martedì 23 marzo 2010

La feccia che risale il pozzo: i candidati inquisiti e condannati

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Ancora per voi Marco Travaglio, al solito preciso e puntuale: una carrellata dal nord al sud dell'Italia di tutti gli inquisiti e condannati che tutti i partiti hanno accettato di candidare alle elezioni del prossimo weekend. Il Malaffare è talmente dentro la politica che ormai la controlla completamente, anche lo stesso IDV, che ha messo la "questione morale" al primo posto, ha fra le sue fila un plurindagato di lusso.
Da leggere o ascoltare, e poi far girare.



Testo:
Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giorni che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro.

Feccia del nord
Partiamo dal nord, partiamo dal Piemonte, dove il PDL schiera l’ex Assessore regionale al bilancio della Giunta regionale Ghigo, Angelo Burzi, che è stato rinviato a giudizio per tangenti nel ramo della sanità.
Con il centrodestra, con il leghista dalla faccia pulita Cota c’è anche un meccanismo che porterebbe, nel caso in cui Cota venisse eletto, a essere eletto in Parlamento come primo dei non eletti e quindi come primo escluso che scivolerebbe al suo posto, nel caso in cui Cota diventasse governatore del Piemonte, un leghista che si chiama Grassano, che è stato Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria e che è rinviato a giudizio per truffa ai danni del comune di cui era Presidente, rischia di diventare parlamentare, perché è il primo dei non eletti della Lega Nord, un ottimo motivo per fare in modo che Cota non diventi Presidente della Regione Piemonte.
In Piemonte anche il PD non vuole essere da meno e conseguentemente candida l’ex Presidente socialista della Provincia Luigi Sergio Ricca, che ai tempi di tangentopoli aveva patteggiato una condanna per finanziamento illecito, confessando lui stesso di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina Assitalia, candidato del centrosinistra.
Lombardia: in Regione Lombardia, a parte un caso un po’ pietoso, il figlio di Bossi, Renzo, detto dai suoi laudatores il delfino di Bossi, detto dallo stesso Bossi “ la trota”, quello che ha faticato non poco a prendere il diploma, è candidato anche lui alle regionali in Lombardia. Ma lui non c’entra con gli inquisiti, c’entra semplicemente con il nepotismo, con il familismo amorale dei nostri politici, che hanno sempre un occhio di riguardo per i loro familiari. In Regione Lombardia poi ci sono le candidature altrettanto patetiche dell’éntourage di Berlusconi, che ha chiesto, nel listino degli eletti assicurati, dei posti fissi, dei posti liberi per i suoi boys e soprattutto le sue girls, quindi ci ha infilato il massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli, l’ex fisioterapista del Milan Giorgio Puricelli e, sempre nel settore sanitario, abbiamo anche l’igienista dentale del Cavaliere Nicole Minetti, una bellissima ragazza che è stata anche valletta di Colorado Cafè sulle reti Mediaset e quindi merita, naturalmente, un posto d’onore nella Regione Lombardia.
E poi ci sono naturalmente le candidature un po’ discutibili dal punto di vista non solo della politica, ma anche dell’etica pubblica: per esempio, c’è Gianluca Rinaldin, Consigliere Regionale del PDL coinvolto in un’inchiesta giudiziaria a Como per truffa aggravata e falso in atto pubblico, che viene ricandidato nonostante quest’inchiesta in corso fosse proprio per questo. E poi c’è il famoso Giancarlo Abelli, che è un vecchio Ras della sanità già democristiano, poi beccato a ricevere soldi in nero da Poggi Longostrevi, il famoso medico delle truffe sanitarie alla regione, assolto per questo, naturalmente non era reato, ma quei soldi in nero li aveva presi per misteriose consulenze e poi sapete che, recentemente, gli avevano arrestato la moglie, la signora Rosanna Gariboldi, amministratrice pubblica nella Provincia di Pavia, è stata un po’ in galera, ha fatto la vittima, ha fatto la martire, dopodiché ha patteggiato la pena e ha restituito una barcata di soldi che erano accumulati su un conto a Montecarlo, di cui era Procuratore e cioè aveva la firma anche il marito Abelli, che naturalmente è ricandidato, essendo oltretutto anche parlamentare nazionale e essendo il vicecoordinatore nazionale del Popolo della Libertà.
