giovedì 25 marzo 2010

L'indifferenza di TV, stampa e politici verso la distruzione della Scuola Pubblica

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Io non sono un insegnante. Non ho fatto le vecchie "scuole abilitanti" o le attuali SIS, quindi non sono un precario, né ho vinto il concorso ordinario, quindi non sono un insegnante titolare di cattedra a tutti gli effetti. Non sono neanche un grande esperto dei problemi della Scuola. Non dovrebbe quindi importarmi niente della Scuola Pubblica, dato che non mi dà lavoro. Eppure sono incazzato nero.

La "riforma" Gelmini della Scuola Pubblica è un atto stupratorio a tutti gli effetti, che ha uno, anzi due scopi precisi: punire e distruggere la Scuola Pubblica attraverso un taglio abnorme di capitali che in larga parte saranno spostati alle scuole private, la vera fucina dell'ingoranza. Come verrà attuata questa distruzione? I punti sono davvero tanti e articolati, ma voglio mettere l'accento su quelli che più mi hanno colpito.


Il taglio di capitali passa per una drastica riduzione delle ore di insegnamento, per un massiccio accorpamento di studenti in classi sempre più numerose (che sono di meno), per un taglio nell'insegnamento di alcune materie (ora si parla della geografia, ma non è solo così, sappiamo bene che i neo-fascisti vogliono riscrivere la Storia), per la chiusura delle piccole scuole (tanti paesini, ma non solo, non avranno più le scuole, costringendo a viaggi dispendiosi i genitori che accompagnano a scuola i figli). Con meno classi e sempre più numerose c'è meno bisogno di insegnanti, che saranno quindi sbattuti sulla strada a non fare niente, e quelli che rimangono nelle scuole avranno grossi problemi a seguire bene il maggiore numero di alunni delle classi così gonfie di ragazzi.

Meno soldi per le scuole significa anche meno libri, meno attività che fanno da corollario all'insegnamento, meno computer per completare l'insegnamento, meno fogli per fotocopie eccetera.

L'attacco alla Scuola Pubblica è annientante, ed è una punizione voluta fortemente da questo governo, che come tutti i Regimi autoritari ha nella propria convenienza un popolo ignorante da governare, perché l'ignoranza non dà consapevolezza nelle scelte di vita (fra cui soprattuto il Voto), tanto già c'è mamma TV a farci pensare e agire per imitazione. E' una punizione perché negli scorsi anni le più grandi manifestazioni e proteste contro le porcherie del governo sono state organizzate dalla Scuola, dagli inseganti "comunisti" solo perché non la pensano come Berlusconi.

A pagare saranno gli operatori ATA (credo si chiamino così), cioé i bidelli, e le persone che lavorano in amministrazione, ma soprattutto gli inseganti. In primis i precari: alcuni di questi, quando i movimenti nati lo scorso anno per informare la gente sullo scempio in costruzione iniziavano ad agire, non partecipavano alle manifestazioni e alle riunioni perchè avevano ancora le loro supplenze com'era prima; altri invece avevano capito e saputo leggere in prospettiva e già operavano per informare la gente e far montare la sacrosanta protesta. Bene, questi saranno i primi a finire sulla strada: c'è un articolo di oggi che indica il numero elevato di precari che resteranno disoccupati per effetto di questo stupro alla Scuola Pubblica: 44.000 circa in tutta Italia! E i vincitori di concorso? Anche qui ci sono stati quanti, nel 2009, non si vedevano toccati nel breve periodo dalla riforma, e se ne sono infischiati della protesta, e quanti invece con lungimiranza avevano capito tutto e si erano organizzati bene (l'esempio della provincia di Sassari è emblematico) da subito. Bene (anzi, male), i titolari di cattedra in quanto vincitori di concorso (ordinario) sono dipendenti pubblici a pieno titolo, quindi per Legge non possono (o meglio: non potrebbero) essere licenziati, il posto pubblico dovrebbe essere la massima garanzia per il lavoro, lo è sempre stato storicamente. E invece con la "riforma" Gelmini fra due anni molti, moltissimi di loro perderanno il lavoro!!! Ho parlato con una delle organizzatrici delle manifestazioni e proteste della provincia di Sassari, e mi ha detto che in questo biennio a venire saranno 144.000 circa in totale gli inseganti (fra precari e titolari di cattedra) che perderanno il lavoro! Ma vi rendete conto?

