ancora fresca la memoria del fascismo, disse che, ove mai si fosse ripresentata nel nostro paese una forma di autoritarismo, non avrebbe certo fatto ricorso al manganello o all’olio di ricino, ma avrebbe piuttosto operato sul piano della cultura, della formazione del pensiero e quindi sull’orientamento dell’opinione pubblica e della classe dirigente del Paese. Per questa ragione, riteneva Calamandrei, un ipotetico “partito dominante” avrebbe progressivamente impoverito la scuola pubblica fino a lasciarla morire di inedia e avrebbe contestualmente investito sulle scuole private che sarebbero diventate lo strumento di diffusione della sua “cultura”. Calamandrei non poteva certo immaginare, nel 1950, che per creare una propria visione culturale al cosiddetto “partito dominante”, non sarebbe stato necessario dar vita a una rete di scuole private, in quanto a questo avrebbe ampiamente pensato la televisione. Sta di fatto, comunque, che, come tutti i grandi uomini, ha saputo vedere lontano. I 7 miliardi di euro tagliati alla scuola pubblica, i quasi 100 mila insegnanti e operatori licenziati, l’impoverimento della didattica, la diminuzione del numero di ore di insegnamento, serve sicuramente a creare un popolo sempre meno attrezzato culturalmente e sempre più facilmente plasmabile con messaggi televisivi. Ormai le scuole pubbliche sono alla fame, dalla città di Crema, passando per Roma e per finire a Catania, gli istituti devono chiedere contributi alle famiglie dei ragazzi per comprare carta igienica, saponi, piatti e bicchieri di carta. A Catania una scuola ha dovuto chiedere un contributo di 100 euro alle famiglie per banchi, lavagne e cattedre. A Milano una scuola media ha dovuto chiedere un contributo di 40 euro per garantire lezioni pomeridiane. E l’elenco non avrebbe mai fine. Ma, a rendere veramente inquietante la situazione, è il fatto che non solo si sta cercando di lasciar morire di fame e inedia la scuola pubblica, ma che, addirittura, è ormai la cultura dei disvalori propagandati da questa maggioranza di destra che sta facendo breccia nella stessa istruzione. Una scuola pubblica di Pordenone ha organizzato una gita scolastica degli allievi sulla base del loro reddito: i benestanti a Londra in buon albergo, i più poveri a Monaco in una pensione con i pidocchi. In un comune del Vicentino, due giorni fa, alla scuola materna il sindaco e l’assessore, entrambi giovani donne, hanno deciso di lasciare a digiuno 9 bimbi dell’asilo nido perché i genitori non avevano ancora pagato la retta. Ma cosa ci sta succedendo? Stiamo assistendo al calpestamento di ogni sensibilità e del significato stesso di scuola pubblica e, come dice oggi Massimo Gramellini sulla Stampa, “spaventa il pensiero di come cresceranno i discriminati di Vicenza e di Pordenone. Ma spaventa ancora di più come cresceranno i privilegiati: privi dei vincoli minimi di solidarietà, per insegnare i quali la scuola pubblica era nata”.
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Nel sito dell'Italia dei Valori ho trovato anche l'elenco delle iniziative che il partito di Di Pietro ha stilato per il sostegno alla Cultura, ci sono alcune cose interessanti, leggete:

