sabato 20 marzo 2010

Le tre manifestazioni di oggi: Acqua Pubblica, Berlusconi e Mafia

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E venne il 20 marzo. Milano e Roma i palcoscenici di tre manifestazioni.

A Milano la manifestazione di Libera contro la Mafia, indetta da Don Ciotti. Repubblica riporta circa 150.000 partecipanti, Don Ciotti ha lanciato un appello per "non lasciare soli magistrati e forze di polizia" e ha anche chiesto di "far emergere le cose positive della politica senza rinunciare a denunciare le cose negative". Fra i tanti partecipanti anche il generale dei carabinieri Antonio Girone, direttore della Dia (Direzione investigativa antimafia). Molti i politici presenti, quasi tutti dell'opposizione, fra cui spiccano Di Pietro, De Magistris e Veltroni. La manifestazione di Piazza Duomo ha voluto ricordare le migliaia di vittime trucidate dalla Mafia fra i cittadini, i magistrati e gli appartenenti alle forze dell'ordine.

A Roma le altre due manifestazioni. Più o meno la stessa cifra (nonostante la Questura abbia dichiarato 7mila!) per il corteo che da piazza della Repubblica si è mosso fino a piazza Navona per protestare contro la legge di privatizzazione dell'acqua del governo Berlusconi. In prima fila i gonfaloni delle città, da Napoli a Bassano a Modica, sorretti dai vigili urbani degli stessi comuni. Ma anche l'Arci, le Acli, rappresentanze sindacali della Cgil, dei Cobas e degli altri sindacati di base così come le maggiori associazioni ambientaliste dal Wwf a Legambiente. A dare la loro adesione anche l'Idv e tutte le sigle politiche della sinistra attualmente extraparlamentare, da Rifondazione comunista, Sinistra ecologia e libertà ai Verdi, tutti rimasti in fondo al corteo, come da richiesta degli organizzatori. Poi anche il Jesuit social network, Libera, Pax Christi, fino alla diocesi di Termoli. Il servizio idrico è il tema principale ma la piattaforma della manifestazione indica un orizzonte più ampio: la tutela dei beni comuni, della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici, la democrazia partecipativa.

Ed infine la manifestazione più attesa e tanto chiacchierata: quella indetta da un PDL in cerca di recuperare consensi, dati in forte calo da tutti i sondaggi (nota: gli organi di stampa del PDL i sondaggi li hanno proprio bloccati, chissà quando riappariranno). Lo slogan era “l’amore vince sempre sull’odio” (e sull'invidia, come recita lo striscione alle spalle del Kaiser sul palco, ma quale invidia poi?), e infatti il popolo dell'amore si è prodigato in manifestazioni di affetto nei confronti di tutti (vedi le foto QUI): insulti sparsi a Santoro ("fascista"), Travaglio ("mettiti un bavaglio"), alla Bonino (idem, ma viene raffigurata anche come la Morte), Di Pietro ("mafioso", come qualche imbecille ha scritto a me in un commento al mio blog, che ho cancellato invece di presentare querela), Bersani ("stupratore"), poi si è dato addosso ai "ladri di liste", al Popolo Viola ("famoli viola"), al PD ("zozzi comunisti"); lodi sperticate a Berlusconi ("sei più grande di Giulio Cesare", "il miglior giudice è il tuo popolo" davvero allucinante), per non parlare dei saluti romani nel corteo guidato dalla Polverini, il canto di “Faccetta nera,” i vessilli della XMas dell’esercito repubblichino.

Certo, si obietterà, anche nella manifestazioni del Popolo Viola c'erano stati alcuni striscioni un po' "forti", ma a questo scempio però non era sceso nessuno.

Berlusconi aveva annunciato un milione di partecipanti, così hanno confermato i TG del Regime, peccato però che anche per loro sia calata la mannaia della Questura che ha indicato solo 150mila partecipanti, come riferito dall'ANSA. Su Facebook (e non solo) sono state messe a confronto le foto delle varie manifestazioni tenutesi in Piazza San Giovanni degli ultimi anni (non ultima quella del Popolo Viola) con quelle di oggi, e le immagini scattate dall'alto confermano i dati della Questura. Forse sono 200mila, ma non certo il milione millantato dalla Propaganda.

Libero (Belpietro) titolavano "Vincere!" alla fascista del ventennio. I capi dei governi autoritari chiamano alle adunate i loro fedeli quando avvertono che il vento sta cambiando, e questo è quello che sta accadendo, altrimenti Casini prima e Fini dopo non sarebbero scappati dal PDL, partito accentratore che ha tritato tutti per esaltare il Kaiser.

