martedì 13 aprile 2010

Ennesimo schiaffo morale a Napolitano

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha messo la firma su undici delle diciannove leggi ad personam create dai fidi servi del Kaiser per la salvezza dello stesso. La Corte Costituzionale gli aveva già dato sonore lezioni di Diritto Costituzionale bastonando quelle illegittime (vedi il lodo Alfano), ma Napolitano non ha imparato la lezione, trincerandosi dietro all'obbligo di firma previsto nel caso di ripresentazione di un testo già mandato indietro da lui, e quindi firmando subito l'impossibile.


La differenza è stata fatta notare da tutti: firmando subito il presidente della Repubblica si assume la responsabilità morale del contenuto delle disposizioni che promulga; mentre invece rimandandole indietro e firmandole quando riproposte (come prevede la Costituzione) ha almeno la coscienza a posto: perché ha già fatto notare a tutti (istituzioni e cittadini) il disaccordo con le stesse.

Napolitano ha firmato l'Illegittimo Impedimento, e subito viene fuori la questione di incostituzionalità della normativa, come già indicato anche in questo blog in riferimento ai contenuti e alle disposizioni.

A Milano infatti, dove la Giustizia vorrebbe lavorare invece di essere azzoppata e mortificata da queste disposizioni scandalose oltre che dalle continue accuse diffamanti del Kaiser, i PM che stanno portando avanti la pubblica accusa sulle irregolarità del Processo Mediaset partono giustamente all'attacco.

Come riporta fra gli altri REPUBBLICA l'incostituzionalità la si ricava dagli articoli 101 e 138 della Carta. Lo ha sostenuto il pm della procura di Milano, Fabio De Pasquale. Dopo la lettera depositata dai legali del premier nella quale il segretario della presidenza del Consiglio ha indicato come prossime date utili per celebrare il processo il 21 e il 28 aprile, il pm ha rilevato che se "di fronte a una certificazione del segretario della presidenza del Consiglio il giudice deve rinviare il processo anche per mesi, allora la legge è costituzionalmente illegittima". Il pm aggiunge che questa legge si limita ad ampliare i casi di legittimo impedimento già riconosciuti dall'ordinamento, "ma non dice nulla sul fatto che il legittimo impedimento produca o meno impossibilità assoluta a comparire in aula del presidente del Consiglio". Tuttavia, davanti alla certificazione delll'impossibilità di Berlusconi a partecipare al processo fino alla data del 21-28 luglio, saremmo di fronte a "un'interpretazione costituzionalmente illegittima".


Il processo si può celebrare "anche di sabato e di domenica", aggiunge De Pasquale, che vuole lavorare e togliersi le pastoie governative.

Immediata la replica di uno dei colletti bianchi del Cavaliere: "L'impedimento è legittimo e spero che questa legge consenta di ottemperare le esigenze del tribunale con quelle del consiglio dei ministri". Nicolò Ghedini ovviamente prende in giro i pm milanesi.

Nel frattempo, come era capitato per il lodo Alfano, l'IDV presenta in Cassazione la richiesta di Referendum.

Chissà come finirà. Chissà se il Kaiser iuscirà a "convincere" qualche giudice in più (all'interno della Corte Costituzionale). Quello che conta sono i fatti: sia nel caso di Referendum che in caso di pronuncia della Corte Costituzionale i tempi saranno lunghi, e nel frattempo l'accolita di "legali" (chiedo scusa alla categoria) che serve gli interessi del Kaiser troverà altri modi per far evitare al proprio foraggiatore quello che merita.

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