11 - Scuola, Università, Ricerca

* Ridurre le spese militari, sottrarre fondi alle grandi opere inutili (Ponte di Messina) per destinare integralmente il ricavato al finanziamento di istruzione e formazione.
* Applicare il dettato costituzionale dell’articolo 33: enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
* Scuola dell’obbligo. Riduzione del numero degli alunni per classe, stabilità del corpo docente, innalzamento dell’obbligo scolastico. Promuovere la formazione tecnico-scientifica in relazione alla riconversione energetica. Laicità dell’insegnamento.
* Università. Favorire la formazione scientifica e l’addestramento alla ricerca. Bloccare la moltiplicazione delle sedi e dei corsi di laurea. Scoraggiare l’afflusso studentesco verso corsi di laurea che offrono scarse prospettive occupazionali. Rafforzare le esperienze di scambio europeo, Erasmus e affini.
* Riaprire il reclutamento di giovani ricercatori. Destinare risorse finanziare adeguate alla ricerca scientifica sulle fonti di energia rinnovabili, sul riciclo dei rifiuti, e alla loro applicazione diffusa.
* Aumento del tempo scuola con riduzione del numero di alunni per classe
* Mantenimento di istituti funzionanti per le scuole dell’infanzia e primarie anche nei piccoli centri e collegamenti pubblici gratuiti per le scuole secondarie accentrate nei comuni maggiori
* Diritto allo studio per gli alunni portatori di handicap assicurato dal sostegno di insegnanti specializzati.
* Definizione di rapporto tra alunni per classe e spazi fisici messi a disposizione dell’aula, nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza.
* Aumento dei finanziamenti per le verifiche di manutenzione delle strutture e adeguamento alle norme antisismiche di tutti gli edifici scolastici.
* Piano triennale, per la stabilizzazione dei precari con formulazione di proposte economiche per l’eventuale prepensionamento di corpo docente eccedente.
* Adeguamento degli investimenti in ricerca e per gli istituti universitari dall’1% attuale agli standard europei del 3% del Pil.
* Ridefinizione della governance delle Università e delle competenze dei diversi organi distinguendo l’indirizzo, dal controllo e dalla gestione.
* Revisione del sistema delle carriere e di reclutamento dei docenti.
* Obbligo della lingua inglese e dell’informatica come materie didattiche fin dalla scuola dell’infanzia.
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Anche qui è il caso dire dire, con maggiore forza: alle parole ora seguano i fatti. Ora probabilmente qualcuno riderà e commenterà: questo blogger sta facendo pubblicità all'IDV... pensatela come volete, se queste le avesse scritte Pinco Pallino le avrei postate lo stesso.

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giovedì 25 marzo 2010

La Chiesa Cattolica fra pedofilia e aborto: propaganda?

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In questi giorni in cui si stanno scoprendo gli altarini, e vengono fuori sempre nuove notizie su come al di là delle lettere di Ratzinger la Chiesa metta il coperchio alle nefandezze compiute da tanti suoi prelati, una riflessione davvero interessante la si può prendere da questo blog, e ve la offro volentieri. Leggete cosa aveva combinato il cardinale Ottaviani nel 1962 e soprattutto come l'attuale papa, Ratzinger, avesse ostacolato la Giustizia in America e fosse stato salvato dall'amministrazione Bush, una vergogna.


LA CHIESA TRA PEDOFILIA E ABORTO
il Blog di Andrez

Con l’avvicinarsi delle elezioni del 28 marzo, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) Bagnasco interviene severamente nella vita politica del nostro Paese invitando a “votare contro l’aborto“, con un’indicazione precisa in tema di voto: “La vita umana va difesa innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto.” Questa difesa è uno dei valori “non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.

Riferendosi poi alle recenti accuse di pedofilia, Bagnasco ritiene che non si debbano subire qualora ci fossero, “strategie di discredito generalizzato, perché i vescovi italiani hanno applicato per tempo le severe norme stabilite dal Vaticano contro i preti pedofili.”

Ecco, credo che qui sia il punto; ma la Chiesa ha realmente voltato pagina nel coprire i preti pedofili o si limita ad annunciarlo con clamore salvo poi non far cambiare nulla?

Se la Chiesa intende iniziare a denunciare i preti pedofili deve innanzitutto dichiarare estinto il Crimen Sollicitationis.