Già, il Kaiser... volete leggere un po' di neuro-deliri? Eccovi accontentati direttamente da Sua Emittenza: parla di tutto, in primis della "giustizia, l'elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica, quella fiscale e il federalismo". Gravissima la spallata con l'idea dell'elezione diretta del Capo dello Stato, ma già quando il PDL presentò il listone alle scorse politiche c'era scritto "Berlusconi presidente", non scordatelo. La sinistra è "ammanettata a Di Pietro", e vià giù con pesanti accuse: Volete le intercettazioni su tutto e su tutti? Volete essere spiati anche in casa vostra? Volete una sinistra che apra le porte a tutti gli immigrati? Volete una sinistra che fa i processi farsa alla televisione?". Penoso, schifoso e premeditato l'accostamento in un unico calderone della Magistratura, dei giornalisti e dei politici, in un "al lupo, al lupo!" generale e infantile ma di presa diretta per una folla (anche se striminzita) in delirio per il proprio ducetto. Poi sulla questione delle liste escluse: "La sinistra e i magistrati comunisti, con l'aiuto della stampa, purtroppo non solo quella loro, hanno cercato di far credere che c'è stato un nostro errore - doce Berlusconi parlando della lista del Pdl - non è vero: i nostri rappresentanti, che non hanno colpa e responsabilità, erano lì all'orario prestabilito. Guarda caso ci escludono nelle città più importanti, Roma e Milano, guarda caso perché non è un caso". Infine un ultimo attacco alla Magistratura e ai giudici "spioni" (intercettazioni), quando anche i dementi sanno che le intercettazioni non le fanno materialmente i giudici, ma tutto fa brodo.

Il piano quindi è andato a segno, anche se in maniera ridimensionata (dai numeri): si inneggia all'amore, ma contemporanemaente si soffia sull'odio più becero verso tutti quelli che non pendono dalle labbra o dal portafogli di Sua Emittenza; si scredita l'operato di uno dei poteri dello Stato (la Magistratura), si dice a chiare lettere che si vuole instaurare un Regime (l'elezione diretta di Sua Maestà), e si fa tanto ma tanto vittimismo, che piace tanto ai deboli di intelletto.

Ma proprio oggi, ironia della sorte, due schiaffi potenti arrivano a stamparsi sul muso del Kaiser!

Il primo dal Consiglio di Stato: la lista del PDL resta fuori, nonostante il Decreto-Farsa "interpretativo". La Consulta ha motivato la decisione spiegando che la documentazione fornita dal Pdl non era completa e la sola presenza dei delegati in tribunale entro l'orario di consegna della lista dunque resta insufficiente.

E infine ecco il secondo, sempre sul muso del Kaiser, che sperava che l'iniziativa di Sgarbi andasse a buon fine: bocciato anche l'eventuale rinvio delle elezioni nel Lazio: si vota il 28 e 29 marzo. La Regione Lazio ha infatti respinto la richiesta avanzata da Vittorio Sgarbi di rinviare le elezioni regionali sulla base dell'applicazione del decreto salvaliste. La valutazione dei tecnici della Regione è che, riducendo i giorni di campagna elettorale garantiti da 15 a 6, il provvedimento consente di fare rientrare l'ammissione della lista Rete Liberal Sgarbi nei tempi consentiti. Vittorio Sgarbi con la solita calma ha commentato: "Non applicano le regole; è il fascismo globale: sono dei mascalzoni e delinquenti peggio dei comunisti, vanno presi a calci nel culo, sono anche dei pedofili". Una bella querela sarebbe opportuna adesso.

La chiusura la lascio a queta foto trovata oggi su Facebook, riconoscibilissimi il sindaco di Roma e vari ministri. Leggete bene lo striscione che reggono...



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2 commenti:

  1. Bell'articolo, ma meglio dire che la foto è satirica! (l'originale è su repubblica.it)

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  2. sarebbe interessante sapere cosa dicono di noi oggi Francia e Inghilterra, da sempre le badi fondanti della democrazia europea. Un governo che va in piazza con tanto di megafoni tipo curva nord (Meloni) per sostenere se stesso, ed attaccare l'opposizione, invece di provare a governare, non foss'altro perché ha in mano i destini del paese . Se poi si scoprisse che le lista non sono state presentate per dei ritardi, sarebbe interessante vedere le facce dei francesi o degli inglesi, che di solito le REGOLE LE RISPETTANO. Povera Italia !

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