lunedì 1 marzo 2010

Lo schiaffo in faccia della Società Civile alle minzogne del TG1

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E sollevazione di massa fu. La Società Civile si ribella alle minzogne (avete letto bene: minzogne) del TG1 e chiede immediata rettifica dell'ennesima traccia di disinformazione operata dalla redazione del TG1 capitanata dal ministro della propaganda Augusto Minzolini. Ricorderete il fatto, trattato anche QUI, e cioé la notizia data dal TG1 la settimana scorsa sulla presunta "assoluzione" dell'avvocato Mills operata dalla Cassazione. Cassazione che invece ha riconosciuto il reato di corruzione (quindi c'è anche il corruttore, ed è stato detto chi è, solo che ha le sue leggi ad personam a salvarlo), ma lo ha dichiarato prescritto per estinzione del termine. Minzolini prese la succulente palla al balzo e fece dichiarare che Mills era stato assolto. Così non è, perché la Cassazione ha invece confermato le condanne inflitte dalla Giustizia in primo e secondo grado.


Cosa succede allora? La stalinista-comunista-eversiva-eccetera Facebook si indigna, e procede a far girare la giusta voce, chiedendo immediata rettifica. Nasce un gruppo intitolato alla "dignità dei giornalisti e al il rispetto dei cittadini", e scoppia la patata bollente nelle mani della RAI, e tutto per colpa della disinformazione pilotata e strategica di un "uomo": Augusto Minzolini. Più di 60.000 iscritti in un amen: un sollevamente popolare destinato a crescere ancora in queste ore. In bacheca, come fa notare anche REPUBBLICA, centinaia di interventi. C'è chi chiede se esista "una legge che vieta di dare notizie false", e chi si propone, in ogni modo, di "diffondere l'esistenza dell'appello". In molti sono indignati e minacciano di non guardare più il Tg1 (saggia scelta). E c'è chi si lancia in analisi del nesso tra il potere di Berlusconi e la disinformazione crescente. Molti stanno anche "bombardando" la pagina Facebook del Tg1 con il messaggio "prescrizione non è assoluzione".

All'interno dell'appello è riportato un brano di un articolo di Michele Serra: "Per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. E' proprio una frode, una lurida frode che non descrive più l'aspra dialettica di un paese spaccato, descrive qualcosa di molto peggiore: l'impunità conclamata di chi mente con dolo, con metodo, con intenzione, sicuro di non doverne rispondere ad alcuno (all'Ordine dei giornalisti? è più realistico sperare che intervenga Batman)".

E poi ancora l'appello di Arianna Ciccone, che chiede oltre all'intervento dell'Ordine dei giornalisti anche le scuse e la rettifica da parte del Tg1 e della Rai. Nel testo dell'appello, infatti, si legge: "Ecco caro presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell'Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità. E mi aspetto, caro presidente Garimberti, e caro direttore Minzolini, le scuse del Tg1 e la rettifica". Online è già scattata una gara di solidarietà. Il link dell'appello si sta diffondendo rapidamente. Ora gli organizzatori stanno pensando di andare a consegnare le firme a mano martedì.

Ancora: la "Società Pannunzio per la libertà d'informazione" ha scritto una lettera a Bruno Tucci, Presidente dell'Ordine dei giornalisti di Roma. Eccola: "Caro Presidente, durante il Tg 1 delle ore 13,30 di sabato 26 febbraio è stata data per due volte, nella titolazione e nella notizia sul caso Mills, una informazione falsa. Dato che non possiamo immaginare che un Direttore e un'intera redazione non conoscano la differenza tra assoluzione e prescrizione di un reato accertato e sanzionato in due gradi di giudizio e confermato dalla stessa Corte di Cassazione; dato che non possiamo immaginare che il Tg1 e il suo Direttore non sappiano quale responsabilità e potere essi abbiano sulla formazione dell'opinione pubblica italiana, riteniamo che sia stato compiuto non un involontario errore (che peraltro non è stato seguita da alcuna rettifica) ma, dolosamente, una gravissima lesione della deontologia professionale e quindi chiediamo un'immediata apertura di un provvedimento disciplinare contro Augusto Minzolini e quanti altri siano riconosciuti corresponsabili della medesima truffa".

Notizia di poco fa, fresca fresca, dal CORRIERE: Nino Rizzo Nervo, componente del Cda di viale Mazzini, chiede al Tg1 una rettifica sulla notizia della "presunta assoluzione dell'avvocato Mills dal reato di corruzione". "Se non dare le notizie e' grave - ha dichiarato Rizzo Nervo - falsificarle incide irrimediabilmente sulla credibilita' e sull'attendibilita' dell'informazione del servizio pubblico. Per questo ho chiesto al direttore generale di pretendere dal TG1 un'immediata rettifica della notizia sulla presunta assoluzione dell'avvocato Mills dal reato di corruzione". Per Rizzo Nervo, "nel caso in cui il direttore del TG1 si rifiutasse, una contestazione disciplinare da parte della direzione generale sarebbe un atto dovuto inevitabile".

Che farà Minzolini? Userà i suoi "editoriali" per sparare qualche altra stupidaggine? Starà zitto? Chinerà il capo? Noi crediamo che sceglierà la via più becera possibile: in fondo, lui è lì per questo.

Ricordiamo infine che Augusto Minzolini capeggia la speciale classifica dei "Cortigiani d'Italia" (a un'incollatura segue Bruno Vespa), dedicata a chi più di tutti lavora per il Regime, potete votare anche voi (e verificare i voti) QUI.

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