Dalla Lombardia andiamo al Veneto: in Veneto c’è semplicemente una questione di opportunità che riguarda il probabile futuro governatore Zaia della Lega Nord, appoggiato dal Popolo della Libertà, il quale inizialmente aveva detto che si sarebbe dimesso dalla carica di Ministro dell’Agricoltura e, in realtà, recentemente la Lega Nord ha fatto sapere che invece Zaia potrebbe mantenere entrambi i ruoli e conseguentemente, o sarebbe un Ministro a tempo ridotto, oppure sarebbe un governatore a tempo ridotto: è lo stesso problema che riguarda la candidatura di Brunetta a Sindaco di Venezia, lui invece ha proprio già detto che, se viene eletto Sindaco di Venezia, rimarrà Ministro della Pubblica amministrazione e Sindaco di Venezia, almeno fino alla prima acqua alta.
Bella mossa per uno che vuole fare la guerra all’assenteismo: è evidente che quando sarà al Ministero sarà assenteista come Sindaco e, quando sarà al Palazzo Civico di Venezia, sarà assenteista come Ministro, ma forse questo non è un male, perché certi Ministri meno lavorano e meglio è per la collettività. Sarebbe drammatico se uno come Brunetta continuasse a lavorare a tempo pieno.

Feccia del centro
Scendiamo, andiamo all’Emilia Romagna: anche qua c’è un problema non penale, ma politico e anche giuridico, perché il candidato del centrosinistra Vasco Errani non può, non potrebbe essere candidato; sarebbe ineleggibile, in quanto la legge sulle regioni stabilisce che i governatori non possono fare più di due mandati e lui si sta candidando per il terzo.
Naturalmente hanno dato l’interpretazione - ormai sapete che le leggi vengono violate senza neanche cambiarle: le interpretano facendo dire alle leggi una cosa che le leggi non dicono, ossia - che i due mandati valgono da dopo l’approvazione di questa legge, anche se uno magari è governatore dal 45, che è una cosa un po’ curiosa. Perché il centrodestra non strilla contro la candidatura dell’ineleggibile Errani? Perché ha un candidato ineleggibile anch’esso, il centrodestra, ossia Roberto Formigoni, che di mandati ne ha svolti addirittura tre, essendo governatore della Regione Lombardia dal lontano 1995 e, se verrà eletto, come purtroppo è probabile, sarà governatore per la quarta volta, farà un ventennio in barba alla legge, che naturalmente parla di due mandati.
Andiamo a scendere, perché più si scende e più gli inquisiti aumentano: abbiamo, per esempio, la Toscana, dove il capolista a Prato per il centrodestra è un ex socialista, ex Assessore alla sanità che patteggiò una pena per corruzione per una tangente di 30 milioni di vecchie lire e adesso sostiene la candidata del centrodestra Monica Faenzi, quella tosta, quella che Berlusconi ha presentato l’altro ieri a Roma, la nostra tosta candidata. Il PD, per pareggiare il conto, candita il Consigliere Regionale uscente Gianluca Parrini, che è indagato per abuso d’ufficio nello scandalo degli appalti di Barberino del Mugello, grandi opere, variante di valico, terza corsia dell’Autosole etc. etc.. Nelle telefonate parla con un imprenditore che è accusato di aver aiutato alla ricerca di autorizzazioni per l’apertura di nuove cave , chiamandolo “ ciao, compagno”, che è proprio il tipico atteggiamento che deve avere il controllore pubblico nei confronti dell’imprenditore privato.