In vigore dal 1962 e redatto dal Cardinale Ottaviani, il Crimen Sollicitationis indica chiaramente ai prelati come comportarsi quando un sacerdote viene denunciato per pedofilia: “Servanda diligenter in archivio secreto curiae pro norma interna. Non publicanda nec ullis commentariis augenda“, che vuol dire “Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento”.

E’ seguendo questa chiara indicazione che tutti i delitti di pedofilia vengono accuratamente nascosti dalla Chiesa e la stessa segretazione viene chiesta-imposta alle vittime fedeli, anche perchè il Crimen Sollicitationis considera peccatrici le vittime degli abusi al pari del violentatore pedofilo per aver “fornicato”, anche se l’abusato è stato circuito, plagiato, e, in molti casi, violentato. Nel testo, infatti, (art.73, pag.23 del documento in latino) parlando di “crimine pessimo”, intendendo l’abuso di un bambino o gli atti sessuali con un animale (perchè la Chiesa continua a paragonare, accomunare ed equiparare i bambini agli animali, come ai tempi della Taxa Camerae del 1517; “Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.”

Prima che il bambino nasca la sua vita è ritenuta assolutamente sacra e inviolabile, ma già da appena nato và considerato esso stesso peccatore assieme al sacerdote pedofilo, in quanto si legge che tale peccato è commesso dal sacerdote “cum impuberibus”, cioè “con” il bambino, non “contro”.
Si intende cioè esprimere prima di tutto una netta condanna verso la pratica del sesso in sè, anche quando è fatto contro la propria volontà e dichiarando così peccatore pure il bambino con implicito senso di colpa, vergogna ed espiazione.

E’ in base al Crimen Sollicitationis che nel 2001, il cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa e allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, promulgò un epistola nota come De Delictis Gravioribus o come Ad exsequandam. In essa richiamava il Crimen sollicitationis e avocava a sè un diretto controllo, come Congregazione per la Dottrina della Fede, sui “crimini più gravi”, compresi gli abusi di pedofilia sui minori.
Per quella lettera, il cardinale Ratzinger fu citato in giudizio dall’avvocato Daniel Shea davanti al tribunale dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), dove fu accusato di “ostruzione alla giustizia”.

Secondo l’accusa, infatti, il documento della Congregazione avrebbe favorito la copertura di prelati coinvolti nei casi di molestie sessuali ai danni di minori negli Stati Uniti e nel febbraio 2005 fu emanato dalla corte un ordine di comparizione per il cardinale Joseph Ratzinger.

Il 19 aprile 2005, il cardinale Ratzinger fu eletto papa e i suoi legali negli Stati Uniti si rivolsero al Dipartimento di Stato chiedendo l’immunità diplomatica per il loro assistito. L’Amministrazione Bush acconsentì e Joseph Ratzinger fu esonerato dal processo.

Dunque, con la dura presa di posizione odierna la Chiesa intende realmente voltare pagina nel coprire i preti pedofili e cancellare il Crimen Sollicitationis o si limita a fare propaganda annunciativa salvo poi non far cambiare nulla, così di moda oggi tra i nostri politici ?

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Raiperunanotte: ci siamo. Tutte le info

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Le parole di Marco Travaglio sull'evento epocale di stasera, a seguire il link con tutte le informazioni sulla diretta.

"RAIPERUNANOTTE". Stasera a Bologna. Marco Travaglio: “gli abbiamo smontato il giocattolo della censura”
di Stefano Corradino

Mancano poche ore alla serata in diretta dal Paladozza di Bologna. Raggiunto il primo obiettivo: 50 mila sottoscrittori hanno dato il loro contributo per dar vita a Raiperunanotte. Immancabili e prevedibili, fino alla vigilia, gli affondi del Pdl: “è propaganda politica”. “Propaganda – risponde Marco Travaglio intervistato da Articolo21 - è quella che il Pdl fa nei suoi telegiornali di regime, noi facciamo i giornalisti che è una cosa un po’ diversa!”

