mercoledì 31 marzo 2010

Le epurazioni al TG1 del podestà Minzolini

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Il TG1 è diventato un Lager. Sì, avete letto bene. Chi non è "allineato" ai desideri del Kaiser e del suo podestà a capo della Redazione viene punito. La forma di punizione scelta da Minzolini è l'allontanamento dal video. Per non so quanto tempo, forse per sempre, non vederemo più a leggere il telegiornale Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso: una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore. La settimana scorsa stessa sorte era toccata al caporedattore Massimo De Strobel, anche lui non aveva appoggiato la pagliacciata di Minzolini.

I consiglieri di minoranza RAI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), il sindacato dei giornalisti RAI (Usigrai) condannano schifati questo abuso di potere consentito dall'acquiescenza del direttore generale Mauro Masi. Il comitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come "un precedente molto grave", un provvedimento che "sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills".


Minzolini non si è fatto crescere l'erba sotto i piedi: chi non è allineato salta la porta. Il podestà del Kaiser ha avuto il coraggio di propinare una scusa stupida: "Sono stati assunti diciotto precari, e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo". Quindi con ogni probabilità c'è stata una premeditazione, per coprirsi le spalle nel momento in cui una punizione doveva essere applicata. Il segnale di cambiamento l'avevamo già avuto: il TG1 è diventato, sotto la guida di Minzolini, peggio del TG4, come anche in questo blog abbiamo avuto occasione di dimostrare fatti alla mano.

I consiglieri di minoranza hanno anche detto che "Quanto sta avvenendo al Tg1 è il segno di un'arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell'intero servizio pubblico". E sono parole sacrosante, concetti ben chiari a tutti in quanto limpidi e attinenti alla realtà del Lager Tg1.

La gravità dell'atto è anche in questo: il Cdr Rai lamenta anche il fatto che il provvedimento non sia stato concordato con i tre conduttori. "E' la prima volta che al Tg1 si tolgono incarichi di rilievo senza che sia concordato con gli interessati", si legge nella nota. "In passato, ai conduttori di edizioni principali del Tg1 cui è stato chiesto di lasciare la conduzione sono stati proposti incarichi equivalenti. Questa volta invece i colleghi non hanno dato il loro consenso di fronte a ipotesi indeterminate nei tempi e nell'inquadramento professionale. Un precedente che riteniamo molto grave".

Minzolini quindi punisce tre professionisti liberi, tre giornalisti che non si sono piegati alle logiche propagandistiche del podestà. Il danno per loro sotto il profilo umano (oltre che professionale) è enorme, ma ancora più grande e grave è il danno alla natura stessa del servizio pubblico che il TG1 dovrebbe svolgere.

Credevo che con quanto ha fatto, Minzolini avesse toccato il fondo. Avevo ragione, infatti ora sta scavando...

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