Abbiamo poi l’Umbria: in Umbria c’è con l’Udc l’ex Presidente della Provincia di Perugia, che all’epoca stava nella Margherita, che si chiama Giulio Cozzari, la cui Giunta fu praticamente travolta dallo scandalo degli appalti truccati e questo Cozzari aveva detto che si voleva dimettere e poi, naturalmente, non l’ha fatto per evitare la distruzione totale dell’ente Provincia e quindi è rimasto per farci un favore, per il nostro bene è rimasto al suo posto.
Nelle Marche, per il centrosinistra c’è l’ex Sindaco di Osimo, che aveva invitato.. si chiama Dino Latini e, quando era Sindaco di Osimo, aveva invitato il fondatore di Forza Nuova, segretario di una fondazione neonazista, a intervenire nel suo comune, mentre aveva negato la piazza alle forze antifasciste e l’ingresso in Consiglio Comunale addirittura al rappresentante degli extracomunitari.
Andiamo avanti con il Lazio: nel Lazio naturalmente è candidato Francesco Storace, che è ancora sottoprocesso per aver violato la legge elettorale, questa è l’accusa per il famoso Lazio Gate, quando alcuni uomini del suo staff, secondo l’accusa, si sarebbero introdotti abusivamente nell’anagrafe computerizzata del Comune di Roma per infilare delle firme false nella lista della Mussolini, all’epoca nemica acerrima del centrodestra, in modo da farla invalidare e evitarne la concorrenza. Storace naturalmente è il candidato capolista della destra, che è la lista che sostiene il PDL, che è rientrato in coalizione dopo un po’ di fronda negli ultimi anni e è una lista che potrebbe prendere molti voti, proprio perché la lista del PDL, almeno per quanto riguarda Roma e Provincia, non è stata accolta, è stata respinta ormai da sette verdetti della giustizia amministrativa nei vari ricorsi e conseguentemente, chi vorrà votare per il centrodestra, o voterà il listino Polverini, oppure dovrà votare per la destra di Storace, oppure per l’Udc , che nel Lazio sostiene Renata Polverini, oppure anche Sgarbi, che è stato recentemente riammesso e che, naturalmente, è inutile che vi ricordi che è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato, per non parlare di tutte le condanne che ha avuto per gli insulti lanciati contro magistrati, giornalisti etc. etc..
In Liguria - mi ero dimenticato la Liguria - cito da Il Fatto Quotidiano che ci sono otto liste che sostengono il candidato del PD, Claudio Burlando, il quale ha detto “ non candiderò indagati”, il centrodestra gli ha subito detto che la sua proposta era strumentale, ma poi si è capito per quale motivo il centrodestra giudicava strumentale l’annuncio di Burlando: perché nelle liste che sostengono il candidato del PDL a Savona c’è un certo Marco Meligati che, scrive Il Fatto, ex Sindaco di Alassio, ha subito una condanna in primo grado per concorso in lottizzazione abusiva. Poi c’è un altro candidato del centrodestra, un ex della DC che si chiama Sergio Catozzo, condannato in primo grado per aver violato le norme che regolano la presentazione delle liste elettorali e quindi, anche questo, è proprio l’uomo giusto al posto giusto per ricandidarsi. E poi, sempre nel centrodestra, c’è un certo Angelo Barbaro che risulterebbe indagato per falso in atto pubblico. Avevamo detto del Lazio, andiamo alle regioni più calde per quanto riguarda le liste “ pulite”.