Questa sera siete a Bologna con “Raiperunanotte”. Ieri le ultime polemiche di una parte del mondo politico. Uno degli attacchi più ricorrenti: “Santoro e Travaglio danneggiano l’azienda”
Danneggiamo l’azienda? E’ l’azienda che si danneggia da sola mandando a spasso le trasmissioni di approfondimento politico proprio nel mese in cui ce n’è più bisogno, perché si è alla vigilia delle elezioni e i cittadini hanno maggior bisogno di informazioni. Se poi uno trova un buco dove parlare lo stesso davvero non si capisce dove sia il danno. Se l’azienda pensa di aver fatto il proprio interesse manderà in onda programmi talmente strepitosi per il pubblico che nessuno guarderà Raiperunanotte. Se non sarà capace di farlo vorrà dire che l’azienda stessa si è danneggiata da sola.

L’altra accusa: “non fanno informazione né comunicazione ma solo propaganda politica”
Propaganda? E a chi ? A quale partito? Propaganda è quella che il Pdl fa nei suoi telegiornali di regime, noi facciamo i giornalisti che è una cosa un po’ diversa! Comunque penso siano molto nervosi, essenzialmente per due motivi: primo perché gli abbiamo smontato il giocattolo della censura. Secondo perché facciamo una trasmissione molto attesa (tante tv la riprenderanno e poi su internet e 180 piazze, addirittura all’estero) e… senza politici!! Questo credo li mandi completamente al manicomio. Fare informazione televisiva senza esponenti politici li fa diventare pazzi e questo per noi è motivo di grande soddisfazione!

Qualcuno magari si mangerà le mani pensando che avreste fatto meno clamore se i talk show fossero andati in onda
Sicuramente ma con una riflessione: non so gli altri, ma se fosse andato in onda Anno zero non avrebbero potuto mentire così spudoratamente sulla presentazione delle liste del Lazio, sul decreto salva liste, sullo scandalo di Trani. Hanno potuto beneficiare di un mese di black out e raccontare balle a volontà senza essere smentiti, quindi nel complesso gli è convenuto.

Di sicuro hanno accresciuto l’attesa di questa serata
Senza dubbio, e cercheremo di rivoltare la frittata delle verità di regime che hanno servito agli italiani in questo mese. E potrebbe servire a qualcuno per capire come erano andate veramente le cose

Una serata Rai fuori dalla Rai. Questa iniziativa può rappresentare un precedente?
Sì! Perché siamo alle prove generali di un regime ancora più ottuso. Questo era un mese di prova per vedere se si può chiudere tutto senza suscitare reazioni. Il fatto che ci sia stata una reazione tra giornalisti peraltro molto diversi e spesso anche in polemica tra loro, e che a questa reazione abbia fatto seguito una diffusa reazione del pubblico, è già un precedente. Sanno che non possono fare impunemente quello che vogliono perché a un certo punto la gente si ribella.
L’altro precedente è che grazie alle nuove tecnologie, alle tv via internet, ai blog, a facebook, a questa federazione improvvisata di televisioni locali che si collegheranno, alla tv di Al Gore e non dimentichiamo, lo dico anche se ci sono coinvolto, a “Il Fatto Quotidiano” che sponsorizza la manifestazione si è potuto dimostrare che c’è una scialuppa di salvataggio nel caso in cui tentino di affondare la nostra barca. C’è un posto dove andare a raccontare le cose anche con il mezzo televisivo. Ed è molto importante.

Nel 2002 non fu così
Purtroppo no. E l’editto bulgaro passò dopo qualche giorno di polemiche quasi inosservato e non ebbe conseguenze. Stavolta devono sapere che c’è una reazione e un’alternativa quindi: o ripristinano le condizioni di minima decenza nelle tv pubblica o c’è un altro posto dove andare a fare servizio pubblico. Perché questo è, servizio al pubblico! Noi rispondiamo solo ai telespettatori, e per la carta stampata ai nostri lettori. Loro sono gli unici nostri editori, non i partiti. Se ne devono fare una ragione. Sta cambiando tutto e loro non se ne sono resi conto.

