martedì 27 aprile 2010

La Chiesa palermitana che sostiene gli indagati

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Credo che se un mio amico o parente (anche stretto) fosse sotto indagini per qualche probabile reato (da accertare) il giusto atteggiamento da parte mia potrebbe essere lo stare zitto, e magari in forma privata andare a chiedergli che sta succedendo. Mai e poi mai però andrei a dire in giro che questo parente o amico è "perseguitato", soprattutto se occupassi un qualche posto di rilievo nella comunità. Non lo farei perchè sarebbe disonesto farlo, oltre che irrispettoso nei confronti della Magistratura e della Polizia Giudiziaria che lavorano tutti i giorni. Del resto non è detto che dalle indagini si abbia per forza un rinvio a giudizio.

La serenità e l'onestà morale sono fondamentali in tali situazioni: tanto, se uno è colpevole bene o male qualcosa si raccoglie, se è innocente è praticamente impossibile che vengano raccolte prove, a meno che qualcuno non si adoperi per far girare falsità (fantascienza).


A Palermo le cose non vanno così. In perfetta linea col trend delle alte sfere clericali, che fanno affari con i politici corrotti e pregiudicati, alla parrocchia di Santa Susanna di Palermo le prediche sono uno strumento di bassa e sozza lega. Veniamo ai fatti.

Sonia Alfano (IDV) ha scritto una lettera alla Curia di Palermo denunciando quanto segue.

Anzitutto la messa del 25 aprile è iniziata con mezzora di ritardo perchè il presidente della Regione Raffaele Lombardo non giungeva in orario per la celebrazione, poi a lui sono stati riservati alcuni posti in prima fila, come se lui valesse più degli altri fedeli credenti e cittadini che vanno a messa in orario (io non lo faccio, quindi non corro questi rischi).

Ma soprattutto, la cosa più grave: il monito del parroco, che ha invitato l'intera Comunità a pregare per il Presidente Lombardo "in virtù del terremoto giudiziario che lo ha travolto", affinchè Dio lo illumini dopo le pesanti accuse (concorso esterno in associazione mafiosa) ricevute.

La Alfano quindi chiede al monsignor Romeo della Curia di Palermo: "E' questo il ruolo della Chiesa. Durante la Santa Messa, ed in una giornata in cui viene celebrato il Sacramento della Cresima, è normale fare mera propaganda politica? E' normale schierarsi, perdipiù con un indagato per mafia? Quale segnale arriva alla Comunità in questi casi? Non sarebbe il caso che la Chiesa tornasse al Suo ruolo di guida spirituale senza trattamenti di favore nei confronti dei potenti, senza propaganda politica, senza discriminazioni?"

La Alfano poi giustamente aggiunge: "Questi episodi offendono la memoria delle vittime innocenti della mafia tra le quali, Vi ricordo, ci sono anche parroci come Don Pino Puglisi e Don Peppe Diana, simboli di ciò che la Chiesa dovrebbe essere e di quale atteggiamento dovrebbe assumere nei confronti del fenomeno mafioso."
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Come non darle ragione?

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