Puglia: in Puglia si candida contro i due poli, il polo di centrodestra e il polo di centrosinistra, Vendola da una parte e Rocco Palese dall’altra, si candida anche Adriana Poli Bortone, che è stata un discreto Ministro di Alleanza Nazionale e pare che abbia anche amministrato abbastanza bene, quando è stata eletta ha amministrato abbastanza bene la città di Lecce. Bene, adesso si è candidata autonomamente rispetto ai due poli, ma incredibilmente nella sua lista è sbucato Cosimo Mele: Cosimo Mele è quello del famoso coca party in un grande albergo di Roma, con ragazze allegre, una delle quali poi si sentì male, per cui la cosa venne fuori e naturalmente tutti giurarono che mai e poi mai avrebbero ricandidato questo qua, invece questo qua, che fu espulso dall’Udc , adesso è curiosamente candidato nella lista della Poli Bortone, che è appoggiata proprio dall’Udc . Nel centrodestra c’è Tato Greco, che è quel genio che aveva fatto la lista “ La Puglia prima di tutto”, lista patrocinata dal Ministro Fitto, anche lui indagato, ma non candidato in queste elezioni, nella quale era stata presentata la candidatura anche di due delle ragazze che erano presenti ai festini, ai dopocena di Palazzo Grazioli, una delle due era Patrizia D’Addario, l’altra in questo momento non mi ricordo come si chiamava, erano in due che erano state candidate in questa lista fatta da Tato Greco, che è indagato insieme a Giampi Tarantini per associazione a delinquere, in quanto è sospettato di essere stato il socio occulto di questo Tarantini, il re delle protesi sanitarie fornitore, secondo l’accusa, di droga e, secondo quello che risulta dalle cronache, di prostitute a politici di destra (Berlusconi) e di sinistra (Frisullo), dalemiano arrestato l’altro giorno.
Il record, la massima densità di inquisiti si verifica, naturalmente, in Campania e in Calabria: ho lasciato da parte la Basilicata, ma ci arrivo subito, perché in Basilicata intanto è indagato il governatore uscente del PD, che adesso sta per essere rieletto, diciamo che è il favorito, che è sotto inchiesta; l’estate scorsa prima di andare a Napoli da Potenza il Pubblico Ministero Woodcock presentò la chiusura delle indagini sullo scandalo delle estrazioni petrolifere, dove pare fossero girati dei favori e anche delle tangenti da parte della Total e il governatore era stato indagato e non è mai stato prosciolto, per cui lo è ancora, per abuso d’ufficio. Insieme a lui si parla di un candidato che lo appoggia, che si chiama Luigi Scaglione, capolista della lista Popolari Uniti che, scrive Il Fatto Quotidiano - ma l’ha scritto anche La Stampa - è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per lo scandalo della calciopoli della Basilicata. Infatti credo di averlo visto citato anche su La Stampa in un paio di pezzi di Iacopo Iacoboni, che si è dedicato anche lui alla questione delle liste pulite, anzi delle liste sporche.

Feccia del sud
Veniamo ora alle due regioni clou: la Campania e la Calabria. In Campania parliamo subito di uno che non è indagato, ma di uno che forse è indecente che venga candidato: si chiama Tommaso Barbato, se ve lo ricordate, perché è quello che sputò in faccia o tentò di colpire con uno sputo in faccia Nuccio Cusumano, che all’epoca stava nel suo stesso partito, l’Udeur, all’epoca l’Udeur- era il gennaio del 2008, quando cadde il governo Prodi - si schierò contro Prodi pur essendo stati tutti quanti suoi parlamentari eletti nel centrosinistra, Mastella li portò tutti fuori dalla maggioranza per fare cadere il governo, ma uno rifiutò di tradire Prodi: si chiamava Cusumano e fu insultato e addirittura sputacchiato da questo Barbato e accusato di tradimento.
Era l’unico che non aveva tradito e conseguentemente fu accusato di tradimento per non avere voltato gabbana, come invece avevano fatto tutti gli altri. Ebbene, il famoso sputacchiere naturalmente fu sanzionato dal Presidente del Senato, si disse che mai più nessuno avrebbe osato candidare uno così e invece eccolo qua: Alleanza di Centro sta.. credo che l’Alleanza di Centro sia quella fondata da Pionati, l’ex mezzo busto, anzi ne sono certo. Ebbene, quest’Alleanza di Centro candida questo bel tomo alla Regione Campania per tenere alta la bandiera della presentabilità in Campania (Tommaso Barbato, non dimenticatevene).