Cda Rai, Agcom, Commissione di Vigilanza… C’è da dire che sono tanti gli organismi che analizzano, denunciano, vietano…
Fosse per me non ce ne dovrebbe essere nessuno: se uno viola la privacy è vietato, se uno viola i segreti è vietato, se uno diffama è vietato. Se ne occupino i tribunali, gli altri sono tutti tribunali dei partiti che non hanno nessuna autorità per giudicare il lavoro dei giornalisti.

Hai pubblicato di recente un nuovo libro dal titolo “Ad personam”. Cosa serve per superare questa consuetudine politica nel legiferare, per l’appunto, ad personam e ad aziendam? Più rispetto per le leggi? Leggi nuove? Ricambio della classe politica?
Serve più informazione. Con una informazione più documentata e aggressiva sul potere, il potere è costretto a cambiare oppure i cittadini sono costretti a cambiare i propri rappresentanti. Per uscire da questo stato di anestesia totale in cui l’informazione di regime tiene il paese.
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Tutte le informazioni (e le reti e i siti internet che manderanno in diretta l'evento, su: http://www.raiperunanotte.it/

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Agcom: multa a TG1 e TG5, la Giustizia su Berlusconi

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E le intercettazioni delle telefonate di Berlusconi con Innocenzi e Minzolini (fra i vari) produssero finalmente degli effetti. Come riporta fra gli altri REPUBBLICA, sono state comminate due sanzioni da 100.000 euro ciascuna a TG1 e TG5 per lo "squilibrio tra PDL e PD" e la "marginale presenza delle nuove liste". L'Agcom (che a questo punto non poteva più stare zitta) fa anche un richiamo a tutte le emittenti ad "attuare un immediato riequilibrio" tra le forze politiche in vista delle Regionali. Un po' tardi, a dire il vero, ma sempre meglio di niente, no?


Entrando nel particolare, la Commissione Servizi e Prodotti dell'Agcom, "presieduta da Corrado Calabrò, relatori Magri e Sortino, alla luce dei dati di monitoraggio dell'ultimo periodo (14-20 marzo) ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra PDL e PD, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell'informazione nei notiziari". "La commissione ha pertanto comminato, all'unanimità, una sanzione di 100.000 euro al TG1 e al TG5, che presentavano il maggiore squilibrio, ed ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio dell'informazione entro la chiusura della campagna elettorale".

Con ogni certezza Minzolini e Mimun (se non ricordo male è lui il direttore del TG5, correggetemi se sbaglio) si faranno una sana risata, e andranno dritti per la loro strada: quella della propaganda al Kaiser. Chissà se avremo stasera un nuovo patetico e delirante editoriale dello spara-minzogne.... già me lo immagino: farà la vittima, e partirà all'attacco, proprio come fa il suo capo.

Sempre di oggi è la notizia che Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle pressioni esercitate per sospendere il programma "Annozero". Minacce e concussione i reati configurati a piazzale Clodio, gli stessi già ipotizzati dai magistrati di Trani dai quali hanno ricevuto le carte.

Ancora una volta la Giustizia ha dati su cui lavorare in riferimento a Berlusconi. I dati, per questa indagine, sono intercettazioni: quindi c'è la voce di Berlusconi e dei suoi interlocutori, più prove di queste si muore. Ma la stampa e le tv della propaganda non si faranno crescere l'erba sotto i piedi: ora partirà la campagna di vittimismo e assolvimento, l'importante è che la gente pensi bene di Berlusconi, col calo di consensi che c'è oggigiorno occorre cambiare le carte in tavola, anche barando.

