venerdì 26 marzo 2010

Giornalismo: sanzioni applicate e richieste. Gogna mediatica o Informazione?

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In questi giorni davvero non c'è un attimo di tregua. La società civile ieri ha detto sì all'informazione libera, sì al giornalsimo libero da condizionamenti politici: il numero di contatti ai siti internet che hanno diffuso la diretta di Rai Per Una Notte è stato un record per l'Italia, più di centomila contatti contemporanei non erano mai stati registrati nel nostro paese, e anche lo share (13%) delle trasmissioni TV che hanno girato la diretta stessa è stato notevole, soprattutto considerando il fatto che le prime sette emittenti del paese avevano i ceppi alle mani per desiderio del Kaiser, espresso nella legge-truffa della "par condicio".


E' dura per Berlusconi incassare l'ennesima sconfitta, e soprattutto vedere che la gente stia finalmente aprendo gli occhi sulle nefandezze della sua attività come privato cittadino e come presidente del Consiglio. Per la questione di Rai Per Una Notte i fidi sgherri del premier avevano giocato di anticipo: andate a leggere gli editoriali di Belpietro o Feltri (per citare i due più attivi al servizio di Sua Emittenza), e al loro diffamare a titolo gratuito i vari Santoro, Travaglio eccetera ancora prima che andassero in onda (per carità: lo fanno tutti i giorni, non stupisce affatto). La cosa che dà più fastidio è che i due (ma non solo) parlano continamente di asservimento alle "sinistre" (detto al plurale è più minaccioso per i polli) e all'Italia Dei Valori. Ieri Belpietro ha scritto che "stasera Santoro farà il Di Pietro di turno", usando il nome del ledaer dell'IDV come fosse un insulto... ma tutto fa brodo, nel soffiare continuo sugli incendi appicati da Berlusconi nel buonsenso popolare, per molti in vacanza.

Fra i "politici" (le virgolette sono obbligatorie per non offendere la categoria) Bondi ha detto a chiare lettere: "fate schifo", e oggi in un comunicato apparso nel sito del PDL, dice: "Santoro oggi starebbe perfettamente a suo agio nel partito dell’ex pubblico ministero di Milano", riprendendo quindi il filo tratteggiato da Belpietro. C'è proprio una regìa comune, ne sono convinto. In ogni caso nel PDL il concetto espresso con maggiore forza è proprio uno dei primi proferiti dal Capo: "gogna mediatica", o meglio: "processi in televisione". Questa è una cosa che mi infastidisce molto, e spiego perchè.

Io, come cittadino che vota, ho il sacrosanto diritto di sapere se le persone elette, che lavorano in Parlamento o al Governo, siano rette e oneste... se noi siamo nelle mani di nostri rappresentanti, è nel nostro interesse sapere che siano irreprensibili, e quindi possano lavorare per noi, onestamente. Vedere quindi un giornalista alla TV, sentirgli raccontare che Tizio o Caio hanno fatto X o Y, e sono sotto indagini o sotto processo, sono stati condannati o assolti, oppure che i loro reati, accertati, sono stati dichiarati estinti (spiegatelo a Minzolini, che fra l'altro lo sa benissimo, fa solo il furbo nei suoi editoriali), è importantissimo. Questa non è gogna mediatica, non è un processo televisivo: è INFORMAZIONE.

Ha poco da lamentarsi Berlusconi! Credo fosse più semplice oltre che onesto non violare la Legge, piuttosto che farlo ripetutamente, entrare poi in politica per salvarsi il posteriore e cercare di controllare l'informazione per influenzare l'opinione pubblica. Non sopporto poi tutti questi attacchi a Marco Travaglio e al Fatto Quotidiano: non è vero che sono schierati politicamente! Se lo fossero stati non avremmo avuto tutti quei dossier approfonditi e gli articoli che hanno ben raccontato le questioni Marrazzo (PD) o De Luca (IDV). Il fatto è che la gente fatica molto ad aprire davvero gli occhi, bombardata com'è dalla continua propaganda degli organi di stampa di Berlusconi, e dalle continue risse cui assistiamo in televisione (il maggior mezzo di comunicazione utitlizzato dagli italiani).

Ieri siamo stati informati con cura sul contenuto delle intercettazioni riguardanti il caso Berlusconi-Agcom: le parole degli stessi attori! Infatti guarda caso Berlusconi (e non solo) è ufficialmente sotto indagine dal Tribunale dei Ministri, che ha ricevuto le carte dalla Procura di Trani. Bel macello per le alte e ben pagate sfere dell'Agcom! Anche perché proprio oggi attraverso i giornali Berlusconi tuona il suo diktat e chiede alla luce del sole una punizione da parte dell'Agcom stessa, che lui controlla perché ci ha messo i suoi uomini, nei confronti di Santoro e dei suoi ospiti di ieri.


A proposito di punizioni... Arriva proprio oggi una bella notizia, che mi piace considerare come una gustosissima ciliegina sulla torta assaggiata ieri con la diretta di Santoro: Littorio (sì, con la L) Feltri, uno degli "squadristi della penna" al soldo del Regime, ha ricevuto una bastonata in testa: sei mesi fuori dall'ordine dei giornalisti, sospeso. La testa di Feltri è dura come il marmo, lo sappiamo, e infatti lui subito ha presentato ricorso avverso la decisione della commissione disciplinare lombarda. I motivi della punizione sono stranoti, ma vale la pena ricordarli: per il caso Boffo, per la pubblicazione di indiscrezioni sul presidente della Camera Gianfranco Fini e per gli articoli firmati da Renato Farina dopo la sua radiazione dall'albo. E Bravo Littorio: tre violazioni per una punizione unica!

Da una rissa all'altra. Il giornalismo vive un momento duro, è vero, ma ieri con Rai Per Una Notte è stata scritta una pagina epocale nella storia dell'Informazione in Italia, e ancora una volta la Rete, al momento unico canale veramente libero per uno scambio di idee e notizie, l'ha fatta da padrona.

Oggi le critiche a posteriori sulla trasmissione di ieri si sprecano, da parte dei Bravi (nel senso manzoniano del termine) di Sua Emittenza. Sono curioso di vedere quanto entreranno nel merito delle questioni trattate ieri (sicuramente in pochi, vista l'evidenza dei contenuti), o quanti (e saranno la maggior parte, sicuro come il sole) si attaccheranno a pretesti puerili (che ne so: la lingua lunga, forse troppo per alcune volgarità che dice, di Luttazzi) per dare addosso a un grande momento di Democrazia, io questo termine posso usarlo: non sono mica Berlusconi!

Chi non avesse potuto seguire la trasmissione lo può fare ancora oggi da QUI.

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