Poi abbiamo, sempre in Campania, la signora Mastella: come dimenticare la signora Mastella? Per fare delle liste pulite si prende una signora che è Presidente del Consiglio Regionale della Campania, di centrosinistra, viene indagata per tentata concussione etc., viene messa addirittura agli arresti domiciliari e poi con l’obbligo di dimora a Ceppaloni per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere, poi portata a Roma, quella che Mastella marito prese a pretesto per rovesciare il governo Prodi. Quest’inchiesta è stata trasferita a Napoli e è già giunta alle imputazioni, per cui la signora Mastella è imputata, non più soltanto indagata, c’è il processo. Ebbene, dopo è stata colpita e raggiunta da un altro provvedimento giudiziario per un’altra inchiesta che riguarda altre lottizzazioni: maneggi per sistemare gente sua, si è stabilito che le sue capacità delinquenziali sono talmente alte che è meglio che per un po’ non metta piede in Campania e quindi ha il divieto di dimora in Campania e in Province particolarmente vicine alla Campania, credo compresa la Provincia di Foggia, conseguentemente vive confinata a Roma in uno dei numerosi - credo siano cinque o sei - appartamenti della famiglia Mastella a Roma e infatti sta urlando contro il suo esilio, ma nonostante l’esilio è ugualmente candidata e quindi fa campagna elettorale via Internet, nella speranza che le sue clientele si ricordino di lei, anche se non la vedono fisicamente presente. Dimenticavo di dire che, naturalmente, stavolta è nel centrodestra, dopo aver fatto così tanto bene al centrosinistra in questi cinque anni, beccandosi due processi come Presidente del Consiglio Regionale di centrosinistra, adesso va a portare la sua grande esperienza nel centrodestra.
Poi c’è il Sindaco di Pagani, che è stato sospeso perché condannato per peculato: naturalmente si ricandida con il PDL , ha detto “ ci teneva”, dicono i suoi amici “ è una battaglia di civiltà la sua”, non ne dubitiamo!
Ci sono i Consiglieri Regionali Pietro Diodato e Luciano Passariello, indagati entrambi per uno scandalo di presunti rimborsi gonfiati: sto citando da questo ottimo articolo di Iacoboni su La Stampa. Tommaso Barbato ve l’ho detto, poi c’è Roberto Conte: Roberto Conte, 43 anni, fu espulso dai verdi e poi dal PD perché era stato inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa e allora è andato nel centrodestra, dove l’hanno accolto a braccia aperte e è stato condannato meno di un anno fa in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere acquistato dalla camorra la sua elezione alle regionali del 2000. Naturalmente ha scelto l’Alleanza di Popolo, una lista piccola che sostiene il centrodestra e, con questo pedigree, è candidato alle spalle del famoso Caldoro: Caldoro è la faccia pulita che è stata mandata avanti in Campania, dietro la quale si nascondono personalità del calibro di questo Conte (primo grado, concorso esterno in associazione mafiosa), oppure anche Cosentino, che non è candidato, ma diciamo che dà una grossa mano e è quello su cui pende un mandato di cattura per camorra, la cui autorizzazione all’esecuzione è stata negata dal Parlamento e quindi questo signore, con il mandato di cattura per camorra sulla testa, continua a fare il Sottosegretario all’economia, è il vice di Tremonti. Questo per dire le liste pulite in Campania. Abbiamo ancora l’ex Sindaco di Villa Literno, comune sciolto per mafia, Fabozzi: questo l’ha candidato il PD, naturalmente non è indagato lui, ma insomma se il tuo comune viene sciolto per mafia forse è il caso che salti un giro; niente, l’hanno ricandidato. Vediamo se ho dimenticato qualche altro bel personaggio della Campania.. no, non l’ho dimenticato, mi ero invece dimenticato che in Puglia c’è anche, nel centrodestra, Fabrizio Camilli, che è un imprenditore petrolifero che ha patteggiato per truffa e quindi come rinunciare al suo apporto? Candidato anche lui (patteggiato per truffa).