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L'indifferenza di TV, stampa e politici verso la distruzione della Scuola Pubblica

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Io non sono un insegnante. Non ho fatto le vecchie "scuole abilitanti" o le attuali SIS, quindi non sono un precario, né ho vinto il concorso ordinario, quindi non sono un insegnante titolare di cattedra a tutti gli effetti. Non sono neanche un grande esperto dei problemi della Scuola. Non dovrebbe quindi importarmi niente della Scuola Pubblica, dato che non mi dà lavoro. Eppure sono incazzato nero.

La "riforma" Gelmini della Scuola Pubblica è un atto stupratorio a tutti gli effetti, che ha uno, anzi due scopi precisi: punire e distruggere la Scuola Pubblica attraverso un taglio abnorme di capitali che in larga parte saranno spostati alle scuole private, la vera fucina dell'ingoranza. Come verrà attuata questa distruzione? I punti sono davvero tanti e articolati, ma voglio mettere l'accento su quelli che più mi hanno colpito.


Il taglio di capitali passa per una drastica riduzione delle ore di insegnamento, per un massiccio accorpamento di studenti in classi sempre più numerose (che sono di meno), per un taglio nell'insegnamento di alcune materie (ora si parla della geografia, ma non è solo così, sappiamo bene che i neo-fascisti vogliono riscrivere la Storia), per la chiusura delle piccole scuole (tanti paesini, ma non solo, non avranno più le scuole, costringendo a viaggi dispendiosi i genitori che accompagnano a scuola i figli). Con meno classi e sempre più numerose c'è meno bisogno di insegnanti, che saranno quindi sbattuti sulla strada a non fare niente, e quelli che rimangono nelle scuole avranno grossi problemi a seguire bene il maggiore numero di alunni delle classi così gonfie di ragazzi.

Meno soldi per le scuole significa anche meno libri, meno attività che fanno da corollario all'insegnamento, meno computer per completare l'insegnamento, meno fogli per fotocopie eccetera.

L'attacco alla Scuola Pubblica è annientante, ed è una punizione voluta fortemente da questo governo, che come tutti i Regimi autoritari ha nella propria convenienza un popolo ignorante da governare, perché l'ignoranza non dà consapevolezza nelle scelte di vita (fra cui soprattuto il Voto), tanto già c'è mamma TV a farci pensare e agire per imitazione. E' una punizione perché negli scorsi anni le più grandi manifestazioni e proteste contro le porcherie del governo sono state organizzate dalla Scuola, dagli inseganti "comunisti" solo perché non la pensano come Berlusconi.

A pagare saranno gli operatori ATA (credo si chiamino così), cioé i bidelli, e le persone che lavorano in amministrazione, ma soprattutto gli inseganti. In primis i precari: alcuni di questi, quando i movimenti nati lo scorso anno per informare la gente sullo scempio in costruzione iniziavano ad agire, non partecipavano alle manifestazioni e alle riunioni perchè avevano ancora le loro supplenze com'era prima; altri invece avevano capito e saputo leggere in prospettiva e già operavano per informare la gente e far montare la sacrosanta protesta. Bene, questi saranno i primi a finire sulla strada: c'è un articolo di oggi che indica il numero elevato di precari che resteranno disoccupati per effetto di questo stupro alla Scuola Pubblica: 44.000 circa in tutta Italia! E i vincitori di concorso? Anche qui ci sono stati quanti, nel 2009, non si vedevano toccati nel breve periodo dalla riforma, e se ne sono infischiati della protesta, e quanti invece con lungimiranza avevano capito tutto e si erano organizzati bene (l'esempio della provincia di Sassari è emblematico) da subito. Bene (anzi, male), i titolari di cattedra in quanto vincitori di concorso (ordinario) sono dipendenti pubblici a pieno titolo, quindi per Legge non possono (o meglio: non potrebbero) essere licenziati, il posto pubblico dovrebbe essere la massima garanzia per il lavoro, lo è sempre stato storicamente. E invece con la "riforma" Gelmini fra due anni molti, moltissimi di loro perderanno il lavoro!!! Ho parlato con una delle organizzatrici delle manifestazioni e proteste della provincia di Sassari, e mi ha detto che in questo biennio a venire saranno 144.000 circa in totale gli inseganti (fra precari e titolari di cattedra) che perderanno il lavoro! Ma vi rendete conto?

