mercoledì 31 marzo 2010

Informazione e querele: il caso Lombardo/Repubblica, con un ripassino

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Fare giornalismo significa stare zitti? Abbiamo noi cittadini il diritto di essere informati su processi o indagini a carico dei politici cui diamo i voti? Belle domane, vero?

Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo (DC, poi UDC, poi PDL), secondo le indiscrezioni pubblicate in primis da Repubblica, poi da altri giornali, sarebbe sotto indagine per voto di scambio, appalti e posti di lavoro pilotati. I magistrati del pool di Catania sono due anni al lavoro per ricostruire e smascherare questo castello di porcherie. Nel palazzo di giustizia di Catania c'è fibrillazione dopo le anticipazioni pubblicate appunto da Repubblica sull'inchiesta che vede indagati anche per concorso esterno in associazione mafiosa (Previti di questo reato ne sa qualcosa, viste le condanne) proprio lui, il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia e suo fratello Angelo, deputato nazionale.

Agli atti ci sono ore e ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, nonostante la rete di sicurezza che Raffaele Lombardo riteneva di aver eretto a protezione delle sue comunicazioni, e dichiarazioni di pentiti delle cosche mafiose catanesi, in particolare del clan che faceva capo al vecchio padrino Nitto Santapaola. Il sito dell'Antimafia aggiunge: ci sono anche "fotografie, filmati e documenti relativi a decine e decine di appalti, nomine e forniture pubbliche regionali, disposti in favore delle famiglie mafiose catanesi. Materiale frutto di due anni di investigazione, tenuta nascosta fino a ieri, e che potrebbe anche non essersi conclusa". La montagna di prove da vagliare è quindi pronta per il giudizio, la partita si sta aprendo.

Cosa succede allora? Semplice: il governatore parte con le querele nei confronti di Repubblica, a favore della quale, notizia di oggi, arrivano la manifestazioni di solidarietà dall´Ordine dei giornalisti, dall´Unione cronisti e dall´Assostampa.

Cosa possiamo dire del passato di Raffaele Lombardo con la Giustizia? Anzitutto che il 22 aprile 1992, nell'ambito di un'inchiesta riguardante irregolarità in un concorso pubblico all'Asl 35 di Catania, venne arrestato con l'accusa di interesse privato in atti d'ufficio e abuso d'ufficio e condannato in primo grado. Dimessosi da assessore in dipendenza da tale condanna, Lombardo venne poi assolto in appello, come riporta questo articolo del Corriere.
Il 23 luglio 1994 è nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l'accusa, un comitato d'affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire (ancora notizia del Corriere). Un giorno prima dell'arresto viene sospeso (ai sensi della legge 55/1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno.
Il 17 marzo 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la tangente ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finiscono per considerare quel denaro solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto. I giudici, in sostanza, non riconoscono nelle attività relative all'ospedale Vittorio Emanuele l'esistenza di un vero e proprio comitato d'affari: per questa ragione, gli imputati sono assolti dall'accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione (leggi su Wikipedia).

Ma non dimentichiamo assolutamente questa famosa fotografia dello scorso anno (fece il giro del mondo):

Ricordate? I due tizi sorridenti nella foto sono Lombardo e il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, fotografati in un luogo dove poche settimane prima si era consumata una tragedia. Lombardo e Buzzanca avevano fatto un “sopraluogo” a Giampilieri, il luogo dove l’alluvione ha provocato morte e distruzione, per fare una “sfilata” tra un sorriso e l’altro. Evidentemente per loro, l’alluvione era qualcosa su cui ridere... Lui rispose urlando al fotomontaggio...!

Beh, Lombardo faccia pure le sue querele, magari la spunterà... ma noi cittadini abbiamo il diritto di essere informati, se no che Democrazia è?

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