La Calabria, tanto per cambiare, ha il record nazionale, anche perché la Sicilia non vota e conseguentemente la Calabria riesce a mantenere agevolmente il suo primato: sapete che si tratta di sostituire un Consiglio Regionale dove, su 50 Consiglieri Regionali, erano imputati o indagati o condannati in 35, diciamo più o meno i due terzi. Per sostituirli degnamente alcuni si ripresentano, altri già promettono bene, perché arrivano in Consiglio Comunale già indagati o già condannati e, quando non si può candidare il padre, perché magari è in carcere, c’è il figlio che lo rappresenta e rappresenta soprattutto i suoi elettori. E’, per esempio, il caso di Antonio La Rupa, che è figlio d’arte, perché suo padre Franco, Consigliere Regionale dell’Udeur nel centrosinistra, è stato in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi stavolta tocca al figlio, per dare una chance anche al frugoletto. Poi c’è un certo Tommaso Signorelli: lui l’hanno arrestato per mafia a Amantea, si candida proprio lui personalmente, perché è uscito e quindi ha la possibilità di candidarsi. Non vi dico quelli che hanno parenti della ‘ndrangheta, perché se andiamo a vedere i parenti non finiamo più e non si salva nessuno.
Angela Napoli, indipendente eletta con Alleanza Nazionale, ora in uscita da Alleanza Nazionale viste certe candidature, ha fatto un lungo elenco di personaggi indecenti che, quando si sapeva che avrebbe vinto le elezioni il centrosinistra, cioè la volta scorsa, nel 2005, si erano candidati nel centrosinistra, inquisiti, chiacchierati etc., e che adesso, dato che si sa che probabilmente vincerà il centrodestra con il candidato Scopelliti, si stanno buttando e si sono buttati, sono stati candidati con grande trasformismo nel centrodestra. Il candidato del centrosinistra è il solito Loiero, altra vecchia conoscenza della politica: era indagato in varie inchieste, è stato assolto anche nell’ultima, una tranche di “Why Not?” di recente, la lettura degli atti di quelle inchieste denota comunque un sistema di potere assolutamente incompatibile, almeno secondo la mia valutazione, con una candidatura soprattutto nel centrosinistra e soprattutto in una regione come la Calabria, invece il centrosinistra ha deciso di puntare ancora su di lui e quindi l’alternativa tra Scopelliti e Loiero non sarà certamente granché, a meno che non si scelga Callipo, che è l’outsider- questo imprenditore del tonno - che è stato scelto da un fronte trasversale di cui fa parte anche l’Italia dei Valori ed è molto apprezzato da Luigi De Magistris.
Andiamo avanti, perché non abbiamo finito: in Calabria si è occupato di alcune candidature sporche Roberto Saviano, in un bellissimo pezzo pubblicato da Repubblica tre giorni fa. Saviano chiedeva addirittura l’intervento dell’?Ocse? oppure dell’O.N.U. per garantire la regolarità del voto soprattutto in certe zone, dove parlare di elezioni libere è una barzelletta, è stato un intervento molto forte e Saviano, che una volta si occupava soltanto di camorra e dei Casalesi, adesso secondo me molto opportunamente sta cominciando a allargare i suoi orizzonti, si è occupato anche della Calabria e ha cominciato a fare i nomi. Infatti quell’unanimismo ipocrita che a destra e a sinistra lo osannava ha cominciato a cedere il passo alle prime critiche: perché? Beh, perché voi lo sapete che quando si combatte la mafia militare ti viene contro la mafia militare e quindi rischi la pelle, ma godi di buona stampa, quando ti occupi di mafia dei colletti bianchi anche sulla stampa cominciano a arrivare gli attacchi e è quello che, purtroppo, sta accadendo a uno splendido scrittore come Roberto Saviano. Nelle otto liste che sostengono il PDL - scrive Il Fatto Quotidiano - spunta tra gli altri il nome, nel nuovo PSI, di tale Sergio Stancato, che fu arrestato quando era Assessore per traffico di rifiuti e poi ne uscì per prescrizione. E poi c’è una lunga lista di imputati di “ Why Not?”, che sono naturalmente tutti tornati al loro posto: “ Why Not?” è andata come è andata, con molte assoluzioni e anche molti rinvii a giudizio, per altro ancora si dovrà fare il processo principale, perché è andato esattamente a segno il complotto contro De Magistris, che non doveva completare quell’inchiesta di modo che la si potesse smembrare e insabbiare. Dopo che gli hanno levato l’inchiesta, poi hanno cacciato lui e poi ne hanno combinate di tutti i colori, adesso tocca pure leggere sui giornali che l’inchiesta non valeva niente, perché è finita come è finita: è finita come finita perché.. non sappiamo come sarebbe finita, se l’avesse potuta completare colui che l’aveva avviata, cioè appunto Luigi De Magistris e conseguentemente gli esiti dell’inchiesta “ Why Not?” non c’entrano niente con quelli che avrebbe potuto avere De Magistris, perché gli è stata portata via due anni fa e conseguentemente quello che è stato fatto dopo non può essere imputato a lui. Semmai bisognerebbe domandarsi se aveva visto così male, De Magistris, quando indagava su certi magistrati della Basilicata nell’indagine Toghe Lucane, perché uno di questi magistrati è quello che si è dimenticato di fare perquisire la chiesa dove era stata vista per l’ultima volta Elisa Claps, la ragazza scomparsa quasi 17 anni fa e trovata proprio in quella chiesa 17 anni dopo. Allora forse andare a vedere la mala giustizia a Potenza, oltre che in Calabria, non era un’idea malvagia, ma sapete che anche l’inchiesta Toghe Lucane De Magistris non ha potuto portarla a processo, perché è stato cacciato dal Consiglio Superiore della Magistratura prima, Csm che si è dimenticato invece di punire chi aveva indagato così male sul caso di Elisa Claps.

Vincenzo De Luca e i voti dei casalesi
Ebbene, di questo De Luca sapevamo all’inizio che aveva due rinvii a giudizio, di cui uno per associazione a delinquere e concussione e l’altro per truffa e falso. Nel prosieguo della campagna elettorale abbiamo scoperto anche delle altre cose: abbiamo scoperto che ha pure la moglie sotto inchiesta per aver presentato carte false per accedere a un concorso pubblico, credo di psichiatra, nelle A.S.L. e pare che ci sia anche il figlio sotto inchiesta, quindi un’intera famiglia sotto inchiesta, pronta a occupare la regione.Sappiamo anche - li abbiamo scoperti di recente - altri due particolari molto interessanti che dovrebbero sconsigliare l’elezione di un signore di questo calibro: per prima cosa, abbiamo saputo che ha addirittura una condanna in primo grado, quattro mesi e qualcosa, per smaltimento abusivo; non si tratta di una scemata, si tratta di una cosa gravissima: come Sindaco di Salerno, De Luca aveva autorizzato una discarica abusiva tra il mare e l’autostrada Salerno /Reggio Calabria, discarica che non è stata impermeabilizzata in quanto era abusiva, sulla quale sono state sversate tonnellate e tonnellate, montagne di rifiuti, autorizzata pur essendo abusiva con continue ordinanze del Sindaco per diverso tempo e, a un certo punto, i liquami hanno cominciato a trasformarsi in percolato e a avvelenare il territorio. Per due volte, un’estate questo cumulo enorme di rifiuti abusivamente stoccati con l’autorizzazione del Sindaco De Luca ha preso fuoco, provocando una nube tossica, diossina, intossicazione, fuga dei bagnanti dalle spiagge vicine, blocco dell’autostrada dove la gente passava e entrava in questa nuvola nera. E’ stato condannato a quattro anni e qualcosa per smaltimento abusivo di rifiuti.
