lunedì 12 aprile 2010

La mannaia Gelmini sulla Scuola Pubblica in Sardegna

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Leggo oggi nella Nuova Sardegna un interessantissimo articolo, finalmente un articolo analitico, riguardante la Scuola Pubblica in Sardegna. Alza la voce la CGIL, finalmente, e denuncia lo scempio che per l'anno scolastico a venire si verificherà a partire da settembre 2010, quando nella nostra isola perderanno il lavoro più di mille insegnanti (la percentuale più alta in Italia, dopo la Calabria).


La CGIL non punta il dito solo sulla ministra della distruzione pubblica (Maria Stella Gelmini), ma anche su Lucia Baire, assessore in Sardegna per la materia in oggetto, la quale è rea di rimanere prona ad ogni indicazione del governo attraverso il Ministero, e di non protestare o lottare contro la creazione di disoccupati che questa "riforma" è finalizzata a creare. La Baire dal canto suo ha parlato solo di tutela degli istituti privati e di "federalismo ridicolo" come punti da contestare del decreto Gelmini, ma si sarebbe fermata lì: nessuna iniziativa, nessuna presa di posizione netta... solo acquiescenza di quanto viene da Roma, esattamente in linea con l'atteggiamento di Cappellacci, il "governatore", che si sta segnalando per il suo immobilismo nei settori fondamentali dell'economia sarda.

Vediamo i dati, perchè questi contano davvero, non le parole di tizio o caio (né tantomeno della 2beata ignoranza" (il soprannome dato alla Gelmini). Quest'anno in Sardegna i docenti sono appena più di 20.000, e cioé 20.009. Con la "riforma" passeranno ad essere esattamente 18.972, con un calo di 1037, così divisi: la Scuola d'Infanzia perderà 2 insegnanti, la Scuola Primaria 336, quella Secondaria di 1° grado invece 55, e infine la Scuola Secondaria di 2° grado ne perderà 644, il taglio più grosso. I docenti di sotegno al momento (attenzione, sottolineo: al momento) rimangono invariati: 2.426.

Con i tagli e il mancato turn-over, fa notare sempre la CGIL (con la FLC, cioé la Federazione Lavoratori della Conoscenza), "si assisterà al prosciugamento dei buchi di organico". E l'obiettivo è chiaro: non fare più assunzioni e non chiamare al lavoro i supplenti, con "buona" pace delle migliaia di precari sardi che aspettano da anni un cambiamento che non ci sarà più.

FLC e CGIL allora chiedono alla Regione ma anche al nuovo direttore generale dell'ufficio scolastico, Enrico Tocco, di bloccare "quest'annosa opera di rapina ministeriale", per scongiurare i tagli.

Quindi avremo più di mille nuovi disoccupati in una terra, la Sardegna, in cui il tasso di disoccupazione è molto più alto della media nazionale. E negli anni a seguire il numero crescerà esponenzialmente! Cosa farà il governatore? Si schiererà a difesa dei lavoratori sardi, Cappellacci (e con lui la Baire e Tocco), oppure se ne infischierà preferendo chinare il capo ai desideri del governo, diventando correo in questa opera di sfascio della Cultura e di creazione di disoccupazione?

Una cosa grave è che se pure la riforma non è stata ancora promulgata, quindi tecnicamente non è in vigore, mentre molte regioni si sono mobilitate contro di essa e non ne hanno applicato ancora i dettati sperando di bloccarla, in Sardegna si sta già dando attuazione a questo sfascio.

Ugo, batti un colpo... sei lì per noi, giusto? O no?

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1 commento:

  1. dunque
    a quanto pare - e le notizie sono fededegne, in quanto provengono dai colleghi sicialiani - in Sicilia non si attuerà la riforma che non ha ricevuto l'ultima firma e non è stata pubblicata in gazzetta ufficiale ...
    a questo si aggiunga che molte regioni hanno fatto ricorso per incostituzionalità della riforma: figuriamoci se la Baire ci ha pensato solo un nanosecondo!!! altro che prona alle indicazioni minsteriali ... è peggio! più realista del re.grazie ancora a chi ha votato Cappellacci :)
    mettetevi una mano sulla coscienza, se l'avete
    saluti
    A.

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