Io mi chiedo: ma come può un governo lavorare all'opposto degli scopi per cui è nata la Politica? La Politica non dovrebbe essere un servizio? E se è un servizio dovrebbe allora lavorare per il bene dei governati, dei cittadini, giusto? E allora perché il governo crea disuccupazione?

Lo scopo della "riforma" Gelmini è quindi ben smascherato: distruggere tutto, per creare ignoranza nei giovani, abbassando il livello culturale medio già preso a testate dalla TV, e per creare disoccupati fra quanti lavorano nell'unica fucina del Libero Pensiero e della Cultura: gli insegnanti della Scuola Pubblica.

Purtroppo c'è una nota a margine dolorosissima in questa incresciosa faccenda, e riguarda la politica e il giornalismo.

Per quanto concerne la politica, ovviamente all'interno del partito di maggioranza, il PDL, nessuno è contrario a questo smantellamento della Scuola Pubblica a favore di quelle private (la maggior parte delle quali in mano alla Chiesa Cattolica, alleata del PDL), nessuno ha detto niente: ma a destra è sempre così, decide il Kaiser e gli altri ubbidiscono. Il vero schifo proviene dall'attuale "opposizione": quanti nel PD e nell'IDV (ma anche nei partiti minori) hanno fatto davvero qualcosa per controbattere questo scempio? Quanti hanno davvero alzato la voce, creato un movimento di informazione e di protesta contro questa vergogna? Praticamente nessuno. Semmai alcuni si sono fatti vedere alle manifestazioni organizzate dalla Scuola Pubblica solo per mettere il cappello e farsi vedere, dicendo: "è una vergogna, fate bene a protestare", e niente altro. I Leader? Non mi risulta che i leader del PD, da Franceschini a Bersani, abbiano preso in mano la cosa per davvero. E Di Pietro? Tonino combatte a lancia in resta grandi e condivisibilissime battaglie per la Giustizia, per la Costituzione, ma quello che fa a me pare di più un voler combattere una guerra personale con Berlusconi (per carità, giusta). Perché Di Pietro non ha mai preso iniziative forti per salvare la Scuola Pubblica? Lui ha lavorato nella Magistratura, e per questa combatte crociate a testa bassa, che condivido a pieno, ma per la Scuola? Niente!

E il giornalismo? Pronto solo a fare i suoi servizi sulle manifestazioni! I giornali della destra sono sempre stati pronti a sfottere e prendere in giro l'azione degli operatori della Scuola Pubblica: devono servire bene il loro padrone, non possiamo aspettarci da loro certo un'indagine, un dossier. E i giornali dell'altra area? O quelli indipendenti come il Fatto Quotidiano? Poco e niente: fa più notizia la guerra Berlusconi-Magistratura che la distruzione della Scuola Pubblica, e allora nessun dossier approfondito sulla "riforma", solo le notizie di prammatica. Che ha detto Annozero? Ballarò? Poco o niente. Forse gli unici che hanno detto qualcosa di preciso sono stati il Manifesto e l'Unità: che hanno però un'utenza molto più limitata.

E' uno schifo: la Scuola Pubblica è stata abbandonbata a se stessa, da tutti. Ho visto personalmente decrescere in maniera drastica il numero dei manifestanti ai cortei della mia città. Ho visto crescere la rassegnazione, vedo la disperazione. La Scuola Pubblica è senza futuro, o meglio: è senza un futuro positivo.

Ignoranza e disoccupazione: Berlusconi comanda, e nessuno fa niente per contrastare, tranne chi lavora nella Scuola.

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