Ma abbiamo scoperto anche un’altra cosa, ossia che l’uomo che ci racconta “ votate per De Luca, perché sennò vince il centrodestra, che rappresenta il clan dei Casalesi” (allusione a Cosentino), ebbene De Luca tre anni fa, per diventare Sindaco un’altra volta del suo comune, il Comune di Salerno, essendosi candidato contro il centrosinistra, che aveva messo un altro candidato, un certo Andria della Margherita, per battere il candidato ufficiale del centrosinistra lui, il ribelle De Luca, aveva fatto un accordo con il centrodestra: dato che al ballottaggio erano andati lui e Andria, lui si è fatto dare i voti del centrodestra e così ha battuto il candidato del centrosinistra e da chi si è fatto dare i voti? Dal centrodestra che lui dice essere legato al clan dei Casalesi, l’ha raccontato Cosentino: ha detto di aver incontrato De Luca all’epoca, di avergli promesso e poi di avergli fatto avere, lui e tutto il suo centrodestra, i voti. Questo è Il Mattino di Napoli: “ Casentino: ho fatto votare De Luca alle Comunali di Salerno” e quindi, se è vero che Cosentino ha i voti del clan dei Casalesi, questi voti sono andati a De Luca - lo dice Cosentino e De Luca non mi risulta l’abbia smentito - tre anni fa. Non aggiungo che De Luca mi ha anche minacciato fisicamente, dicendo che vorrebbe incontrarmi di notte: vi lascio immaginare per fare che cosa, perché questo non è importante rispetto ai rinvii a giudizio, diciamo che è un fatto secondario, è un fatto di costume o forse di malcostume.
Credo di non avere più nessuno da segnalarvi e conseguentemente vi raccomando di votare bene, prendendo le giuste informazioni e verificando anche le informazioni che vi ho dato: per fortuna nella rete ci sono molte altre informazioni su questo e, come vi ho detto, ci sono anche giornali che in questo finale di campagna elettorale hanno cominciato a fare quello che facevamo da soli fino alle elezioni scorse, ossia andare a fare i raggi x ai candidati, dato che qua ci sono proprio le preferenze informatevi bene su chi sono le persone alle quali volete dare le preferenze e informatevi bene su chi sono le persone che sostengono i governatori che andrete a eleggere.

Aggiungo due avvisi di servizio: è in distribuzione insieme a Il Fatto Quotidiano il dvd “Democrazya”, scritto con il crazy dentro di cui vi avevo già parlato, è un’antologia, il racconto del 2009 di tutti gli scandali, i processi, le vergogne, le cose accadute importanti nel 2009, nato da Passaparola con contributi filmati che lo ravvivano.
L’altra cosa è che giovedì sera c’è Annozero: si chiama in un altro modo, si chiama “ RAI per una notte”, lo conduce Michele Santoro dal Paladozza, chi vuole venire, perché sta a Bologna, lo può fare, forse trova ancora dei biglietti, ci sono dei volontari nei dintorni del Paladoza che li distribuiscono a prezzo politico, insomma è un prezzo semplicemente per autofinanziarci e chi invece se lo vuole vedere da casa sua lo può fare su una miriade di siti, a cominciare dal sito de Il Fatto Quotidiano, che è sponsor della manifestazione, oppure dal sito raiperunanotte.it, si può anche contribuire con un piccolo obolo di 2, 50 Euro, perché se riusciremo a raggiungere e a coprire i costi questa potrebbe diventare una prova generale per un format che, nel caso in cui questo mese di black out diventi definitivo l’anno prossimo - cosa che non escluderei affatto, viste le telefonate dal Cavaliere e viste le persone obbedienti disposte a compiacerlo - sapremo di avere un’alternativa, una soluzione televisiva via Internet di cui giovedì sera potremo fare una sorta di prova generale. Passaparola è una bellissima esperienza, ha un grandissimo ascolto, ma una trasmissione, un programma di approfondimento con ospiti, con un dibattito, con inchieste filmate etc. ovviamente ha dei costi, anche nel caso in cui, come questo giovedì, tutti lavorino gratis. Se vedremo che c’è qualcuno che ne sente il bisogno e che è disposto a darci una mano - ripeto, si tratta di 2, 50 Euro- sul sito RAI Per Una Notte o sul sito de Il Fatto Quotidiano trova il modo di cliccare e, con il paypal, di fare questo piccolo versamento e, se l’esperimento andrà bene, almeno sapremo di avere una scialuppa di salvataggio. Ci vediamo giovedì sera e invece con Passaparola lunedì prossimo, buona settimana, passate parola.

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