Io mi chiedo: ma come può un governo lavorare all'opposto degli scopi per cui è nata la Politica? La Politica non dovrebbe essere un servizio? E se è un servizio dovrebbe allora lavorare per il bene dei governati, dei cittadini, giusto? E allora perché il governo crea disuccupazione?

Lo scopo della "riforma" Gelmini è quindi ben smascherato: distruggere tutto, per creare ignoranza nei giovani, abbassando il livello culturale medio già preso a testate dalla TV, e per creare disoccupati fra quanti lavorano nell'unica fucina del Libero Pensiero e della Cultura: gli insegnanti della Scuola Pubblica.

Purtroppo c'è una nota a margine dolorosissima in questa incresciosa faccenda, e riguarda la politica e il giornalismo.

Per quanto concerne la politica, ovviamente all'interno del partito di maggioranza, il PDL, nessuno è contrario a questo smantellamento della Scuola Pubblica a favore di quelle private (la maggior parte delle quali in mano alla Chiesa Cattolica, alleata del PDL), nessuno ha detto niente: ma a destra è sempre così, decide il Kaiser e gli altri ubbidiscono. Il vero schifo proviene dall'attuale "opposizione": quanti nel PD e nell'IDV (ma anche nei partiti minori) hanno fatto davvero qualcosa per controbattere questo scempio? Quanti hanno davvero alzato la voce, creato un movimento di informazione e di protesta contro questa vergogna? Praticamente nessuno. Semmai alcuni si sono fatti vedere alle manifestazioni organizzate dalla Scuola Pubblica solo per mettere il cappello e farsi vedere, dicendo: "è una vergogna, fate bene a protestare", e niente altro. I Leader? Non mi risulta che i leader del PD, da Franceschini a Bersani, abbiano preso in mano la cosa per davvero. E Di Pietro? Tonino combatte a lancia in resta grandi e condivisibilissime battaglie per la Giustizia, per la Costituzione, ma quello che fa a me pare di più un voler combattere una guerra personale con Berlusconi (per carità, giusta). Perché Di Pietro non ha mai preso iniziative forti per salvare la Scuola Pubblica? Lui ha lavorato nella Magistratura, e per questa combatte crociate a testa bassa, che condivido a pieno, ma per la Scuola? Niente!

E il giornalismo? Pronto solo a fare i suoi servizi sulle manifestazioni! I giornali della destra sono sempre stati pronti a sfottere e prendere in giro l'azione degli operatori della Scuola Pubblica: devono servire bene il loro padrone, non possiamo aspettarci da loro certo un'indagine, un dossier. E i giornali dell'altra area? O quelli indipendenti come il Fatto Quotidiano? Poco e niente: fa più notizia la guerra Berlusconi-Magistratura che la distruzione della Scuola Pubblica, e allora nessun dossier approfondito sulla "riforma", solo le notizie di prammatica. Che ha detto Annozero? Ballarò? Poco o niente. Forse gli unici che hanno detto qualcosa di preciso sono stati il Manifesto e l'Unità: che hanno però un'utenza molto più limitata.

E' uno schifo: la Scuola Pubblica è stata abbandonbata a se stessa, da tutti. Ho visto personalmente decrescere in maniera drastica il numero dei manifestanti ai cortei della mia città. Ho visto crescere la rassegnazione, vedo la disperazione. La Scuola Pubblica è senza futuro, o meglio: è senza un futuro positivo.

Ignoranza e disoccupazione: Berlusconi comanda, e nessuno fa niente per contrastare, tranne chi lavora nella Scuola.

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