giovedì 25 marzo 2010

La Chiesa Cattolica fra pedofilia e aborto: propaganda?

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In questi giorni in cui si stanno scoprendo gli altarini, e vengono fuori sempre nuove notizie su come al di là delle lettere di Ratzinger la Chiesa metta il coperchio alle nefandezze compiute da tanti suoi prelati, una riflessione davvero interessante la si può prendere da questo blog, e ve la offro volentieri. Leggete cosa aveva combinato il cardinale Ottaviani nel 1962 e soprattutto come l'attuale papa, Ratzinger, avesse ostacolato la Giustizia in America e fosse stato salvato dall'amministrazione Bush, una vergogna.


LA CHIESA TRA PEDOFILIA E ABORTO
il Blog di Andrez

Con l’avvicinarsi delle elezioni del 28 marzo, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) Bagnasco interviene severamente nella vita politica del nostro Paese invitando a “votare contro l’aborto“, con un’indicazione precisa in tema di voto: “La vita umana va difesa innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto.” Questa difesa è uno dei valori “non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.

Riferendosi poi alle recenti accuse di pedofilia, Bagnasco ritiene che non si debbano subire qualora ci fossero, “strategie di discredito generalizzato, perché i vescovi italiani hanno applicato per tempo le severe norme stabilite dal Vaticano contro i preti pedofili.”

Ecco, credo che qui sia il punto; ma la Chiesa ha realmente voltato pagina nel coprire i preti pedofili o si limita ad annunciarlo con clamore salvo poi non far cambiare nulla?

Se la Chiesa intende iniziare a denunciare i preti pedofili deve innanzitutto dichiarare estinto il Crimen Sollicitationis.

In vigore dal 1962 e redatto dal Cardinale Ottaviani, il Crimen Sollicitationis indica chiaramente ai prelati come comportarsi quando un sacerdote viene denunciato per pedofilia: “Servanda diligenter in archivio secreto curiae pro norma interna. Non publicanda nec ullis commentariis augenda“, che vuol dire “Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento”.

E’ seguendo questa chiara indicazione che tutti i delitti di pedofilia vengono accuratamente nascosti dalla Chiesa e la stessa segretazione viene chiesta-imposta alle vittime fedeli, anche perchè il Crimen Sollicitationis considera peccatrici le vittime degli abusi al pari del violentatore pedofilo per aver “fornicato”, anche se l’abusato è stato circuito, plagiato, e, in molti casi, violentato. Nel testo, infatti, (art.73, pag.23 del documento in latino) parlando di “crimine pessimo”, intendendo l’abuso di un bambino o gli atti sessuali con un animale (perchè la Chiesa continua a paragonare, accomunare ed equiparare i bambini agli animali, come ai tempi della Taxa Camerae del 1517; “Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.”

Prima che il bambino nasca la sua vita è ritenuta assolutamente sacra e inviolabile, ma già da appena nato và considerato esso stesso peccatore assieme al sacerdote pedofilo, in quanto si legge che tale peccato è commesso dal sacerdote “cum impuberibus”, cioè “con” il bambino, non “contro”.
Si intende cioè esprimere prima di tutto una netta condanna verso la pratica del sesso in sè, anche quando è fatto contro la propria volontà e dichiarando così peccatore pure il bambino con implicito senso di colpa, vergogna ed espiazione.

E’ in base al Crimen Sollicitationis che nel 2001, il cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa e allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, promulgò un epistola nota come De Delictis Gravioribus o come Ad exsequandam. In essa richiamava il Crimen sollicitationis e avocava a sè un diretto controllo, come Congregazione per la Dottrina della Fede, sui “crimini più gravi”, compresi gli abusi di pedofilia sui minori.
Per quella lettera, il cardinale Ratzinger fu citato in giudizio dall’avvocato Daniel Shea davanti al tribunale dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), dove fu accusato di “ostruzione alla giustizia”.

Secondo l’accusa, infatti, il documento della Congregazione avrebbe favorito la copertura di prelati coinvolti nei casi di molestie sessuali ai danni di minori negli Stati Uniti e nel febbraio 2005 fu emanato dalla corte un ordine di comparizione per il cardinale Joseph Ratzinger.

Il 19 aprile 2005, il cardinale Ratzinger fu eletto papa e i suoi legali negli Stati Uniti si rivolsero al Dipartimento di Stato chiedendo l’immunità diplomatica per il loro assistito. L’Amministrazione Bush acconsentì e Joseph Ratzinger fu esonerato dal processo.

Dunque, con la dura presa di posizione odierna la Chiesa intende realmente voltare pagina nel coprire i preti pedofili e cancellare il Crimen Sollicitationis o si limita a fare propaganda annunciativa salvo poi non far cambiare nulla, così di moda oggi tra i nostri politici ?

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